Ritorna l’Alzheimer Fest

Dalla sera di giovedì 12 a domenica 16 a Treviso, nello spazio del Parco Artemio, nella sede della Provincia, torna con la terza edizione l’Alzheimer Fest, l’evento che trova il lato gioioso di una malattia sempre più diffusa e troppo poco raccontata. I malati di alzheimer e le loro famiglia sono spesso lasciati da soli a fronteggiare una realtà che sconvolge la vita.

La sconvolge ma può anche arricchirla di fantasia e creatività. L’amore per esempio al tempo dell’Alzheimer prende delle sfumature inaspettate: dramamtiche ma anche molto tenere e romantiche.

Ma non è facile vederla sempre in questo modo positivo e allora servono proprio eventi come l’Alzheimer Fest dove si sdrammatizza, ci si aiuta e si condivide. Saranno quattro giorni densi di avvenimenti, 100 eventi che comprendono concerti, film, arte, letteratura, disegno, spettacoli teatrali. Dedicati e agibili proprio per tutti: dai più piccoli ai meno fisicati.

Ma anche appuntamenti dedicati all’approfondimento sulle cure possibili e sull’accudimento dei malati. Tanto per farvi un’idea dell’aria che tira all’Alzheimer Fest potete guardare questo video in cui la brillantissima Gianna Coletti fa una “lettura critica” di Rosse Rosse per te (mitica hit di Massimo Ranieri nel lontano 1969). Qui il programma del festival e anche le indicazioni su come arrivare e dove è possibile alloggiare.

Scuola: come scegliere lo zaino giusto e ridurre il peso

L’aspetto bizzarro nella crescita e nella maturazione degli studenti è che, fra la fine di un ciclo scolastico e l’inizio di quello nuovo, la loro consapevolezza subisce un scarto notevole. Con dslivelli da montagne russe. Alla fine della quinta elementare si sentono preadolescenti scafati che guardano con commiserazione i primini, poi pochi mesi dopo si trasformano in imbranatissimi studenti di prima media. Lo stesso meccanismo si ripete all’entrata del liceo e poi dopo essere orgogliosamnete maturati si trasformano in “sfigatissime” matricole universitarie.

In questo percorso a ostacoli alla conquista dell’autostima ho notato, oltre i classici risvolti psicologici, anche piccoli dettagli pratici che mostrano l’insicurezza degli studenti alle prese con una nuova realtà scolastica.

Come Linus con la sua coperta, anche i ragazzi quando affrontano una scuola nuova si difendono, si sentono più protetti, equippaggiandosi con più materiale possibile. Ci sono tante materie e, per paura di sbagliare, vogliono portare tutti i libri e quaderni. Poi classe dopo classe, crescendo viaggeranno sempre più leggeri: ormai strategicamente pronti a comprendere cosa sia veramente necessario.

Questa digressione per dire che la scelta dello zaino, sotto cui appunto barcollano, è importante. Per evitare problemi di postura e danni alla schiena sono state stilate, dal Dott. Giuseppe Larosa – Medico Chirurgo Ortopedico e Fisiatra, Responsabile della Fisiatria e Fisioterapia dell’Ospedale Koelliker di Torino – e la Dott.ssa Marina Gobbi – Medico Chirurgo Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa,  10 regole a cui è saggio attenersi.

Eccole:

1.     Ridurre il peso dello zaino, non superando quello massimo consentito (pari al 15% del peso corporeo del bambino). 

2.     Scegliere uno zaino ergonomico, che abbia quindi le seguenti caratteristiche:

·    spallacci ampi, imbottiti e regolabili,

·         schienale imbottito e, preferibilmente, con altezza degli spallacci regolabile,

·         cintura in vita per distribuire il peso al meglio e scaricarlo sulla zona del bacino.

3.     Indossare sempre entrambi gli spallacci.

4.     Regolare gli spallacci in modo che la parte più bassa dello zaino non arrivi a più di 10 centimetri al di sotto della vita.

5.     Posizionare gli oggetti maggiormente pesanti nella parte a contatto con la schiena.

6.     Riempire lo zaino in altezza e larghezza, mai in profondità. Se ha cerniere per ampliarlo (regolando la profondità) NON utilizzarle.

7.     Non correre né fare sforzi quando si sta indossando lo zaino.

8.     Utilizzare lo zaino per un tempo limitato, al massimo 30 minuti totali al giorno.

9.     Quando è possibile (es. sull’autobus o alla fermata) togliere lo zaino dalle spalle.

10.  Evitare i trolley: provocano una scorretta postura mentre si cammina, sbilanciata dal lato dello zaino e non rendono possibile il pendolamento di un arto, creando quindi uno squilibrio nello schema del passo.

