Un cane per tutta la famiglia

Dalla fatidica domanda: “Possiamo tenerlo?” parte una serie di decisioni moto importanti. Ci sono un sacco di aspetti da valutare nell’adozione di un cane. Cucciolo o adulto che sia.
Simone Dalla Valle, addestratore cinofilo e conduttore di Missione Cuccioli in questo libro affronta tutti gli aspetti dell’arrivo di un un amico peloso in famiglia.

Adesso si avvicina il Natale, tempo di doni, e il primo errore da non fare, secondo Dalla Valle, è regalare un cucciolo a un bambino.
Infatti un cane non si regala, si addotta. E soprattutto si rispetta. Portarlo a casa come un dono sotto l’albero di Natale è diseducativo perché si fa intuire al bambino che il cane in fondo sia come un giocattolo. Non una creatura con le proprie esigenze.

Un peluche di cui magari, a un certo punto, ci si può stancare.
Infatti purtroppo il picco degli abbandoni cade in estate, tempo di vacanze, dopo un certo numero di mesi dall’adozione natalizia. Quando magari è fisiologico per un bambino essere stanco del cane, che non è più una novità. E anzi è diventato una zavorra.

Prendere un cane non deve essere mai considerato un regalo a un bambino, ma un impegno che tutta la famiglia è felice di accollarsi insieme.
Condividere la propria vita con un amico a quattro zampe è un’esperienza unica ed entusiasmante.

In questo libro Simone Dalla Valle, ci insegna a conoscere a fondo il migliore amico dell’uomo e a prepararci per accoglierlo nella nostra casa. Con spiegazioni semplici ma accurate, completate da tanti esempi e fotografie, risponde a tutti i dubbi:

Che cosa devo dargli da mangiare? Qual è il posto migliore per la sua cuccia? Quante volte devo portarlo fuori a fare la passeggiata? Come posso capire il suo linguaggio? Che cosa succede se si dimostra aggressivo o, al contrario, impaurito? Ed è meglio adottare un cane di razza o un meticcio?

Seguendo i consigli i bambini (e adulti) impareranno ad amare e a rispettare il cane nel modo giusto, così da farlo crescere sano ma soprattutto felice.

Lola in beauty farm?

Lola ed io stiamo progettando una fuga, non abbiamo ancora le idee molto chiare ma ci piacerebbe scappare da qualche parte. Fare qualche giorno di vacanza lontane dagli altri simpatici membri della nostra famiglia.

Lola odia le partenze, le mettono ansia perchè traumatizzata dal precedente abbandono, che ormai risale a molti anni fa, ma continua a temere che qualcuno la dimentichi a casa …
Per questo motivo quando scorge delle borse e delle valigie si stressa moltissimo. Per evitarlo qualche volta ho fatto la valigia di notte e l’ho nascosta sul pianerottolo per non fargliela vedere. Un’altra volta invece è stata lei a giocare d’astuzia e ha cercato di mimetizzarsi in mezzo ai borsoni. Il suo piano era “sono un bagaglio e quindi mi porteranno con loro”
E come mostra la foto, era un progetto quasi perfetto. Sembrava una sacca nera a forma di banana.

A Lola è sempre piaciuto mimetizzarsi, ha uno spirito un po’ da camaleonte. Nei primissimi tempi che era con noi ha tentato di nascondersi sul letto di Emma in mezzo ai pupazzi. In quegli anni erano tanti e colorati. Proprio per questo forse spiccava come una macchia nera e così è stata sgamata.

Tornando al nostro viaggetto, dove potremmo andare e soprattutto con che mezzo di trasporto?

La nostra fuga potrebbe essere molto comoda in treno, anche perché finalmente ho capito quale siano le regole per trasportare i cani. Spesso viaggiando ho incontrato persone con cani al seguito e alcune volte ho chiesto informazioni, ma incredibilmente tutti mi avevano dato indicazioni diverse. Anzi una volta andando in Francia, sul Thello, avevo trovato un signore, con bassotto al seguito, che sembrava tanto carino e normale, quando gli ho chiesto:
“Scusi ma il suo cane ha dovuto pagare il biglietto?”
Ha iniziato a rispondermi, a parlarmi del trasportino e poi improvvissamente, lui e il bassotto si sono guardati negli occhi e ha cambiato voce, ha cominciato a coccolare il cane, vezzeggiandolo con:
“E chi è che viene sempre in viaggio con me?!?!? Chi è il cane più bravo del mondo…eh sì che sei tu! Sì, che sei tu!”
Grondavano amore!
Li ho lasciati nel loro idillio, senza disturbarli più.

