Il Giappone arriva a Bologna

Scoprire il meglio della cultura giapponese contemporanea, attraverso tutte le declinazioni di uno dei suoi temi più famosi e amati: cibo e riscoperta dei sapori, tra show cooking, ospiti ed eventi. È questo l’obiettivo della 9a edizione del Festival NipPop da venerdì 17 a domenica 19 maggio nel Quartiere Santo Stefano e al Teatro del Baraccano a Bologna.

La food culture sarà al centro del ricco programma della manifestazione, che vedrà la partecipazione di una serie di importanti ospiti internazionali amatissimi dal pubblico italiano, tra i quali la scrittrice OGAWA ITO, autrice del pluripremiato romanzo Il ristorante dell’amore ritrovato (da cui è stata tratta anche una versione cinematografica). E ancora Hirohiko Shoda – noto come CHEF HIRO – conosciuto e amato dagli spettatori televisivi per la sua partecipazione a La Prova del Cuoco e per la sua trasmissione Ciao, sono Hiro su Gambero Rosso Channel. Anche questa edizione si distingue per le prestigiose presenze legate al mondo del fumetto e dell’illustrazione.

Non mancherà uno sguardo al mondo dell’animazione, con un ospite d’eccezione: YASUO KAMEYAMA, produttore di serie animate e ideatore di riviste ed esibizioni a tema anime. Nei suoi oltre venticinque anni nel campo dell’animazione, ha prodotto alcune delle serie animate più famose: Doraemon dal 1986 al 2003, Marmalade Boy (noto in italia come Piccoli problemi di cuore) nel 1994.

Tantissime le attività per le famiglie: in collaborazione con Baraccano Kids – Il Baraccano dei piccoli propone un ricco programma dedicato ai più piccoli, per avvicinarli – divertendosi e sperimentando – al ricco universo della cultura giapponese. Qui il programma degli eventi per i bambini.

1. Laboratorio di ceramica raku

Un’esperienza unica, un laboratorio dedicato alla ceramica raku: una tecnica giapponese nata nel XVI secolo, una parola che significa gioia e liberazione. I partecipanti si cimenteranno nel rivestimento dei manufatti creati per loro con i particolari smalti appositamente formulati. Gli oggetti saranno poi sottoposti alla cottura e sfornati ancora incandescenti al fine di ottenere i caratteristici effetti decorativi con riflessi metallici, cavillature e affumicature. Conclusa l’esperienza i partecipanti riceveranno a ricordo della giornata gli oggetti da loro realizzati.

2. Laboratorio di disegno manga in collaborazione con Accademia Europea di Manga e Pentel

3. Origami con i maestri giapponesi dalla provincia di Mie

4. Vuoi anche tu diventare un ninja?

Gli amici della provincia di Mie porteranno a NipPop l’eleganza e la maestria dei ninja della città di Iga! I più piccoli – ma non solo – potranno cimentarsi nel lancio dello shuriken, la micidiale arma a forma di stella dei guerrieri ninja, e scoprire la storia di queste figure così popolari, misteriose e affascinanti.

5. Dimostrazione di karate classico e sportivo

Hiro © Francesco Vignali Photography

Fa’ la cosa giusta!

Oramai le prove che il nostro pianeta sta impazzendo non si contano più e questa piacevole precoce primavera ne è il riscontro più recente! Possiamo ancora fare qualcosa? Meglio continuare a sperarlo, comunque la mossa giusta è educare i più piccoli all’ecologia e alla consapevolezza degli sprechi. Perciò l’appuntamento è venerdì 8 marzo per la sedicesima edizione di Fa’ la cosa giusta.

Anche quest’anno saranno molti gli ​appuntamenti dedicati a bimbi, ragazzi e famiglie​, all’interno del programma culturale.

IBBY Italia ​e ​Nati per leggere Lombardia porteranno in fiera ​Mamma lingua​, una mostra e una bibliografia che comprende 127 libri di qualità per bambini in età prescolare in 7 lingue ​(albanese, arabo, cinese, francese, inglese rumeno e spagnolo), per far scoprire ai bambini che esistono lingue differenti dalla propria, affinché si sentano cittadini del mondo. Un progetto che ha già coinvolto 90 bibliotecari in Lombardia e ha reso disponibili 1964 copie dei libri contenuti nella bibliografia per il prestito nelle biblioteche di Milano e provincia.

