Da Mary Poppins a Cenerentola

Questo mese ci sono appuntamenti imperdibili di cose da fare con i bambini!

Al Teatro Nazionale, prossima settimana martedì 13 (in calendario fino al 13 maggio) debutta il musical di Mary Poppins, la città è tapezzata dai manifesti da più due mesi!

Sono sempre stata una fan, da bambina ho visto il film con Julie Andrews un sacco di volte. Ero piccola e non riuscivo a dire Supercalifragilistichespiralidoso, è stato un po’  frustrante!

La produzione originale del musical  Mary Poppins ha debuttato nel West End nel 2004 e a Broadway nel 2006. Lo show è andato in scena anche in Australia e Nuova Zelanda e una versione tour ha girato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Lo spettacolo è stato visto da più di 11 milioni di persone.

La versione italiana dello show ha una grande orchestra dal vivo, straordinarie coreografie, spettacolari cambi scena, costumi suntuosi e incredibili effetti speciali.

Oltre ad assistere allo spettacolo per i fan di Mary Poppins, grandi e piccoli, c’è un’occasione speciale. Seratona il 22 febbraio: si può partecipare a un pre-show e a un cocktail di benvenuto con buffet, percorrere il red carpet e farsi fotografare e poi sedersi in sala con i vip invitati e i creativi dello spettacolo.

Nel biglietto è prevista anche una seduta di make-up, per evitare di presentarsi sbattuti e pallidini sul red carpet. Il dress code prevede vestito da sera.

(per prenotazioni  02.89013132)

Per gli appassionati di musica classica e lirica invece l’appuntamento è al Teatro Dal Verme,  dove continua la decima edizione de I Piccoli Pomeriggi Musicali, importantissimo progetto che nasce per promuovere la cultura orchestrale tra i bambini avviati allo studio della musica preparandoli all’esecuzione dei concerti della stagione di musica per i più picoli, ma si pone anche lo scopo di appassionare le nuovissime generazioni al mondo della musica classica. I Piccoli Pomeriggi Musicali sono oggi considerati tra le realtà più interessanti nel panorama delle formazioni giovanili.

Domenica 25 febbraio, alle ore 11 sarà in scena La Cenerentola, con musiche di Gioachino Rossini, la celebre fiaba sarà raccontata da attori con incursioni canore da voci di cantanti lirici.

Ecco come richiedere il bonus bebé

Da quando sono diventata povera ho cominciato a studiare come sfruttare gli ammortizzatori sociali, borse di studio e bonus vari. E’ un po’ come addentrarsi in un labirinto ma quando si riesce a trovare il bandolo, giusto un attimo prima di essere inghiottiti dal minotauro, è una gran soddisfazione.

Perciò sono contenta di condividere questa infografica di Money.it su come richiedere all’INPS gli 800 € di Mamma domani.

Per me è un po’ tardi 🙂 ma spero di aiutare le neomamme!

Al cinema senza pagare

Oltre a Renzi che corteggia i diciottenni sperando nel loro fresco voto, ci sono (fortunatamente) altre iniziative culturali rivolte ai giovanissimi.

A Milano una di queste è promossa dalla Fondazione Cineteca Italiana che per tutto il 2018 offre l’ingresso gratuito ai ragazzi dai 16 ai 19 anni. La sfida che la Cineteca di Milano desidera affrontare è quella di non far “consumare” ma “conoscere” il cinema, offrendo la possibilità di creare un momento sociale costruttivo, un modo semplice per “vedere cose da grandi” e scoprire dunque un cinema che non è quello dei soli blockbusters, ma film di qualità che li inducano quindi a riflettere senza stereotipi sulla vita e sulle proprie scelte.
Infatti l’educazione all’immagine è un ambito sempre più cruciale, perché entra direttamente in gioco nella creazione dell’identità e della dimensione sociale dei giovani, nella costruzione del proprio rapporto con gli altri e con la società in cui vivono.
Questo progetto vuole dunque agevolare l’avvicinamento alla settima arte, al fine di permettere ai ragazzi di conoscerne il linguaggio, le potenzialità espressive, rendendo l’analisi del film una pratica affine alla lettura di qualsiasi altro testo.
E mira anche a sviluppare la creatività ed il senso critico dei giovani, mettendoli di fronte al linguaggio dei mezzi di comunicazione di massa per renderli capaci di decodificarlo.
Sarà un’importante occasione per i ragazzi che potranno conoscere rassegne di film cult del passato e soprattutto potranno avere la possibilità di apprezzarli nel grande schermo.
Infatti il passaparola spinge a incuriosirsi verso pellicole “vintage”, viste però nello schermo del computer, dove perdono gran parte del loro fascino. I ragazzi guardano in sacco di film ma con uno spirito usa e getta, quindi la possibilità di gustare una storia in una cornice più consona e coinvolgente mi sembra un’opportunità importante e imperdibile.

