Un regalo per i nonni

Il nostro è un Paese per nonni. In Italia si fanno pochi bambini ma in famiglia ci sono tanti anziani in gamba pronti ad accudire i più piccoli. Finalmente un primato positivo con i numeri che confermano questa tendenza. Una recente statistica europea rileva che il 33% dei nonni italiani è attivo nella cura dei nipoti, contro il 2,95 in Svezia e un misero 1,6% in Danimarca.I nostri nonni sono preziosi. Nel cuore e nel portafoglio. Dei veri e propri ammortizzatori sociali: impagabili alleati delle famiglie, a costo zero.

L’aiuto dei nonni ha infatti un valore economico che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,2% del PIL. E anche se le coccole dovrebbero non avere prezzo, praticamente l’aiuto dei nonni innesca una spirale di economie positive, permettendo alle mamme di riprendere il lavoro e alle famiglie di risparmiare i costi di strutture private e baby-sitter, per un valore compreso tra i 496 milioni e gli 1,3 miliardi di euro. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica il 30,6% ha un impegno attivo e intenso nell’accudimento dei nipoti, mentre il 42,6% si propone come nonno part-time.

E allora questi nonni così preziosi si meritano un bel regalo, qualcosa di prezioso non per il portafoglio ma per il cuore.

Si tratta di uno scrap book, un libro da costruire su souvenir e ricordi Nonna parlami di te e Nonno parlami di te, un albo da declinare al maschil e al femminile, da completare come un gioco assieme. Una storia tutta da scrivere e da comporre e sono proprio i nonni a creare il racconto rispondendo a tante domande dei nipoti: che cosa sognavi di diventare da grande? Com’erano i tuoi genitori e i tuoi nonni? Quali erano i tuoi giochi preferiti? Dove e quando hai conosciuto il nonno/la nonna? Quali sono le più belle esperienze che avete vissuto insieme?

Il libro è suddiviso in capitoli – accompagnati da testi, illustrazioni e da immagini evocative della storia e cultura italiana – che attraversano tutte le fasi della vita degli autori-nonni: dall’infanzia, agli anni della scuola, al matrimonio, passando per la vita professionale e gli interessi. C’è spazio anche per annotare ricette di famiglia tramandate in generazioni e altri aneddoti che sono preziosi perché unici per ognuno di noi, ma anche per disegnare e attaccare foto.

Un regalo che diventa anche un gioco da fare tutti insieme in famiglia.

Figli Imperfetti

Oggi i genitori fanno molta fatica ad accettar le critiche ai propri figli. Per questo le relazioni fra genitori e insegnanti (dalla materna alla fine del liceo-posso testimoniarlo) sono spesso tese e burrascose. I genitori non accettano le imperfezioni dei figli e questa idiosincrasia arriva da lontano. Dai primissimi anni di vita dei bambini.

Nel recentissimo manuale Figli imperfetti, Hedemaire Brosche, insegnante tedesca, da tempo anche autrice di manuali sulla genitorialità, spiega il motivo di questo atteggiamento e soprattutto come accettare, affrontare e ribaltare in positivo, i difetti dei nostri figli. Il concetto di fondo che dà origine all’insicurezza dei genitori sta nell’avverbio troppo. Un bambino può essere definito troppo timido, troppo vivace, troppo rumoroso, troppo lento, troppo grasso, troppo magro, basso, alto, pallido…ecc.ecc.

Le persone che ci stanno attorno sin dalla nascita, spesso in buona fede, si permettono di giudicare i nostri figli, provocando dubbi e insicurezze. Con i neo genitori il terreno è fertile. Con il tracorrere del tempo è più facile cercare di non farci caso ma a volte il tarlo dell’incertezza fa breccia. E rimane.

Perchè i bambini devono essere considerati sbagliati, imperfetti, in base alle decisioni di qualcun altro?

L’autrice, attraverso esempi pratici, analisi di famose teorie psicologiche e anche esperienze cliniche accompagna il lettore a vedere le cose da una diversa prospettiva. A evitare i confronti, ad analizzare le situazioni in una luce più oggettiva. A sintonizzare aspettative e e stile educativo a seconda della diversa personalità dei bambini.

E come stare alla larga dai giudizi negativi che possono in maniera subdola influenzare per tutta la vita.

Brosche nelle pagine di questo manuale insegna a utilizzare la psicologia positiva, finalizzata a promuovere le risorse e le capacità delle persone a seconda delle loro inclinazioni. Insomma vedere le qualità dentro ai difetti. Evitare di usare il pensiero piatto, purtroppo molto diffuso, quello che per comodità, semplicità, si avvale dei preconcetti più comuni e si attacca agli stereotipi.

“Essere pronti a vedere quanto può esserci di buono in ciò che apparentemente è sbagliato ci arricchisce enormemente in lingimiranza, tolleranza e fiducia”, sottolinea la Brosche.

Imparando questa lezione, ci si rafforza, si diventa meno pavidi. Si acquista quella sicurezza necessaria per valutare senza timore anche le critiche che possono essere costruttive e aiutare a migliorare noi e i nostri figli.

Come organizzare la festa di compleanno perfetta

Tra i post più cliccati di sempre, sul blog, c’è questo: il problema festa di compleanno tra le madri è sempre più sentito e rimane sempre attuale.