Alla riscoperta della luna

Il 20 luglio 1969 l’Uomo compiva quello che è stato definito “un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’Umanità”, ossia metteva piede per la prima volta sulla Luna conquistando quella che fino ad allora sembrava essere rimasta l’unica frontiera inesplorabile. Tutto il mondo assistette col fiato sospeso alla diretta televisiva che dagli Stati Uniti mostrava gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin allunare portando a compimento la missione dell’Apollo 11.

A cinquant’anni da quella storica giornata la mostra “Oltre la Terra” (visitabile da domani al 28 luglio presso lo Spazio MIL a Sesto San Giovanni), un articolato percorso espositivo che su 1500 metri quadri porta i visitatori alla scoperta dei segreti dell’Apollo 11, dei suoi astronauti e soprattutto della Luna grazie a installazioni multimediali, proiezioni 3D, documenti, memorabilia, modellini e ricostruzioni davvero uniche.

La mostra “Oltre la Terra” celebra i cinquanta anni dall’allunaggio con vari allestimenti per rivivere i momenti più suggestivi di quel fatidico evento ma anche a scoprire i lati più affascinanti dei viaggi spaziali.  Comincia con un corridoio spazio-temporale che, attraverso infografiche, aiuta i meno esperti a ripercorrere le tappe salienti della storia dell’astronautica mondiale presentando una breve cronistoria dagli albori dei programmi spaziali ai primi astronauti.

Seguendo l’evoluzione della corsa allo Spazio tra USA ed URSS, il visitatore potrà rendersi conto di quali fossero le dinamiche in gioco tra le due superpotenze dell’epoca nella competizione per la supremazia tecnologica dell’esplorazione di questa nuova frontiera che rappresentava il campo di battaglia mediatico a livello mondiale per eccellenza. Infine, il percorso introduttivo metterà in evidenza i primi importanti risultati raggiunti dalle parti in gioco in un susseguirsi pieno di colpi di scena ed imprevisti che porteranno personaggi quali Juri Gagarin ad essere il primo uomo nello Spazio ad orbitare intorno alla Terra, Andrej Leonov ad essere il primo uomo ad aver realizzato una passeggiata spaziale e Valentina Tereskova ad essere la prima donna cosmonauta della storia.

Al centro dello spazio espositivo, si avrà accesso a tre distinte installazioni multimediali che permettono di sperimentare non solo la visione di filmati immersivi a 360° e 180° all’interno di cupole geodetiche rispettivamente da 11 ed 8 metri di diametro, ma anche di ammirare pianeti, stelle e costellazioni all’interno di un planetario di nuova generazione.

L’esposizione di una collezione completa delle prime pagine dei giornali nazionali dell’epoca che riportavano la notizia dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Metterà in risalto quale fosse l’atmosfera che si respirava a quei tempi e quale sia stato il rimbalzo mediatico a livello mondiale di questa impresa storica. Alla collezione delle prime pagine dei giornali sarà abbinata l’esposizione filatelica delle stampe a commemorazione dell’evento in cui sarà possibile visionare francobolli dell’epoca provenienti da tutto il mondo.

Un’area riservata alla realtà virtuale dotata di otto postazioni permetterà a tutti i visitatori di sperimentare in prima persona emozioni e sensazioni simili a quelle provate degli astronauti nelle missioni Mercury ed Apollo, sia durante i rientri sulla Terra, sia durante l’allunaggio o di provare l’ebrezza di una passeggiata spaziale come quella di Andrej Leonov. 

I Preraffaelliti a Milano

Fino al prossimo 6 ottobre a Palazzo Reale c’è una mostra imperdibile, affascinante e coivolgente. Dalla Tate Gallery di Londra sono arrivate 80 opere iconiche, come L’Ofelia di Hohn Everett Millais, Amore d’Aprile di Arhur Hughes, Lady of Shalott di John William Waterhouse, dipinta nel 1888 (nella foto). Capolavori di 18 artisti della corrente dei Preraffaelliti, che amavano definirsi una Confraternità, per sottolineare solidità ed esclusività della loro unione artistica e spirituale.

Le opere sono presentate in varie sezioni tematiche, per esplorare obiettivi, ideali e stili dei vari artisti. Ma anche l’importanza dell’elemento grafico e lo spirito di collaborazione che unì questi artisti.