Il centro d’arte Trillino Selvaggio porterà ​“il libro in scena” ​in due spazi differenziati per bimbi e ragazzi più grandi. I piccoli fino ai 5 anni saranno invitati a entrare nella “stanza delle storie”, entrando nelle pagine di un libro e colorandone i dettagli. I ragazzi tra i 6 e i 12 anni, potranno invece entrare nel “labirinto delle storie” uno spazio in cui perdersi, nascondersi e trovarsi.

Trillino selvaggio ©Luana Monte

Il collettivo ​animàni​, autori del manuale ​Crea il tuo cartone animato organizzerà laboratori ​per sperimentare la ​creazione di un cartone animato​, grazie alla tecnica più diretta e divertente al cinema d’animazione: i ​flipbook​, libricini che, se sfogliati velocemente, creano l’illusione del movimento.

Cosa succede quando un tornio incontra una bicicletta? Nasce il nuovo ​tornio a pedali dell’associazione il Tarlo! In fiera sarà possibile giocare insieme a realizzare le proprie trottole, senza elettricità.

Non mancherà l’ormai tradizionale ​falegnameria per bambini di Gino Chabod, esperto artigiano che li guiderà nella costruzione di giochi in legno con attrezzi su misura.

Come incantare i più piccoli

Forse l’età giusta per portare i bambini alla cinema è intorno ai tre anni, mettendo in conto che magari non si rimarrà seduti per tutto il tempo del film, perchè l’attenzione e la pazienza di un mini spettatore sarà più breve.

Andare a teatro è ancora più difficile. Non sempre gli spettacoli, anche le riedizioni delle fiabe, riescono a coinvolgere i piccolissimi che, spesso, fluttuano tra la noia e lo spavento. Infatti nel nostro Paese gli spettacoli teatrali pensati per un pubblico da 0 a 36 mesi sono pochissimi. Per questo sono stata piacevolmente sorpresa quando mi è capitato di assistere a MiloeMaya, uno spettacolo molto interessante e coinvolgente di Scarlattine Teatro.

Due attrici che fingono di apparecchiare una lunghissima tavola in uno spazio aperto, attorniato dal pubblico dei genitori con i bambini in braccio. Subito tutto diventa musica, canto e gioco. Suoni, parole, gesti, rumori che all’inzio lasciano perplessi e un po’ sospettosi i piccoli che osservano con curiosità qualcosa di strano, mai visto prima.

Poi piano piano si lasciano coinvolgere, sono quasi stregati delle azioni delle attrici e alla fine, con un piccolo incoraggiamento, rompono gli indugi, vincono la timidezza ed entrano nello spazio. Giocano con posate e suppelletili, i vassoi si trasformano in gong, il riso da manipolare diventa pioggia. Stupore e sorrisi. I bambini sono felici e perfettamente integrati nella magia dello spettacolo. I genitori emozionati devono immortalare il momento della sperimentazione coraggiosa dei loro piccoli.

Foto Arianna Maiocchi

La primissima infanzia rappresenta un pubblico molto esigente su cui non si può bluffare, una “baby opera” come questa che riesce a coinvolgere e divertire perchè entra nella loro sfera sensoriale, incuriosisce e stimola. “Per riuscire a incantare un pubblico così piccolo da 0 a tre anni, è necessaria molta ricerca”, spiega Anna Fascendini, ideatrice dello spettacolo e fondatrice di Scarlattine Teatro. “Dietro la spontaneità della performance ci sono anni di studio e sperimentazione”

Le proposte di questa compagnia teatrale spaziano dalla primissima infanzia a spettacoli adatti anche a un pubblico più adulto. Una produzione senz’altro da tenere d’occhio. Spesso in cartellone nei vari festival letterari in tour nella penisola, sarà poi possibile seguirli nel prossimo mese di giugno al Festival delle Esperidi, da loro organizzato in Brianza, a Campsirago Residenza nelle sede della compagnia.


Peppa Pig diventa cinese

Oggi è il giorno del Capodanno Cinese e quest’anno sarà quello del Maiale.

Auguri a tutti, in fondo siamo tutti un po’ asiatici.

Così Peppa Pig, la maialina rosa best seller, tanto simpatica ma un po’ ingenua, interpreta questo oroscopo come una celebrazione. Festeggia dimenticando tutti i piatti saporiti della cucina cinese che hanno come vittime sacrificali i parenti suini.

Peppa amatissima da milioni di bambini (l’altro giorno mi è capitato di sedermi vicino a una piccoletta che con l’iphone della mamma, come drogata, febbrile si sciroppava tutti i cartoni uno via l’altro) ha deciso di sbarcare in Cina.