Per entrare alle proiezioni del MIC o dello Spazio Oberdan ai ragazzi basterà esibire un documento di indentità.

Vacanze di Natale: cosa fare a Milano con i bambini

Quindici giorni di vacanza da scuola possono essere molto belli e in certi casi anche interminabili. Dopo aver passato in rassegna tutti i film natalizi e magari fatto una  scappatina ai musei con attività didattiche, ci si arrovella per trovare qualche attività natalizia da fare insieme ai bambini.
La buona notizia è che quest’anno a Milano ci sono eventi molto interessanti per le famiglie.
Ecco gli imperdibili:
Al Teatro alla Scala torna “Grandi Spettacoli per Piccoli”, un progetto speciale che presenta a un pubblico di giovanissimi le opere dei più grandi autori del patrimonio culturale, rivisitandole nel linguaggio e adattandole nei tempi.
Arriva Il Barbiere di Siviglia, l’opera di Rossini si veste così di allegre sfumature, prende il volto e le voci dei giovani protagonisti dell’Accademia Teatro alla Scala e regala uno spettacolo che vuole formare attraverso la semplicità delle emozioni che s’intrecciano al divertimento.
I “Grandi Spettacoli per Piccoli” una proposta per bambini e famiglie che non si ferma solo al fascino della rappresentazione, ma che trova un approfondimento nei materiali messi a disposizione del suo pubblico: un kit educational con schede sull’opera e i suoi personaggi.
Qui per prenotazioni e dettagli

Dal 27 dicembre al 7 gennaio al Teatro Studio Melato invece una reinterpretazione della celebre favola di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm con le storiche marionette della compagnia Eugenio Colla. In questo spettacolo sono accentuati gli aspetti di percorso iniziatico e di crescita: Hansel e Gretel vengono lasciati soli nella foresta, incontrano la strega cattiva che li mette all’ingrasso per mangiarli ma, con astuzia e ingegno, si liberano di lei e tornano a casa con il suo gruzzolo. E vissero tutti felici, contenti e… ricchi!

Se invece siete appassionati di pattinaggio sul ghiaccio, il 6 gennaio, potete festeggiare la Befana al Forum di Assago, per assistere a Befana on Ice, uno spettacolo dove si esibiranno campioni internazionali di pattinaggio artistico. E i bambini potrenno anche pattinare con gli atleti sotto la guida degli istruttori di IceLab.
Per biglietti e sconti famiglia qui tutte le info.

Nel frattempo Buonissimo Natale a tutti!

Regali di Natale: un trucco smart per stare nel budget

Ogni anno è sempre la stessa storia: si inizia pieni di buone intenzioni, fissando per i regali di Natale un certo budget e giurando di non sgarrare. Poi ci si fa prendere dall’entusiasmo, dalla generosità, dalle occasioni imperdibili e altre volte dall’obbligo di contraccambiare un dono inaspettato e… mentre nel portafoglio gli scontrini aumentano a dismisura il nostro conto corrente si asciuga e diminuisce.

Quest’anno per non cadere nel solito errore ho deciso di provare una nuova strategia per prestare più attenzione alle spese. Voglio sperimentare conto corrente N26, nuovissimo arrivato in Italia da poco. Super tecnologico, si attiva velocissimamente dallo smartphone, in meno di dieci minuti, si interagisce tramite una App che rende molto più semplice tenere tutte le spese sotto controllo

Esistono tre tipologie di conto N26: due gratuite e una con una spesa minima. Ma la gioia di non dover più ricevere pagine e pagine di estratti conto, spesso con diciture incomprensibili, non ha veramente prezzo. E anche quella di scoprire, nell’estratto di fine anno, quanti soldi ci sono stati sottratti magicamente con le commissioni di ogni operazione, a cominciare da quelle indispensabili di bancomat.