Il movimento nato nel 1948 con l’unione di sette giovani artisti fuoriusciti dagli studi artistici della Royal Academy, (fra cui Dante Gabriele Rossetti, figlio di un carbonaro italiano rifugiatosi a Londra), contestava le convenzioni sociali dell’epoca e la rigidità delle correnti artistiche del periodo. L’ intento era di introdurre nell’arte e nella poesia (alcuni membri che si unirono successivamente alla Confraternita era scrittori e poeti) un nuovo realismo e significato. Furono i primi a esibire dipinti creati all’aperto, in mezzo alla natura. Lavorare in studio era considerato troppo borghese.

Roman de la Rose-Dante Gabriele Rossetti 1864

Il successo di questo movimento, che combatteva anche l’immagine rigida, severa e stereotipata della femminilità vittoriana, è dovuto anche alla bellezza e all’originalità delle donne rappresentate nei loro dipinti. Sfolgoranti e sensuali, sono diventate un nuovo ideale di bellezza. Nessun membro della Confraternita ebbe una vita sentimentale convenzionale. Il tema dell’amore e del desiderio nel senso moderno, diventava anche un mezzo per metterere allo scoperto i problemi socio-economici dell’epoca.

I loro dipinti riflettevano cambiamenti sociali come i viaggi e l’emigrazione, le crescenti preoccupazioni per la cura e l’educazione dei figli, argomenti che nessuno osava trattare a livello artistico. Il dipinto qui sotto, ad esempio, è il ritratto di una ragazzina ribelle, la meno studiosa della classe.

Cattivo soggetto- Ford Madox Brown 1863

La vastità dei temi trattati in questa esposizione e la ricchezza delle sensazioni che essa regala, rappresentano la giusta ispirazione anche per attività didattiche dedicate a bambini e ragazzi. Oltre a quelle dedicate alla scuola dell’infanzia e primaria (Filastrocche Preraffaellite) e a quelle per le scuole secondarie di primo e secondo grado, c’è una visita ad hoc per famiglie con bambini da 6 a 11 anni. Si intitola PRB, Agenti segreti dell’arte: è un percorso in cui i bambini possono fingere di entrare nella società segreta del Pre Raphaelite Brotherhood, la Confraternita dei pittori, e divertirsi a decifrare simboli e frasi segrete.

Il Giappone arriva a Bologna

Scoprire il meglio della cultura giapponese contemporanea, attraverso tutte le declinazioni di uno dei suoi temi più famosi e amati: cibo e riscoperta dei sapori, tra show cooking, ospiti ed eventi. È questo l’obiettivo della 9a edizione del Festival NipPop da venerdì 17 a domenica 19 maggio nel Quartiere Santo Stefano e al Teatro del Baraccano a Bologna.

La food culture sarà al centro del ricco programma della manifestazione, che vedrà la partecipazione di una serie di importanti ospiti internazionali amatissimi dal pubblico italiano, tra i quali la scrittrice OGAWA ITO, autrice del pluripremiato romanzo Il ristorante dell’amore ritrovato (da cui è stata tratta anche una versione cinematografica). E ancora Hirohiko Shoda – noto come CHEF HIRO – conosciuto e amato dagli spettatori televisivi per la sua partecipazione a La Prova del Cuoco e per la sua trasmissione Ciao, sono Hiro su Gambero Rosso Channel. Anche questa edizione si distingue per le prestigiose presenze legate al mondo del fumetto e dell’illustrazione.

Non mancherà uno sguardo al mondo dell’animazione, con un ospite d’eccezione: YASUO KAMEYAMA, produttore di serie animate e ideatore di riviste ed esibizioni a tema anime. Nei suoi oltre venticinque anni nel campo dell’animazione, ha prodotto alcune delle serie animate più famose: Doraemon dal 1986 al 2003, Marmalade Boy (noto in italia come Piccoli problemi di cuore) nel 1994.

Tantissime le attività per le famiglie: in collaborazione con Baraccano Kids – Il Baraccano dei piccoli propone un ricco programma dedicato ai più piccoli, per avvicinarli – divertendosi e sperimentando – al ricco universo della cultura giapponese. Qui il programma degli eventi per i bambini.

1. Laboratorio di ceramica raku

Un’esperienza unica, un laboratorio dedicato alla ceramica raku: una tecnica giapponese nata nel XVI secolo, una parola che significa gioia e liberazione. I partecipanti si cimenteranno nel rivestimento dei manufatti creati per loro con i particolari smalti appositamente formulati. Gli oggetti saranno poi sottoposti alla cottura e sfornati ancora incandescenti al fine di ottenere i caratteristici effetti decorativi con riflessi metallici, cavillature e affumicature. Conclusa l’esperienza i partecipanti riceveranno a ricordo della giornata gli oggetti da loro realizzati.