E’ molto difficile trovare il giusto equilibrio fra la festicciola in famiglia e il party a cui invitare tutta la classe. Poi alla fine del tunnel genitoriale ci saranno poi i mitici e angosciosi (dipende dai punti di vista!) diciottesimi che però valgono un differente capitolo.

Anch’io quando le ragazze erano piccole mi sono fatta un un po’ prendere la mano e ho organizzato feste esagerate che hanno soddisfatto il mio ego anzichè procurare euforia alle bambine. A ripensarci mi vergogno anche un po’. Quindi oltre a fare un tardivo mea culpa, ho indagato, cercando di capire come organizzare una festa di compleanno quasi perfetta.

Le mamme partono con largo anticipo e pianificano il party con dispendio di mezzi ed energie. E per seguire e incoraggiare questa tendenza c’è un indotto sempre più variegato e costoso. Oramai i compleanni si possono fare praticamente ovunque: dalla ludoteca alla fattoria didattica, dal museo al cinema, passando per il bowling e il luna park.

Basta non avere problemi di budget perché le voci di spesa da tenere in considerazione sono tante.

L’affitto del locale, il coinvolgimento dell’animatore, la torta grande e fotogenica da immortalare sui social, gli inviti da spedire in anticipo e dulcis in fundo anche il regalo dopo-festa da donare agli invitati come souvenir.

Ma ne vale veramente la pena? I bambini sono contenti di queste mega celebrazioni?

O non sarà che le mamme si industrino così tanto anche per fare un po’ a gara tra loro?

“Le feste molto sfarzose sono diventate una moda e un business. Le madri a volte esagerano con l’organizzazione di questi compleanni per emulazione, per non sentirsi da meno, o inadeguate rispetto alle altre mamme”, conferma Elisabetta Rossini, pedagogista esperta di relazioni familiari.

“Invece non bisogna avere questo tipo di timori, perché per i bambini sono molto più divertenti le feste semplici, meno strutturare e più raccolte. E poi non è neppure necessario intrattenere i bambini a tutti i costi, magari seduti in cerchio, con un animatore che dice cosa fare. I bambini oggi hanno agende densissime. Oltre alla scuola fanno sempre tanti corsi, dove appunto ricevono indicazioni su come comportarsi. Almeno per la loro festa sarebbe bello lasciarli un po’ più liberi”.

Ma spesso questa idea di organizzare con un intrattenitore, in un luogo circoscritto, deriva anche dal timore dei genitori di trovarsi in una situazione dove sia difficile controllare tutti i bambini.

“Certo gestire un gruppo di ragazzini scatenati è una grande responsabilità. Quindi è un’idea strategica proporre personalmente, o anche con un animatore, qualche attività da fare. Come una caccia al tesoro, balli, disegni, una gara di canto, ecc. Ma non uno schema troppo strutturato”, consiglia ancora Rossini.

“Perché i bambini hanno anche la necessità di sentirsi liberi, di correre, muoversi senza uno scopo preciso. Gli adulti sono spesso spaventati da queste attività, perché le giudicano pericolose e osservandole non ne capiscono il senso. Sono invece espressioni salutari e normali per i bambini, specialmente se avvengono in un luogo spazioso sicuro, con la supervisione non troppo invadente di un adulto. Se accade, per esempio, che due bambini si spintonano non è niente di grave. Ricade tutto nel loro codice di comportamento e i grandi non devono allarmarsi o temere attacchi di aggressività. Oggi noi adulti siamo troppo pronti a etichettare ogni attività dei bambini, preoccupandoci e attribuendo ragioni e spiegazioni non necessarie. Questi comportamenti “liberi” sono solo manifestazioni dell’entusiasmo infantile”.

Quindi la ricetta è: budget dignitoso ma non esagerato, fiducia nei bimbi e…tanto sangue freddo!

Sagittarius progetto famiglia: forever young!

Mi capita spesso di vedere persone anziane a spasso con badanti che li accompagnano ma non interagiscono con loro. Spesso li ignorano.

Seduti fianco a fianco magari su una panchina, non conversano. Le accompagnatrici preferiscono parlare al telefono o chattare con qualcun altro. Trovo questa situazione molto triste, soprattutto per gli anziani che magari hanno ancora una mente lucida e vivace, forse anche piena di curiosità. Infatti al di là del decadimento fisico, la vera vecchiaia è proprio quella che collima con l’indifferenza e l’oblio verso le cose che ci circondano e una volta suscitavano in noi interesse.

Proprio per ovviare a questa attitudine purtroppo piuttosto diffusa, una mia amica, ispirata da una esperienza personale con i genitori, si è inventata una professione che trovo molto interessante e utile. Con il progetto di cui fa parte oltre ad aiutare in problematiche pratiche come la burocrazia online, la gestione sanitaria, la spesa e offrire corsi creativi, si occupa di garantire tempo libero di qualità agli anziani.

A seconda delle loro inclinazioni e preferenze, al pomeriggio li accompagna a vedere mostre, film, presentazioni. In una città come Milano innumerevoli sono le possibilità di piccoli piaceri intellettuali: dai musei alle semplici soste in libreria per curiosare fra le nuove pubblicazioni.

