Palline cioccolato e cocco

(Anita è a casa e quindi cucina…)

Questo dessert è molto gratificante: una piccola pallina da gustare con il caffè non fa sentire troppo in colpa. Anche perché tutti gli ingredienti sono sani e naturali. Il trucco è creare palline di dimensioni minuscole così diventa un minimo peccato di gola. Poi sono fresche (sopravvivono in frigo), velocissime da preparare anche da chi non è un asso a fare i dolci e anche molto estive.

Il problema può essere riuscire a fermarsi e mangiarne solamente una: per me è sempre molto difficile!

Ingredienti:
– 1 tazza e 1/2 di fiocchi di avena
– 4 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 3 cucchiai di sciroppo d’agave
– 3 cucchiai di olio di cocco
– una tazzina di caffè
– mezzo cucchiaino di cannella
– scaglie di cocco per decorare

Procedimento:
1) Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare, finché non si forma una pasta abbastanza omogenea e malleabile. Aggiungere avena o acqua nel caso la consistenza sia troppo liquida o secca.
2) Rimuovere dal mixer e creare tante palline.
3) Ricoprire le palline di cocco, facendole rotolare in un piattino contenente le scagliette di cocco.
4) Mettere in frigo per far solidificare meglio le palline, servire possibilmente fredde. Se si ha fretta di assaggiarle è meglio farle passare dieci miuti in freezer.

Spaghetti di zucchine

Un piatto fresco ed estivo, molto veloce e facile: spaghetti di zucchine con pesto di avocado e pomodorini

Ingredienti (per tre persone)
– 3 zucchine medie
– 10 pomodorini
– 1 avocado
– il succo di mezzo limone
– una manciata di foglie di basilico fresco
– 1 cucchiaio olio evo
– sale e pepe q.b.

Procedimento
1) Passare le zucchine nello spiralizzatore, per ottenere degli spaghetti.
2) Mettere gli spaghetti con l’olio e un pizzico di sale in una padella, cuocere qualche minuto a fuoco basso, per ammorbidirli.
3) Quando il volume degli spaghetti si è leggermente ridotto, spegnere la fiamma (non devono essere cotti del tutto!). Rimuovere gli spaghetti dalla padella e lasciar raffreddare in una zuppiera.
4) Nel mixer, sminuzzare l’avocado con il succo di limone e il basilico, finché non si ottiene una crema omogenea.
5) Condire il “pesto” con sale e pepe a piacere ed aggiungere i pomodorini, tagliati in 4.
6) Unire pesto e pomodorini agli spaghetti, che nel frattempo si saranno raffreddati del tutto. Servire il piatto freddo.

Sulle Dolomiti a caccia di stelle

Sulle Dolomiti, per osservare le stelle non si aspetta la notte di S. Lorenzo.

E non si ammirano solamente sdraiati sui pascoli, nelle notti in cui il cielo è più limpido. Quello per il firmamento è un vero e proprio culto che ha ispirato la nascita di una serie di proposte stellari nel contesto del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, capace di illuminarsi in senso astrale anche quando il buio non è ancora calato sulla valle.

A chi non si accontenta di osservatori e planetari, il primo astrovillaggio d’Europa, nei paesi di Collepietra e San Valentino del comune di Cornedo, offre il piacere di una straordinaria vista sul cielo stellato. Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo. L’unico osservatorio astronomico dell’Alto Adige è raggiungibile con un sentiero lungo il quale le distanze del sistema solare sono state riportate con una scala di 1:1 miliardo. Una volta giunti, è possibile scrutare di notte la volta celeste, e di giorno la straordinaria attività del sole nell’Osservatorio Solare “Peter Anich”.

L’intero universo si apre davanti agli occhi, gettando una nuova e avvincente luce sul mondo dell’astronomia. Passeggiando attraverso i paesi di Collepietra e San Valentino in Campo può capitare di imbattersi in meridiane che abbelliscono le facciate delle case e i giardini. Presso ogni ristoratore aderente è posizionato un punto informazioni astrologico e un “telescopio” che permette di dare un’occhiata nella profondità dell’oscurità planetaria. Nella biblioteca è inoltre a disposizione tutto il materiale necessario per approfondire le conoscenze astronomiche.

Sempre in tema di stelle e volte celesti, il Planetario Alto Adige di San Valentino è l’unico nel suo genere in Alto Adige. A differenza dell’Osservatorio astronomico, qui l’universo viene mostrato mediante l’aiuto di strumenti ottici 3 D molto precisi, insieme ad un ottimo sistema acustico. Un viaggio nello spazio, alla volta del pianeta Marte o Venere è sempre stato un antichissimo sogno dell’uomo. Quel sogno ora diventa realtà in un’affascinate sala di simulazione.