2. Laboratorio di disegno manga in collaborazione con Accademia Europea di Manga e Pentel

3. Origami con i maestri giapponesi dalla provincia di Mie

4. Vuoi anche tu diventare un ninja?

Gli amici della provincia di Mie porteranno a NipPop l’eleganza e la maestria dei ninja della città di Iga! I più piccoli – ma non solo – potranno cimentarsi nel lancio dello shuriken, la micidiale arma a forma di stella dei guerrieri ninja, e scoprire la storia di queste figure così popolari, misteriose e affascinanti.

5. Dimostrazione di karate classico e sportivo

Hiro © Francesco Vignali Photography

Fa’ la cosa giusta!

Oramai le prove che il nostro pianeta sta impazzendo non si contano più e questa piacevole precoce primavera ne è il riscontro più recente! Possiamo ancora fare qualcosa? Meglio continuare a sperarlo, comunque la mossa giusta è educare i più piccoli all’ecologia e alla consapevolezza degli sprechi. Perciò l’appuntamento è venerdì 8 marzo per la sedicesima edizione di Fa’ la cosa giusta.

Anche quest’anno saranno molti gli ​appuntamenti dedicati a bimbi, ragazzi e famiglie​, all’interno del programma culturale.

IBBY Italia ​e ​Nati per leggere Lombardia porteranno in fiera ​Mamma lingua​, una mostra e una bibliografia che comprende 127 libri di qualità per bambini in età prescolare in 7 lingue ​(albanese, arabo, cinese, francese, inglese rumeno e spagnolo), per far scoprire ai bambini che esistono lingue differenti dalla propria, affinché si sentano cittadini del mondo. Un progetto che ha già coinvolto 90 bibliotecari in Lombardia e ha reso disponibili 1964 copie dei libri contenuti nella bibliografia per il prestito nelle biblioteche di Milano e provincia.

Il centro d’arte Trillino Selvaggio porterà ​“il libro in scena” ​in due spazi differenziati per bimbi e ragazzi più grandi. I piccoli fino ai 5 anni saranno invitati a entrare nella “stanza delle storie”, entrando nelle pagine di un libro e colorandone i dettagli. I ragazzi tra i 6 e i 12 anni, potranno invece entrare nel “labirinto delle storie” uno spazio in cui perdersi, nascondersi e trovarsi.

Trillino selvaggio ©Luana Monte

Il collettivo ​animàni​, autori del manuale ​Crea il tuo cartone animato organizzerà laboratori ​per sperimentare la ​creazione di un cartone animato​, grazie alla tecnica più diretta e divertente al cinema d’animazione: i ​flipbook​, libricini che, se sfogliati velocemente, creano l’illusione del movimento.

Cosa succede quando un tornio incontra una bicicletta? Nasce il nuovo ​tornio a pedali dell’associazione il Tarlo! In fiera sarà possibile giocare insieme a realizzare le proprie trottole, senza elettricità.

Non mancherà l’ormai tradizionale ​falegnameria per bambini di Gino Chabod, esperto artigiano che li guiderà nella costruzione di giochi in legno con attrezzi su misura.

Come incantare i più piccoli

Forse l’età giusta per portare i bambini alla cinema è intorno ai tre anni, mettendo in conto che magari non si rimarrà seduti per tutto il tempo del film, perchè l’attenzione e la pazienza di un mini spettatore sarà più breve.

Andare a teatro è ancora più difficile. Non sempre gli spettacoli, anche le riedizioni delle fiabe, riescono a coinvolgere i piccolissimi che, spesso, fluttuano tra la noia e lo spavento. Infatti nel nostro Paese gli spettacoli teatrali pensati per un pubblico da 0 a 36 mesi sono pochissimi. Per questo sono stata piacevolmente sorpresa quando mi è capitato di assistere a MiloeMaya, uno spettacolo molto interessante e coinvolgente di Scarlattine Teatro.

Due attrici che fingono di apparecchiare una lunghissima tavola in uno spazio aperto, attorniato dal pubblico dei genitori con i bambini in braccio. Subito tutto diventa musica, canto e gioco. Suoni, parole, gesti, rumori che all’inzio lasciano perplessi e un po’ sospettosi i piccoli che osservano con curiosità qualcosa di strano, mai visto prima.