Sulla meta Lola ed io dobbiamo scegliere bene. Con attenzione e cura.
Il 50% degli hotel in Italia si dichiara “amico degli animali”, però è un’etichetta un po’ generica, di solito si riferisce ai cani di piccola taglia (quindi con Lola non ci dovrebbero essere problemi). A volte il soggiorno per il cane è gratuito, mentre in qualche struttura è previsto un sovrapprezzo. In alcuni hotel il cane è solo tollerato e non proprio il benvenuto. Nella scelta poi è importate valutare che intorno all’albergo ci sia una zona verde per passeggiare, annusare con gusto e correre.
Nelle mie ricerche ho scoperto l’hotel senz’altro più bello dove andare con il proprio cane (un luogo dovi garantiscono una sistemazione degna di un capobranco). Si tratta di Fonteverde, nella campagna senese . Dove non solo c’è una meravigliosa spa per noi umani ma i cani non vengono discriminati, anzi sono coccolati alla grande.
Piscina termale anche per loro, “cuccia” con il padrone, corse nel parco a volontà e all’occorenza (nella spiacevole ipotesi di separazione) c’è anche il dog sitter. Insomma il paradiso per una fuitina romantica cane-padrone.
Io e Lola abbbiamo cominciato a sognare (e a risparmiare), magari ci facciamo un regalo di Natale. In fondo sarebbe anche una buona azione infatti prenotando qui, una percentuale della spesa della vacanza viene devoluta alla LILT.

Giornata mondiale degli animali

Oggi, S.Francesco è la giornata mondiale degli animali, ho fatto gli auguri a Lola che mi ha chiesto subito una gratificazione non solo di affetto ma anche una deliziosa barretta di pollo e qualche altre animale morto tritato dentro.

Con il cambio di stagione anche le esigenze dei meno umani cambiano e anche i cani possono soffrire dei malanni stagionali e magari trarre beneficio da cure dolci, vecchio stile, di fitoterapia anche fai da te, perchè in fondo loro le erbe se le annusano e nel caso mangiano per autocurarsi. Ecco un interessante elenco di erbe benefiche.

Poi vorrei lanciare un appello: in questo giorno glorioso con i riflettori puntati su i nostri amici pelosi smettiamo di chiamare Fido il cane-base che viene sempre utilizzato come esempio. Ormai è fuori moda, è come identificare un bambino con Pierino.

I cani oramai hanno nomi international come Ginger, seri come Ugo, frivoli come Nanette, enogastronomici come Sacher!

Sempre per festeggiare la giornata degli animali c’è anche un’altra iniziativa, un concorso per scegliere cinqie scuole dove saranno organizzate sessioni di pet therapy per i bambini.

Qui le informazioni per partecipare.

Nell’area cani

Vi propongo questo post che ho scritto questo post per per il n° 37 di Futura che è uscito esattamente un mese fa, il 15 agosto scorso…

Ci si incontra, annusa e spesso scatta la scintilla. Fa caldo, bisogna muoversi tra la polvere e l’erba un po’ secca. Le code fremono e le zampe scavano.

«Come si chiama?»
«Lola»
«Anche la mia, allora è un bel casino!»

Mi stupisco e vorrei conoscere il motivo della preoccupazione del mio interlocutore, ma non faccio in tempo a chiederlo perché gli squilla il cellulare. Risponde ma si accorge che deve anche fare altro: «Ho incontrato un altro cane che si chiama Lola, ma non posso raccontarti niente, adesso devo tirar su la cacca…»

Un po’ ansioso ma educato. Non mi dispiace, tenendo conto che nell’area cani, dagli umani, ci si può aspettare di tutto. Perché mentre i cani pascolano più o meno vivacemente e seguono i loro istinti, i padroni hanno comportamenti antropologicamente molto interessanti. Mostrano un gran ventaglio di emozioni. Possono essere tutto e il contrario di tutto.

L’importante è condividere: dritte sull’addestramento, sulle abitudini dei loro cani ma soprattutto confidenze, anche personali.

Non è come per i genitori che portano al parco giochi i bambini e si ritrovano ad ammazzare il tempo davanti all’altalena, mentre tengono d’occhio i pargoli. No, gli scambi di esperienze genitoriali, per quanto sinceri e realistici, sono meno disinibiti. Perché nell’animo dei genitori c’è sempre il tarlo, anche minuscolo, dell’insicurezza. La paura dell’inadeguatezza, il timore di venir giudicati. Quindi ci si confida, ma fino a un certo punto.