Genialmente

I compiti delle vacanze sono sempre un incubo, specialmente se si lasciano agli ultimi giorni prima della ripresa delle lezioni. Poi c’è un rigetto naturale dei bambini verso l’obbligo di farli e di continuare ad allenare le competenze che hanno maturato durante l’anno scolastico.

Ma per non fare arruginire la loro curiosità e voglia di apprendere si può avere un approccio strategico, magari propendo giochi e schemi che non fanno parte dei noiosi compiti delle vacanze ma sono più originali, utili e stimolanti. Come quelli di Genialmente, quaderno di attività creato dalla psicolaga e terapeuta infantile spagnola Begoña Ibarrola.

In questo manuale, coloratissimo e accattivante, già best seller in Spagna, attraverso le avventure di un mostricciattolo geniale si possono affrontare 48 sfide per disegnare, giocare, scrivere, inventare, ballare e scoprire le proprie competenze attraverso la teoria delle intelligenze multiple, sviluppata dall’americano Howard Gardner.

Che vengono elencate come logico-matematica, lingustico-verbale, visuale-spaziale, musicale, interpersonale (capacità di riconoscere le varie personalità degli individui), intrapersonale (capacità di valutazione delle proprie abilità), naturalistica e corporeo-cinestesica.

 

Genialmente, può diventare anche molto utile nei momenti delicati delle vacanze che hanno un disperato bisogno di intrattenimento: le attese al ristorante, le pause di viaggio, gli interminabili pomeriggi piovosi.

Questo manuale, dove i bambini sono invitati a fare e ragionare, è una preziosa alternativa al parcheggio passivo davanti alle app dello smartphone o del tablet, dove invece spesso le intelligenze invece di attivarsi si anestetizzano!

Tully

E’ stata proprio una bella sorpresa vedere Tully una film sulla maternità che esce dai soliti stereotipi: l’inferno dei primi tempi con il neonato, la gestione famigliare, il marito-nullità. Tully affronta tutte queste problematiche in maniera ironica e vera, senza scadere in facili scappatoie da commedia.

La protagonista è un’incredibile e bravissima Charlize Theron, per interpretare il personaggio della mamma stanca e stressata ha anche mandato al diavolo bellezza e fisico da top model. E’ ingrassata venti chili per trasformarsi nella protagonista della storia: mamma di tre bambini, di cui uno probabilmente autistico, è alle prese con  l’ultimogenito. Al suo fianco un marito amorevole, che come molti altri mariti “amorevoli” purtroppo non vede e non sente. Non si accorge quanto la moglie sia ai limiti della sopravvivenza, non si sveglia quando alla notte il neonato piange. I sui compiti sono andare al lavoro e giocare alla Play Station.

Ad aiutare arriva la baby sitter notturna, magica come una Mary Poppins del post-parto, per alleviare stress e stanchezza. Il suo avvento cambiarà le cose ma risveglierà anche nodi imprevedibili e nascosti.

I creatori di questa pellicola sono gli stessi di Juno, altra puntata sulla maternità (quella delle teenagers) e anche qui dimostrano di saper raccontare con onestà e leggerezza mai banale, un altro capitolo dell’avventura di diventare madri. Da non perdere.

 

Muffin cioccolato fondente e mandorle

Questi muffin sono facilissimi e veloci da preparare, golosi ma poco calorici e pieni di ingredienti super sani. Da mangiare quindi senza troppi sensi di colpa anche “on a bikini diet” per affrontare la spaventevole prova costume!

Se non si finiscono tutti in un attimo è meglio conservarli in frigo.

Ingredienti:
– 80g farina di avena
– 20g farina di grano saraceno
– 20g farina di mandorle
– mezza bustina di lievito per dolci
– 5 cucchiai di sciroppo d’agave
– 150 ml di latte vegetale
– 3 cucchiai di semi di chia
– una manciata di mandorle sminuzzate
– 100g di cioccolato fondente amaro
– cannella

Procedimento:
1) Scaldare il forno a 180ºC
2) Mischiare i semi di chia con mezzo bicchiere d’acqua e lasciare da parte.
3) In una ciotola amalgamare le farine con la cannella e il lievito.
4) In una ciotola versare il latte e lo sciroppo d’agave. Aggiungere i semi di chia (che con l’acqua avranno raggiunto una consistenza gelatinosa).
5) Unire i liquidi alla farina e mescolare bene.
6) Sminuzzare il cioccolato e le mandorle e unirli al mix.
7) Versare due cucchiai di composto in ciascun pirottino e infornare.
8) Cuocere per 20 minuti.