Poi piano piano si lasciano coinvolgere, sono quasi stregati delle azioni delle attrici e alla fine, con un piccolo incoraggiamento, rompono gli indugi, vincono la timidezza ed entrano nello spazio. Giocano con posate e suppelletili, i vassoi si trasformano in gong, il riso da manipolare diventa pioggia. Stupore e sorrisi. I bambini sono felici e perfettamente integrati nella magia dello spettacolo. I genitori emozionati devono immortalare il momento della sperimentazione coraggiosa dei loro piccoli.

Foto Arianna Maiocchi

La primissima infanzia rappresenta un pubblico molto esigente su cui non si può bluffare, una “baby opera” come questa che riesce a coinvolgere e divertire perchè entra nella loro sfera sensoriale, incuriosisce e stimola. “Per riuscire a incantare un pubblico così piccolo da 0 a tre anni, è necessaria molta ricerca”, spiega Anna Fascendini, ideatrice dello spettacolo e fondatrice di Scarlattine Teatro. “Dietro la spontaneità della performance ci sono anni di studio e sperimentazione”

Le proposte di questa compagnia teatrale spaziano dalla primissima infanzia a spettacoli adatti anche a un pubblico più adulto. Una produzione senz’altro da tenere d’occhio. Spesso in cartellone nei vari festival letterari in tour nella penisola, sarà poi possibile seguirli nel prossimo mese di giugno al Festival delle Esperidi, da loro organizzato in Brianza, a Campsirago Residenza nelle sede della compagnia.


Peppa Pig diventa cinese

Oggi è il giorno del Capodanno Cinese e quest’anno sarà quello del Maiale.

Auguri a tutti, in fondo siamo tutti un po’ asiatici.

Così Peppa Pig, la maialina rosa best seller, tanto simpatica ma un po’ ingenua, interpreta questo oroscopo come una celebrazione. Festeggia dimenticando tutti i piatti saporiti della cucina cinese che hanno come vittime sacrificali i parenti suini.

Peppa amatissima da milioni di bambini (l’altro giorno mi è capitato di sedermi vicino a una piccoletta che con l’iphone della mamma, come drogata, febbrile si sciroppava tutti i cartoni uno via l’altro) ha deciso di sbarcare in Cina.

Oggi su Rai Yoyo i suoi cartoni, due storie in cui preparava gli addobbi e festeggiava il Capodanno, sono stati trasmessi sia in italiano che in mandarino, in onore dei bambini cinesi residenti in Italia. Nel nostro Paese infatti ci sono circa 50.000 gli alunni cinesi che frequentano le scuole (per la gioia di Salvini!).

Inoltre oggi in Cina esce l’ultimo film di Peppa, in esclusiva per i fan asiatici, e qui sotto potete vedere il divertetne trailer, già diventato virale.

(Sono 5 minuti ma ne vale la pena!)

Il karaoke di Mary Poppins

Cantare al cinema sta diventando di moda, già molte sale propongono la versione sing along di Bohemian Rapsody e quindi perchè non provare anche il karaoke con le mitiche canzoni di Mary Poppins? Naturalmente si parla della vecchia Mary, quella della pellicola storica del 1964.

Se l’idea vi intriga potete provare a gorgheggiare Supercalifragilispichespiralidoso in compagnia, questo è l’appuntamento: al Cineclub Family al MIC domenica 17 febbraio alle 15 evento imperdibile con animazione dal vivo in sala e travestimento consigliato dove grandi e piccini potranno cantare le celebri canzoni del film.

Dal 10 febbraio infatti riparte il Cineclub Family con proiezioni di pellicole dedicate a bambini e ragazzi. Il primo sarà Spider-Man: un nuovo universo, poi dopo Mary Poppins, il 24 febbraio film di animazione giapponese Mirai e il 3 marzo, un classico, La volpe e la bambina.

Era meglio una circolare

Avete presente i vecchiovani? Quelli di cinquanta e oltre che cercano di sembrare giovani a tutti i costi? Ecco oggi, il giorno in cui dovevano uscire le materie della nuova maturità, il MIUR ha fatto una mossa da vecchiovane: comunicando le novità con le storie di Instagram.

Una strategia per arrivare dritto nel cuore e nella mente degli adolescenti. Già da ieri sera è apparso sull’account un inquietante video dove, con la colonna sonora de “La notte prima degli esami”, un anonimo studente maturando entrava in aula, per fare l’esame e già qui saliva un bel po’ d’ansia. Poi sembrava arrivasse qualche rivelazione, sulle materie e modalità e invece sul più bello.. il ragazzo era ingoiato dal buio! Fine del video.