Il problema della vecchiaia è proprio la relazione con il tempo: è passato troppo in fretta ma nella terza età non si riesce a riempirlo con un po’ di gratificazione. La noia è sempre in agguato. Tutto diventa monotono o troppo complesso. E spesso, per quanto riguarda passatempi e compagnia, la relazione con figli e nipoti diventa complicata perché spesso intrisa di sensi di colpa da una parte e piccole recriminazioni e “capricci” dall’altra.

Allora uscire e distrarsi con qualcosa che incuriosisca e appassioni è meglio di qualsiasi medicina, una pillola di benessere, per il fisico e per l’umore.

Pimpa is back!

Domenica prossima, 14 ottobre, è la giornata delle famiglie al museo e gli ingressi sono gratuiti, qui potete trovare le mostre più interessanti vicino a voi.

Se siete a Milano, al Museo del fumetto, potete visitare la retrospettiva sul Corriere dei Piccoli, il primo giornalino dedicato ai bambini e un pezzo di storia del mondo dell’illustrazione a fumetti. Ma veramente imperdibilie domenica pomeriggio il laboratorio sulla Pimpa, una lettura animata che racconta l’avventura della cagnetta a pois e della sua amica papera Olivia.

La Pimpa, creata dalla fantasia di Altan per intrattenere la figlia bambina, in realtà avrebbe ben 43 anni (è nata infatti nel lontano ’75), portati benissimo.

Le sue avventure piene di intelligenza e ironia sono sempre attuali. Soprattutto a casa mia dove siamo (ancora) grandissimi fan. Come non ricordare perle di saggezza sparse fra i suoi fumetti. Come, ad esempio, le gag del Pavone Alfonso che si rimirava allo specchio ripetendo: “Dio come sono bello! Dio come sono bello!”

Non è forse un segno premonitore dell’overdose di selfie che ci sta invadendo?

Sono contentissima che la Pimpa sia stata rispolverata, è un personaggio di grande valore educativo per i più piccoli. Insegna ad amare la natura, gli animali, a credere nell’amicizia.

Aveva 303 amici ancor prima dell’avvento di Facebook!

E poi, ammettiamolo chi- tra i genitori- non si è mai chiesto se Armando, con quel baffone assassino alla Freddy Mercury, non fosse per caso un papà arcobaleno?

Perchè in questo mondo di guerrieri e fatine, la Pimpa non fa distinzioni di genere.

Un po’ di tempo fa parlando con alcuni bambini l’avevo citata: “Ti piace la Pimpa?”

Mi hanno guardato come fossi un dinosauro, nessuno sembrava conoscerla.

“Grande perdita per questi nativi digitali”, ho pensato.

Ma ora è tornata e vedo una luce in fondo al tunnel 🙂

Arriva il Trenino Thomas

A Milano il servizio ATM, che gestisce i mezzi pubblici, lascia molto a desiderare. La parte migliore sono i tram in stile vintage. Con orgoglio patriottico possiamo dichiarare che sono lo stesso modello delle cable cars di S. Francisco e anche dei tram di Lisbona, che un paio di anni fa erano gloriosamente immortalati sul manifesto della promozione turistica del Portogallo.

Guardando il poster di visit Lisbona, si diceva: “Ehi, ma quello è il 23!”

Sì, i tram sono proprio belli, probabilmente ce li invidiano tutti e perciò sono diventati affittabili, per cene, feste e soprattutto pubblicità.

L’ultima mossa di ATM per farsi apprezzare (e far dimenticare ai milanesi che ogni tanto gli autobus si incocciano e il biglietto a gennaio aumenterà a 2€) è stata aprire un fichissimo profilo Instagram.

Per far contenti i cittadini, soprattutto i più piccoli, ora c’è un altro colpo di scena: sabato 20 ottobre dalle 11 alle 17 e domenica 21 ottobre dalle 14 alle 17, arriva il Trenino Thomas, un tram è “tematizzato”, per traformarsi nella locomotiva blu amata dai bambini.

L’iniziativa è pensata per celebrare l’arrivo del nuovo film con protagonista il famoso trenino. Si intitola “Un mondo di avventure” e sarà in onda in prima assoluta su Cartoonito, canale 46, venerdì 26 alle 18:40.

Quindi chi vorrà si potrà fare un giro a Milano partendo da Piazza Castello per proseguire poi verso la Darsena e l’Arco della Pace. Ma probabilmente i bambini non guarderanno il panorama perchè a bordo potranno giocare con i giocattoli ispirati alle avventure che si svolgono nell’isola di Sodor, dove è ambientata la storia del Trenino.

Il mondo del Trenino Thomas nasce dalla fantasia di un reverendo inglese, Rev. W. Awdry, che nel 1945 pubblica ‘Railway Series’, una collana di libri dedicata al figlioletto con le storie di alcune locomotive a vapore che abitano l’Isola di Sodor.

(Gli inglesi sono da sempre fulminati con il mondo dei treni. Come noi abbiamo gli umarrels che tengono d’occhio il lavoro nei cantieri edilizi, la versione inglese degli stessi fissa gli snodi ferroviari con ammirazione. Da noi sarebbe impossibile!)

Qui le info per farsi un bel giro sul Trenino Thomas.

