Dieci anni e non sentirli

Oggi Lola compie 10 anni, i sette trascorsi insieme sono stati bellissimi e sembrano volati in un attimo. Come regalo di compleanno oltre a un’overdose di favolosi bastoncini all’inquietante sapore di pollo, ha avuto una lunga passeggiata piena di corse e nuove inedite annusate in un boschetto vicino a casa. Una vera pacchia.

Lola è un cane che sorride. Nel tempo passato insieme (per complicità) anch’io ho imparato a fare un sorriso da cane, non è difficile basta tirare un po’ il labbro superiore in modo da scoprire i denti e allenarsi un po’. Una sera con le ragazze abbiamo fatto una gara e posso dire con orgoglio di averle sbaragliate: sono stata quella che faceva il miglior sorriso da cane. Ho anche alcune foto, purtroppo impubblicabili!

Lola è anche un cane che parla, dopo la sorpresa dei primi versi gutturali pensavo che il suo linguaggio potesse evolversi in qualche vocabolo almeno lontanamente comprensibile. Non è successo. Però sono abbastanza fiera del suo vocabolario, delle parole che capisce. Oltre alle solite, banali, frasi da cane ha assimilato avverbi sofisticati come “dopo” (quando spera di fare un giro e glielo dico torna a cuccia) “dove” (dov’è il pupazzetto?) e indicazioni vaghe come “forse” (stessa reazione di “dopo” 🙂 ).

Lola viene ancora scambiata per un cucciolo, quando corre ed è vivace. Però i sintomi della fatto che ormai sia diversamente giovane sono chiarissimi nel comportamento verso gli altri cani. Era socievole ed è diventata insofferente, negli anni ha perso tuttti gli amici. Abbaia improperi dal balcone, millanta poteri da capobranco e poi quando li incontra è malmostosa.

In compenso fa sempre invece la zoccola con gli umani. Ha la sindrome della piaciona: occhioni e dolci scodinzolamenti. Dopo tanti anni insieme, fregandosene della mia gelosia, continua a guardarsi attorno e cercare approvazione e carezze da tutti anche se io non sono per la coppia aperta!

Animals: foto da tutto il mondo

Al Mudec , il nuovo museo milanese che sta diventando sempre più importante e frequentato, è stata appena inaugurata una sezione dedicata alle mostre fotografiche. Il debutto è avvenuto con una bellissima retrospettiva del fotografo americano Steve McCurry che andrà avanti fino al 31 marzo. Animals presenta una serie di foto dedicate agli animali, scattate nei suoi reportage intorno al mondo.

Immagini forti, toccanti nello stile inconfondibile di questo artista. Foto anche scioccanti in cui l’interazione fra uomo e animali avviene in maniera quasi primordiale. Mi hanno particolarmente colpito quelle dei cani. Dietro ogni scatto c’è una storia e alla conferenza stampa Steve McCurry raccontava quanto sia importante cogliere l’attimo e come però molte volte quello che appare nella foto può ingannare. Ha parlato dell’Afganistan e svelando quanto purtroppo siano comuni e seguitissime le lotte fra cani.

Fino a pochi anni fa questi combattimenti, crudelissimi, finivano solo con la morte di uno dei cani. E a volte i padroni per rendere gli animali più aggressivi e combattivi li ferivano intenzionalmente. Adesso questo tipo di barbarie è un po’ mitigata e la lotta termina quando uno dei due contendenti riesce a fuggire (e magari a salvarsi la vita).

La foto sopra, del padrone che trasporta il suo cane in bicicletta purtroppo non è un immagine tenera e complice, come sembrerebbe. In realtà il cane viene portato a combattere e quindi non si può sapere quale sarà la sua sorte.

Nella mostra ci sono altre foto di cani, tutte molto coinvolgenti che testimoniano come l’amore dei nostri animali vada oltre qualsiasi situazione di povertà, pericolo o disagio.

©SteveMcCurry

Molte delle immagini di Animals risalgono agli anni’90 e sono state scattate nei paesi dell’Asia e dell’Africa ma poi a fare da contrasto a questi cani vagabondi e e resilienti, per finire la galleria di foto, c’è anche un ritratto molto kitsch di un barboncino di Los Angeles, brutto esempio occidentale di fashion victim canino.


©Steve McCurry

I cuccioli non sono regali da mettere sotto l’albero

Le feste natalizie non sono divertenti per i nostri animali domestici.