“Giusto così per far salire l’angoscia!” commentavano stamattina gli studenti sui mezzi pubblici. E così i followers di MIURsocial hanno cominciato ad aumentare da 30.000 fino a ben oltre 70.000 stasera, perchè per scoprire di che morte dovevano morire, quali fossero le materie e come cambierà l’esame, i ragazzi hanno continuato a guardare Instagram.

Purtroppo non hanno apprezzato la mossa social dei vecchiovani del MIUR: loro vivono sui social ma sulle cose serie, come l’esame di maturità, preferivano un po’ di sana e vecchia tradizione. Diamine un pizzico di rispetto! Si sono quasi sentiti presi in giro.

“Credono che non siamo capaci di leggere una circolare?”, è stato il loro commento.

E per vendicarsi hanno cominciato a far girare sui loro social dei meme sui cinquantenni travestiti da adolescenti: il papà con lo skateboard e la mamma messa giù da discoteca.

Adesso poi ho letto che l’ultima novità è che all’orale il candidato dovrà scegliere fra tre buste. Questa non è una mossa tanto attuale, avverto un dejavu dei telequiz della buonanima del mitico Mike.

“Signora Longari, vuole la busta 1, 2, 3?”

Perchè prima o poi un vecchiovane (anche travestito) finisce per tradirsi!

Cos’è la paternità?

Mi ha particolarmente colpito la notizia, arrivata oggi sui nostri quotidiani, che racconta la storia del multimilionario inglese che scopre improvvisamente, in seguito a una nuova ricerca di paternità (con la seconda moglie) di essere sterile. I medici gli diagnosticano una fibrosi cistica che rende impossibile procreare. Strano che fosse già il padre felice di tre ragazzi avuti dalla prima moglie, divorziata anni fa.

La signora, interpellata sul mistero, ammette una relazione extraconiugale negli anni’90. E il multimilionario chiede non solo un risarcimento danni ma decide anche di non vedere più i figli, creature che non sono sangue del suo sangue. E fa ancora di più (leggo sul Daily Mail che ha pubblicato per primo questa squallida storia familiare) offre 5000 sterline a chi offrirà informazioni sul vero padre dei ragazzi (per spaccargli la faccia?).

La madre è sempre certa, mentre il padre poverino deve fidarsi. E casi come questo possono far venire la pelle d’oca a molti uomini, traditi e raggirati. Costretti a crescere e sponsorizzare figlioli altrui. Cos’è dunque la paternità? Una trasmissione di geni ma anche un processo di amore, accudimento e partecipazione, credo.

La storia del multimilionario inglese fa notizia anche perchè è densa di elementi succosi. Meglio di una telenovela. Lui è ricco e molto attraente, infatti al Daily Mail confessa di aver ricevuto da tutto il mondo lettere di donne che vogliono diventare sue “amiche”. Poi c’è il tradimento, l’ex moglie meno bella di lui, ma fedifraga e bugiarda. E ancora la vendetta, ti sputtano in tutto il mondo e offro una taglia per trovare il tuo ex amante.

Ma c’è anche un lato tristissimo che riguarda i figli, nonostante li abbia cresciuti adesso ne disconosce 2 su 3. E, per sentirsi a posto con la coscienza, promette comunque di mettere in giro solo foto di quando erano molto piccoli per non creare imbarazzo!

Poteva evitare di rendere pubblica la vicenda (essendo multimilionario non era il solito morto di fame che viene comprato dai tabloid che pagano un botto per uno scoop!). Poi dovrebbe prendersela con la moglie e non con i ragazzi che sono vittime incolpevoli!

Ogni favola è un sogno

Ci sono argomenti che sembrano troppo difficili da spiegare ai bambini, ma forse è la nostra sensibilità adulta che si frappone fra noi e la mente (elastica) dei più piccoli.

Ci imbarazziamo. Sentiamo disagio a trattare argomenti che ci paiono ostici perchè siamo imbevuti di precondetti che vengono dalla nostra educazione. Dalla cultura e dall’ambiente in cui siamo stati immersi per tutta l’esistenza.

I bambini invece sono più puri, incontaminati, capaci di assimilare i concetti con spontaneità. L’importante è la modalità con cui si veicolano le notizie ai più piccoli. Bisogna usare delicatezza ma anche creatività. Allora la fiaba, il racconto fantastico, sono senz’altro i mezzi più consoni e strategici.