Scatti nella natura per salvare il pianeta

Torna da oggi a Milano, Wildlife photography of the year, un appuntamento imperdibile. E’ la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa del mondo, che quest’anno ha lo scopo di sensibilizzare verso la salvaguardia del pianeta.
In competizione per la 53a edizione, oltre 50.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e non, provenienti da 92 paesi. Selezionati, alla fine dello scorso anno, da una giuria internazionale di esperti, in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica.
Come di consueto, i visitatori potranno ammirare le foto finaliste e vincitrici delle 16 categorie del premio che ritraggono l’incredibile biodiversità esistente sulla Terra, mostrandone i lati più nascosti e misteriosi.
I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma anche consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da difendere e preservare.

L’abbraccio degli orsi © Ashleigh Scully

La scelta del vincitore assoluto è emblematica. Il Wildlife Photographer of the Year è stato assegnato al fotografo sudafricano Brent Stirton che ha ritratto un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana. La foto Monumento alla specie, di forte impatto emotivo e di grande profilo artistico, documenta con estrema crudeltà il dramma del bracconaggio al rinoceronte per vendere i loro corni al mercato nero, che purtroppo ancor oggi in Cina, per superstizioni e ignoranza, sono considerati preziosi afrodisiaci.

Stirton ha dichiarato di aver visto almeno altre trenta scene di questo tipo durante il suo reportage all’interno della riserva.

Monumento alla specie© Brent Stirton

Il premio per il miglior scatto della categoria giovani, il Young Wildlife Photographer of the Year, è andato all’olandese Daniël Nelson che nello scatto La bella vita èriuscito a immortalare un gorilla felicemente sdraiato e intento a mangiare con gusto un frutto dell’albero del pane. L’immagine, realizzata nella foresta del Parco Nazionale di Odzala, nella Repubblica del Congo, rappresenta perfettamente l’innegabile somiglianza tra le scimmie selvatiche e l’essere umano, ma soprattutto l’importanza dell’ambiente da cui dipendono.

Il percorso della mostra espositivo illustra tutte le immagini vincitrici e finaliste divise in categorie: Ritratti di animali, Uccelli, Invertebrati, Anfibi e Rettili, Mammiferi, Bianco e nero, Fauna selvatica urbana, Ambienti terrestri, Animali nel loro ambiente, Piante e Funghi, Sott’acqua.
Altre sezioni portano all’attenzione su questioni complesse quali il cambiamento climatico e la deforestazione. Illustrano storie di dedizione personale alla conservazione della natura e all’azione ma anche il racconto del terribile impatto che, di proposito o involontariamente,  l’uomo ha sempre più spesso sul pianeta.
Infine, la sezione Young Wildlife Photographers è dedicata ai giovani fotografi, sempre sorprendenti, fino a 10 anni, da 11 a 14 anni e da 15 a 17 anni.
A corredo della mostra, a grande richiesta, torna la possibilità di fare un’esperienza di “realtà virtuale immersiva”, grazie ad un visore RV di ultimissima generazione che trasporta i visitatori in affascinanti ambienti naturalistici.

Come sviluppare il pollice verde nei bambini

Dopo quest’estate infinita non dobbiamo pensare che l’autunno e l’inverno ci porteranno via i colori più vivaci. Per salvarci dal grigiore della stagione fredda (che forse arriverà?) possiamo contare su fiori autunnali che prolungano la fioritura per tutto l’inverno.

A cominciare dal ciclamino che ha infinite tonalità e sfumature di colore – dal bianco al rosa, al rosso più acceso al lilla, al violetto. E’ robusto e resistente al freddo, è particolarmente semplice da coltivare per tutti, grandi e piccoli, esperti e principianti del verde, ed è adatto sia per colorare davanzali, balconi e terrazzi.

Per imparare a piantare e far crescere i ciclamini si può visitare il Garden Festival d’Autunno, un’iniziativa nazionale che coinvolge tantissimi Centri di Giardinaggio in tutta Italia e prevede iniziative e attività per i bambini.

E anche una giornata speciale “I nonni raccontano” (un laboratorio con letture in occasione della Festa dei Nonni nel weekend del 6 e 7 ottobre)

Non solo i ciclamini verranno utilizzati nei laboratori e nelle aiuole dimostrative allestite all’interno di ogni Garden. Verranno forniti molti stimoli a conoscere piante nuove, varietà insolite e suggerimenti per realizzare composizioni originali per ottenere anche in autunno effetti sorprendenti abbinando tra loro piante differenti per colori, forme, fioriture e fogliame.

Tutti, anche i meno esperti, potranno partecipare a corsi ed eventi per scoprire le attività di giardinaggio più utili del periodo autunnale: la piantumazione dei bulbi a fioritura primaverile (tulipani, narcisi, giacinti, crocus, anemoni, muscari, iris, nerine, zantedeschia, scille, frittilarie…) e “la messa a dimora” delle piante che consenta un corretto sviluppo radicale per un’esplosione della crescita con la bella stagione.