Come affrontare le medie e uscirne vivi

Sembra facile ma dalle elementari alle medie c’è un abisso. Per affrontarlo bisogna fare un grande passo e maturare un po’. A volte questo obbligo fa un po’ paura, iniziare la scuola media significa anche diventare grandi e qualcuno magari teme di non esserne all’altezza.
Allora può venire in aiuto questo simpatico manuale, in cui Annalisa Strada (insegnante e talentuosa autrice di libri per ragazzi) svela 101 trucchi per cavarsela alla grande.

Con un taglio ironico l’autrice esplora paure e insicurezze che potrebbero accompagnare il salto nel turbinoso mondo della pre-adolescenza.

Quando con mia figlia cerco la delicatezza giusta per affrontare una tematica pruriginosa  lei ribatte:

“Mamma, ma l’ho imparato alle medie!”

Insomma le medie sono il Vietnam dell’educazione scolastica, rappresentano il rito di passaggio. Il momento della trasformazione: l’ingenuo bambino delle elementari si trasforma troppo velocemente nell’adolescente riottoso e scafato.

Quindi benvenga un manuale che aiuti a traghettare nella realtà sfaccettata della nuova scuola dove non si è più piccoli e non si sa ancora essere grandi.

Nel libro sono elencate varie problematiche. Pratiche e psicologiche.

Dall’arte di preparare lo zaino (pesantissimo nel primo anno, diventa progressivamente più leggero quando si impare a ridurre il superfluo) alla mappa per arrivare a scuola, dal comportamento sui mezzi pubblici al bon ton del corridoio (dove si diventerà impermeabili agli sguardi strani).

Con uno stile accattivante l’autrice affronta anche temi delicati come la consapevolezza delle proprie capacità, l’autoironia e il senso di responsabilità.

Alla fine del manuale c’è anche una busta, utilissima per raccogliere bigliettini dove si possono elencare desideri e ricordi. Souvenir prezioso da rileggere alla fine del terzo anno di scuola media, quando ci si sentirà oramai “vecchi” ed esperti.

Lola à la plage

Abbiamo portato Lola al mare ed è andata così…

Ci siamo strategicamente posizionate alla fine dell’ansa della spiaggia al confine con la scuola di vela. Sembrava un posto tranquillo, un po’ isolato, ricco di ombra. Infatti Lola è stata fatta accomodare sotto la scafo di un… (catamarano? barchetta? pattino?) di una piccola imbarcazione parcheggiata forse da tempo immemorabile. Insomma una bella, invidiabile cuccia marina.

A fianco aveva la sua ciotola d’acqua, era tardo pomeriggio, soffiava una piacevole brezza e tutto sembrava perfetto.

Mi sono immersa nel mio giallo da spiaggia e ho assaporato il rilassante ozio vacanziero: sole, mare e abbronzatura.

Poi a un certo punto un po’ angosciata dalle ripetute nefandezze del serial killer, protagonista del mio romanzo, ho alzato lo sguardo verso l’orizzonte. Così ho potuto ammirare la piccola flotta dei ragazzi della scuola di vela che, a fine lezione, tornava a riva. Sull’imbarcazione ammiraglia, dove stavano gli istruttori c’era un bellissimo e altero cane polena. Un pastore australiano.
“Che bello! Che meraviglia di cane alfa!”

Eravamo veramente ammirate, e ovviamente abbiamo pensato che quel fichissimo cane fosse altamente instagrammabile. Così ho perso di vista un attimo l’equipaggio per cercare nella borsa il telefono e paparazzarlo.

E’ stato un attimo ma è successo di tutto.

Il cane Alfa appena sbarcato ha annusato l’intrusa: Lola!

Come si permetteva di sostare nella sua spiaggia?

Come una furia ha zampato verso di noi per farci capire di chi fosse il territorio.

Mentre ancora lo cercavo all’orizzone, come capitano della sua barchetta, l’australiano Alfa rovesciava la ciotola, zampava sabbia sulle nostre stuoie, tentava di pisciare sul nostro guinzaglio, abbaiava e rincorreva Lola.

Ma soprattutto suscitava l’emulazione di un altro cucciolo del suo branco, un simpatico meticcio bianco che non era polena e quindi in barca doveva stare schiscio e umilmente seduto all’interno dello scafo. Un cane più giovane e insicuro che, vendendo Alfa comportarsi così da bullo, cercava di imitarlo.