Ogni favola è un sogno ha proprio questo scopo. Un libro che può essere un ottimo e utile regalo di Natale. Una raccolta di favole che hanno come tema lo spiegare ai più piccoli la procreazione medicalmente assistita.

Dieci racconti di autrici diverse, illustrati dalle belle immagini create da Eleonora D’amico. Inoltre la raccolta è arricchita anche dalle opinioni di due psicologhe, Alessandra Violi Ferari e Stefania Traini, e un neuropsichiatra infantile Federico Raviglione. Esperti che forniscono consigli pratici ai genitori su come raccontare ai più piccoli come sono stati desiderati e con quale fatica concepiti.

Molti dei protagonisti delle favole sono simpatici animali: dalla ranocchietta Daria che ancora non si vede perchè è solo nei sogni dei propri genitori, alle avventure di una coppia di dinosauri. Sono Sauro e Saura che si affannano a cercare il loro uovo, ma fanno fatica a stanarlo. Poi c’è Tina un’ape maldestra che desta qualche sospetto fra le colleghe operose perchè non riesce a fare il miele. Sono tutte storie poetiche. Ironiche, tenere e accattivanti, scelte da un concorso della scuola Holden e nate da un progetto dell’onlus Strada per un sogno.

Compiti a casa: utili o dannosi?

E’ di oggi la polemica sull’utilità o meno dei compiti a casa. Il Ministro dell’Istruzione, Daniele Bussetti, si è rivolto direttamente agli insegnanti, in previsione delle vacanze di Natale, per raccomandarli di non esagerare con i compiti a casa. Di non caricare troppo i ragazzi nella prossima pausa natalizia che dovrebbe essere anche consacrata al tempo libero da passare in famiglia. Da dedicare al relax, agli amici e agli eventuali hobbies.

Oggettivamente è già stato stabilito che in Italia le consegne dei compiti a casa siano quasi sempre in zona overdose. Soprattutto nei momenti festivi dove spesso la zavorra di  esercizi, testi da preparare e letture obbligatorie diventano un peso non solo per gli alunni ma anche per la famiglia che deve tenerne conto quando pianifica eventuali viaggi. Sospirando allorra si mettono libri, quaderni e astucci nella valigia. Bagaglio pesante che se si vola, fa guadagnare soprattutto alle compagnie aeree!

Scherzi a parte, la diatriba “compiti sì compiti no?” va avanti oramai da molto tempo. Intasa i gruppi whatsupp dei genitori e dagli oppositori spesso viene vista come una vendetta degli insegnanti, che con l’assegnazione pesante dei compiti, sottolineano il loro potere (l’ultima arma contro padri e madri sempre e comunque schierati in difesa dei pargoli!)

 

Ma i compiti servono veramente o sono un inutile fardello?

Per chiarirsi le idee è utile leggere questo saggio, che offre un’interessante panoramica sulla problematica. Affronta il tema da varie angolazioni: dal punto di vista dei docenti, dei pedagogisti e anche da quello dei ragazzi. Un viaggio a 360° nel mondo (a volte da incubo) dei compiti a casa. In una realtà dove alle superiori (molto spesso) le ricerche si tagliano&incollano da internet, gli esercizi di matematica e le versioni si condividono e copiano dai messaggi whatsapp, servono davvero?

Mentre alla primaria, qualche volta anche alle medie, succede che per smaltire in fretta la consegna madri, padri e nonni si mettano all’opera e poi con frustrazione riescano a meritare solo un misero 6+ ( a me è successo). In questa ipocrisia scolastica che senso ha continuare a infierire con una lista infinita di esercizi da fare a casa?

Nel libro tutte queste realtà vengono prese in considerazione e commentate con opinioni e consigli per studenti, genitori e insegnanti. Suggerimenti utili su come migliorare la situazione, snellire le incombenze dei ragazzi e soprattutto imparare a coinvolgerli. Non con la paura di essere beccati senza aver fatto quanto richiesto, ma stimolandoli a provare interesse per quello che stanno imparando.

 

Solidarietà per la Siria allo Zecchino d’Oro

Sabato finale straordinaria per il 61° Zecchino d’Oro, in diretta su Rai1 sabato 1 dicembre alle 16.40. Tra gli ospiti poi, una meravigliosa bambina proveniente dalla Siria, che canterà “La Terraluna”, canzone che vinse il 41° Zecchino d’Oro inneggiando ad un mondo libero e ricco di pace e amore per tutti. Il momento sarà l’occasione per sottolineare la vicinanza di Antoniano non solo ad alcune situazioni in Italia, ma anche a realtà più lontane: quest’anno infatti, “Operazione Pane” arriva fino in Siria e sostiene anche una realtà francescana di Aleppo, per garantire pasti alle famiglie vittime del conflitto. E il legame con Aleppo è talmente forte, che in occasione della finale voterà anche una specialissima giuria di bambini proprio dalla città araba.