La confusione di luci, colori e musica da godere in compagnia. Atmosfera bellissima per gli umani, un po’ meno per i nostri compagni di vita pelosi. Perché sia i cani che i gatti sono animali abitudinari e mentre noi apprezziamo nelle vacanze uno strappo alla routine, per loro è tutta un’altra esperienza.

Avere la tana… ooops la casa piena di estranei rumorosi e festaioli non rappresenta il massimo del divertimento.

Anzi. E poi c’è la questione dei regali, troppo spesso qualcuno pensa di avere l’ideona di donare un cucciolo, magari a un bambino. Ma questa iniziativa non va presa con leggerezza, E’ sempre importante decidere di prendere un animale in casa in un momento in cui ci sia tempo da dedicargli per farlo ambientare, quindi le vacanze di Natale vanno bene. Però adottare un cucciolo è una decisione importante che deve essere condivisa da tutta la famiglia e così pure l’impegno di crescerlo e gestirlo.

I numeri degli abbandoni sono impressionanti, in Italia ogni anno vengono lasciati per strada 50.000 cani e 80.000 gatti. Molti di questi animali vengono adottati, magari comprati. E poi come fossero oggetti perdono quello spirito di novità che li fa apprezzare dai proprietari e come fossero cose, poi lasciati al loro destino.

A Natale sono carini ma passati alcuni mesi di gestione, d’estate diventano un peso da scaricare prima delle vacanze!

Nonostante ora gli animali d’affezione vengano considerati, anche dalla legge, come membri di un nucleo familiare, le cifre relative alla negligenza e agli abbandoni sono ancora vergognosamente alte.

Per contrastrarle è necessario un atteggiamento rispettoso e consapevole che forse passa anche dalla decisione di non considerare mai e poi mai un cucciolo, di cane o di gatto, come un’idea graziosa e suggestiva da mettere in un cesto regalo sotto l’albero di Natale.

Un Halloween dog friendly

La sera del 31 ottobre, Halloween, per i cani non è mai un gran divertimento. Una festa da gatti che sarebbe da togliere dal calendario. Questa moda importata dagli USA non è certo amata dai cani nostrani! I nostri amici pelosi amano la routine e nella notte di Halloween invece tutto è sottosopra.

Perchè il relax in cuccia è disturbato da scampanellate di bambini rompiscatole che urlano dolcetto o scherzetto. Le passeggiate tocca farle in mezzo a botti e mortaretti. E gli stropiccii di sacchetti di plastica sono deludenti perchè dischiudono caramelle e non croccantini al gusto di manzo o agnello. Insomma un gran stress.

Però tutto questo si può evitare partecipando a un’interessante e avventurosa escursione notturna nei boschi, per sentirsi ancora un po’ lupi (come i gloriosi antenati!).

Una bellissima idea dog friendly proposta dall’Oasi Zegna, nei pressi di Biella, dove cane e padrone potranno affrontare assieme un’avventurosa escursione notturna per un Halloween boschivo veramente speciale.

Lola imbronciata nell’ultimo Halloween!

Al cinema con il cane

Qualche anno fa a Londra ci sono stati i primi cinema che hanno permesso alle neomamme di portare il bebé e allattarlo nel buio della sala. Succedeva in orari speciali delle proiezioni pomeridiane. Dalla scorsa estate è partito, sempre nei cinema londinesi, un nuovo esperimento sociale molto interessante, al cinema si può portare il cane.

La sala pioniera di questa accoglienza è stata quella di Pictureshouse in Picccadilly, almeno una proiezione ogni sei settimane è dog friendly. La prossima è domenica 7 ottobre. Per il cane cinefilo è prevista una copertina, una ciotola d’acqua e anche uno snack.

Le prime pellicole a misura di cane sono partite dal classico Lilly e il vagabondo, così se qualche spettatore abbaiava poteva confondersi con i “dialoghi” del film. Poi quest’anno i cani sono stati (giustamente) ammessi a vedere L’isola dei cani, il bellissimo e consigliatissimo film stop motion di Wes Anderson.

Ovviamente ai cani non interessa nulla della trama del film, o quanto si ringhi o abbai nella storia. Anzi se ne infischiano anche del popcorn. L’importante è essere vicino al padrone, quindi per la proprietà transitiva (amano il padrone che ama il cinema) si fanno andar bene anche la sosta in sala. Ma non solo i cani del west-end londinese possono godersi un buon film, qui potete trovare, in questo informatissimo blog per i cani londinesi, tutte le sale dog-friendly nei diversi quartieri.