Insomma l’inferno.

Lola che ha oramai una certa età (9 anni-il tempo vola!) ed è anche un po’ milf e ancora sicura del suo fascino, non si è lasciata impressionare. Gli ha abbaiato e ringhiato dietro.

Alfa non voleva sentire ragioni, infatti ha detto: “Qui è mio e comando io!” e cominciato ad alzare compulsivamente la zampa su tutto quello che era posato sulla spiaggia nel raggio di 50 metri. Anche sullo zaino di un ignaro bagnante che si era allontanato un attimo per prendere un gelato.

Bellissime, ma a che costo?

L’argomento mi sta molto a cuore. Lo sfruttamento delle bambine nel mondo della moda, l’ambizione smodata di certe madri che anelano la fama a tutti i costi e i modelli di ipersessualizzazione imposti. Del saggio ne avevo già scritto lo scorso anno quando era stato pubblicato suscitando molto scalpore. Ora finalmente qualche cosa si sta muovendo per arginare questo fenomeno.

Bambine ipersessualizzate e bambini adultizzati. Ma anche turni di lavoro estenuanti e condizioni di lavoro allucinanti. Questo è quello raccontato dalla scrittrice Flavia Piccinni che con Bellissime ha svelato cosa si nasconde dietro il mondo di lustrini della moda bimbo che fino a domani sfilerà a Firenze nella più importante manifestazione al mondo del sistema fashion: Pitti Bimbo.

Adesso un’interrogazione della Senatrice Bianca Laura Granato chiede di fare luce su questa situazione. “Le istituzioni devono farsi carico del problema e verificare se la legge venga rispettata. Per questo ho chiesto al Governo l’invio di ispettori alle sfilate di moda per bambini” spiega la Senatrice Bianca Laura Granato, membro della comimmissione Istruzione e Beni Culturali.

“C’è ovviamente massimo rispetto per i marchi di abbigliamento – precisa ancora la senatrice – ma è anche vero che la tutela dei minori è un principio costituzionale. Abbiamo il dovere di vigilare e garantire, sempre e comunque, che la bellezza estetica non finisca con l’essere ragione di sfruttamento di minori, implicito o esplicito che sia”.

Nella sua interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Granato chiede anche delucidazioni in merito alla manifestazione adesso in corso a Firenze, al modo in cui i bambini vengono trattati, allo sfruttamento dei più piccoli nel mondo della moda e della pubblicità.

“Negli ultimi mesi – evidenzia l’autrice del libro Flavia Piccinni – la situazione è molto peggiorata. Mi è stato riferito che a questo Pitti Bimbo le paghe, quando previste, erano perfino inferiori alle precedenti edizioni. E’ poi sufficiente guardare una pubblicità o sfogliare un catalogo per vedere come le bambine siano sempre più simili a piccoli oggetti dalle movenze sensuali.

Praticamente nessuno si occupa di controllarne i movimenti, gli orari di lavoro e le paghe. La moda bimbo oggi più che mai pare allo stato brado, eppure ha una potenza assoluta: gli stereotipi che produce ricadono su tutti noi e concorrono a creare l’immaginario del bambino e della bambina tanto nel nostro Paese, quanto all’estero”.

Bellissime dopo aver suggerito altre due interrogazioni parlamentari e un DDL presentato in Senato alla presenza di Dacia Maraini, nonché essere stato il centro di due emendamenti alla legge di stabilità, continua a creare un dibattito trasversale che abbraccia tanto le condizioni in cui i minori sarebbero tenuti a lavorare, condizioni praticamente mai rispettate, quanto il modo in cui questi sono costretti a esibirsi, evidenziando la mancanza assoluta di una legge in grado di tutelare l’immagine dei più piccoli come già richiesto attraverso la Carta di Milano da Terre des Hommes.

“Bisognerebbe lavorare per costruire un codice capace di tutelare i minori, e garantire che le iniziative che coinvolgono i più piccoli siano basate su criteri di rispetto e di attenzione molto diversi da quelli attuali, non dimenticandoci degli stereotipi e dell’immaginario che da questo mondo prendono corpo” ha continuato Piccinni. “Per scrivere questo libro – ha concluso l’autrice – ho lavorato sul mondo della moda bimbo per quattro anni, incontrando decine e decine di mamme, di padri, di piccole star e di aspiranti tali. Ho incontrato bambine che avevano imparato a divertirsi, e altre che erano costrette a subire condizioni allucinanti: sfilate senza acqua, set fotografici senza bibite, diete prima delle sfilate e dei casting, trucco e parrucco aggressivo, in grado di annullarne l’infanzia e i volti. Condizioni inaccettabili per i minori in un Paese come l’Italia nel 2018”.