Con N26, oltre a fare tutte le operazione più classiche di home banking, si può monitorare il proprio budget innanzitutto grazie alle notifiche che arrivano instantaneamente dopo ogni transazione. Grande deterrente psicologico per gli spendaccioni come me. Infatti dopo aver pagato e firmato, un conto è mettere lo scontrino nel portafoglio e poi dimenticarsene. Diverso è ricevere un messaggio di notifica dove ci sia “stampato” chiaramente il costo dell’acquisto.

Ci si rende conto molto di più della spesa. Ci si sente in colpa, si medita. E alla fine ci si assolve, ma con più fatica.

Poi un trucco per tenere le finanze sotto controllo è la possibilità, sempre attraverso l’App, di fissare un limite quotidiano di spesa. Sforato quello, si dovrà venire a patti con la propria coscienza per trovare una scusa valida per spendere ancora e ancora.

Un altro vantaggio di N26 riguarda la carta per i pagamenti: una Mastercard che si riceve con l’apertura del conto. Il massimale dei prelievi giornalieri può essere fissato personalmente e la stessa carta si può usare in tutti i bancomat d’Italia, senza commissione.

Anche per i viaggi all’estero nei Paesi dell’area euro con N26 hai tantissimi vantaggi, come i prelievi in tutti i bancomat di questi Paesi  a 0€ di commissioni.

E’ utile e rivoluzionaria anche la partnership con Transferwise per i bonifici in valuta diversa dall’euro.

Poi se per caso si dimentica il portafoglio a casa, questo conto attivo sullo smartphone si avvale anche del servizio Apple Pay, sistema sempre più diffuso, per cui si può pagare avvalendosi con la sicurezza dell’identificazione touch attraverso il telefono o l’Ipad.

(post in collaborazione con N26)

Giochiamo con lo yoga

Fare yoga è bellissimo, ho praticato per tanti anni e dopo una pausa ripreso con entusiasmo. Mi è appena arrivato questo bellissimo kit per fare yoga con i bambini: contiene un libro, scritto dall’insegnante di yoga Renata Centi e dalla mamma yoga-addicted Francesca Senette, in cui vengono spiegate le varie asana, le posizioni yoga, e 30 schede individuali che le illustrano singolarmente.

Yoga per bambini: un gioco, un allenamento per il corpo, un rinforzo per la mente. I suoi benefici mentali e fisici sono fondamentali negli anni della crescita. Lo yoga rinforza e allunga il corpo, aumenta l’equilibrio, l’elasticità, la coordinazione e le abilità motorie dei piccoli. Il bambino che fa yoga impara a perseverare, a essere paziente, a lavorare per ottenere un risultato e per raggiungerei propri obiettivi.

Le asana preferite dai bambini, e anche le più semplici da praticare per i principianti sono quelle denominate con il nome degli animali: pesce, gatto, cane, cammello, ecc.

Quindi le schede di questo libro, lucide e coloratissime, possono veramente diventare un gioco da fare con i bambini che tra l’altro sono bravissimi nel piegarsi, torcersi e anche concentarsi molto più degli adulti. E l’idea di fare yoga insieme può essere anche un modo per tener tranquilli i piccoli più scatenati.

Insomma questo yoga box è proprio un bel regalo da fare alle mamme per Natale.

La voce della mamma culla i piccoli prematuri

Parlando dei bambini preamturi, ho inaugurato il blog, 10 anni fa.

Per ragioni personali è un argomento che mi sta a cuore (e mi commuove sempre) così ogni volta che mi arriva una notizia che possa migliorare le condizioni dei piccoli nati troppo presto, mi sembra doveroso riportarla. In questo caso poi che riguarda l’ospedale S.Matteo di Pavia, dove Anita (nata pre-termine) studia medicina mi sembra che ci sia anche lo zampino del destino!

