Un Halloween dog friendly

La sera del 31 ottobre, Halloween, per i cani non è mai un gran divertimento. Una festa da gatti che sarebbe da togliere dal calendario. Questa moda importata dagli USA non è certo amata dai cani nostrani! I nostri amici pelosi amano la routine e nella notte di Halloween invece tutto è sottosopra.

Perchè il relax in cuccia è disturbato da scampanellate di bambini rompiscatole che urlano dolcetto o scherzetto. Le passeggiate tocca farle in mezzo a botti e mortaretti. E gli stropiccii di sacchetti di plastica sono deludenti perchè dischiudono caramelle e non croccantini al gusto di manzo o agnello. Insomma un gran stress.

Però tutto questo si può evitare partecipando a un’interessante e avventurosa escursione notturna nei boschi, per sentirsi ancora un po’ lupi (come i gloriosi antenati!).

Una bellissima idea dog friendly proposta dall’Oasi Zegna, nei pressi di Biella, dove cane e padrone potranno affrontare assieme un’avventurosa escursione notturna per un Halloween boschivo veramente speciale.

Lola imbronciata nell’ultimo Halloween!

Al cinema con il cane

Qualche anno fa a Londra ci sono stati i primi cinema che hanno permesso alle neomamme di portare il bebé e allattarlo nel buio della sala. Succedeva in orari speciali delle proiezioni pomeridiane. Dalla scorsa estate è partito, sempre nei cinema londinesi, un nuovo esperimento sociale molto interessante, al cinema si può portare il cane.

La sala pioniera di questa accoglienza è stata quella di Pictureshouse in Picccadilly, almeno una proiezione ogni sei settimane è dog friendly. La prossima è domenica 7 ottobre. Per il cane cinefilo è prevista una copertina, una ciotola d’acqua e anche uno snack.

Le prime pellicole a misura di cane sono partite dal classico Lilly e il vagabondo, così se qualche spettatore abbaiava poteva confondersi con i “dialoghi” del film. Poi quest’anno i cani sono stati (giustamente) ammessi a vedere L’isola dei cani, il bellissimo e consigliatissimo film stop motion di Wes Anderson.

Ovviamente ai cani non interessa nulla della trama del film, o quanto si ringhi o abbai nella storia. Anzi se ne infischiano anche del popcorn. L’importante è essere vicino al padrone, quindi per la proprietà transitiva (amano il padrone che ama il cinema) si fanno andar bene anche la sosta in sala. Ma non solo i cani del west-end londinese possono godersi un buon film, qui potete trovare, in questo informatissimo blog per i cani londinesi, tutte le sale dog-friendly nei diversi quartieri.

Per i cani nostrani l’accesso al cinema è ancora fantascienza, soprattutto nei multisala, ma nel cinema parrocchiale del mio quartiere la leggenda narra che un cane accompagnava la padrona ogni settimana. Si sedevano in prima fila e lui ronfava tranquillo ai suoi piedi.

Sono bigliettatia-volontaria di questo cinema e proprio stasera abbiamo la riunione annuale per definire orari e mansioni. Presenterò la mozione di libero accesso ai cani del quartiere accompagnati dai padroni, vedremo se entreranno i cani o sarò sbattuta fuori io!
P.S. Un dettaglio imbarrazzante su Lola: oggi ha sentito abbaiare in una serie TV e ha risposto all’abbaio!

Cane Puzzone

Chien Purri, Stinky Dog, Cane Puzzone. Traduzioni diverse ma è sempre lui, il simpatico randagio che profumapuzza di sardine, con il pelo che sembra una moquette vecchia, sempre in giro con il suo improbabile amico felino Spiaccigatto. E sempre alla rierca di un eventuale padrone, qualcuno che lo accudisca ma non si permetta di fargli la toeletta e soprattutto non lo privi (troppo) della sua indipendenza.