Fra padroni di cani invece, fra un latrato e un biscottino, ci si lancia senza paracadute nelle rivelazioni. Anche quelle più intime e nostalgiche.

Ci si sente meno vulnerabili perché il punto di partenza della conversazione è «solo» un cane, non un figlio.

Allora si chiacchiera a ruota libera con sconosciuti a cui magari si è solo chiesto: «Maschio?» e poi si racconta di tutto. Svelando che quello è «il secondo o quarto cane…», si ricorda e si visualizza un passato canino. In cui però vengono ripescati anche aneddoti biografici. Parlando della propria famiglia, degli studi e del lavoro.

Si fa outing, ammettendo anche errori imbarazzanti: «Giravo sempre con un marsupio pieno di wurstel per farmi obbedire quando lo chiamavo, in estate era un inferno».

Oppure si rievocano episodi che riavvolgono la matassa dei ricordi fino all’infanzia.

«Sembra un nome strano ma l’ho chiamato come il mio pupazzo preferito da piccolo, quello che mi aveva regalato mio padre quando… blah… blah…»

I proprietari di cani con il pedigree sono generalmente meno logorroici, ma tendono a fare gli esperti: sanno tutto sulle vaccinazioni e si dilungano in pillole molto dettagliate di psicologia canina.
Mentre i padroni dei meticci hanno storie più interessanti da raccontare.
Epopee di cani, nati male, a cui è stata offerta una seconda possibilità. Forse per questo le padrone dei cani non di razza spesso pensano di essere diventate madri dei loro pet.

È una sindrome abbastanza comune, nell’area cani. È facile conoscere signore dall’apparenza impeccabile, magari anche professioniste, che si presentano come «la mamma di Luna… Neve… Chicco».

La sorpresa invece, nel mare magnum della community canina, è stato l’incontro con una simpatica cinquantenne che, dopo essersi accomodata sulla mia panchina, ha attaccato bottone dicendo di essere «la zia di Nanette» e con orgoglio mi ha indicato un cocker cucciolo molto vivace.

Non ho osato chiedere ulteriori dettagli sulla loro parentela.
In Italia ci sono sette milioni di fortunati proprietari di cani: è logico che i legami comincino a diversificarsi!

Mentre nella finzione dei romanzi rosa e nelle commedie romantiche, il cane è ancora raccontato come un cupido peloso utile a fare incontrare, magari attraverso l’incidente di un guinzaglio impigliato e un’orma fangosa, il bello e la bella della trama, dopo anni di passeggiate canine posso garantire che, nella realtà, è molto improbabile che succeda. Almeno non nell’area cani, dove l’amore fra cane e padrone è così diffuso e condiviso da offuscare qualsiasi altro tipo di velleità sentimentale banalmente troppo umana.

Trova la tua dog beach

Anche se l’esercito dei proprietari di cani, in Italia, è arrivato a sette milioni di padroni felici (secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark 2017), nei mesi estivi nella maggior parte dei lidi è vietato portare cani sulle spiagge. Tuttavia, grazie a una crescente sensibilità nei confronti dei nostri amici, sono sempre di più le spiagge che si attrezzano per diventare “a misura di cane”.

Riporto uno studio di Volagratis.com che ha preso in considerazione alcune delle mete più gettonate dell’estate italiana, identificando alcuni bagni che possono essere considerati a tutti gli effetti “pet-friendly”.

EMILIA ROMAGNA

Con la sua Riviera, l’Emilia Romagna è una delle mete estive più frequentate. Già rinomata per essere a misura di famiglia e di bambini, la Regione è all’avanguardia anche per quanto riguarda gli amici animali con oltre 30 bagni attrezzati, tra strutture private e spiagge libere. In tutta la regione non è concesso agli animali di fare il bagno, ma da Rimini a Riccione, da Cesenatico a Ravenna, sono molteplici i servizi in spiaggia a disposizione degli animali: aree dedicate, veterinario, educatori cinofili tra gli altri. In particolare, si distinguono: la Dog Beach del Bagno81 di Rimini, il Bagno Corallo di Cesenatico e Beach 33 di Rimini.

TOSCANA – SPIAGGE LIBERE

Anche la Toscana è tra le Regioni con più spiagge dog friendly. La provincia con più spiagge per cani è quella di Livorno, seguono la provincia di Grosseto e le province di Pisa e di Lucca. Ecco un elenco di spiagge libere dove i cani possono fare il bagno tutto il giorno a patto che siano al guinzaglio e che il padrone sia munito di secchiello e paletta. C’è la spiaggia di Capocavallo, Cecina, la spiaggia nella zona compresa tra la Chiesina di San Cerbone e il pontile del porticciolo, Golfo di Baratti. Poi la spiaggia comunale di Felciaio, Isola d’Elba e quella di Torre del Lago Fraz. Torre del lago Puccini 55049 Viareggio.