Una settimana fa: venerdì 17 novembre (Giornata Mondiale dei bambini prematuri) presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico San Matteo di Pavia la family room dedicata ai bambini prematuri e alle loro mamme, che ricrea una stanza di casa in ospedale. Ma non solo, in reparto è stato installato anche l’innovativo dispositivo MamiVoice, già in uso in altre importanti strutture ospedaliere, che porta la voce della mamma e il suono a contatto con il bambino ancora in incubatrice, con importanti benefici sulla salute del bebè.

L’intero progetto è stato ideato, realizzato e donato al San Matteo di Pavia dall’associazione “Gli amici de Il dono di Federica”, un’iniziativa nata grazie al sostegno dell’associazione creata dopo la perdita di Federica Michelini, con l’intento di portare avanti il suo percorso di generosità e la sua irrefrenabile passione per la vita, per la musica e per i bambini.

Mamivoice è un’installazione in reparto di un dispositivo che permette alla voce della mamma di entrare nella termoculla, dove il neonato prematuro inizia la sua avventura. Una tecnologia rivoluzionaria, in uso in importanti strutture internazionali, di cui recenti studi hanno dimostrato gli effettivi apporti benefici sui neonati prematuri, essendo in grado di migliorare le condizioni di salute riducendone i problemi cardiaci e respiratori.

La Family room invece è uno spazio nuovo di accoglienza, protezione e intimità, dove i bambini prematuri e le loro famiglie possano conoscersi a vicenda, sperimentando la normalità, prima della dimissione dall’ospedale. L’allestimento riproduce in tutto e per tutto un ambiente domestico confortevole.

Sentire la voce materna parlare o cantare, sia registrata che dal vivo, è stato collegato alla stabilizzazione delle condizioni fisiologiche dei neonati prematuri e a un minor numero di eventi cardio-respiratori, con potenziali benefici clinici sulla maturazione del sistema nervoso.

In Europa, ogni anno, circa mezzo milione di bambini nasce prima del termine. La prematurità rappresenta una delle principali cause di mortalità infantile e può inoltre provocare diversi problemi di salute nel bimbo come difficoltà respiratoria,
problemicardio-circolatori, infezioni, problemi neurologici e sensoriali.

Andarli a prendere alle medie?

Mi ricordo quando all’istruzione c’era Mariastella Gelmini che criticavamo di brutto, mi rammento anche i tempi della Moratti che adesso in lontananza appaiono luminosissimi perchè la nuova ministra Fedeli ce le fa rimpiangere di brutto. Anzi no, sarebbe divertente se le sue uscite così irreali non dovessero invece essere necessariamente applicate alla vita di tutti i giorni.

L’ultima sua surreale esternazione riguarda l’obbligo di andare tassativamente a prendere i ragazzi a scuola alle medie. Io purtroppo l’ho sempre fatto perché (per complicarmi la vita) avevo scelto di far frequentare alle mie figlie una scuola media non nel nostro quartiere ma in uno vicino. Limitrofo ma non così “vicino” da poter essere raggiunto a piedi. Quindi per Anita ci sono stati alcuni anni in cui ha potuto avvalersi del pulmino scolastico, mentre per Emma (hanno tolto il pulmino, e oggi mi chiedo: ci sarà mica stato lo zampino della Fedeli?) mi sono sciroppata tre lunghi anni di pendolarismo casa-scuola-casa-scuola.

Quindi tutta questa bella e lunga esperienza mi dà diritto a qualche commento sulla circolare in cui si stabilisce che sia obbligatorio che un adulto vada a prendere a scuola gli studenti delle medie. La prima considerazione riguarda l’atteggiamento della Ministra che sembra provare un’acuta antipatia verso i genitori. Si predica una sacrosanta e strategica alleanza fra scuola e famiglia, ma con queste rigide prese di posizione mi sembra che la distanza scuola-genitori rischi solo di ampliarsi.

Ricordando con tracotanza che i figli sono responsabilità dei genitori si impone un nuovo rito famigliare senz’altro complicato da organizzare. Se le mamme non sono casalinghe o magari partite Iva freelance, chi potrà andare a prendere i ragazzi? I nonni, le badanti, le tate? E i costi in termini di tempo e denaro?