Per i cani nostrani l’accesso al cinema è ancora fantascienza, soprattutto nei multisala, ma nel cinema parrocchiale del mio quartiere la leggenda narra che un cane accompagnava la padrona ogni settimana. Si sedevano in prima fila e lui ronfava tranquillo ai suoi piedi.

Sono bigliettatia-volontaria di questo cinema e proprio stasera abbiamo la riunione annuale per definire orari e mansioni. Presenterò la mozione di libero accesso ai cani del quartiere accompagnati dai padroni, vedremo se entreranno i cani o sarò sbattuta fuori io!
P.S. Un dettaglio imbarrazzante su Lola: oggi ha sentito abbaiare in una serie TV e ha risposto all’abbaio!

Cane Puzzone

Chien Purri, Stinky Dog, Cane Puzzone. Traduzioni diverse ma è sempre lui, il simpatico randagio che profumapuzza di sardine, con il pelo che sembra una moquette vecchia, sempre in giro con il suo improbabile amico felino Spiaccigatto. E sempre alla rierca di un eventuale padrone, qualcuno che lo accudisca ma non si permetta di fargli la toeletta e soprattutto non lo privi (troppo) della sua indipendenza.

Cane Puzzone è nato in Francia, dalla penna di Colas Gutman e dalle illustrazioni di Marc Boutavant, ha avuto un incredibile successo tra i più piccoli (4-7 anni), le sue avventure si sono moltiplicate per nove libri e trasformate anche un cartone animato. E’ stato tradotto anche per il mercato anglosassone e adesso, dal 13 settembre sarà in libreria anche in Italia. Cane Puzzone è un titolo fantastico e un’ottima e divertente lettura per chi sogna di avere un cucciolo!

Lola à la plage

Abbiamo portato Lola al mare ed è andata così…

Ci siamo strategicamente posizionate alla fine dell’ansa della spiaggia al confine con la scuola di vela. Sembrava un posto tranquillo, un po’ isolato, ricco di ombra. Infatti Lola è stata fatta accomodare sotto la scafo di un… (catamarano? barchetta? pattino?) di una piccola imbarcazione parcheggiata forse da tempo immemorabile. Insomma una bella, invidiabile cuccia marina.

A fianco aveva la sua ciotola d’acqua, era tardo pomeriggio, soffiava una piacevole brezza e tutto sembrava perfetto.

Mi sono immersa nel mio giallo da spiaggia e ho assaporato il rilassante ozio vacanziero: sole, mare e abbronzatura.

Poi a un certo punto un po’ angosciata dalle ripetute nefandezze del serial killer, protagonista del mio romanzo, ho alzato lo sguardo verso l’orizzonte. Così ho potuto ammirare la piccola flotta dei ragazzi della scuola di vela che, a fine lezione, tornava a riva. Sull’imbarcazione ammiraglia, dove stavano gli istruttori c’era un bellissimo e altero cane polena. Un pastore australiano.
“Che bello! Che meraviglia di cane alfa!”

Eravamo veramente ammirate, e ovviamente abbiamo pensato che quel fichissimo cane fosse altamente instagrammabile. Così ho perso di vista un attimo l’equipaggio per cercare nella borsa il telefono e paparazzarlo.

E’ stato un attimo ma è successo di tutto.

Il cane Alfa appena sbarcato ha annusato l’intrusa: Lola!

Come si permetteva di sostare nella sua spiaggia?

Come una furia ha zampato verso di noi per farci capire di chi fosse il territorio.

Mentre ancora lo cercavo all’orizzone, come capitano della sua barchetta, l’australiano Alfa rovesciava la ciotola, zampava sabbia sulle nostre stuoie, tentava di pisciare sul nostro guinzaglio, abbaiava e rincorreva Lola.

Ma soprattutto suscitava l’emulazione di un altro cucciolo del suo branco, un simpatico meticcio bianco che non era polena e quindi in barca doveva stare schiscio e umilmente seduto all’interno dello scafo. Un cane più giovane e insicuro che, vendendo Alfa comportarsi così da bullo, cercava di imitarlo.

Insomma l’inferno.

Lola che ha oramai una certa età (9 anni-il tempo vola!) ed è anche un po’ milf e ancora sicura del suo fascino, non si è lasciata impressionare. Gli ha abbaiato e ringhiato dietro.