L’altipiano del Renon: fra natura e divertimento

Rudy, Ivo, Walter, Sissi, Frankie, Fiona, Karl e Bella. Sono loro i nuovi “amici” che i bambini incontreranno e impareranno a conoscere nei boschi e nei pascoli dell’altipiano del Renon. Succede nel Funimal Forest, il nuovo “Sentiero Selvaggio delle Meraviglie”, appositamente studiato per avvicinarsi, divertendosi, all’universo della tipica fauna alpina di queste zone. Sono otto le stazioni del sentiero, in ciascuna delle quali viene presentato un animale nel suo habitat: Rudy è la lepre europea, Ivo è il riccio comune, Walter il picchio rosso maggiore, poi ci sono Sissi lo scoiattolo, Frankie la rana verde minore, Fiona la volpe, Karl l’allocco e Bella, la farfalla macaona.
Lungo il tracciato didattico, i bambini trovano una serie di giochi a loro disposizione e, naturalmente, c’è anche la concreta possibilità di qualche “incontro ravvicinato” con gli animali, da vivere nel silenzio e nel pieno rispetto di un ecosistema in perfetto equilibrio dove convivono tante specie.

Vacanze in montagna con tutta la famiglia? Il Renon è perfetto. Non c’è davvero luogo migliore del soleggiato altipiano che si estende sopra il capoluogo altoatesino: merito della sua magnifica esposizione, dell’aria incontaminata e di un paesaggio fatto di boschi, distese erbose a perdita d’occhio, incantevoli paesini e, sullo sfondo, lo spettacolo delle Dolomiti. A tutto questo si aggiunge la possibilità di fare passeggiate in groppa ai cavalli avelignesi o in compagnia di lama e alpaca, o ancora di inoltrarsi nella fitta rete di sentieri che si sviluppano sull’altipiano.
Le famiglie trovano soluzioni adatte ad ogni esigenza nelle numerose strutture, dall’albergo all’agriturismo. Nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre, i Familyhotels propongono le settimane speciali “Happy Family”, pacchetti che comprendono moltissime attività, gite e divertimenti a gogò per i bambini e per i loro genitori. Qualche esempio? Una full immersion nel mondo della fattoria tradizionale altoatesina, il primo approccio con il bouldering (scalata in piena sicurezza su piccole rocce), pomeriggi pieni di giochi, senza contare la possibilità di scorrazzare in lungo e in largo sull’altipiano del Renon con i mezzi pubblici grazie alla Ritten Card gratuita.

Quanto ad altre attività non c’è che l’imbarazzo della scelta: viaggi emozionanti con lo storico Trenino del Renon inaugurato nel 1907 (ultimo nel suo genere in tutto l’Alto Adige) che percorre la spettacolare zona dell’altipiano da Maria Assunta (Soprabolzano) a Collalbo e la funivia per Bolzanoescursioni nella natura, le prime cavalcate sul dorso di docili cavalli e la visita al museo dell’apicoltura (presso l’antico maso Plattner) con il suo percorso didattico. Tra le mete più apprezzate dalle famiglie, non vanno dimenticate le scenografiche (e antichissime, circa 25mila anni) Piramidi di Terra, curioso fenomeno geologico di materiale morenico, formato dall’erosione conica del terreno, raggiungibili grazie a comodi sentieri con punti panoramici e panchine per godersi la vista.

Peppa Pig insegna l’ecologia ai bambini

La simpatica maialina inglese mi è cara. Infatti l’avevo messa anche nel mio libro, Peppa protagonista in un capitolo molto drammatico. Adesso poi che ho scoperto che è anche una paladina dell’ecologia mi piace anche di più!

Infatti oggi, nella giornata internazionale degli oceani, anche Peppa Pig scende in campo per spiegare ai più piccoli l’importanza dell’ecologia e della sostenibilità.

Mi sembra un messaggio efficace, ai bambini piace andare al mare a fare il bagno e divertirsi sulla spiaggia. Se Peppa Pig, spiega loro alcune fondamentali regole di comportamento per preservare il mare e il pianeta, forse possono imparare a essere sensibili alle regole basi dell’ecologia.

La maialina best seller si fa ambasciatrice di un’iniziativa che vuole coinvolgere genitori e insegnanti, ma soprattutto tende a insegnare ai più piccoli delle semplicissime regole che negli anni diventeranno una consuetudine e poi la normalità. Ha stilato un decalogo dedicato alla giornata mondiale degli oceani, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare su tematiche importantissime per il nostro futuro.