Oggi su Rai Yoyo i suoi cartoni, due storie in cui preparava gli addobbi e festeggiava il Capodanno, sono stati trasmessi sia in italiano che in mandarino, in onore dei bambini cinesi residenti in Italia. Nel nostro Paese infatti ci sono circa 50.000 gli alunni cinesi che frequentano le scuole (per la gioia di Salvini!).

Inoltre oggi in Cina esce l’ultimo film di Peppa, in esclusiva per i fan asiatici, e qui sotto potete vedere il divertetne trailer, già diventato virale.

(Sono 5 minuti ma ne vale la pena!)

Il karaoke di Mary Poppins

Cantare al cinema sta diventando di moda, già molte sale propongono la versione sing along di Bohemian Rapsody e quindi perchè non provare anche il karaoke con le mitiche canzoni di Mary Poppins? Naturalmente si parla della vecchia Mary, quella della pellicola storica del 1964.

Se l’idea vi intriga potete provare a gorgheggiare Supercalifragilispichespiralidoso in compagnia, questo è l’appuntamento: al Cineclub Family al MIC domenica 17 febbraio alle 15 evento imperdibile con animazione dal vivo in sala e travestimento consigliato dove grandi e piccini potranno cantare le celebri canzoni del film.

Dal 10 febbraio infatti riparte il Cineclub Family con proiezioni di pellicole dedicate a bambini e ragazzi. Il primo sarà Spider-Man: un nuovo universo, poi dopo Mary Poppins, il 24 febbraio film di animazione giapponese Mirai e il 3 marzo, un classico, La volpe e la bambina.

Era meglio una circolare

Avete presente i vecchiovani? Quelli di cinquanta e oltre che cercano di sembrare giovani a tutti i costi? Ecco oggi, il giorno in cui dovevano uscire le materie della nuova maturità, il MIUR ha fatto una mossa da vecchiovane: comunicando le novità con le storie di Instagram.

Una strategia per arrivare dritto nel cuore e nella mente degli adolescenti. Già da ieri sera è apparso sull’account un inquietante video dove, con la colonna sonora de “La notte prima degli esami”, un anonimo studente maturando entrava in aula, per fare l’esame e già qui saliva un bel po’ d’ansia. Poi sembrava arrivasse qualche rivelazione, sulle materie e modalità e invece sul più bello.. il ragazzo era ingoiato dal buio! Fine del video.

“Giusto così per far salire l’angoscia!” commentavano stamattina gli studenti sui mezzi pubblici. E così i followers di MIURsocial hanno cominciato ad aumentare da 30.000 fino a ben oltre 70.000 stasera, perchè per scoprire di che morte dovevano morire, quali fossero le materie e come cambierà l’esame, i ragazzi hanno continuato a guardare Instagram.

Purtroppo non hanno apprezzato la mossa social dei vecchiovani del MIUR: loro vivono sui social ma sulle cose serie, come l’esame di maturità, preferivano un po’ di sana e vecchia tradizione. Diamine un pizzico di rispetto! Si sono quasi sentiti presi in giro.

“Credono che non siamo capaci di leggere una circolare?”, è stato il loro commento.

E per vendicarsi hanno cominciato a far girare sui loro social dei meme sui cinquantenni travestiti da adolescenti: il papà con lo skateboard e la mamma messa giù da discoteca.

Adesso poi ho letto che l’ultima novità è che all’orale il candidato dovrà scegliere fra tre buste. Questa non è una mossa tanto attuale, avverto un dejavu dei telequiz della buonanima del mitico Mike.

“Signora Longari, vuole la busta 1, 2, 3?”

Perchè prima o poi un vecchiovane (anche travestito) finisce per tradirsi!

Cos’è la paternità?

Mi ha particolarmente colpito la notizia, arrivata oggi sui nostri quotidiani, che racconta la storia del multimilionario inglese che scopre improvvisamente, in seguito a una nuova ricerca di paternità (con la seconda moglie) di essere sterile. I medici gli diagnosticano una fibrosi cistica che rende impossibile procreare. Strano che fosse già il padre felice di tre ragazzi avuti dalla prima moglie, divorziata anni fa.