Alfa non voleva sentire ragioni, infatti ha detto: “Qui è mio e comando io!” e cominciato ad alzare compulsivamente la zampa su tutto quello che era posato sulla spiaggia nel raggio di 50 metri. Anche sullo zaino di un ignaro bagnante che si era allontanato un attimo per prendere un gelato.

Una sorpresa…. piuttosto marrone

Oggi avrei voluto scrivere della bella inziativa che c’è a Londra: cani al cinema con i padroni. Invece dopo un giretto bonus con Lola all’ora di pranzo, una passeggiata non strettamente necessaria per i bisogni fisiologici ma garantita dal mio buon cuore, sono stata vittima di uno scherzo che mi ha fatto cambiare idea sul tema del post.

Allora, ero con Lola nel giardino sottocasa, lei correva libera e io pensavo cosa mangiare a pranzo… quando la chiamo per salire in casa, mi accorgo che il suo pelo è stranamente appuntito con un effetto gel (ottimisticamente questa è stata la prima cosa che ho pensato). Guardo meglio, vedo tracce marroni, annuso e purtroppo no, non era gel.

Era cacca. Con un istinto primodiale da predatore, Lola aveva identificato una cacca interessante e anche di vaste dimensioni, considerato il risultato.

“Rotolarsi nella cacca altrui è un ottimo espediente per non venire scoperti mentre si caccia, la preda non avvertirà il nostro odore e…. zac! Si cattura!”

Questo ha pensato Lola mentre attuava il geniale piano per mimetizzarsi nella giungla del prato sottocasa.

Io invece ero disperata, poi ho incontrato un’amica di area cani che mi ha consigliato di pulire Lola con acqua e aceto (come fosse l’interno del frigorifero).

Così sono salita in casa, l’ho trascinata in terrazza e ho cominciato la disinfestazione, mentre lei pensava che fossi antipatica e soprattutto impazzita.

Alla fine della procedura non era più marrone ma puzzava come un cetriolone sottaceto.

Ho telefonato al suo salone di bellezza, il Coppola dei cani, dove di hanno detto: “Eh no, (sciocca) signora al sabato per la toeletta bisogna prenotare, così all’improvviso non c’è posto”

Anzi, erano anche un po’ scandalizzati dalla mia richiesta improvvisa!

Così ho deciso che avremmo fatto la doccia insieme.
L’ho chiamata ma lei offesa del mio trattamento all’aceto non si è spostata dal suo fichissimo cuscino-cuccia. Si è anche voltata dall’altra parte per mostrare ostilità, arrivando a negare di chiamarsi Lola.

Allora ho preso il cuscino-cuccia l’ho alzato con lei sopra e, tenendolo abbastanza in alto in modo che non decidesse di saltar giù, l’ho trasportata di peso in bagno.

Lola era sbalordita dal mio comportamento da umana imbizzarrita e appena ho aperto incautamente un attimo la porta del bagno è scappata via. Ma io l’ho rincorsa, ero già nuda ma l’ho rincorsa fino in sala, dove lei cercava di nascondersi sul divano.

L’ho presa e siamo entrate in doccia, e lei ha pensato “fiuuuuu l’acqua tiepidina e il Baby Johnson (che certo, non è adatto ai cani) non sono neanche così male”.

Il brutto è arrivato dopo, al momento del phon: non lo sopportatava e cercava di ribellarsi.

Per calmarla, invocando lo spirito di emulazione, le facevo vedere che anch’io mi phonavo le gambe per asciugarmi. Ma lei niente, cercava di nascondersi dietro al water e sotto il bidet. Alla fine l’ho lasciata mezza bagnata e molto molto molto offesa.

Non ci parliamo più.

La gatta Arcibalda

Oramai non c’è più la destra e la sinistra quindi penso che un bipolarismo equo potrebbe essere tra i fan dei cani e all’opposto quelli che prediliogono i gatti.

Come ho scritto tante volte, appartengo al primo gruppo anche perchè ho avuto pochissime esperienze con l’altra fazione. A dire il vero ho frequentato qualche gatto e ho ascoltato molte storie di padroni felici di felini ma nella mia biografia si trovano solo love story canine.