Cane Puzzone è nato in Francia, dalla penna di Colas Gutman e dalle illustrazioni di Marc Boutavant, ha avuto un incredibile successo tra i più piccoli (4-7 anni), le sue avventure si sono moltiplicate per nove libri e trasformate anche un cartone animato. E’ stato tradotto anche per il mercato anglosassone e adesso, dal 13 settembre sarà in libreria anche in Italia. Cane Puzzone è un titolo fantastico e un’ottima e divertente lettura per chi sogna di avere un cucciolo!

Lola à la plage

Abbiamo portato Lola al mare ed è andata così…

Ci siamo strategicamente posizionate alla fine dell’ansa della spiaggia al confine con la scuola di vela. Sembrava un posto tranquillo, un po’ isolato, ricco di ombra. Infatti Lola è stata fatta accomodare sotto la scafo di un… (catamarano? barchetta? pattino?) di una piccola imbarcazione parcheggiata forse da tempo immemorabile. Insomma una bella, invidiabile cuccia marina.

A fianco aveva la sua ciotola d’acqua, era tardo pomeriggio, soffiava una piacevole brezza e tutto sembrava perfetto.

Mi sono immersa nel mio giallo da spiaggia e ho assaporato il rilassante ozio vacanziero: sole, mare e abbronzatura.

Poi a un certo punto un po’ angosciata dalle ripetute nefandezze del serial killer, protagonista del mio romanzo, ho alzato lo sguardo verso l’orizzonte. Così ho potuto ammirare la piccola flotta dei ragazzi della scuola di vela che, a fine lezione, tornava a riva. Sull’imbarcazione ammiraglia, dove stavano gli istruttori c’era un bellissimo e altero cane polena. Un pastore australiano.
“Che bello! Che meraviglia di cane alfa!”

Eravamo veramente ammirate, e ovviamente abbiamo pensato che quel fichissimo cane fosse altamente instagrammabile. Così ho perso di vista un attimo l’equipaggio per cercare nella borsa il telefono e paparazzarlo.

E’ stato un attimo ma è successo di tutto.

Il cane Alfa appena sbarcato ha annusato l’intrusa: Lola!

Come si permetteva di sostare nella sua spiaggia?

Come una furia ha zampato verso di noi per farci capire di chi fosse il territorio.

Mentre ancora lo cercavo all’orizzone, come capitano della sua barchetta, l’australiano Alfa rovesciava la ciotola, zampava sabbia sulle nostre stuoie, tentava di pisciare sul nostro guinzaglio, abbaiava e rincorreva Lola.

Ma soprattutto suscitava l’emulazione di un altro cucciolo del suo branco, un simpatico meticcio bianco che non era polena e quindi in barca doveva stare schiscio e umilmente seduto all’interno dello scafo. Un cane più giovane e insicuro che, vendendo Alfa comportarsi così da bullo, cercava di imitarlo.

Insomma l’inferno.

Lola che ha oramai una certa età (9 anni-il tempo vola!) ed è anche un po’ milf e ancora sicura del suo fascino, non si è lasciata impressionare. Gli ha abbaiato e ringhiato dietro.

Alfa non voleva sentire ragioni, infatti ha detto: “Qui è mio e comando io!” e cominciato ad alzare compulsivamente la zampa su tutto quello che era posato sulla spiaggia nel raggio di 50 metri. Anche sullo zaino di un ignaro bagnante che si era allontanato un attimo per prendere un gelato.

Una sorpresa…. piuttosto marrone

Oggi avrei voluto scrivere della bella inziativa che c’è a Londra: cani al cinema con i padroni. Invece dopo un giretto bonus con Lola all’ora di pranzo, una passeggiata non strettamente necessaria per i bisogni fisiologici ma garantita dal mio buon cuore, sono stata vittima di uno scherzo che mi ha fatto cambiare idea sul tema del post.