Di solito davanti alle scuole all’ora di uscita ci sono incredibili ingorghi stradali di parcheggi selvaggi, che bella idea incrementare questo fenomeno! E poi, nonostante alcuni commenti babbioni all’articolo del Corriere sopracitato, (in cui si ricorda che gli anni delle medie sono quelli in cui si può ricadere nella tossicopendenza!) al di là di questo allarmismo gli anni delle medie sono anche quelli in cui è giusto e lecito che i ragazzini possano trascorrere qualche minuto tranquilli fuori della scuola a chiacchierare con gli amici, a guardarsi intorno, ad addocchiare magari anche qualche compagno interessante.

La Fedeli davanti a questa rischiesta di giovane autonomia ha ribadito, di non rompere e obbedire, i primi amori sbocceranno nel pomeriggio se proprio devono!

Barbie abita in Corso Como

L’evento era andato in scena la sera del 6 Aprile, nella settimana della Design Week.
(E ora si è aggiudicato due importanti riconoscimenti nel BEA Awards)
La facciata del palazzo in Corso Como 5 a Milano, si è trasformata come per magia in una vera e propria Casa di Barbie.
Grazie al video mapping, la nuova frontiera della tecnologia che proietta immagini in computer grafica su superfici reali ottenendo spettacolari effetti di proiezione 3D, al calare del sole moltissimi spettatori hanno assistito alla “costruzione” della casa dei sogni di Barbie. Modaioli, famiglie e bambini fan di Barbie accorsi hanno assistito ad uno spettacolo eccezionale, un’esplosione di immagini che li ha coinvolti totalmente e ha mostrato loro la casa di Barbie che si è “composta” letteralmente sotto i loro occhi, prima la facciata esterna e poi i vari ambienti interni.
L’evento era parte integrante della campagna #PapàCheGiocanoConBarbie, lanciata in Italia a Febbraio 2017 che speriamo cambi un po’ i costumi e combatta le discriminazioni di genere. Se i papà giocano con Barbie, le mamme possono aiutare i maschietti a crescere imparando a rispettare bambine prima e ragazze poi.

Le principesse Disney hanno una loro utilità!

In occasione della mostra dedicata alle Principesse e alle eroine Disney che partirà dal 14 ottobre presso il Museo del fumetto a Milano, Fondazione Cineteca Italiana e MediCinema Italia Onlus presentano una rassegna cinematografica che dall’8 ottobre, ogni domenica alle ore 15, fino al 29 ottobre, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, proporrà la proiezione di un film Disney: Biancaneve e i Sette Nani, Cenerentola, La Bella Addormentata nel bosco e Disney Frozen – Il regno di ghiaccio.

Ogni appuntamento, scherzosamente “vietato ai maggiori di 18 anni”, sarà allietato da un red carpet per tutti i bambini che vorranno vestire i panni dei personaggi preferiti di ognuna delle magiche avventure Disney.

L’intera rassegna è dedicata alla promozione del progetto MediCinema e le proiezioni  hanno l’obiettivo di contribuire alla raccolta fondi per la realizzazione della sala cinema integrata nel Grande Ospedale Metropolitano Niguarda. I genitori che accompagneranno i/le propri/e figli/e, oltre ad acquistare il biglietto d’ingresso per i bambini e le bambine (€ 5), potranno acquistare uno o più biglietti solidali (€ 10), il cui importo confluirà nella raccolta fondi per la promozione del progetto di MediCinema.

Gli appuntamenti cinematografici prendono il via domenica 8 ottobre alle ore 15 con l’intramontabile capolavoro Biancaneve e i sette nani (1937), che quest’anno compie 80 anni. Basato sull’omonima fiaba dei fratelli Grimm, è stato il primo lungometraggio prodotto da Walt Disney ed il primo interamente a colori.
Tutte le domeniche, prima della proiezione delle ore 15, dalle ore 14:30 il MIC diventerà un vero e proprio set dove i partecipanti, vestiti con i costumi dei loro personaggi preferiti, potranno sfilare sul red carpet, farsi foto e divertirsi ad interpretare le Principesse e gli altri personaggi.