Quindi leggendo La gatta Arcibalda e altre storie. Riflessioni sugli animali e sulla natura, scritto negli anni 90 ripubblicato di recente, mi sono incuriosita molto leggendo le considerazioni di Adriana Zarri, teologa, autrice e giornalista, che racconta la sua esperienza di vita in campagna, in una dimensione quasi da eremita, in mezzo agli animali e alla natura. Questa convivenza la porta a scavare dentro di sè a riflettere in un modo istintivo, quasi animalesco. La Zarri era anche un ecologista e animalista molto avanti nei tempi.

Amava e rispettava tutti gli animali ma il legame speciale era con i gatti, in particolare Arcibalda, amorevole ma anche furba e fiera. Tanto che Adriana Zarri si domandava se fosse lei a possedere la gatta o viceversa.

 

I gatti sono così, impossibili da addomesticare. Capaci di donare amore ma non dedizione come i cani. Però la Zarri racconta che i gatti, orgogliosi e ribelli, possono essere così dolci da leccare via le lacrime del padrone quando è triste e piange.

Insomma ci sono quando servono (oggi si chiama pet therapy negli anni’90 il termine non era ancora così diffuso), ma non hanno le smancerie del cane.

Un’altra prova della loro intoccabile indipendenza?

La Zarri dedica un originale capitolo all’ora legale e all’ora felina. Altro indice della loro indipendenza, mentre i cani si abituano al cambio estivo dell’ora i gatti se ne infischiano e continuano a vivere secondo il proprio ritmo, seguendo il loro personale orologio. L’unico che rispettino, soprattutto quando è tempo della pappa.

La giornata mondiale del gatto

Domani 17 febbraio si festeggiano i felini. Preferirei che fosse la giornata del cane ma bisogna essere democratici… e farsene una ragione perchè le celebrazioni vanno avanti fino al 31 marzo a Milano e Roma.

Il nostro Silvestro, vicino di balcone, spadroneggerà per un mese e mezzo!

Ma perchè? E soprattutto perchè proprio il 17 febbraio?

Diverse le ipotesi: febbraio è il mese dell’Acquario, dominato da Urano, protettore di quegli spiriti liberi che, come i gatti, non amano sentirsi oppressi da regole troppo rigide. Il giorno 17, anche se non cade di venerdì, richiama quelle atmosfere arcane e superstiziose a cui il gatto è inevitabilmente legato da secoli. Qualche intellettuale raffinato ha però cercato un’altra interpretazione: in numeri romani il 17 si scrive XVII, che anagrammato diventa “VIXI”, cioè “vissi”, “sono vissuto e sono morto”, vale a dire il motto di coloro che hanno il beneficio di vivere sette vite e poter dire di essere morti più volte.

 

Secondo alcuni la scelta del giorno 17 sarebbe invece da interpretare così: 1 volta morirò e 7 vivrò. Una teoria, quest’ultima, comprovata dal fatto che nei paesi nordici il numero 17 porta fortuna proprio perché significa “vivere una vita per sette volte”.

E poi l’ultima brutta notizia è che domani per il calendario cinese finisce l’Anno del Cane.

Comunque, visto che non possiamo opporci, tanto vale condividere la festa.

A Milano al Museo del Fumetto, proprio domani si inaugura “Gatti Neri/Gatti Bianchi”,  dedicata ai gatti protagonisti del fumetto e dei cartoni animati, a cominciare da Felix e Krazy Kat, i primi gatti apparsi sulla stampa e nei cinema per arrivare, passando da Silvestro e Figaro, il gatto di Geppetto, a due Cuori e una gatta di Kaneda, che racconta la convivenza quotidiana dell’autore e la sua famiglia con una “tirannica” gatta. e Simon’s cat, prima vera e divertentissima, star del web. Di ognuno di loro sarà possibile scoprire vizi e virtù e conoscerne la lunga storia cinematografica ed editoriale. Mentre tutte le altre iniziative, per voi entusiasti gattari, si possono scoprire qui.

Il regalo di S.Valentino: una tartaruga marina!

Regali d’amore last minute? Di solito si sbagliano.

Oggi la cassiera del super spiegava che suo marito aveva anche sbagliato data: le ha portato i fiori sabato scorso pensando che fosse S.Valentino. La fortunata signora sospettava però che il coniuge abbia finto di non beccare la data giusta per risparmiare. Nel giorno degli innamorati infatti i mazzi di fiori costano di più!

Comunque invece di sperperare in cose futili, il regalo perfetto potrebbe essere un gesto etico, importante, non egoistico.