Allora, ero con Lola nel giardino sottocasa, lei correva libera e io pensavo cosa mangiare a pranzo… quando la chiamo per salire in casa, mi accorgo che il suo pelo è stranamente appuntito con un effetto gel (ottimisticamente questa è stata la prima cosa che ho pensato). Guardo meglio, vedo tracce marroni, annuso e purtroppo no, non era gel.

Era cacca. Con un istinto primodiale da predatore, Lola aveva identificato una cacca interessante e anche di vaste dimensioni, considerato il risultato.

“Rotolarsi nella cacca altrui è un ottimo espediente per non venire scoperti mentre si caccia, la preda non avvertirà il nostro odore e…. zac! Si cattura!”

Questo ha pensato Lola mentre attuava il geniale piano per mimetizzarsi nella giungla del prato sottocasa.

Io invece ero disperata, poi ho incontrato un’amica di area cani che mi ha consigliato di pulire Lola con acqua e aceto (come fosse l’interno del frigorifero).

Così sono salita in casa, l’ho trascinata in terrazza e ho cominciato la disinfestazione, mentre lei pensava che fossi antipatica e soprattutto impazzita.

Alla fine della procedura non era più marrone ma puzzava come un cetriolone sottaceto.

Ho telefonato al suo salone di bellezza, il Coppola dei cani, dove di hanno detto: “Eh no, (sciocca) signora al sabato per la toeletta bisogna prenotare, così all’improvviso non c’è posto”

Anzi, erano anche un po’ scandalizzati dalla mia richiesta improvvisa!

Così ho deciso che avremmo fatto la doccia insieme.
L’ho chiamata ma lei offesa del mio trattamento all’aceto non si è spostata dal suo fichissimo cuscino-cuccia. Si è anche voltata dall’altra parte per mostrare ostilità, arrivando a negare di chiamarsi Lola.

Allora ho preso il cuscino-cuccia l’ho alzato con lei sopra e, tenendolo abbastanza in alto in modo che non decidesse di saltar giù, l’ho trasportata di peso in bagno.

Lola era sbalordita dal mio comportamento da umana imbizzarrita e appena ho aperto incautamente un attimo la porta del bagno è scappata via. Ma io l’ho rincorsa, ero già nuda ma l’ho rincorsa fino in sala, dove lei cercava di nascondersi sul divano.

L’ho presa e siamo entrate in doccia, e lei ha pensato “fiuuuuu l’acqua tiepidina e il Baby Johnson (che certo, non è adatto ai cani) non sono neanche così male”.

Il brutto è arrivato dopo, al momento del phon: non lo sopportatava e cercava di ribellarsi.

Per calmarla, invocando lo spirito di emulazione, le facevo vedere che anch’io mi phonavo le gambe per asciugarmi. Ma lei niente, cercava di nascondersi dietro al water e sotto il bidet. Alla fine l’ho lasciata mezza bagnata e molto molto molto offesa.

Non ci parliamo più.

La gatta Arcibalda

Oramai non c’è più la destra e la sinistra quindi penso che un bipolarismo equo potrebbe essere tra i fan dei cani e all’opposto quelli che prediliogono i gatti.

Come ho scritto tante volte, appartengo al primo gruppo anche perchè ho avuto pochissime esperienze con l’altra fazione. A dire il vero ho frequentato qualche gatto e ho ascoltato molte storie di padroni felici di felini ma nella mia biografia si trovano solo love story canine.

Quindi leggendo La gatta Arcibalda e altre storie. Riflessioni sugli animali e sulla natura, scritto negli anni 90 ripubblicato di recente, mi sono incuriosita molto leggendo le considerazioni di Adriana Zarri, teologa, autrice e giornalista, che racconta la sua esperienza di vita in campagna, in una dimensione quasi da eremita, in mezzo agli animali e alla natura. Questa convivenza la porta a scavare dentro di sè a riflettere in un modo istintivo, quasi animalesco. La Zarri era anche un ecologista e animalista molto avanti nei tempi.