Panoramica europea sui vaccini

Mi hanno inviato questa infografica che fa il punto sulla situazione vaccinale in Italia e in Europa e mi sono stupita nel vedere che in alcuni paesi altamente civilizzati, come ad esempio Inghilterra, Irlanda, Spagna, Portogallo, la situazione sia così diversa dalla nostra realtà.
Le discussioni e le polemiche sui vaccini continuano, personalmente ho vaccinato le mie figlie, mi sono astenuta solo nel caso del papilloma virus, dopo essermi ampiamente informata (ed esserne anche stata vittima con conseguente tumore al collo dell’utero).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la soglia di sicurezza minima di uno Stato, si aggira intorno al 95%. Sotto questa percentuale gli agenti patogeni, responsabili dell’insorgenza di specifiche malattie, continuano a diffondersi nella società.
Dall’attività dell’Istituto Superiore di Sanità è emerso che in Italia questo limite non viene raggiunto per nessuno dei vaccini monitorati.
Si avvicinano alla copertura minima richiesta, (93%) solo i vaccini che contrastano Epatite B, Tetano, Polio, Difterite, Pertosse, Hib. Al contrario, la minor copertura vaccinale riguarda la varicella (30%).

Con l’approvazione del nuovo decreto legislativo sulla materia, il cui fine è ridurre al minimo la diffusione delle malattie infettive prevenibili da vaccino, per i minori da 0 ai 16 anni sarà obbligatorio effettuare determinate vaccinazioni.
Nel caso in cui ciò non avvenga, verrà corrisposta una multa e sarà preclusa al minore l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia.

Il festival del disegno a Milano

Parte domani mattina, negli spazi dei Giardini Indro Montanelli, la seconda edizione di The Big Draw, il festival internazionale del disegno.
Inizia questo weekend a Milano, una maratona di due giorni con appuntamenti imperdibili, durante i quali si alternano workshop e incontri totalmente gratuiti con artisti e illustratori e poi si estenderà in tutta Italia.

Tutti sono invitati: grandi e piccoli, appassionati e professionisti, per sperimentare, disegnare e divertirsi, liberando la creatività.

I laboratori, con la guida esperta dello staff di Pleiadi, specialisti nella didattica e nella formazione dei ragazzi, sono disponibili a ciclo continuo durante le due giornate.

Si può provare il disegno sull’acqua con l’antica arte del Suminagashi, il percorso sensoriale all’interno del parco, la creazione dei colori della natura, l’acquerello botanico a cura della Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco oppure realizzare la propria spilletta, partecipare al maxi disegno sul muro dei colori, fino a sperimentare il movimento delle immagini con lo zootropio.

A cadenza oraria e con possibilità di prenotazione durante il festival, il programma prevede Atelier d’Artista con Pat Carra, Chiara Carrer, Anusc Castiglioni, Dario Cestaro, James Clough, Jim Le Fevre, Giulia Orecchia, Alessandro Sanna e Arianna Vairo che coinvolgono i partecipanti in lezioni e dimostrazioni dal vivo.

Novità di questa seconda edizione di The Big Draw Italia è la Stra-disegno: una grande corsa attraverso il parco alla ricerca di oggetti da raffigurare prevista per la domenica mattina. Qui è possibile scaricare il programma della manifestazione.

The Big Draw è un ente di beneficenza, fondato nel 2000 in Inghilterra, che promuove una campagna internazionale a sostegno del linguaggio universale del disegno come strumento di apprendimento, forma di espressione e di invenzione. Un grande festival con migliaia di attività pensate per coinvolgere chi ama disegnare e anche e soprattutto chi è convinto di non saperlo fare.

Alzeimer Fest

Tre giorni di festa, di musica, cibo, degustazioni, incontri, giri in barca, in bici, giochi per i bambini, il concerto della Banda Osiris e lo spettacolo di Paolo Hendel.

Dall’1 al 3 settembre, a Gavirate (un’ora da Milano in treno o in auto) sul lago di Varese, ci sarà la prima edizione dell’Alzheimer Fest, una specie di Oktober Fest ma meno alcolica, più allegra e vera.

Un raduno per festeggiare una malattia?

Sembra una cosa strana ma non è così: è un evento per combattere lo stigma su questa patologia sempre più diffusa. Qui si parlerà di Alzheimer anche in maniera più leggera, si condivideranno storie ed esperienze. Si cercherà il lato surreale della malattia, ma ci saranno anche approfondimenti, testimonianze, incontri con geriatri e specialisti. E’ una festa per sfidare la solitudine a cui condanna l’Alzheimer.