La signora, interpellata sul mistero, ammette una relazione extraconiugale negli anni’90. E il multimilionario chiede non solo un risarcimento danni ma decide anche di non vedere più i figli, creature che non sono sangue del suo sangue. E fa ancora di più (leggo sul Daily Mail che ha pubblicato per primo questa squallida storia familiare) offre 5000 sterline a chi offrirà informazioni sul vero padre dei ragazzi (per spaccargli la faccia?).

La madre è sempre certa, mentre il padre poverino deve fidarsi. E casi come questo possono far venire la pelle d’oca a molti uomini, traditi e raggirati. Costretti a crescere e sponsorizzare figlioli altrui. Cos’è dunque la paternità? Una trasmissione di geni ma anche un processo di amore, accudimento e partecipazione, credo.

La storia del multimilionario inglese fa notizia anche perchè è densa di elementi succosi. Meglio di una telenovela. Lui è ricco e molto attraente, infatti al Daily Mail confessa di aver ricevuto da tutto il mondo lettere di donne che vogliono diventare sue “amiche”. Poi c’è il tradimento, l’ex moglie meno bella di lui, ma fedifraga e bugiarda. E ancora la vendetta, ti sputtano in tutto il mondo e offro una taglia per trovare il tuo ex amante.

Ma c’è anche un lato tristissimo che riguarda i figli, nonostante li abbia cresciuti adesso ne disconosce 2 su 3. E, per sentirsi a posto con la coscienza, promette comunque di mettere in giro solo foto di quando erano molto piccoli per non creare imbarazzo!

Poteva evitare di rendere pubblica la vicenda (essendo multimilionario non era il solito morto di fame che viene comprato dai tabloid che pagano un botto per uno scoop!). Poi dovrebbe prendersela con la moglie e non con i ragazzi che sono vittime incolpevoli!

Ogni favola è un sogno

Ci sono argomenti che sembrano troppo difficili da spiegare ai bambini, ma forse è la nostra sensibilità adulta che si frappone fra noi e la mente (elastica) dei più piccoli.

Ci imbarazziamo. Sentiamo disagio a trattare argomenti che ci paiono ostici perchè siamo imbevuti di precondetti che vengono dalla nostra educazione. Dalla cultura e dall’ambiente in cui siamo stati immersi per tutta l’esistenza.

I bambini invece sono più puri, incontaminati, capaci di assimilare i concetti con spontaneità. L’importante è la modalità con cui si veicolano le notizie ai più piccoli. Bisogna usare delicatezza ma anche creatività. Allora la fiaba, il racconto fantastico, sono senz’altro i mezzi più consoni e strategici.

Ogni favola è un sogno ha proprio questo scopo. Un libro che può essere un ottimo e utile regalo di Natale. Una raccolta di favole che hanno come tema lo spiegare ai più piccoli la procreazione medicalmente assistita.

Dieci racconti di autrici diverse, illustrati dalle belle immagini create da Eleonora D’amico. Inoltre la raccolta è arricchita anche dalle opinioni di due psicologhe, Alessandra Violi Ferari e Stefania Traini, e un neuropsichiatra infantile Federico Raviglione. Esperti che forniscono consigli pratici ai genitori su come raccontare ai più piccoli come sono stati desiderati e con quale fatica concepiti.

Molti dei protagonisti delle favole sono simpatici animali: dalla ranocchietta Daria che ancora non si vede perchè è solo nei sogni dei propri genitori, alle avventure di una coppia di dinosauri. Sono Sauro e Saura che si affannano a cercare il loro uovo, ma fanno fatica a stanarlo. Poi c’è Tina un’ape maldestra che desta qualche sospetto fra le colleghe operose perchè non riesce a fare il miele. Sono tutte storie poetiche. Ironiche, tenere e accattivanti, scelte da un concorso della scuola Holden e nate da un progetto dell’onlus Strada per un sogno.

Compiti a casa: utili o dannosi?

E’ di oggi la polemica sull’utilità o meno dei compiti a casa. Il Ministro dell’Istruzione, Daniele Bussetti, si è rivolto direttamente agli insegnanti, in previsione delle vacanze di Natale, per raccomandarli di non esagerare con i compiti a casa. Di non caricare troppo i ragazzi nella prossima pausa natalizia che dovrebbe essere anche consacrata al tempo libero da passare in famiglia. Da dedicare al relax, agli amici e agli eventuali hobbies.