Peppa Pig insegna come imparare a riciclare, evitare gli sprechi, fare la raccolta differenziata e soprattutto evitare l’abbandono della plastica, prima fonte di inquinamento dell’ambiente marittimo.

Conquistata dal gospel

Energia pura e coinvolgente. Gente che ballava, cantava, batteva il tempo o semplicemente sorrideva. Giovani, vecchi e bambini. Quelli spavaldi con il ritmo nel sangue ma anche i più impacciati e timidi hanno osato: in pista tutti insieme scatenati e felici. Quasi un miracolo di allegria e complicità che è avvenuto nella serata allo Spirit de Milan, nell’esibizione di ToGather in Gospel, con i cori Black Inside e Be Spirit. Un incredibile happening di inclusione e ottima musica. Come sottolineano i direttori dei cori Ulrica De Georgio e Manfredi Trugenberger prima di chiedere un attimo di raccoglimento per ascoltare la canzone più commovente del live. My love, my life, my all di Kirk Franklin, un classico molto complesso da cantare in coro, che Black Inside è riuscito per la prima volta a presentare proprio allo Spirit de Milan.

Black Inside e Be Spirit hanno portato, rielaborato, lo spirito della musica afroamericana che unisce e coinvolge e sono riusciti nel loro scopo di coinvolgere anche tutti noi!

Il merito va al fine dell’associazione, che attraverso la musica e l’esperienza di coro condivide i propri valori nella solidarietà e nell’inclusione.

I cantanti dei due cori, tenori, soprani e contralti, sono tutti volontari. Collaborano con associazioni no profit e si esibiscono in ospedali, case di riposo e molti altri eventi a scopo benefico. E per farlo così bene l’unico modo possibile è la passione, elemento che non si può fingere o imitare. Quella dei due cori è vera e contagiosa. Per questo incanta il pubblico dimostrando che la musica è un elemento meraviglioso e terapeutico.

Courtesy from Black Inside FB page

 

La settimana dell’oceano

Ogni anno finiscono in mare 20 milioni di tonnellate di plastica e 700.000 provengono dall’Italia. Di questo passo nel 2050 nell’oceano ci saranno più plastica che pesci.

Una previsione orrenda che si avverrà se la nostra consapevolezza verso l’utilizzo e lo spreco della plastica non muta in fretta. Già sappiamo che le buste di plastica necessitano tantissimo tempo per venire smaltite e rappresentano una trappola mortale per le tartarughe marine che le scambiano per meduse.

Un uso dissennato nella plastica viene fatto nel packaging: buste, sacchetti e contenitori che diventano spesso inutili una volta acquistato il prodotto ingombranti da smaltire. Anche con le nostre migliori intenzioni nel riciclo domestico.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema è stata istituita la giornata internazionale dell’Oceano, venerdì 8 giugno, e la casa di cosmetici Lush (da sempre attenta ai temi dell’ecologia e sostenibilità) ha deciso di aderire in maniera massiccia a questa iniziativa, allargandola alla settimana dell’oceano.

Infatti nel negozio milanese di Via Torino si venderanno solo prodotti “nudi”, privi di packaging, idonei da conservare in contenitori riciclati.  Per rendere più consapevoli e motivati i consumatori, aiutandoli a non sentire alcuna nostalgia delle confezioni poco ecologiche, in tutta questa settimana, da oggi fino a venerdì, nello spazio del negozio saranno organizzati importanti incontri sul tema.

 Martedì 5 giugno ore 18,30

La biologa marina Mariasole Bianco parlerà dell’Oceano e della sua vulnerabilità. Racconterà della sovrappesca, dei cambiamenti climatici, della plastica che sempre più minaccia il blu sconfinato dei nostri mari, in un appuntamento che vuole essere soprattutto uno scambio e una condivisione su possibili soluzioni. Non mancheranno infatti consigli per diminuire, e abbattere totalmente, l’uso della plastica usa e getta nella nostra quotidianità. Mariasole Bianco è inoltre Presidente e Fondatrice dell’associazione Worldrise, impegnata nella creazione di progetti che uniscono tutela ambientale, creatività e innovazione. Si parlerà anche di “Batti Cinque”, un progetto di cittadinanza attiva che coinvolge i bambini nelle scuole. Se le cose non cambiano saranno loro gli adulti che nuoteranno nel mare superinquinato.