Nelle altre regioni più gettonate in estate, ecco le spiagge più ‘a misura di animali’:

LIGURIA – Baba Beach, Alassio.

SARDEGNA – Tilliguerta Dog Beach, Cagliari.

PUGLIA – Santos Bau Bau Beach, Torre Canne Fasano Brindisi.

 SICILIA

Con le sue innumerevoli spiagge da sogno è purtroppo in fondo alla classifica italiana per quanto riguarda l’accoglienza dei pet. Tuttavia, a Catania è possibile trovare una vera “dog beach”, al Lido Azzurro, dove i cani potranno correre liberi dentro il parco giochi e fare il bagno in acqua, ovviamente sotto la responsabilità del padrone, e dove è disponibile anche un servizio di “dog sitting” per i padroni che vorranno lasciare il proprio cane (per mezza giornata). La Bau Bau Beach di Priolo, in provincia di Siracusa, offre anche percorso di “agility” per mantenerli in forma e farli giocare, mentre la splendida Vulcano, presso il Lido sabbie nere e acque calde, permette anche ai cani di fare il bagno godendosi l’acqua fresca e cristallina.

Dove andare in vacanza con il cane

Sono al mare. Senza Lola. E sto un po’ male.
Mi sento in colpa perché avevo scelto di non portarla, credevo fosse più facile invece il mio cuore sanguina. Mi manca. L’altro giorno ho visto in spiaggia un signore che lanciava un sasso al proprio piccolo Jack Russel e quest’ultimo, convinto di essere un cane da riporto, nuotava fino a dove pensava fosse caduto il sasso e poi si immergeva per raccoglierlo.
Peccato che sul fondo fosse pieno di sassi identici e così dopo un po’, rialzava il musino costernato e guardava il padrone per dire: me ne lanci un altro?
Purtroppo il padrone era un po’ avvinazzato e così rideva sguaitamente, beveva un altro sorso, faceva un rutto e solo dopo lanciava un altro sasso. E il piccolo Jack Russell, felice e ottimista, partiva con un’altra strategica immersione.
Ieri invece ho paparazzato la signora della foto (sorry!) che nuotava felice con il proprio golden retriver. Le foto fanno un po’ schifo ma l’amore e l’affiatamento fra i due era totale e commuovente.

Oltre al senso di colpa per essere senza Lola ho provato anche una fitta di gelosia.
E stanotte ho sognato Jack, il mio vecchio golden, che era riapparso magicamente al mio fianco ed era buonissimo, tanto che, nel delirio onirico, ero a casa e ho chiesto a Lola:
“Possiamo tenerlo?”
Lei ovviamente si è opposta.
Così per non ridurvi come me e soffrire la mancanza del vostro amato peloso in vacanza, vi consiglio di consultare Dogalize, il social per proprietari di cani, e scoprire come gestire la vacanza con il vostro cane e trovare spiagge e strutture dove sarà il benvenuto.

Porta il cane in ufficio

Da oggi fino al 23 giugno si potrà portare il proprio cane in ufficio, invece di lasciarlo solo a casa sul divano, magari anche senza aria condizionata.
C’è il giorno in cui si portano i bambini e per non discriminare adesso è arrivato anche il momento dei nostri animali domestici.
La cui compagnia in ufficio rende la giornata lavorativa più piacevole e proficua. Se fino ad alcuni anni fa era impensabile ipotizzare un ufficio abitato da cani e gatti, attualmente sta diventando un’usanza quasi normale.
Mars (azienda che si occupa di prodotti per animali) è stata tra le prime a inaugurare questa buona pratica, facendola diventare una consuetudine.
La presenza di pet in ufficio, infatti, favorisce il benessere, riduce lo stress, aumenta il livello di attività fisica, la produttivitàe la serenità.
Questi i principali risultati dell’ultima ricerca del The Banfield Pet Hospital (rete di cliniche veterinarie negli USA) effettuata su 1.000 dipendenti e 200 responsabili delle risorse umane. Lo studio ha infatti evidenziato che proprio la presenza di pet sul posto di lavoro ha un impatto positivo complessivo sui dipendenti. In particolare, l’umore migliora per il 93%, stesso dato per la riduzione dello stress e per 91% incide sulla diminuzione del senso di colpa nel lasciare a casa il proprio peloso. E poi, non da meno, il piacere di farsi un selfie alla scrivania con il proprio pet!