Oggettivamente è già stato stabilito che in Italia le consegne dei compiti a casa siano quasi sempre in zona overdose. Soprattutto nei momenti festivi dove spesso la zavorra di  esercizi, testi da preparare e letture obbligatorie diventano un peso non solo per gli alunni ma anche per la famiglia che deve tenerne conto quando pianifica eventuali viaggi. Sospirando allorra si mettono libri, quaderni e astucci nella valigia. Bagaglio pesante che se si vola, fa guadagnare soprattutto alle compagnie aeree!

Scherzi a parte, la diatriba “compiti sì compiti no?” va avanti oramai da molto tempo. Intasa i gruppi whatsupp dei genitori e dagli oppositori spesso viene vista come una vendetta degli insegnanti, che con l’assegnazione pesante dei compiti, sottolineano il loro potere (l’ultima arma contro padri e madri sempre e comunque schierati in difesa dei pargoli!)

 

Ma i compiti servono veramente o sono un inutile fardello?

Per chiarirsi le idee è utile leggere questo saggio, che offre un’interessante panoramica sulla problematica. Affronta il tema da varie angolazioni: dal punto di vista dei docenti, dei pedagogisti e anche da quello dei ragazzi. Un viaggio a 360° nel mondo (a volte da incubo) dei compiti a casa. In una realtà dove alle superiori (molto spesso) le ricerche si tagliano&incollano da internet, gli esercizi di matematica e le versioni si condividono e copiano dai messaggi whatsapp, servono davvero?

Mentre alla primaria, qualche volta anche alle medie, succede che per smaltire in fretta la consegna madri, padri e nonni si mettano all’opera e poi con frustrazione riescano a meritare solo un misero 6+ ( a me è successo). In questa ipocrisia scolastica che senso ha continuare a infierire con una lista infinita di esercizi da fare a casa?

Nel libro tutte queste realtà vengono prese in considerazione e commentate con opinioni e consigli per studenti, genitori e insegnanti. Suggerimenti utili su come migliorare la situazione, snellire le incombenze dei ragazzi e soprattutto imparare a coinvolgerli. Non con la paura di essere beccati senza aver fatto quanto richiesto, ma stimolandoli a provare interesse per quello che stanno imparando.

 

Solidarietà per la Siria allo Zecchino d’Oro

Sabato finale straordinaria per il 61° Zecchino d’Oro, in diretta su Rai1 sabato 1 dicembre alle 16.40. Tra gli ospiti poi, una meravigliosa bambina proveniente dalla Siria, che canterà “La Terraluna”, canzone che vinse il 41° Zecchino d’Oro inneggiando ad un mondo libero e ricco di pace e amore per tutti. Il momento sarà l’occasione per sottolineare la vicinanza di Antoniano non solo ad alcune situazioni in Italia, ma anche a realtà più lontane: quest’anno infatti, “Operazione Pane” arriva fino in Siria e sostiene anche una realtà francescana di Aleppo, per garantire pasti alle famiglie vittime del conflitto. E il legame con Aleppo è talmente forte, che in occasione della finale voterà anche una specialissima giuria di bambini proprio dalla città araba.

La vicinanza di Antoniano alla Siria, però, è anche un progetto di accoglienza che parte a Bologna questa settimana. Dal 29 novembre una famiglia siriana composta da padre, madre e 2 bambini, arrivata in Italia attraverso un corridoio umanitario che ha garantito loro un percorso migratorio sicuro, verrà ospitata in un appartamento di Antoniano messo a disposizione grazie alla mediazione dell’ arcivescovo di Bologna.

Antoniano garantirà a questa famiglia le cure e tutte le attività di accoglienza e integrazione nel tessuto sociale italiano. Progetti di questo genere sono seguiti da pochissime associazioni, non espongono allo sfruttamento e ai trafficanti, e riconoscono i visti dai paesi di partenza. Per quanto importante accogliere chi arriva autonomamente, sottolineiamo l’importanza di nuove forme sicure e protette per chi deve abbandonare il proprio Paese.

“Operazione Pane” è il progetto annuale di solidarietà di Antoniano onlus a sostegno delle mense francescane diffuse in tutta Italia e non solo. Quest’iniziativa, avviata nel 2014, è arrivata a coinvolgere 14 mense che ogni giorno accolgono persone e famiglie in difficoltà partendo da un pasto caldo per promuovere, attraverso la relazione e interventi strutturati sui singoli soggetti, il reinserimento positivo all’interno del tessuto sociale.

Per aiutare e sostenere questo progetto, fino al 15 dicembre è attivo il numero solidale 45588. Per sostenere le mense di “Operazione Pane”, si può donare con un SMS dal valore di 2 euro oppure con una chiamata da rete fissa sempre al 45588 per una spesa di 5 euro.