Il Garden Festival d’Autunno  ha l’obiettivo di sviluppare una cultura del verde ed, attraverso la didattica, coinvolge in maniera attiva anche i bambini. Verrà riproposto il laboratorio “Pianta un bulbo” che si rivolge proprio ai piccoli giardinieri in erba, che nell’affidare alla custodia della terra un piccolo bulbo resteranno sorpresi in primavera da un’incredibile esplosione fiorita imparando il valore dell’attesa e delle cure da dedicare alla piantina.

Il Garden Festival d’Autunno sostiene la Campagna “Nastro Rosa AIRC”: per tutto il mese di ottobre, per ogni vaso di ciclamino di colore rosa venduto, i Centri di Giardinaggio aderenti devolveranno 1 euro a sostegno dei progetti di ricerca sul tumore al seno dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Qui potete trovare i vivai che partecipano al Garden Festival d’Autunno più vicini a voi.

Oltre si ciclamini anche le viole sono protagoniste dei nostri balconi invernali, infatti torna 100 sfumature di viole (per il titolo dobbiamo ringraziare E. L. James con la sua trilogia erotica!) mostra itinerante che si svolge al nord e centro Italia (sarà contento Salvini!)

Viole, violette, miniviole e viole del pensiero fioriscono in primavera, nei colori più svariati, ma è trapiantandole in autunno che si ottengono le migliori fioriture. Grazie a loro è possibile avere balconi rigogliosamente fioriti anche in inverno.

La mostra ha quindi un duplice obiettivo, divulgativo e culturale: raccontare le possibilità che la viola offre anche in autunno e far scoprire tante curiosità su questo fiore apparentemente semplice, oltre alle informazioni sulla sua coltivazione.

Importante novità è la presenza della “Viola odorosa”, una specie recuperata dal passato e dalla tradizione popolare. Da molti conosciuta come Violetta di Parma, è una specie dai cui fiori si ottengono le essenze fondamentali per creare profumi a base di violetta.

Ma ci sono anche:

Miniviole ricadenti, straordinarie nella fioritura (una pianta può arrivare a portare 250 fiori contemporaneamente a pieno sviluppo), ottime nella capacità di fiorire anche in inverno, resistenti al gelo, sono perfette per i balconi che vogliono rimanere fioriti anche in autunno-inverno.

– Miniviole che, insieme alle miniviole ricadenti, sono le uniche viole capaci di fiorire anche in inverno. Sono perfette per chi vuole godere della vista delle proprie aiuole anche nella stagione fredda: non temono il gelo e resistono fino a -30C°!

– Viole cornute: quelle viole che hanno una macchia centrale di colore che sembra guardare l’osservatore. Una curiosità: tutte le viole tendono a orientare la maggior parte dei fiori verso sud, verso il sole, perciò un’aiuola guardata da sud avrà un effetto estetico notevole e sicuramente più fiorito che se osservata da un altro lato. Anche questa varietà resiste al gelo.

Viola del pensiero, la famiglia più importante e più diffusa di viole. Resistono al gelo e, grazie alla gamma di colori disponibili, permettono di realizzare le aiuole quasi come se fossero dipinte, uscite dalla mano di un pittore allegro ed elegante. Bellissime le classiche giallo o giallo con occhio, incredibilmente luminoso il bianco puro, ma elegantissimo anche il colore blu, blu con occhio, porpora e, novità di quest’anno, il nero. La varietà si chiama Halloween ed è magnifica da abbinare con il bianco o con il giallo, interessante per decorare spazi dove il nero può risaltare, per esempio vialetti di pietrisco bianco o grigio.

Qui l’elenco dei centri che ospitano la mostra.

Come affrontare le sfide della crescita

Essere una famiglia vuol dire coltivare complicità e supporto ma i ruoli devono essere rispettati. Solo così la squadra familiare continuerà a funzionare e a sopravvivere. Istituire delle regole è fondamentale, sembra una banalità ma molto spesso c’è una certa remora nel farle valere.

I genitori cedono per paura di essere troppo severi e fanno danni. Per aiutare padri e madri a esercitare al meglio il loro ruolo, senza timori è appena stata lanciata una nuova collana Piccole e grandi sfide, in cui la psicopedagogista Barbara Tamborini e Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, attraverso libri illustrati, aiutano e consigliano genitori e bambini a cavarsela nelle tappe più importanti della crescita. Sono volumi colorati, arricchiti dalle belle illustrazioni di Elisa Paganelli, che contengono una filastrocca, ironica e accattivante, dedicata ai più piccoli.

La regola è un paletto ben piantato per terra

che non si muove neanche se tu provi a far la guerra.

E’ un monte faticoso da salire e da scalare

ma arrivato fino in cima il panorama puoi gustare

Così scrivono i due autori, con uno stile scanzonato in rima, ma poi aggiungono, in coda al libro anche una parte più pedagogica. Nella quale si elencano consigli per i genitori su come affrontare le varie problematiche e indicazioni sugli errori da non comettere (quelli che in buona fede noi tutti abbiamo fatto!)

I primi due titoli sono Odio le regole e Non voglio andare a scuola e rappresentano un primo passo nell’arcipelago delle ribellioni e dei capricci più comuni.