E il passerotto come fa?

Ieri mentre pranzavamo fuori sul terrazzo, Emma ed io abbiamo notato strani movimenti di Lola nell’angolo in fondo del balcone. Quello coperto di edera rampicante dove di solito succedono cose interessanti.

E’ infatti lo stesso angolo dove di solito appare Silvestro che, scavalca il confine del suo balcone, e appare al nostro orizzonte. Beh, ieri Silvestro non si vedeva ma Lola si comportava in modo strano, sbirciava dietro la macchina del condizionatore (che si trova proprio nel fondo del terrazzo) e scodava.

Poi tornava indietro cercando di attirare la nostra attenzione.

Ultimamente Lola mi ha un po’ deluso, perché pensavo fosse un cane intelligente, invece la settimana scorsa l’ho beccata, sempre sul terrazzo ad abbaiare alla sua immagine riflessa nella porta finestra. Si specchiava e si abbaiava aggressivamente. Come se cercasse la rissa, con se stessa!

L’immagine naturalmente abbaiava a lei e così via. Stavo lavorando e dopo 10 minuti di abbaio nervoso ero andata a vedere quale fosse il problema e quando ho scoperto la verità ho provato imbarazzo per Lola, come poteva essere così ingenua?

E credere che ci fosse un cane fantasma riflesso nel vetro?

Comunque. Questo prologo per spiegare che ieri dopo un po’ di avanti-indietro dal condizionatore al tavolo, le abbiamo finalmente prestato attenzione giusto per gentilezza.

Emma l’ha seguita ed è andata a vedere cosa ci fosse dietro il condizionatore.

E mimetizzato dietro a una grande foglia di edera, abbiamo scoperto un passerotto pietrificato dalla paura. Probabilmente caduto da un nido della zona. Da un nido che abbiamo individuato nascosto tra l’edera della parete sopra il condizionatore.

Lola, che avrà avuto senz’altro un avo cane da caccia, probabilmente non aveva azzannato il passerotto perchè:

1-non era sicura fosse una preda, pensava fosse un’appendice marrone della foglia.

2-intuiva che fosse cucciolo, inerme, e quindi sarebbe stato scorretto, come sparare sulla Croce Rossa.

3-aspettava di consultarsi con Silvestro.

Ho preso il mano il passerotto che aveva il cuore che batteva a mille e cinguettava disperato, pensando che fosse venuta la sua ora. Ho cercato di parlargli con dolcezza, ma lui naturalmente non si è calmato.

L’ho appoggiato su un ramo un po’ in alto così magari la madre, (dov’era la madre, non si era accorta che mancava una creatura dal nido?!?!?) poteva trovarlo e venire a riprenderselo.

Emma gli ha offerto una ciliegia (un po’ brutta, con quello che costano le ciliegie non volevamo certo sprecare un durone) ma mentre gliela appoggiava vicino sul ramo il passerotto, forse dall’emozione, è caduto di nuovo dietro il condizionatore.

Lola ci guardava e continuava a scodare tra il perplesso e l’eccitato. Aveva capito che si trattava di una preda.

Ho preso la scala e ho piazzato il passerotto in un ramo più alto, più vicino al nido.  Il passerotto nel rivedermi ha cinguettato fortissimo disperato. Mentre io ho continuato a domandarmi dove fosse andata la madre. E il padre?

Dov’era il padre?

Con questi dubbi nella mente, ho blindato Lola in casa e sono tornata nello studio a scrivere, dovevo finire in fretta un pezzo, ma mi sono interrotta quando dalla finestra aperta ho sentito cinguettare fragorosamente.

E anche un gran movimento di foglie.

Sono tornata a vedere: il passerotto era sparito!

Mentre era apparso Silvestro; passeggiava nel giardino sotto al balcone.

E sembrava contento.

Lola l’infedele

Lola è molto socievole, forse troppo. Quando usciamo a fare la nostra passeggiatina nei giardinetti sotto casa tutti la salutano:

“Guarda c’è la Lola!”

“Ehi, Lolina, come va?”

“Ma che bella che sei Lola!”

Insomma un gran entusiamo quando lei corre avanti da sola, poi in coda arrivo io e l’atmosfera si raggela.

Un “Buongiorno/Buonasera” un po’ striminzito é tutto quello che mi dedicano.

Insomma Lola é molto più popolare di me, tra i padroni dei cani e forse per questo si è montata la testa.

E ha perso di vista il precetto fondamentale di ogni cane che si rispetti: la fedeltá verso il padrone.