Un regalo per i nonni

Il nostro è un Paese per nonni. In Italia si fanno pochi bambini ma in famiglia ci sono tanti anziani in gamba pronti ad accudire i più piccoli. Finalmente un primato positivo con i numeri che confermano questa tendenza. Una recente statistica europea rileva che il 33% dei nonni italiani è attivo nella cura dei nipoti, contro il 2,95 in Svezia e un misero 1,6% in Danimarca.I nostri nonni sono preziosi. Nel cuore e nel portafoglio. Dei veri e propri ammortizzatori sociali: impagabili alleati delle famiglie, a costo zero.

L’aiuto dei nonni ha infatti un valore economico che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,2% del PIL. E anche se le coccole dovrebbero non avere prezzo, praticamente l’aiuto dei nonni innesca una spirale di economie positive, permettendo alle mamme di riprendere il lavoro e alle famiglie di risparmiare i costi di strutture private e baby-sitter, per un valore compreso tra i 496 milioni e gli 1,3 miliardi di euro. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica il 30,6% ha un impegno attivo e intenso nell’accudimento dei nipoti, mentre il 42,6% si propone come nonno part-time.

E allora questi nonni così preziosi si meritano un bel regalo, qualcosa di prezioso non per il portafoglio ma per il cuore.

Si tratta di uno scrap book, un libro da costruire su souvenir e ricordi Nonna parlami di te e Nonno parlami di te, un albo da declinare al maschil e al femminile, da completare come un gioco assieme. Una storia tutta da scrivere e da comporre e sono proprio i nonni a creare il racconto rispondendo a tante domande dei nipoti: che cosa sognavi di diventare da grande? Com’erano i tuoi genitori e i tuoi nonni? Quali erano i tuoi giochi preferiti? Dove e quando hai conosciuto il nonno/la nonna? Quali sono le più belle esperienze che avete vissuto insieme?

Il libro è suddiviso in capitoli – accompagnati da testi, illustrazioni e da immagini evocative della storia e cultura italiana – che attraversano tutte le fasi della vita degli autori-nonni: dall’infanzia, agli anni della scuola, al matrimonio, passando per la vita professionale e gli interessi. C’è spazio anche per annotare ricette di famiglia tramandate in generazioni e altri aneddoti che sono preziosi perché unici per ognuno di noi, ma anche per disegnare e attaccare foto.

Un regalo che diventa anche un gioco da fare tutti insieme in famiglia.

Figli Imperfetti

Oggi i genitori fanno molta fatica ad accettar le critiche ai propri figli. Per questo le relazioni fra genitori e insegnanti (dalla materna alla fine del liceo-posso testimoniarlo) sono spesso tese e burrascose. I genitori non accettano le imperfezioni dei figli e questa idiosincrasia arriva da lontano. Dai primissimi anni di vita dei bambini.

Nel recentissimo manuale Figli imperfetti, Hedemaire Brosche, insegnante tedesca, da tempo anche autrice di manuali sulla genitorialità, spiega il motivo di questo atteggiamento e soprattutto come accettare, affrontare e ribaltare in positivo, i difetti dei nostri figli. Il concetto di fondo che dà origine all’insicurezza dei genitori sta nell’avverbio troppo. Un bambino può essere definito troppo timido, troppo vivace, troppo rumoroso, troppo lento, troppo grasso, troppo magro, basso, alto, pallido…ecc.ecc.

Le persone che ci stanno attorno sin dalla nascita, spesso in buona fede, si permettono di giudicare i nostri figli, provocando dubbi e insicurezze. Con i neo genitori il terreno è fertile. Con il tracorrere del tempo è più facile cercare di non farci caso ma a volte il tarlo dell’incertezza fa breccia. E rimane.

Perchè i bambini devono essere considerati sbagliati, imperfetti, in base alle decisioni di qualcun altro?

L’autrice, attraverso esempi pratici, analisi di famose teorie psicologiche e anche esperienze cliniche accompagna il lettore a vedere le cose da una diversa prospettiva. A evitare i confronti, ad analizzare le situazioni in una luce più oggettiva. A sintonizzare aspettative e e stile educativo a seconda della diversa personalità dei bambini.

E come stare alla larga dai giudizi negativi che possono in maniera subdola influenzare per tutta la vita.