Un dono come questo, proposto da Legambiente: adottare una tartaruga marina che necessita di cure e amore. Per farlo basta un semplice click.

Infatti sul sito Tartalove.it, sarà possibile trovare l’esemplare da adottare con una piccola donazione, grazie alla quale contribuire al lavoro a favore delle tartarughe marine.

Nei centri di recupero, infatti, le tartarughe in difficoltà – ferite dalle eliche delle barche, intossicate dai rifiuti scambiati per cibo, intrappolate nelle reti da pesca – vengono curate con attenzione e amore e, una volta ristabilite, rilasciate in mare.

Con l’adozione simbolica sarà possibile contribuire alle spese necessarie per curare gli animali feriti e sostenendo l’associazione nelle sue numerose attività, partecipando così in modo concreto al successo dell’impegno di Legambiente a beneficio del territorio e della biodiversità.

Su Tartalove.it è possibile anche visionare periodicamente le foto e le brevi storie delle tartarughe da adottare. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit paper-free, che include un certificato di adozione a proprio nome o intestato al destinatario del regalo, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua storia. Ogni esemplare ha infatti una storia da raccontare: basta poco per farne parte e per far sì che essa sia il più possibile lunga e felice…

Allarme randagismo in Lombardia

In questa allegra atmosfera pre-natalizia condivido questa notizia preoccupante che mi è arrivata dalla Lega del Cane di Segrate (dove ho adottato Lola).

Dopo anni in cui il fenomeno del Randagismo era stato ampiamente arginato tramite gli strumenti microchip e Anagrafe Animali, stiamo assistendo ad una preoccupante controtendenza: gli accalappiamenti di cani rinvenuti sul territorio sono numerosissimi ed ormai si può parlare di vera e propria emergenza.
Nella maggior parte dei casi si tratta di cani che vengono portati dal Sud al Nord Italia tramite staffette, cani non microchippati che vengono poi fatti accalappiare nei Comuni del nostro territorio e poi accolti dapprima nei canili sanitari e successivamente nel nostro Rifugio.
Ciò ha delle ripercussioni onerose su più fronti:
sanitarie, con la diffusione di gravi patologie come ad esempio la Leishmaniosi e la Giardiasi. Si tratta di malattie endemiche nelle zone del Sud Italia che appunto si stanno propagando anche al Nord;
economiche: i Comuni si trovano ad affrontare spese improvvise ed in taluni casi gli Enti Comunali cercano una soluzione convenzionandosi con strutture private che si propongono al ribasso delle spese. Queste spese non previste e le disponibilità economiche limitate portano i Comuni a negare il consenso nei casi di richiesta di cessione dell’ animale da parte di cittadini in difficoltà, famiglie disagiate, ecc.
gestionali: in quanto le strutture, come il nostro Rifugio, non riescono più a lavorare in modo ottimale, programmando la propria attività;
-benessere animale: un viaggio spesso di diverse ore sottopone questi animali a notevoli stress con conseguenze sulle loro condizioni fisiologiche.

Inoltre, diversi di questi animali “deportati” sono cani problematici: malati, diffidenti, fobici… cani destinati a rimanere in Canile o di difficile adozione. Cani che qualcuno cerca di salvare ma che in realtà vanno ad aggravare una situazione di gestione già problematica.
Inoltre, purtroppo, vi è anche un aspetto lucroso, qualcuno ha infatti trovato un nuovo business su cui fare leva, facendosi pagare per dei viaggi su mezzi non autorizzati.
Occorre che i Comuni attuino un piano d’ azione atto a verificare la veridicità degli accalappiamenti, soprattutto a ragione del fatto che spesso i nominativi delle persone che segnalano i cani “randagi” sono gli stessi in diverse zone, nel Milanese, nell’’hinterland, e in tutta la regione.
Occorre un protocollo d’ intervento urgente, controlli più rigidi ma anche azioni coordinate tra Regioni e Ministero, la predisposizione di un’ Anagrafe Canina Nazionale in quanto la stessa Anagrafe è attualmente su base regionale, azioni mirate a combattere il randagismo territoriale e locale del Sud Italia, per fare in modo che non venga esportato ma contrastato efficacemente dalle Istituzioni preposte, esattamente com’era avvenuto al Nord Italia.
Infine, un’ ulteriore criticità che i Canili si trovano ad affrontare è rappresentata dal crescente numero di cani morsicatori, spesso molossoidi di proprietà di privati non in grado di gestirli, persone inesperte che con superficialità sottovalutano l’ impegno gestionale che questo tipo di cani comporta.
Cani che finiscono spesso nei Rifugi dove sono destinati a rimanere a vita, in quanto potenzialmente pericolosi e quindi non adottabili.
Queste sono le nuove realtà che gli operatori si trovano ad affrontare e che stanno annullando i progressi fatti in questi ultimi anni in materia di prevenzione del randagismo.