Amava e rispettava tutti gli animali ma il legame speciale era con i gatti, in particolare Arcibalda, amorevole ma anche furba e fiera. Tanto che Adriana Zarri si domandava se fosse lei a possedere la gatta o viceversa.

 

I gatti sono così, impossibili da addomesticare. Capaci di donare amore ma non dedizione come i cani. Però la Zarri racconta che i gatti, orgogliosi e ribelli, possono essere così dolci da leccare via le lacrime del padrone quando è triste e piange.

Insomma ci sono quando servono (oggi si chiama pet therapy negli anni’90 il termine non era ancora così diffuso), ma non hanno le smancerie del cane.

Un’altra prova della loro intoccabile indipendenza?

La Zarri dedica un originale capitolo all’ora legale e all’ora felina. Altro indice della loro indipendenza, mentre i cani si abituano al cambio estivo dell’ora i gatti se ne infischiano e continuano a vivere secondo il proprio ritmo, seguendo il loro personale orologio. L’unico che rispettino, soprattutto quando è tempo della pappa.

La giornata mondiale del gatto

Domani 17 febbraio si festeggiano i felini. Preferirei che fosse la giornata del cane ma bisogna essere democratici… e farsene una ragione perchè le celebrazioni vanno avanti fino al 31 marzo a Milano e Roma.

Il nostro Silvestro, vicino di balcone, spadroneggerà per un mese e mezzo!

Ma perchè? E soprattutto perchè proprio il 17 febbraio?

Diverse le ipotesi: febbraio è il mese dell’Acquario, dominato da Urano, protettore di quegli spiriti liberi che, come i gatti, non amano sentirsi oppressi da regole troppo rigide. Il giorno 17, anche se non cade di venerdì, richiama quelle atmosfere arcane e superstiziose a cui il gatto è inevitabilmente legato da secoli. Qualche intellettuale raffinato ha però cercato un’altra interpretazione: in numeri romani il 17 si scrive XVII, che anagrammato diventa “VIXI”, cioè “vissi”, “sono vissuto e sono morto”, vale a dire il motto di coloro che hanno il beneficio di vivere sette vite e poter dire di essere morti più volte.

 

Secondo alcuni la scelta del giorno 17 sarebbe invece da interpretare così: 1 volta morirò e 7 vivrò. Una teoria, quest’ultima, comprovata dal fatto che nei paesi nordici il numero 17 porta fortuna proprio perché significa “vivere una vita per sette volte”.

E poi l’ultima brutta notizia è che domani per il calendario cinese finisce l’Anno del Cane.

Comunque, visto che non possiamo opporci, tanto vale condividere la festa.

A Milano al Museo del Fumetto, proprio domani si inaugura “Gatti Neri/Gatti Bianchi”,  dedicata ai gatti protagonisti del fumetto e dei cartoni animati, a cominciare da Felix e Krazy Kat, i primi gatti apparsi sulla stampa e nei cinema per arrivare, passando da Silvestro e Figaro, il gatto di Geppetto, a due Cuori e una gatta di Kaneda, che racconta la convivenza quotidiana dell’autore e la sua famiglia con una “tirannica” gatta. e Simon’s cat, prima vera e divertentissima, star del web. Di ognuno di loro sarà possibile scoprire vizi e virtù e conoscerne la lunga storia cinematografica ed editoriale. Mentre tutte le altre iniziative, per voi entusiasti gattari, si possono scoprire qui.

Il regalo di S.Valentino: una tartaruga marina!

Regali d’amore last minute? Di solito si sbagliano.

Oggi la cassiera del super spiegava che suo marito aveva anche sbagliato data: le ha portato i fiori sabato scorso pensando che fosse S.Valentino. La fortunata signora sospettava però che il coniuge abbia finto di non beccare la data giusta per risparmiare. Nel giorno degli innamorati infatti i mazzi di fiori costano di più!