Giovedì 7 giugno 18,30

Incontro con MedSharks, un’associazione dedicata allo studio e alla conservazione dell’ambiente mediterraneo, con un’attenzione particolare agli squali. Con grande impegno in numerose attività divulgative volte ad accrescere la conoscenza e la sensibilità intorno all’ambiente marino. Si navigherà alla scoperta di tanti consigli utili per tutelare la spiaggia e provare a sconfiggere l’inquinamento provocato dai rifiuti in plastica. Sarà inoltre l’occasione perfetta per scoprire come funziona un Beach Cleaning e, soprattutto, come prendervi parte: il prossimo appuntamento è nel weekend del 9-10 giugno.

Venerdi 8 giugno 18,30

Incontro con Andrea Morello, Presidente dell’associazione Sea Shepherd, un movimento di conservazione dell’Oceano ad azione diretta internazionale. La missione dell’associazione è quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e delle specie selvatiche negli oceani. Un approfondimento sulle svariate attività che Sea Shepherd svolge per proteggere il mare e sulla flotta di 12 navi che solcano le acque del mondo per proteggere e difendere la vita marina.

Ma quanto siamo sportivi?

Dalla mia osservazione di fitness-freak, mi sembra che ci siano molte più persone attente al proprio benessere rispetto ad alcuni anni fa. In particolare molto più gente si dedica gioiosamente allo sport anche in forma amatoriale. E’ molto bello osservare, ad esempio nei fine settimana, quanti corrono, fanno camminate veloci o pedalano.

Per quanto riguarda invece l’alimentanzione ci sono due fazioni, entrambe in ascesa: le persone attente a quello che consumano (bio e vegetariani) opposti al popolo (a volte un po’ aggressivo)  delle grigliate e del fast food.

I più giovani appartengono a questo secondo gruppo.

Questa è la mia opinione e questi invece sono due comunicati che ho ricevuto: contengono alcuni interessanti dati ricavati da due indagini ad hoc sul mondo del fitness.

Fitness:

Pare che 20 milioni di italiani si dedichino al fitness, secondo un’indagine di Gympass,il 43% degli intervistati dichiara di non avere un programma preciso di allenamento, ma ammette di fare sport “quando riesce”, il 30% ha un programma flessibile che prevede un impegno di  un paio di volte la settimana, mentre la minoranza (27%) ha dei giorni fissi e irrinunciabili dedicati allo sport.

Ma qual è il momento più critico della giornata, quello in cui davvero si rischia di non rispettare i buoni propositi? Per il 43% è nel pomeriggio che si viene sfiorati dal pensiero di rimandare l’allenamento, mentre per il 22% la fase critica è quella in cui si trovano di fronte al bivio tra la strada della palestra e quella di casa.

Il motivo principale per il quale si salta l’allenamento è la pigrizia (50%). A seguire, impegni divertenti (18%), stanchezza (17%), problemi di salute (15%) e questioni professionali (10%). Ma questa scelta pesa parecchio sulla coscienza degli italiani: l’82% si sente in colpa: il 67 ripromette di rimediare alla mancanza, mentre il 15% sa che comunque non avrebbe potuto fare altrimenti. Per il 18%, avere una buona scusa basta a giustificarsi con se stesso. Per il 35% basterebbe avere un amico con cui condividere le fatiche, per il 30% trovare un allenamento divertente, mentre il 22% ritiene che vedere i primi risultati sarebbe un buon incentivo a non cedere.

Alimentazione:

Questa ricerca (condotta da Herbalife) equipara il nostro modo di vita attuale, rispetto l’approccio salutistico, a quello di 25 anni fa. Dal confronto con la situazione del 1993 sono emerse, inoltre, anche altre differenze molto interessanti. Innanzitutto, è un dato di fatto come 25 anni fa si era meno attenti all’aspetto prettamente salutistico rispetto ad oggi. Se guardiamo ai dati ISTAT di allora, infatti, l’Italiano medio del 1993 era sicuramente più agiato, più colto e informato rispetto a trent’ anni prima, più incline alla cura meticolosa del proprio corpo ma poco attento, ad esempio, all’assunzione di una dieta varia. I ventenni degli anni ’90, ovvero gli ultraquarantenni di oggi, dichiarano invece di aver diminuito l’attività sportiva negli ultimi 25 anni, ma di aver aumentato l’attenzione ad uno stile di vita sano e al cibo salutare.