Leggendo i consigli di Tamborini e Pellai si impara ad essere più consapevoli delle risorse innate dei bambini. In fondo sono piccoli ma ce la mettono tutta, si impegnano al massimo. Bisogna dar loro fiducia, indicare come fare le cose, e poi lasciarli agire. Essere pazienti e non aver fretta, anzi mettere in conto anche qualche fisiologico incidente di percorso. Nel contesto delle regole, invece di usare espressioni come “devi”, “bisogna” è meglio scegliere un linguaggio coinvolgente dove non ci sia mai un’idea di ordine o costrizione.

Naturalmente è fondamentale anche dare il buon esempio come genitori, se i figli vedono coerenza dei genitori a rispettare loro stessi le regole saranno più felici di fare lo stesso.

Nuove perle a nuovi porci

Il diario di un anno di scuola: da settembre a giugno raccontato da un insegnante di lungo corso, cinico e acuto. Ne è uscito un resoconto esilarante, vero e scomodo. Un libro, appena pubblicato, che tutti gli insegnanti e i genitori dovrebbero leggere. Anche solo per garantirsi una risata, un po’ di sano buon umore, al netto del pernicioso buonismo imperante e della dittatura noiosa del politically correct.

Gianmarco Perboni è il nome de plume di un vero insegnante (altrimenti come potrebbe entrare con tanta disinvoltura negli spinosi dettagli della burocrazia scolastica?) che nel 2009 ha già pubblicato il bestseller Perle ai porci, sempre sullo stesso tema. Quasi un decennio dopo, tecnologia e social sono entrati prepotentemente nell’universo scolastico e le cose culturalmente non sono migliorate. Anzi.

In questo divertentissimo excursus sulla vita davanti e dietro alla cattedra, scopriamo ad esempio che i CD allegati ai testi cartacei servono quasi esclusivamente come specchietto per rifarsi il trucco e i gruppi velenosi di Whattsapp fra gli insegnanti sono più crudeli e soprattutto fantasiosi di quelli dei genitori. Anche di quelli più belligeranti.

Mentre si nomina “il muro di Dublino” e anche “l’asina goga”, si scopre che i nuovi somari si chiamano BES (bisogni educativi speciali) e la sfangano con i PDP (piano didattico personalizzato). La promozione è un diritto e quando si cerca di sfuggire da una situazione imbarazzante si cita Don Milani.

Ovviamente nessun docente può permettersi di criticare un alunno e quindi i giudizi sugli studenti sono sempre molto diplomatici. Ad esempio, alla madre del più grande rompiballe fannullone si dirà semplicemente che il figlio ha la stoffa da leader. Giusto così per dribblare ulteriori problematiche.

Bellissime alcune traduzioni dei giudizi base:

Tiene un comportamento non sempre responsabile/E’ un autentico pericolo pubblico.

Assolve con una certa irregolarità le consegne/ Nei rari casi in cui si degna di fare qualcosa lo fa pure male.

Partecipa saltuariamente all’attività didattica/E’ in bagno oppure dorme.

La sua attenzione non è costante/Ha scambiato la scuola per il bar.

Comunica in modo non sempre corretto/E’ tale quale a una scimmia.

Festival del disegno

Al via la terza edizione di The Big Draw: per un mese intero si disegna in tutta Italia con oltre 330 appuntamenti. La partenza del festival del disegno più grande del mondo è a Milano sabato 15 settembre, per proseguire poi da Nord a Sud passando per il Centro.

Dalla Val d’Aosta al Veneto, dalla Liguria alla Toscana, dalla Campania alla Sicilia, tante le città e i centri piccoli e grandi che hanno aderito alla manifestazione. The Big Draw festeggia il disegno come linguaggio universale, come strumento di conoscenza, come momento di svago.

Disegnare non solo aiuta i più piccoli a esprimere il loro mondo interiore ma è anche un’arma importante per sviluppare l’intelligenza.

Su questa tesi il King’s College di Londra aveva compiuto uno studio su 7.750 coppie di gemelli di 4 anni. Ai bambini è stato chiesto di disegnare la figura di una persona. I disegni sono stati valutati con un punteggio da 0 a 12 a seconda della presenza e del numero corretto di parti del corpo umano, gambe, naso, orecchie. I ricercatori dopo aver messo all’opera i bimbi con pennarelli e matite, li hanno sottoposti ai classici test, verbali e non, che sono stati ripetuti quando i ragazzini hanno compiuto 14 anni. E’ venuto fuori che i bambini che hanno disegnato meglio da piccoli, anche da adolescenti si sono mostrati più svegli e capaci.

Al Castello Sforzesco, sabato 15 e domenica 16 settembre tra cortili, portici e spazi interni saranno impegnati pennelli, inchiostri, penne, forbici e soprattutto carta, per due giorni di laboratori a ciclo continuo, incontri, talk, performance, disegno in tutte le sue forme.
L’invito è per tutti: bambini, adolescenti, adulti, chi ama disegnare e chi è convinto di non saperlo fare, per riavvicinarsi al mondo del disegno scoprendo o riscoprendo la sua importanza non solo come attività ludica ma come strumento di apprendimento e di invenzione.


Divertirsi, imparare, scoprire e sperimentare ogni forma di disegno insieme a tanti artisti e illustratori: Sandra Borsczc, Anna Bruder, Anusc Castiglioni, Dario Cestaro, Eleonora Cumer, Maurizio De Bellis, Angelo Gorlini, Massimo Gonzato, Piero Guerriero, Francesco Lucchese, Claude Marzotto, Daniela Moretto, Giulia Orecchia, Fabio Persico, Alessandro Sanna e Guido Scarabottolo.