Brosche nelle pagine di questo manuale insegna a utilizzare la psicologia positiva, finalizzata a promuovere le risorse e le capacità delle persone a seconda delle loro inclinazioni. Insomma vedere le qualità dentro ai difetti. Evitare di usare il pensiero piatto, purtroppo molto diffuso, quello che per comodità, semplicità, si avvale dei preconcetti più comuni e si attacca agli stereotipi.

“Essere pronti a vedere quanto può esserci di buono in ciò che apparentemente è sbagliato ci arricchisce enormemente in lingimiranza, tolleranza e fiducia”, sottolinea la Brosche.

Imparando questa lezione, ci si rafforza, si diventa meno pavidi. Si acquista quella sicurezza necessaria per valutare senza timore anche le critiche che possono essere costruttive e aiutare a migliorare noi e i nostri figli.

Come organizzare la festa di compleanno perfetta

Tra i post più cliccati di sempre, sul blog, c’è questo: il problema festa di compleanno tra le madri è sempre più sentito e rimane sempre attuale.

E’ molto difficile trovare il giusto equilibrio fra la festicciola in famiglia e il party a cui invitare tutta la classe. Poi alla fine del tunnel genitoriale ci saranno poi i mitici e angosciosi (dipende dai punti di vista!) diciottesimi che però valgono un differente capitolo.

Anch’io quando le ragazze erano piccole mi sono fatta un un po’ prendere la mano e ho organizzato feste esagerate che hanno soddisfatto il mio ego anzichè procurare euforia alle bambine. A ripensarci mi vergogno anche un po’. Quindi oltre a fare un tardivo mea culpa, ho indagato, cercando di capire come organizzare una festa di compleanno quasi perfetta.

Le mamme partono con largo anticipo e pianificano il party con dispendio di mezzi ed energie. E per seguire e incoraggiare questa tendenza c’è un indotto sempre più variegato e costoso. Oramai i compleanni si possono fare praticamente ovunque: dalla ludoteca alla fattoria didattica, dal museo al cinema, passando per il bowling e il luna park.

Basta non avere problemi di budget perché le voci di spesa da tenere in considerazione sono tante.

L’affitto del locale, il coinvolgimento dell’animatore, la torta grande e fotogenica da immortalare sui social, gli inviti da spedire in anticipo e dulcis in fundo anche il regalo dopo-festa da donare agli invitati come souvenir.

Ma ne vale veramente la pena? I bambini sono contenti di queste mega celebrazioni?

O non sarà che le mamme si industrino così tanto anche per fare un po’ a gara tra loro?

“Le feste molto sfarzose sono diventate una moda e un business. Le madri a volte esagerano con l’organizzazione di questi compleanni per emulazione, per non sentirsi da meno, o inadeguate rispetto alle altre mamme”, conferma Elisabetta Rossini, pedagogista esperta di relazioni familiari.

“Invece non bisogna avere questo tipo di timori, perché per i bambini sono molto più divertenti le feste semplici, meno strutturare e più raccolte. E poi non è neppure necessario intrattenere i bambini a tutti i costi, magari seduti in cerchio, con un animatore che dice cosa fare. I bambini oggi hanno agende densissime. Oltre alla scuola fanno sempre tanti corsi, dove appunto ricevono indicazioni su come comportarsi. Almeno per la loro festa sarebbe bello lasciarli un po’ più liberi”.

Ma spesso questa idea di organizzare con un intrattenitore, in un luogo circoscritto, deriva anche dal timore dei genitori di trovarsi in una situazione dove sia difficile controllare tutti i bambini.

“Certo gestire un gruppo di ragazzini scatenati è una grande responsabilità. Quindi è un’idea strategica proporre personalmente, o anche con un animatore, qualche attività da fare. Come una caccia al tesoro, balli, disegni, una gara di canto, ecc. Ma non uno schema troppo strutturato”, consiglia ancora Rossini.

“Perché i bambini hanno anche la necessità di sentirsi liberi, di correre, muoversi senza uno scopo preciso. Gli adulti sono spesso spaventati da queste attività, perché le giudicano pericolose e osservandole non ne capiscono il senso. Sono invece espressioni salutari e normali per i bambini, specialmente se avvengono in un luogo spazioso sicuro, con la supervisione non troppo invadente di un adulto. Se accade, per esempio, che due bambini si spintonano non è niente di grave. Ricade tutto nel loro codice di comportamento e i grandi non devono allarmarsi o temere attacchi di aggressività. Oggi noi adulti siamo troppo pronti a etichettare ogni attività dei bambini, preoccupandoci e attribuendo ragioni e spiegazioni non necessarie. Questi comportamenti “liberi” sono solo manifestazioni dell’entusiasmo infantile”.