Quando qualcuno si ammala di nel nostro Paese diventa un problema personale. I famigliari dell’ammalato devono gestire la situazione al meglio delle loro possibilità e magari senza lamentarsi troppo. In solitudine, appunto.

In Italia gli ammalati sono un milione e ben tre milioni di famigliari che si occupano di loro.

Sono tanti, perchè la vita si è allungata e le malattie degenerative molto più frequenti. Un milione di persone che si isola dal mondo e vive in un universo parallelo di stranezze e demenza. Chi si prende cura di loro rischia di fare altrettanto, di perdere la brocca, di isolarsi. Convivere con l’Alzheimer è come abitare su un altro pianeta. Pochi, anche tra gli amici più empatici, riescono veramente a capire la nuova realtà in cui è precipitata la famiglia.

Opera di Maurizio Cattelan realizzata per Alzheimer Fest

Allora bisogna organizzarsi. Si fa rete. Per necessità e voglia di non soccombere a questo diavolo di malattia degenerativa che stravolge la vita alle persone che amiamo, sono nate molte associazioni di volontari e famigliari di ammalati di Alzheimer e una delle più “vivaci” si trova appunto a Gavirate.

Per capire meglio lo spirito della manifestazione guardate Il sogno di Mariuccia, un corto, ironico, delicato e commuovente, dedicato alle persone malate.

Opera creata da Maurizio Cattelan per Alzheimer Fest

Mamma in 3 ore

La qualità del rapporto mamma/bambino non è data dai litri di latte che lei fornisce, ma dall’amore con cui circonda il piccolo.
(buona e verissima notizia per tutte le mamme che hanno problemi di allattamento)
Questo è uno degli aforismi che si trovano nelle ultime pagine di Mamma in 3 ore
prezioso manuale di self help, esaustivo per tutte le neomamme, scritto da Giuseppe Ferrari, primario della divisione di Neonatologia e Pediatria dell’ospedale Umberto I a Torino.
Il titolo scelto dall’autore è volutamente provocatorio: bastano tre ore per leggere il libro e dopo si dovrebbe essere pronte, perfette per affrontare gioie e dolori della maternità.
Ogni mamma ha il bambino che si merita (nei primi anni di vita), riporta ancora Ferrari nell’elenco degli aforismi che devono far riflettere le madri.
Sembra quasi una minaccia, quindi altro che 3 ore, il manuale, per far funzionare le cose, conviene impararlo bene.
Magari anche un po’ a memoria.
Ma non c’è bisogno, perchè questo libro affronta i problemi relativi al primo anno con il bebé e, capitolo dopo capitolo, spiega proprio tutto. Come farcela in qualsiasi situazione, dalla più semplice a quelle di emergenza. Si può consultare di volta in volta, trovando facilmente l’argomento che interessa. Allattamento, coliche, dentizione, problemi di sonno, sviluppo motorio e cognitivo: c’è proprio tutto.
L’importante è imparare a mettersi in ascolto e cogliere le esigenze e i tempi del piccolo, perché il bebè è il miglior medico di se stesso. Un manuale che bada all’essenziale: agile e completo, ricco di consigli su come far crescere al meglio il proprio bambino. Senza trascurare gli imprevisti, i piccoli contrattempi, le preoccupazioni che, pare, siano quasi sempre immaginarie.
Questo scrive il grande pediatra ed esorta le mamme a stare traquille, ad avere fiducia nelle proprie capacità di ascolto e intuizione.
Però nelle ultime pagine del libro, Ferrari un sassolino dalla scarpa se lo toglie.
Dopo tanti anni di onorata carriera e tante frequentazioni con neonati, bambini e soprattutto con le loro mamme, si è divertito a stilare una piccola lista di stereotipi materni, descritti con tutti i loro tic e idiosincrasie.
Questa è la parte più divertente del libro e fa capire molto bene da dove provengono molti problemi dei nostri figli.

In estate viva il gioco libero!

Sfruttiamo l’estate per lasciare i nostri bambini liberi di giocare sfruttando la loro creatività, libri di sperimentare ma anche di annoiarsi.