Comunque invece di sperperare in cose futili, il regalo perfetto potrebbe essere un gesto etico, importante, non egoistico.

Un dono come questo, proposto da Legambiente: adottare una tartaruga marina che necessita di cure e amore. Per farlo basta un semplice click.

Infatti sul sito Tartalove.it, sarà possibile trovare l’esemplare da adottare con una piccola donazione, grazie alla quale contribuire al lavoro a favore delle tartarughe marine.

Nei centri di recupero, infatti, le tartarughe in difficoltà – ferite dalle eliche delle barche, intossicate dai rifiuti scambiati per cibo, intrappolate nelle reti da pesca – vengono curate con attenzione e amore e, una volta ristabilite, rilasciate in mare.

Con l’adozione simbolica sarà possibile contribuire alle spese necessarie per curare gli animali feriti e sostenendo l’associazione nelle sue numerose attività, partecipando così in modo concreto al successo dell’impegno di Legambiente a beneficio del territorio e della biodiversità.

Su Tartalove.it è possibile anche visionare periodicamente le foto e le brevi storie delle tartarughe da adottare. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit paper-free, che include un certificato di adozione a proprio nome o intestato al destinatario del regalo, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua storia. Ogni esemplare ha infatti una storia da raccontare: basta poco per farne parte e per far sì che essa sia il più possibile lunga e felice…

Allarme randagismo in Lombardia

In questa allegra atmosfera pre-natalizia condivido questa notizia preoccupante che mi è arrivata dalla Lega del Cane di Segrate (dove ho adottato Lola).

Dopo anni in cui il fenomeno del Randagismo era stato ampiamente arginato tramite gli strumenti microchip e Anagrafe Animali, stiamo assistendo ad una preoccupante controtendenza: gli accalappiamenti di cani rinvenuti sul territorio sono numerosissimi ed ormai si può parlare di vera e propria emergenza.
Nella maggior parte dei casi si tratta di cani che vengono portati dal Sud al Nord Italia tramite staffette, cani non microchippati che vengono poi fatti accalappiare nei Comuni del nostro territorio e poi accolti dapprima nei canili sanitari e successivamente nel nostro Rifugio.
Ciò ha delle ripercussioni onerose su più fronti:
sanitarie, con la diffusione di gravi patologie come ad esempio la Leishmaniosi e la Giardiasi. Si tratta di malattie endemiche nelle zone del Sud Italia che appunto si stanno propagando anche al Nord;
economiche: i Comuni si trovano ad affrontare spese improvvise ed in taluni casi gli Enti Comunali cercano una soluzione convenzionandosi con strutture private che si propongono al ribasso delle spese. Queste spese non previste e le disponibilità economiche limitate portano i Comuni a negare il consenso nei casi di richiesta di cessione dell’ animale da parte di cittadini in difficoltà, famiglie disagiate, ecc.
gestionali: in quanto le strutture, come il nostro Rifugio, non riescono più a lavorare in modo ottimale, programmando la propria attività;
-benessere animale: un viaggio spesso di diverse ore sottopone questi animali a notevoli stress con conseguenze sulle loro condizioni fisiologiche.