La vicinanza di Antoniano alla Siria, però, è anche un progetto di accoglienza che parte a Bologna questa settimana. Dal 29 novembre una famiglia siriana composta da padre, madre e 2 bambini, arrivata in Italia attraverso un corridoio umanitario che ha garantito loro un percorso migratorio sicuro, verrà ospitata in un appartamento di Antoniano messo a disposizione grazie alla mediazione dell’ arcivescovo di Bologna.

Antoniano garantirà a questa famiglia le cure e tutte le attività di accoglienza e integrazione nel tessuto sociale italiano. Progetti di questo genere sono seguiti da pochissime associazioni, non espongono allo sfruttamento e ai trafficanti, e riconoscono i visti dai paesi di partenza. Per quanto importante accogliere chi arriva autonomamente, sottolineiamo l’importanza di nuove forme sicure e protette per chi deve abbandonare il proprio Paese.

“Operazione Pane” è il progetto annuale di solidarietà di Antoniano onlus a sostegno delle mense francescane diffuse in tutta Italia e non solo. Quest’iniziativa, avviata nel 2014, è arrivata a coinvolgere 14 mense che ogni giorno accolgono persone e famiglie in difficoltà partendo da un pasto caldo per promuovere, attraverso la relazione e interventi strutturati sui singoli soggetti, il reinserimento positivo all’interno del tessuto sociale.

Per aiutare e sostenere questo progetto, fino al 15 dicembre è attivo il numero solidale 45588. Per sostenere le mense di “Operazione Pane”, si può donare con un SMS dal valore di 2 euro oppure con una chiamata da rete fissa sempre al 45588 per una spesa di 5 euro.

Un regalo per i nonni

Il nostro è un Paese per nonni. In Italia si fanno pochi bambini ma in famiglia ci sono tanti anziani in gamba pronti ad accudire i più piccoli. Finalmente un primato positivo con i numeri che confermano questa tendenza. Una recente statistica europea rileva che il 33% dei nonni italiani è attivo nella cura dei nipoti, contro il 2,95 in Svezia e un misero 1,6% in Danimarca.I nostri nonni sono preziosi. Nel cuore e nel portafoglio. Dei veri e propri ammortizzatori sociali: impagabili alleati delle famiglie, a costo zero.

L’aiuto dei nonni ha infatti un valore economico che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,2% del PIL. E anche se le coccole dovrebbero non avere prezzo, praticamente l’aiuto dei nonni innesca una spirale di economie positive, permettendo alle mamme di riprendere il lavoro e alle famiglie di risparmiare i costi di strutture private e baby-sitter, per un valore compreso tra i 496 milioni e gli 1,3 miliardi di euro. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica il 30,6% ha un impegno attivo e intenso nell’accudimento dei nipoti, mentre il 42,6% si propone come nonno part-time.

E allora questi nonni così preziosi si meritano un bel regalo, qualcosa di prezioso non per il portafoglio ma per il cuore.

Si tratta di uno scrap book, un libro da costruire su souvenir e ricordi Nonna parlami di te e Nonno parlami di te, un albo da declinare al maschil e al femminile, da completare come un gioco assieme. Una storia tutta da scrivere e da comporre e sono proprio i nonni a creare il racconto rispondendo a tante domande dei nipoti: che cosa sognavi di diventare da grande? Com’erano i tuoi genitori e i tuoi nonni? Quali erano i tuoi giochi preferiti? Dove e quando hai conosciuto il nonno/la nonna? Quali sono le più belle esperienze che avete vissuto insieme?

Il libro è suddiviso in capitoli – accompagnati da testi, illustrazioni e da immagini evocative della storia e cultura italiana – che attraversano tutte le fasi della vita degli autori-nonni: dall’infanzia, agli anni della scuola, al matrimonio, passando per la vita professionale e gli interessi. C’è spazio anche per annotare ricette di famiglia tramandate in generazioni e altri aneddoti che sono preziosi perché unici per ognuno di noi, ma anche per disegnare e attaccare foto.

Un regalo che diventa anche un gioco da fare tutti insieme in famiglia.

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