Christmas sfavillante per i nostri pet

La mia ascesa professionale, è iniziata proprio lì al Grand Hotel et de Milan uno degli alberghi più eleganti di Milano. Un milione di anni fa, sono andata lì a fare l’interprete per la settimana della moda per una stilsita inglese e poi sono andata a Londra a lavorare per lei, mi ha portato alle sfilate e sono diventata giornalista…

Quindi è un luogo che ho nel cuore e sapere che il prossimo 5 dicembre, dalle 17,30 alle 21, ospiterà un evento speciale mi rende molto felice.

Proprio in questo bellissimo hotel avrà luogo Sparkling Vip, un cocktail di beneficienza che aiuterà a finanziare la Lega del Cane di Milano, il rifugio dove ho adottato Lola.

Tra le iniziative benefiche degli infanticabili volontari di questo questo rifugio e di Laura Rossi, la fondatrice, ci sono già stati eventi molto glamour a cui Lola ha partecipato. Ma purtroppo non si è dimostrata un cane con un savoir faire social.


In questa occasione quindi rimarrà a cuccia, anche perchè il programma dell’evento è molto ricco ed entusiasmante e forse per lei sarebbe un’emozione troppo forte!

Durante la serata si brinderà con il Rosè Brut della rinomata Cantina Le Torri, e si potranno ordinare bottiglie da regalare con la personalizzazione delle eleganti etichette con le divertenti immagini dei nostri adorati amici a quattro zampe!
Le bottiglie “Sparkling V.I.P.” sono confezionate in eleganti scatole di cartone nero lucido con serigrafia personalizzata.

Poi durante l’evento, si potranno acquistare i calendari da tavolo e da muro, realizzati con immagini di alcuni degli ospiti del Rifugio di Segrate, i Panettoni e i Pandorati, prodotti con prezzo amico dalla pasticceria, La Torinese, azienda artigianale italiana vicina alla lega del cane e anche comprare il libro ‘’Trittico del cane’’ di Alberto Neri, presentato in anteprima per l’occasione.

Sarà anche possibile acquistare accessori e abbigliamento creati per i nsotri amici pelosi dal brand Nina wears Nina. E tutto il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto per sostenere il Rifugio della Lega del cane di Milano.

 

Un cane per tutta la famiglia

Dalla fatidica domanda: “Possiamo tenerlo?” parte una serie di decisioni moto importanti. Ci sono un sacco di aspetti da valutare nell’adozione di un cane. Cucciolo o adulto che sia.
Simone Dalla Valle, addestratore cinofilo e conduttore di Missione Cuccioli in questo libro affronta tutti gli aspetti dell’arrivo di un un amico peloso in famiglia.

Adesso si avvicina il Natale, tempo di doni, e il primo errore da non fare, secondo Dalla Valle, è regalare un cucciolo a un bambino.
Infatti un cane non si regala, si addotta. E soprattutto si rispetta. Portarlo a casa come un dono sotto l’albero di Natale è diseducativo perché si fa intuire al bambino che il cane in fondo sia come un giocattolo. Non una creatura con le proprie esigenze.

Un peluche di cui magari, a un certo punto, ci si può stancare.
Infatti purtroppo il picco degli abbandoni cade in estate, tempo di vacanze, dopo un certo numero di mesi dall’adozione natalizia. Quando magari è fisiologico per un bambino essere stanco del cane, che non è più una novità. E anzi è diventato una zavorra.

Prendere un cane non deve essere mai considerato un regalo a un bambino, ma un impegno che tutta la famiglia è felice di accollarsi insieme.
Condividere la propria vita con un amico a quattro zampe è un’esperienza unica ed entusiasmante.