Inoltre, diversi di questi animali “deportati” sono cani problematici: malati, diffidenti, fobici… cani destinati a rimanere in Canile o di difficile adozione. Cani che qualcuno cerca di salvare ma che in realtà vanno ad aggravare una situazione di gestione già problematica.
Inoltre, purtroppo, vi è anche un aspetto lucroso, qualcuno ha infatti trovato un nuovo business su cui fare leva, facendosi pagare per dei viaggi su mezzi non autorizzati.
Occorre che i Comuni attuino un piano d’ azione atto a verificare la veridicità degli accalappiamenti, soprattutto a ragione del fatto che spesso i nominativi delle persone che segnalano i cani “randagi” sono gli stessi in diverse zone, nel Milanese, nell’’hinterland, e in tutta la regione.
Occorre un protocollo d’ intervento urgente, controlli più rigidi ma anche azioni coordinate tra Regioni e Ministero, la predisposizione di un’ Anagrafe Canina Nazionale in quanto la stessa Anagrafe è attualmente su base regionale, azioni mirate a combattere il randagismo territoriale e locale del Sud Italia, per fare in modo che non venga esportato ma contrastato efficacemente dalle Istituzioni preposte, esattamente com’era avvenuto al Nord Italia.
Infine, un’ ulteriore criticità che i Canili si trovano ad affrontare è rappresentata dal crescente numero di cani morsicatori, spesso molossoidi di proprietà di privati non in grado di gestirli, persone inesperte che con superficialità sottovalutano l’ impegno gestionale che questo tipo di cani comporta.
Cani che finiscono spesso nei Rifugi dove sono destinati a rimanere a vita, in quanto potenzialmente pericolosi e quindi non adottabili.
Queste sono le nuove realtà che gli operatori si trovano ad affrontare e che stanno annullando i progressi fatti in questi ultimi anni in materia di prevenzione del randagismo.

Christmas sfavillante per i nostri pet

La mia ascesa professionale, è iniziata proprio lì al Grand Hotel et de Milan uno degli alberghi più eleganti di Milano. Un milione di anni fa, sono andata lì a fare l’interprete per la settimana della moda per una stilsita inglese e poi sono andata a Londra a lavorare per lei, mi ha portato alle sfilate e sono diventata giornalista…

Quindi è un luogo che ho nel cuore e sapere che il prossimo 5 dicembre, dalle 17,30 alle 21, ospiterà un evento speciale mi rende molto felice.

Proprio in questo bellissimo hotel avrà luogo Sparkling Vip, un cocktail di beneficienza che aiuterà a finanziare la Lega del Cane di Milano, il rifugio dove ho adottato Lola.

Tra le iniziative benefiche degli infanticabili volontari di questo questo rifugio e di Laura Rossi, la fondatrice, ci sono già stati eventi molto glamour a cui Lola ha partecipato. Ma purtroppo non si è dimostrata un cane con un savoir faire social.


In questa occasione quindi rimarrà a cuccia, anche perchè il programma dell’evento è molto ricco ed entusiasmante e forse per lei sarebbe un’emozione troppo forte!

Durante la serata si brinderà con il Rosè Brut della rinomata Cantina Le Torri, e si potranno ordinare bottiglie da regalare con la personalizzazione delle eleganti etichette con le divertenti immagini dei nostri adorati amici a quattro zampe!
Le bottiglie “Sparkling V.I.P.” sono confezionate in eleganti scatole di cartone nero lucido con serigrafia personalizzata.

Poi durante l’evento, si potranno acquistare i calendari da tavolo e da muro, realizzati con immagini di alcuni degli ospiti del Rifugio di Segrate, i Panettoni e i Pandorati, prodotti con prezzo amico dalla pasticceria, La Torinese, azienda artigianale italiana vicina alla lega del cane e anche comprare il libro ‘’Trittico del cane’’ di Alberto Neri, presentato in anteprima per l’occasione.

Sarà anche possibile acquistare accessori e abbigliamento creati per i nsotri amici pelosi dal brand Nina wears Nina. E tutto il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto per sostenere il Rifugio della Lega del cane di Milano.

 

Un cane per tutta la famiglia

Dalla fatidica domanda: “Possiamo tenerlo?” parte una serie di decisioni moto importanti. Ci sono un sacco di aspetti da valutare nell’adozione di un cane. Cucciolo o adulto che sia.
Simone Dalla Valle, addestratore cinofilo e conduttore di Missione Cuccioli in questo libro affronta tutti gli aspetti dell’arrivo di un un amico peloso in famiglia.