Quindi la ricetta è: budget dignitoso ma non esagerato, fiducia nei bimbi e…tanto sangue freddo!

Sagittarius progetto famiglia: forever young!

Mi capita spesso di vedere persone anziane a spasso con badanti che li accompagnano ma non interagiscono con loro. Spesso li ignorano.

Seduti fianco a fianco magari su una panchina, non conversano. Le accompagnatrici preferiscono parlare al telefono o chattare con qualcun altro. Trovo questa situazione molto triste, soprattutto per gli anziani che magari hanno ancora una mente lucida e vivace, forse anche piena di curiosità. Infatti al di là del decadimento fisico, la vera vecchiaia è proprio quella che collima con l’indifferenza e l’oblio verso le cose che ci circondano e una volta suscitavano in noi interesse.

Proprio per ovviare a questa attitudine purtroppo piuttosto diffusa, una mia amica, ispirata da una esperienza personale con i genitori, si è inventata una professione che trovo molto interessante e utile. Con il progetto di cui fa parte oltre ad aiutare in problematiche pratiche come la burocrazia online, la gestione sanitaria, la spesa e offrire corsi creativi, si occupa di garantire tempo libero di qualità agli anziani.

A seconda delle loro inclinazioni e preferenze, al pomeriggio li accompagna a vedere mostre, film, presentazioni. In una città come Milano innumerevoli sono le possibilità di piccoli piaceri intellettuali: dai musei alle semplici soste in libreria per curiosare fra le nuove pubblicazioni.

Il problema della vecchiaia è proprio la relazione con il tempo: è passato troppo in fretta ma nella terza età non si riesce a riempirlo con un po’ di gratificazione. La noia è sempre in agguato. Tutto diventa monotono o troppo complesso. E spesso, per quanto riguarda passatempi e compagnia, la relazione con figli e nipoti diventa complicata perché spesso intrisa di sensi di colpa da una parte e piccole recriminazioni e “capricci” dall’altra.

Allora uscire e distrarsi con qualcosa che incuriosisca e appassioni è meglio di qualsiasi medicina, una pillola di benessere, per il fisico e per l’umore.

Pimpa is back!

Domenica prossima, 14 ottobre, è la giornata delle famiglie al museo e gli ingressi sono gratuiti, qui potete trovare le mostre più interessanti vicino a voi.

Se siete a Milano, al Museo del fumetto, potete visitare la retrospettiva sul Corriere dei Piccoli, il primo giornalino dedicato ai bambini e un pezzo di storia del mondo dell’illustrazione a fumetti. Ma veramente imperdibilie domenica pomeriggio il laboratorio sulla Pimpa, una lettura animata che racconta l’avventura della cagnetta a pois e della sua amica papera Olivia.

La Pimpa, creata dalla fantasia di Altan per intrattenere la figlia bambina, in realtà avrebbe ben 43 anni (è nata infatti nel lontano ’75), portati benissimo.

Le sue avventure piene di intelligenza e ironia sono sempre attuali. Soprattutto a casa mia dove siamo (ancora) grandissimi fan. Come non ricordare perle di saggezza sparse fra i suoi fumetti. Come, ad esempio, le gag del Pavone Alfonso che si rimirava allo specchio ripetendo: “Dio come sono bello! Dio come sono bello!”

Non è forse un segno premonitore dell’overdose di selfie che ci sta invadendo?

Sono contentissima che la Pimpa sia stata rispolverata, è un personaggio di grande valore educativo per i più piccoli. Insegna ad amare la natura, gli animali, a credere nell’amicizia.

Aveva 303 amici ancor prima dell’avvento di Facebook!

E poi, ammettiamolo chi- tra i genitori- non si è mai chiesto se Armando, con quel baffone assassino alla Freddy Mercury, non fosse per caso un papà arcobaleno?

Perchè in questo mondo di guerrieri e fatine, la Pimpa non fa distinzioni di genere.

Un po’ di tempo fa parlando con alcuni bambini l’avevo citata: “Ti piace la Pimpa?”

Mi hanno guardato come fossi un dinosauro, nessuno sembrava conoscerla.

“Grande perdita per questi nativi digitali”, ho pensato.

Ma ora è tornata e vedo una luce in fondo al tunnel 🙂

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