Qui il programma completo dell’evento.

Una festa con l’eclissi di luna

Venerdì prossimo, 27 luglio sarà un giorno speciale con un avvenimento imperdibile. Ci sarà il fenomeno dell’eclissi di luna più lungo degli ultimi cento anni. Un momento magico in cui possono accadere cose veramente speciali come l’avverarsi dei deisderi.

Il palcoscenico privilegiato di questo spettacolo è senz’altro la festa di compleanno dei 5 anni del MUSE il museo della scienza di Trento che celebra questa data con una grande festa d’estate dedicata alle famiglie. Il programma è ricchissimo e parte dal pomeriggio dove tra giochi all’aria aperta, esperimenti, attività didattiche e tante piccole e grandi sorprese, nel parco e nelle sale del museo.

Tra le proposte più interessanti GO!Muse è la nuova app per esperienze di Realtà Aumentata che il MUSE regala al suo pubblico per il suo quinto compleanno.

La nuova tecnologia sarà infatti lanciata ufficialmente nel corso della festa che – a partire dalle 17 – permetterà un assaggio dell’esperienza più emozionante, quella di vedere come apparivano e si muovevano, in vita, gli animali preistorici ospitati dal museo. La loro fisionomia è stata ricostruita grazie alla collaborazione tra i ricercatori del MUSE e i paleoartisti Davide Bonadonna (mio vicino di casa!) e Fabio Manucci, tra i maggiori a livello internazionale che nel corso del pomeriggio di festa saranno a disposizione del pubblico per mostrare come si arriva alla modellazione 3D di un esemplare, partendo da un disegno a due dimensioni. La presentazione delle nuove videoguide sarà accompagnata per tutto il pomeriggio da numerose attività a tema paleontologico, come il Triloquiz, per mettere alla prova e le proprie conoscenze.

Alla sera la luna sarà la grande protagonista e infatti tutte le attività si trasferiscono all’esterno dove, sulle grandi vele bianche della facciata, protagonista sarà la luna e la sua eclissi, il cui picco è previsto per le 22.21 e la cui osservazione non stop verrà introdotta da un video messaggio da parte dell’astronauta, l’incredibile Samantha Cristoforetti.

Seguirà il Concerto per un’eclissi di luna : opera onirico-evocativa in anteprima assoluta, una colonna sonora originale composta per l’evento ed eseguita dal vivo da un’orchestra lunare. Ad accompagnare la lettura delle più affascinanti avventure poetiche, da Cyrano a Calvino, da Ariosto a Buzzati, saranno leggiadri movimenti aerei di danze in assenza di gravità, voli fantastici e reali inerpicate con la partecipazione di un ospite speciale: il grande arrampicatore e alpinista Manolo, che tenterà l’impresa unica di “scalare” la Luna.

Come affrontare le medie e uscirne vivi

Sembra facile ma dalle elementari alle medie c’è un abisso. Per affrontarlo bisogna fare un grande passo e maturare un po’. A volte questo obbligo fa un po’ paura, iniziare la scuola media significa anche diventare grandi e qualcuno magari teme di non esserne all’altezza.
Allora può venire in aiuto questo simpatico manuale, in cui Annalisa Strada (insegnante e talentuosa autrice di libri per ragazzi) svela 101 trucchi per cavarsela alla grande.

Con un taglio ironico l’autrice esplora paure e insicurezze che potrebbero accompagnare il salto nel turbinoso mondo della pre-adolescenza.

Quando con mia figlia cerco la delicatezza giusta per affrontare una tematica pruriginosa  lei ribatte:

“Mamma, ma l’ho imparato alle medie!”

Insomma le medie sono il Vietnam dell’educazione scolastica, rappresentano il rito di passaggio. Il momento della trasformazione: l’ingenuo bambino delle elementari si trasforma troppo velocemente nell’adolescente riottoso e scafato.

Quindi benvenga un manuale che aiuti a traghettare nella realtà sfaccettata della nuova scuola dove non si è più piccoli e non si sa ancora essere grandi.

Nel libro sono elencate varie problematiche. Pratiche e psicologiche.

Dall’arte di preparare lo zaino (pesantissimo nel primo anno, diventa progressivamente più leggero quando si impare a ridurre il superfluo) alla mappa per arrivare a scuola, dal comportamento sui mezzi pubblici al bon ton del corridoio (dove si diventerà impermeabili agli sguardi strani).

Con uno stile accattivante l’autrice affronta anche temi delicati come la consapevolezza delle proprie capacità, l’autoironia e il senso di responsabilità.

Alla fine del manuale c’è anche una busta, utilissima per raccogliere bigliettini dove si possono elencare desideri e ricordi. Souvenir prezioso da rileggere alla fine del terzo anno di scuola media, quando ci si sentirà oramai “vecchi” ed esperti.

Bellissime, ma a che costo?

L’argomento mi sta molto a cuore. Lo sfruttamento delle bambine nel mondo della moda, l’ambizione smodata di certe madri che anelano la fama a tutti i costi e i modelli di ipersessualizzazione imposti. Del saggio ne avevo già scritto lo scorso anno quando era stato pubblicato suscitando molto scalpore. Ora finalmente qualche cosa si sta muovendo per arginare questo fenomeno.