L’attenzione vera e propria verso il salutismo è, però, prerogativa di 1 italiano su 4, soprattutto donne e persone con un tasso di istruzione più elevato. «Non stupisce – commenta il Prof. Maurizio Fraticelli, specialista in medicina estetica e dietologia – che le donne italiane siano più attente alla sana alimentazione e a un corretto stile di vita rispetto agli uomini, vuoi per motivi estetici che le spinge a mantenersi snelle e in forma, vuoi per una maggiore sensibilità sui temi che riguardano la promozione della salute e del benessere. Non dimentichiamo, inoltre, che le donne hanno anche dei bisogni nutrizionali del tutto particolari e che il loro corpo subisce continui cambiamenti legati ai cicli ormonali che regolano la loro fisiologia. Generalmente, nell’arco della nostra vita, ognuno di noi si pone diversi obiettivi salutistici, ad esempio per migliorare la propria forma fisica o le proprie prestazioni atletiche se si fa dello sport, obiettivi che però non sempre si perseguono con costanza».

Oltre che più attenti alla promozione del proprio benessere e all’alimentazione corretta, la maggioranza degli Italiani si definisce anche in forma ed in salute (l’88%) Tuttavia, solamente 4 su 10 hanno una percezione del proprio benessere a livello ottimale, gli altri per lo più riconoscono che, forse, ci possono essere dei margini di miglioramento. In generale, se gli uomini (45%) dichiarano di sentirsi meglio rispetto alle donne (36%), le differenze più importanti si osservano, tra i più giovani e le persone over 60, per le quali solo il 15% giudica il suo stato di forma come ottimale.

Sempre dall’indagine risulta, inoltre, che poco meno di un terzo degli italiani (il 29%) si percepisce in sovrappeso, mentre i 2/3 si dichiarano, invece, normo-peso. In questo caso non si riscontrano particolari differenze tra uomini e donne, mentre ce ne sono soprattutto Nord e Sud, con il 76% degli abitanti del Nord-Est che si dichiara in peso-forma, contro il 60% del Sud e Isole. In fatto di peso, percezioni differenti ci sono anche tra chi dichiara di prestare attenzione ad uno stile di vita sano e chi invece non lo fa affatto: tra i primi il 73% si sente di rientrare nel proprio range di peso, mentre tra i non salutisti la quota scende al 55% e aumenta quella di coloro che si sentono oversize (38%).

 

Tredici-la seconda stagione

“Dove gliel’ha messa la scopa?”
“Nooo! Ma che schifo!”

Questa è una conversazione tra adolescenti in autobus, è mattina stanno andando a scuola. Una di loro la sera prima ha visto la seconda serie della serie Tredici, pensata proprio per loro. Nella seconda stagione si cercano di sviscerare i motivi dietro il tragico suicidio di una liceale, Hannah Baker che si è tolta la vita dopo essere stata vittima di uno stupro e anche di episodi di bullismo. Ma prima di farla finita Hannah ha mandato in giro per il liceo 13 cassette per accusare varie persone del suo tragico gesto.

Della prima stagione avevo già parlato, espresso perplessità su come gli autori della serie avessero affrontato i problemi adolescenziali speculando e amplificando per ottenere  audience. L’obiettivo era stato raggiunto alla grande. E nell’inmancabile sequel, non avendo più un testo la vicenda del romanzo da cui è stata tratta la serie si esaurisce nel plot della prima serie), ci hanno dato dentro senza limiti, per sconvolgere e scandalizzare ancor di più il giovane pubblico.

E hanno fatto centro, come prova la conversazione riportata in alto.

Non “spoilero” nulla, perché seguendo la “bibbia del marketing”, Netflix ha pubblicizzato alla grande il finale violento e splatter della stagione. E’ stato commentato in rete sotto vari titoli: “i momenti più controversi”, ” il finale che fa discutere”, “la dramamtica attualità” e blah…blah.

Giusto per alimentare il voyerismo.

Il povero stuprato è Tyler, il fotografo del liceo che viene accusato di aver pubblicizzato troppo le magagne della scuola. Così tanto da comprometterne anche i risultati sportivi. E sui risultati sportivi in USA non si scherza!

Per punirlo del suo errore lo bullano, violentano e lui, appena si riprende, che fa?

Ovviamente medita una strage nel liceo.

Stupro+Strage: cockatail esplosivo per liceali.

Qui però si esagerava, visto che negli USA purtroppo lo studente che spara nelle scuole  è troppo spesso cronaca. Allora qualcuno (dalla regia), per evitare grane, decide una modifica. E fiuuuuuuu! Riusciranno a fermarlo così ci scappa anche un mezzo eroe!

(A questo punto meglio guardare Escobar o Suburra, violenza onesta e almeno non dedicata ai ragazzi)

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