A dispetto delle loro agende invernali piene di impegni, quando frequentano corsi per imparare uno strumento, praticare uno sport, apprendere una nuova lingua. Modi intelligenti di impiegare il tempo dei bambini ma a volte un po’ stressanti: sia per i genitori che devono organizzare e accompagnare sia per i piccoli che si stancano troppo.

Dov’è finito il tempo del gioco? Quello spazio temporale libero e spensierato che il bambino può impiegare per far galoppare la fantasia, costruire legami con altri bambini e con gli adulti senza che siano finalizzati al raggiungimento di altri traguardi e risultati misurabili.

Dell’importanza del gioco parlano le educatrici Jessica Joelle Alexander e Iben Dissing Sandahl nel best seller Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni

Ma perché il gioco libero è così importante? Perché senza poter costruire la loro identità e le loro relazioni in autonomia e indipendentemente da risultati esterni il bambino non svilupperà una personalità equilibrata. A cosa serve essere dei geni in matematica se non si hanno le capacità emotive di affrontare gli alti e bassi della vita?

Le autrici spiegano che lasciare il bambino libero di giocare lo aiuterà a sviluppare la resilienza, termine che indica la capacità di gestire le emozioni e controllare lo stress. Un’abilità fondamentale per prevenire i disturbi d’ansia e diventare adulti più equilibrati e felici.

In Danimarca non a caso si dà grande importanza allo sviluppo emotivo del bambino, non soltanto all’acquisizione di abilità e competenze. I bambini piccoli non vanno messi eccessivamente sotto pressione. Un bambino non dovrebbe sempre dover dare il massimo per ottenere un elogio.

Non è un caso che la Danimarca sia la patria dei Lego, i celebri mattoncini che consentono al bambino di usare l’immaginazione per giocare in libertà. Lego è la contrazione delle parole leg godt, che significano “giocare bene”.

Pixabay

Nel libro le esperte dispensano consigli ai genitori che vogliano regalare ai loro figli un’esperienza di gioco formativa e stimolante:

  1. Spegnete la tv, i cellulari e ogni altro apparecchio per stimolare i bambini a usare la loro immaginazione.
  2. Mettete a disposizione del bambino materiali e strumenti in grado di sviluppare tutti i sensi e la creatività. Non mostrategli come devono usarli, non guidateli nelle attività ludiche. Lasciateli liberi di imparare, condurre il gioco e creare e il loro cervello crescerà.
  3. Portate i bambini al parco, in spiaggia, nei boschi e in altre aree aperte in cui possano esplorare in autonomia senza rischi l’ambiente circostante.
  4. Fate frequentare ai vostri figli bambini di età diversa in modo che possano passare al livello successivo di apprendimento più facilmente.
  5. Per almeno 20 minuti al giorno mettetevi al loro livello e lasciate che siano loro a guidare il gioco, a coinvolgervi nella costruzione della loro realtà.
  6. Lasciate che giochino anche da soli per sviluppare l’immaginazione e usando voci diverse.
  7. In casa create un ambiente sicuro ma stimolante che li esorti a esplorare e a superare i loro limiti. Ad esempio un percorso a ostacoli con cuscini, materassini e piccoli sgabelli.
  8. Parlate ad altri genitori del movimento del gioco sano e cercate di coinvolgerli.
  9. Non intervenite subito in caso di conflitti tra vostro figlio e gli altri bambini. Il bambino deve imparare a rapportarsi ai bambini più difficili.
  10. Lasciate che il bambino trovi da sé le soluzioni. Fate un passo indietro e non proteggeteli quando non è necessario. Solo in questo modo svilupperanno le abilità più utili nella vita.

Praticando il gioco libero i bambini giorno dopo giorno impareranno a gestire la paura e la rabbia. Questo perché nel gioco non si ricevono mai troppe lodi. Il bambino deve costantemente negoziare le regole ed essere consapevole dello stato emotivo degli altri partecipanti per evitare che qualcuno si arrabbi e il gioco finisca: “Dal momento che i bambini vogliono giocare insieme, queste situazioni esigono che si esercitino ad andare d’accordo con gli altri, trattandoli da pari -scrivono le autrici- un’abilità fondamentale per essere in seguito felici nella vita”.

Il bambino libero di giocare oltre a essere più felice si immedesima nell’altro, sviluppando empatia e correndo un rischio minore di diventare un bullo.

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