Ogni volta che andiamo in qualche locale pubblico, bar o ristorante, Lola tenta di sedurre altri umani. Inizia a fissarli con gli occhioni tristi e se questi abboccano, si esibisce nel suo personalissimo show “cane carino&coccoloso”

Se me ne accorgo in tempo riesco a evitare che si butti anche in terra a pancia in su per farsi fare i grattini.

Imbarazzante e anche un po’ zoccola.

Poi non è come nei romanzi o nelle commedie d’amore che attacca bottone con qualcuno di intrigante e meraviglioso.

No, gli obiettivi di Lola sono le pazze gattare a cui cerca di far cambiare sponda.

Quando la colgo in flagrante, faccio un sorriso di circostanza alla gattara che sta cercando di sedurre, poi con una tiratina energica di guinzaglio cerco di distogliere Lola dal tradimento.

Quando usciamo dal bar la rassicuro dicendedole che le voglio bene, che so che anche lei mi é affezionata e non deve cercare di farsi adottare da nessun altro padrone. E le racconto anche di quei bei cani dignitosi che incontro spesso al bar; al guinzaglio con i loro padroni, fermi e tranquilli. Aspettano che i loro umani finiscano di bere il caffè con lo sguardo fermo e innamorato del cane fedele. E non cercano di intortare il primo avventore che passa loro di fianco!

Lola mi guarda annoiata, pensando che sono troppo tradizionalista e monogama. Poi punta qualche altra umana a cui scodare sfacciatamente!

La playlist di Lola

Un po’ di tempo fa avevo letto che ai cani piace il reggae, e alcuni ululavano anche per cantare in coro. La notizia mi ha incuriosito così ho deciso di approfondire  e verificare con Lola. Perciò con Emma le abbiamo fatto sentire un po’ di Bob Marley.

Ho sempre trovato il reggae un po’ noioso e ripetitivo ma ho cercato di non influenzare Lola, con il mio body language. I cani sono degli espertoni del body language dei padroni: se nascondi o dissimuli, ti sgamano subito.

Emma ha cercato un po’ di brani su youtube, ma Lola non sembrava eccitarsi, non scodava e non ululava. Anzi con la palpebra un po’ calata, pareva vicino al pisolino postprandiale.

La prova del nove l’abbiamo fatta con No woman no cry, se non le piaceva quel brano cult sarebbe stata l’eccezione canina che conferma la regola delle preferenze musicali.

E infatti ha approffitato della colonna sonora della buon’anima Bob per farsi un bidet veloce.

Allora abbiamo capito, non è un cane da reggae. Per non tediarla ulteriormente abbiamo cambiato decisamente genere musicale.

Con Beyoncè, Countdown, ha rizzato le orecchie. Ma è stato con Taylor Swift, Blank space che ha iniziato a scodare e con I know you were trouble ha anche sorriso.

E’ proprio un cane-ragazza e da un po’ di giorni ascolta anche Ed Sheeran 🙂

P.S. Ho trovato questa pagina FB divertentissima Doggos dove forse scoprirò altre playlist.

 

 

Il mio cane è una top model?

Stamattina ho aperto il giornale e mi ha venuto un colpo.
C’era lei, bella, con lo sgaurdo profondo, sparata a tutta pagina. Lola che pubblicizzava una collana di libri sugli animali.
Bellissima iniziativa, ma cosa ci faceva il mio cane in copertina?
In questo mondo fatuo dove tutte sognano una vita patinata anche Lola è cascata nel tranello di un’esistenza da jet set, feste mirabolanti, guadagni facili, e poi alla fine ci si sposa con il cane di una rock star, un primo ministro o addirittura Trump?

Dalla sorpresa, mista a sgomento, ho urlato e poi verificato.
Era lei? Con le orecchie un po’ così da fricchettona? Mi hanno rubato una foto? Si tratta del famoso furto di identità di cui si parla tanto?
O è solo una sosia?

I natali si Lola sono oscuri, è nata in un campo rom e poi è stata adottata da un’altra persona, poi lasciata alla Lega del cane e finalmente ci siamo incontrate. Magari ha una sorella gemella/modella che invece dal campo rom è andata direttamente sui set fotografici.

Devo chiederglielo.

