Tutto troppo presto

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In una nuova edizione completamente rivista e aggiornata del bestseller Tutto troppo presto, Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, torna a occuparsi di una delle sfide più difficili che i genitori e gli educatori di oggi si trovano ad affrontare: il rapporto tra sessualità e nuove tecnologie.

I preadolescenti, immersi nel flusso sfavillante e pericoloso dei social network, sono manipolati dalle informazioni che li incitano a uniformarsi alle tendenze della rete, per evitare di essere considerati dei losers, dei poveri sfigati fuori moda.

Quindi sono indotti a combattere contro il proprio corpo (convincendosi di dover essere sempre belli e sexy), contro gli amici (per sembrare più grandi e migliori), contro se stessi (entrando in una spirale di comportamenti promiscui e rischiosi). 

Con una serie di capitoli che affrontano le varie problematiche legate all’accesso non controllato alla rete. Dalla sessualizzazione precoce all’abuso e assuefazione ai videogiochi passando per il sexting e l’adescamento via chat, l’autore affronta temi attualissimi e spinosi offrendo esempi eclatanti, suggerimenti educativi e anche un utilissimo decalogo su come spiegare con autorevolezza, e simpatia, i pericoli della rete ai propri ragazzi. La nuova versione del manuale è anche arricchita dalla consulenza di Marco Gui, professore di sociologia e ricerca sociale all’Università di Milano Bicocca.

La realtà digitale è in continua innovazione, peccato che nei riguardi dei più giovani non sia sempre una cosa positiva. Nonostante il grido d’allarme degli psichiatri infantili si comincia purtroppo con l’anestetizzare i bambini piccolissimi con lo smartphone, per renderli innocui, già a due anni. Quindi diventa poi quasi surreale lamentarsi se un undicenne (ormai hanno tutti lo smartphone alle elementari) finisce su Youporn.

Nel manuale Pellai narra di un case history di un ragazzino che, proprio surfando troppo sul sito porno, è stato vittima di stress post traumatico.

Nel libro fanno impressione alcune cifre (rilevate da una ricerca della McAfee): il 40% dei preadolescenti cerca porno online, il 41% cancella la cronologia, il 26% ha inviato foto. Sempre più spesso nelle notizie di cronaca si legge di adescamenti pedofili in rete, di sexting finiti male, di sfide folli.

Dove sono i genitori?

Pare che solo il 37% utilizzi il parental control. Ma in che percentuale si usano gli occhi, le orecchie e il cuore per interagire con i ragazzi?

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