Bambine ipersessualizzate e bambini adultizzati. Ma anche turni di lavoro estenuanti e condizioni di lavoro allucinanti. Questo è quello raccontato dalla scrittrice Flavia Piccinni che con Bellissime ha svelato cosa si nasconde dietro il mondo di lustrini della moda bimbo che fino a domani sfilerà a Firenze nella più importante manifestazione al mondo del sistema fashion: Pitti Bimbo.

Adesso un’interrogazione della Senatrice Bianca Laura Granato chiede di fare luce su questa situazione. “Le istituzioni devono farsi carico del problema e verificare se la legge venga rispettata. Per questo ho chiesto al Governo l’invio di ispettori alle sfilate di moda per bambini” spiega la Senatrice Bianca Laura Granato, membro della comimmissione Istruzione e Beni Culturali.

“C’è ovviamente massimo rispetto per i marchi di abbigliamento – precisa ancora la senatrice – ma è anche vero che la tutela dei minori è un principio costituzionale. Abbiamo il dovere di vigilare e garantire, sempre e comunque, che la bellezza estetica non finisca con l’essere ragione di sfruttamento di minori, implicito o esplicito che sia”.

Nella sua interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Granato chiede anche delucidazioni in merito alla manifestazione adesso in corso a Firenze, al modo in cui i bambini vengono trattati, allo sfruttamento dei più piccoli nel mondo della moda e della pubblicità.

“Negli ultimi mesi – evidenzia l’autrice del libro Flavia Piccinni – la situazione è molto peggiorata. Mi è stato riferito che a questo Pitti Bimbo le paghe, quando previste, erano perfino inferiori alle precedenti edizioni. E’ poi sufficiente guardare una pubblicità o sfogliare un catalogo per vedere come le bambine siano sempre più simili a piccoli oggetti dalle movenze sensuali.

Praticamente nessuno si occupa di controllarne i movimenti, gli orari di lavoro e le paghe. La moda bimbo oggi più che mai pare allo stato brado, eppure ha una potenza assoluta: gli stereotipi che produce ricadono su tutti noi e concorrono a creare l’immaginario del bambino e della bambina tanto nel nostro Paese, quanto all’estero”.

Bellissime dopo aver suggerito altre due interrogazioni parlamentari e un DDL presentato in Senato alla presenza di Dacia Maraini, nonché essere stato il centro di due emendamenti alla legge di stabilità, continua a creare un dibattito trasversale che abbraccia tanto le condizioni in cui i minori sarebbero tenuti a lavorare, condizioni praticamente mai rispettate, quanto il modo in cui questi sono costretti a esibirsi, evidenziando la mancanza assoluta di una legge in grado di tutelare l’immagine dei più piccoli come già richiesto attraverso la Carta di Milano da Terre des Hommes.

“Bisognerebbe lavorare per costruire un codice capace di tutelare i minori, e garantire che le iniziative che coinvolgono i più piccoli siano basate su criteri di rispetto e di attenzione molto diversi da quelli attuali, non dimenticandoci degli stereotipi e dell’immaginario che da questo mondo prendono corpo” ha continuato Piccinni. “Per scrivere questo libro – ha concluso l’autrice – ho lavorato sul mondo della moda bimbo per quattro anni, incontrando decine e decine di mamme, di padri, di piccole star e di aspiranti tali. Ho incontrato bambine che avevano imparato a divertirsi, e altre che erano costrette a subire condizioni allucinanti: sfilate senza acqua, set fotografici senza bibite, diete prima delle sfilate e dei casting, trucco e parrucco aggressivo, in grado di annullarne l’infanzia e i volti. Condizioni inaccettabili per i minori in un Paese come l’Italia nel 2018”.

Peppa Pig insegna l’ecologia ai bambini

La simpatica maialina inglese mi è cara. Infatti l’avevo messa anche nel mio libro, Peppa protagonista in un capitolo molto drammatico. Adesso poi che ho scoperto che è anche una paladina dell’ecologia mi piace anche di più!

Infatti oggi, nella giornata internazionale degli oceani, anche Peppa Pig scende in campo per spiegare ai più piccoli l’importanza dell’ecologia e della sostenibilità.

Mi sembra un messaggio efficace, ai bambini piace andare al mare a fare il bagno e divertirsi sulla spiaggia. Se Peppa Pig, spiega loro alcune fondamentali regole di comportamento per preservare il mare e il pianeta, forse possono imparare a essere sensibili alle regole basi dell’ecologia.

La maialina best seller si fa ambasciatrice di un’iniziativa che vuole coinvolgere genitori e insegnanti, ma soprattutto tende a insegnare ai più piccoli delle semplicissime regole che negli anni diventeranno una consuetudine e poi la normalità. Ha stilato un decalogo dedicato alla giornata mondiale degli oceani, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare su tematiche importantissime per il nostro futuro.

Peppa Pig insegna come imparare a riciclare, evitare gli sprechi, fare la raccolta differenziata e soprattutto evitare l’abbandono della plastica, prima fonte di inquinamento dell’ambiente marittimo.

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