Esodo

Su quanto siano intelligenti i nostri cani e soprattutto come dimostrino il loro acume, è stato scritto molto. E’ una materia molto interessante e coinvolgente, infatti gli studi continuano.
Dal mio osservatorio privilegiato (vita con Lola) posso dedurre alcune caratteristiche empiriche sugli atteggiamenti canini. Prima di tutto la caparbietà.
Perseguire l’obiettivo ad ogni costo.
Come avevo già scritto, Lola già da un po’ di tempo ha cominciato a spostare il cuscino della sua cuccia e a farlo vagare per casa. Fino a poco tempo fa lo spingeva in vari angoli della sala, direzione cucina, sempre più in mezzo al circolo magico dell’azione domestica.
Dove palpita la vita del branco.
Pensavamo fosse sinonimo di voglia di attenzione, necessità di essere più vicino a noi, al cuore del nucleo familiare.
Andava cosi: lei spingeva il cuscino sino a un certo punto, dove era decisamente in mezzo alle balle e dava fastidio, qualcuno ci inciampava e così al grido di: “Ma dai Lola!”, il cuscino veniva re-inserito in cuccia.
Lei si acciambellava, offesa, rivolgendoci la coda ma il giorno dopo il cuscino era di nuovo in giro per il pavimento della sala.
Noi lo rimettevamo dentro e via cosi. Il supplizio di Tantalo versione canina.
Qualche giorno fa ho avuto un’epifania e deciso che avrei lasciato errare il cuscino per capire quale fosse il fine ultimo del viaggio.
E ho chiesto il supporto dei miei familiari.
“Per favore, anche se inciampate lasciatelo dove si trova, è un esperimento!”
Il primo giorno il cuscino ha vagato per la sala, direzione corridoio.
Il secondo è arrivato all’imbocco dell’ingresso.
Che Lola volesse uscire sul pianerottolo e cambiare appartamento?
Era nervosa, più perniciosa del solito. Chiedeva attenzioni H24.
Probabilmente perché qualcosa era diverso dal solito, attuava regolarmente il suo piano ma noi ci comportavamo in modo strano. E non ne conosceva il motivo.
Il terzo giorno il cuscino ha girato a sinistra e preso la via del corridoio.
Il quarto si è parcheggiato davanti alla camera delle ragazze.
Emma al buio è inciampata due volte, imprecato, e minacciato di mandare all’aria l’esperimento.
Lola era sempre più strana, continuava a guardarmi per sondare la mia anima.
Ma ero impassibile. Non mostravo alcuna emozione. Fredda come un vero scienziato.
Il quinto giorno, ieri, il cuscino era davanti al bagno.
Anita è inciampata verso mezzanotte.
Oggi, sesto giorno, il cuscino è arrivato, durante la notte, nella mia camera.
Al confine della porta accostata.
Lola ha dormito lì, nella prestigiosa area capobranco.
Stamattina era euforica: è uscita sul balcone ad abbaiare nel sole quasi primaverile per dire a tutti i cani del vicinato della sua riuscita.
La storia di un cane che ce l’ha fatta.
Ci sono voluti cinque lunghi anni ma finalmente è capobranco.
Emma dice che probabilmente Lola pensa anche di scrivere un ebook, uno di quei manuali motivazionali che vendono bene.
Il titolo c’è già: Qua la zampa- Se ti impegni puoi farcela!

Vinci un weekend a Montpellier e ringrazia il tuo cane

Con le truffe alimentari, di cui si legge ovunque, c’è poco da stare tranquilli. Ne succedono di tutti i colori nell’alimentazione degli umani, figuriamoci cosa arriva nelle ciotole dei nostri animali domestici.

Qual è il lato oscuro di quelle crocchette?

E quel raffinato patè, sarà veramente così delizioso?

Per vederci più chiaro si può partecipare, fino al 30 giugno prossimo, a questo concorso e tenere le dita zampe incrociate, sperando di vincere un weekend, a inizio settembre, per due persone nel sud della Francia, a Montpellier.

Un’occasione per visitare la città ma anche il Campus di Royal Canin, di oltre 24 ettari, dove sono nate tutte le gamme di alimenti oggi disponibili per cani e gatti e anche quelle specifiche per età, taglia, stile di vita. E poter verificare di persona che tutto sia prodotto secondo le regole per la salute e il benessere dei nostri amati amici pelosi.

La religione Gattolica

Come sapete sono mussulcana, ma aperta a nuovi orizzonti. Quindi quando ho scoperto questo libro mi sono incuriosita e divertita molto. L’ho aperto a caso e sono stata folgorata da questa verità:

(Va’ dove ti porta il gatto)

Il gatto ti porta dove vuoi andare tu. Ma guida lui. Lo fa così bene che ti porta al centro di te stesso.

Essenziale e profonda. Riassume la differenza fondamentale fra la relazioni umano-gatto e umano-cane. Il cane è un gregario affettuoso e fedele, il gatto un leader.