In questo libro Simone Dalla Valle, ci insegna a conoscere a fondo il migliore amico dell’uomo e a prepararci per accoglierlo nella nostra casa. Con spiegazioni semplici ma accurate, completate da tanti esempi e fotografie, risponde a tutti i dubbi:

Che cosa devo dargli da mangiare? Qual è il posto migliore per la sua cuccia? Quante volte devo portarlo fuori a fare la passeggiata? Come posso capire il suo linguaggio? Che cosa succede se si dimostra aggressivo o, al contrario, impaurito? Ed è meglio adottare un cane di razza o un meticcio?

Seguendo i consigli i bambini (e adulti) impareranno ad amare e a rispettare il cane nel modo giusto, così da farlo crescere sano ma soprattutto felice.

Lola in beauty farm?

Lola ed io stiamo progettando una fuga, non abbiamo ancora le idee molto chiare ma ci piacerebbe scappare da qualche parte. Fare qualche giorno di vacanza lontane dagli altri simpatici membri della nostra famiglia.

Lola odia le partenze, le mettono ansia perchè traumatizzata dal precedente abbandono, che ormai risale a molti anni fa, ma continua a temere che qualcuno la dimentichi a casa …
Per questo motivo quando scorge delle borse e delle valigie si stressa moltissimo. Per evitarlo qualche volta ho fatto la valigia di notte e l’ho nascosta sul pianerottolo per non fargliela vedere. Un’altra volta invece è stata lei a giocare d’astuzia e ha cercato di mimetizzarsi in mezzo ai borsoni. Il suo piano era “sono un bagaglio e quindi mi porteranno con loro”
E come mostra la foto, era un progetto quasi perfetto. Sembrava una sacca nera a forma di banana.

A Lola è sempre piaciuto mimetizzarsi, ha uno spirito un po’ da camaleonte. Nei primissimi tempi che era con noi ha tentato di nascondersi sul letto di Emma in mezzo ai pupazzi. In quegli anni erano tanti e colorati. Proprio per questo forse spiccava come una macchia nera e così è stata sgamata.

Tornando al nostro viaggetto, dove potremmo andare e soprattutto con che mezzo di trasporto?

La nostra fuga potrebbe essere molto comoda in treno, anche perché finalmente ho capito quale siano le regole per trasportare i cani. Spesso viaggiando ho incontrato persone con cani al seguito e alcune volte ho chiesto informazioni, ma incredibilmente tutti mi avevano dato indicazioni diverse. Anzi una volta andando in Francia, sul Thello, avevo trovato un signore, con bassotto al seguito, che sembrava tanto carino e normale, quando gli ho chiesto:
“Scusi ma il suo cane ha dovuto pagare il biglietto?”
Ha iniziato a rispondermi, a parlarmi del trasportino e poi improvvissamente, lui e il bassotto si sono guardati negli occhi e ha cambiato voce, ha cominciato a coccolare il cane, vezzeggiandolo con:
“E chi è che viene sempre in viaggio con me?!?!? Chi è il cane più bravo del mondo…eh sì che sei tu! Sì, che sei tu!”
Grondavano amore!
Li ho lasciati nel loro idillio, senza disturbarli più.

Sulla meta Lola ed io dobbiamo scegliere bene. Con attenzione e cura.
Il 50% degli hotel in Italia si dichiara “amico degli animali”, però è un’etichetta un po’ generica, di solito si riferisce ai cani di piccola taglia (quindi con Lola non ci dovrebbero essere problemi). A volte il soggiorno per il cane è gratuito, mentre in qualche struttura è previsto un sovrapprezzo. In alcuni hotel il cane è solo tollerato e non proprio il benvenuto. Nella scelta poi è importate valutare che intorno all’albergo ci sia una zona verde per passeggiare, annusare con gusto e correre.
Nelle mie ricerche ho scoperto l’hotel senz’altro più bello dove andare con il proprio cane (un luogo dovi garantiscono una sistemazione degna di un capobranco). Si tratta di Fonteverde, nella campagna senese . Dove non solo c’è una meravigliosa spa per noi umani ma i cani non vengono discriminati, anzi sono coccolati alla grande.
Piscina termale anche per loro, “cuccia” con il padrone, corse nel parco a volontà e all’occorenza (nella spiacevole ipotesi di separazione) c’è anche il dog sitter. Insomma il paradiso per una fuitina romantica cane-padrone.
Io e Lola abbbiamo cominciato a sognare (e a risparmiare), magari ci facciamo un regalo di Natale. In fondo sarebbe anche una buona azione infatti prenotando qui, una percentuale della spesa della vacanza viene devoluta alla LILT.

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