Quindi per aderire alla religione Gattolica ci vuole coraggio, umiltà e grande spiritualità. E questo delizioso manifesto di amore per i felini approfondisce e spiega bene tutti gli aspetti della complessa e sfaccettata appartenenza.

Daniela Maddalena sostiene, a ragione, che questa sia la religione più diffusa al mondo: quella che unisce fedeli da ogni parte del globo. I gattolici magari sono perfetti estranei, parlano idiomi diversi, ma quando si incontrano trovano subito un punto di intesa parlando dei loro gatti, mostrando foto, condividendo gesta eroiche e raccontando aneddoti.

Con grande ironia, in un stile iperbolico e surrreale, l’autrice affronta i testi sacri: i Vanpeli, l’Apogatisse, la Sacra Sabbia e via così.

Ma si abbassa anche a temi più prosaici, descrivendo ad esempio il più grande nemico dei gatti: il mostro aspirapolvere, rumoroso, schizzinoso e ingombrante. Inventato dagli agattici (gli atei secondo la Gattolica) per acchiappare i peli vagabondi sul pavimento ma soprattutto per terrorizzare e dar fastidio.

E poi spiega che quelle signore, volgarmente chiamate gattare non sono altro che:

…sacerdotesse che hanno il compito di proteggere i gatti senza casa e senza gattolici. Costruiscono i ripari per i gatti sans papier e li sostengono in tutte le loro necessità.

Ma in questo libro c’è anche molto altro: alcuni capitoli sono dedicati a gatti storici, come lo Stregatto, Garfield, Silvestro, Felix, il Gatto con gli stivali, insomma un excursus completo su tutte le grandi personalità gattiche del passato. Poi l’autrice è una musicista e ha arricchito il testo con alcuni spartiti, per aiutare il lettore a suonare, brani come Morgana Polpetta e Croquette Monsieur.

La religione Gattolica è una potentissima arma di conversione da regalare ai non adepti (gli agattici), agli adepti per farli commuovere e gioire, e anche ai più piccoli per divertirli e crescerli sani e felici nella fede Gattolica.

Droga per cani

E’ nervosa, agitata e chiede l’attenzione H24. A colpi di muso o buttandosi a terra sui nostri piedi per “fare pancia”, farsi cioè grattare e accarezzare sull’addome peloso.

Non è normale.

Da due giorni Lola è così, in preda a un comportamento anomalo e super bisognoso di attenzione. E’ così da quando ho smesso di premiarla con uno snack (anzi mezzo), un bastoncino ricompensa dopo la nostra passeggiata.

Avevo cominciato a darglielo, diciamo regolarmente, un mese fa, per premiarla del suo comportamento durante la passeggiata senza giunzaglio. Lo meritava perchè obbediva: al momento di rincasare tornava da me anche quando in giro c’erano altri cani interessanti da annusare.

Un atteggiamento da lode e gratificazione.

Arrivati in casa le dicevo: “Brava, ecco un bella droghetta per te!”

Chiamavo “droghetta” gli snack così per gioco, senza rendermi conto di diventare uno spacciatore affetttuoso.

E così, giorno dopo giorno, passeggiata dopo passeggiata, gratificazione dopo gratificazione, il mio cane è finito nel tunnel della dipendenza.

Per colpa mia.

E domenica quando mi sono accorta che i bastoncini “al gusto beef” erano finiti e anche quelli “ti miglioro l’alito”, le ho fatto solo una carezza e detto brava ben tre volte.

Ma non è stata la stessa cosa.

Lola oramai era dentro fino al collo all’assuefazione alla sostanza. E ha cominciato a comportarsi in maniera strana. A non essere più il simpatico cane sereno che dorme quasi tutto il giorno (il comportamento più fico in questi giorni bui e piovosi), Adesso abbaia nervosamente a ogni rumore e qualche volta ringhia pure. E quando le prende il down elemosina attenzione in maniera imbarazzante.

Dove è finita la dignità di una che doveva diventare capobranco?

Ho cercato di consolarla e sgarrando alle regole della sua dieta di croccantini, le ho dato anche mezza fetta di emmenthal al ritorno di una passeggiata, ma per lei non è stata la stessa cosa.

Perciò credo che l’asssuefazione non sia solo psicologica.

Allora a questo punto mi chiedo: cosa si nasconde veramente dietro “al gusto beef”? Cosa contengono questi snack gratificanti?

Perchè quando inizi non puoi più farne a meno?

 

schermata-2016-11-22-alle-10-21-24

1 2 3 4