Adesso si avvicina il Natale, tempo di doni, e il primo errore da non fare, secondo Dalla Valle, è regalare un cucciolo a un bambino.
Infatti un cane non si regala, si addotta. E soprattutto si rispetta. Portarlo a casa come un dono sotto l’albero di Natale è diseducativo perché si fa intuire al bambino che il cane in fondo sia come un giocattolo. Non una creatura con le proprie esigenze.

Un peluche di cui magari, a un certo punto, ci si può stancare.
Infatti purtroppo il picco degli abbandoni cade in estate, tempo di vacanze, dopo un certo numero di mesi dall’adozione natalizia. Quando magari è fisiologico per un bambino essere stanco del cane, che non è più una novità. E anzi è diventato una zavorra.

Prendere un cane non deve essere mai considerato un regalo a un bambino, ma un impegno che tutta la famiglia è felice di accollarsi insieme.
Condividere la propria vita con un amico a quattro zampe è un’esperienza unica ed entusiasmante.

In questo libro Simone Dalla Valle, ci insegna a conoscere a fondo il migliore amico dell’uomo e a prepararci per accoglierlo nella nostra casa. Con spiegazioni semplici ma accurate, completate da tanti esempi e fotografie, risponde a tutti i dubbi:

Che cosa devo dargli da mangiare? Qual è il posto migliore per la sua cuccia? Quante volte devo portarlo fuori a fare la passeggiata? Come posso capire il suo linguaggio? Che cosa succede se si dimostra aggressivo o, al contrario, impaurito? Ed è meglio adottare un cane di razza o un meticcio?

Seguendo i consigli i bambini (e adulti) impareranno ad amare e a rispettare il cane nel modo giusto, così da farlo crescere sano ma soprattutto felice.

Lola in beauty farm?

Lola ed io stiamo progettando una fuga, non abbiamo ancora le idee molto chiare ma ci piacerebbe scappare da qualche parte. Fare qualche giorno di vacanza lontane dagli altri simpatici membri della nostra famiglia.

Lola odia le partenze, le mettono ansia perchè traumatizzata dal precedente abbandono, che ormai risale a molti anni fa, ma continua a temere che qualcuno la dimentichi a casa …
Per questo motivo quando scorge delle borse e delle valigie si stressa moltissimo. Per evitarlo qualche volta ho fatto la valigia di notte e l’ho nascosta sul pianerottolo per non fargliela vedere. Un’altra volta invece è stata lei a giocare d’astuzia e ha cercato di mimetizzarsi in mezzo ai borsoni. Il suo piano era “sono un bagaglio e quindi mi porteranno con loro”
E come mostra la foto, era un progetto quasi perfetto. Sembrava una sacca nera a forma di banana.

A Lola è sempre piaciuto mimetizzarsi, ha uno spirito un po’ da camaleonte. Nei primissimi tempi che era con noi ha tentato di nascondersi sul letto di Emma in mezzo ai pupazzi. In quegli anni erano tanti e colorati. Proprio per questo forse spiccava come una macchia nera e così è stata sgamata.

Tornando al nostro viaggetto, dove potremmo andare e soprattutto con che mezzo di trasporto?

La nostra fuga potrebbe essere molto comoda in treno, anche perché finalmente ho capito quale siano le regole per trasportare i cani. Spesso viaggiando ho incontrato persone con cani al seguito e alcune volte ho chiesto informazioni, ma incredibilmente tutti mi avevano dato indicazioni diverse. Anzi una volta andando in Francia, sul Thello, avevo trovato un signore, con bassotto al seguito, che sembrava tanto carino e normale, quando gli ho chiesto:
“Scusi ma il suo cane ha dovuto pagare il biglietto?”
Ha iniziato a rispondermi, a parlarmi del trasportino e poi improvvissamente, lui e il bassotto si sono guardati negli occhi e ha cambiato voce, ha cominciato a coccolare il cane, vezzeggiandolo con:
“E chi è che viene sempre in viaggio con me?!?!? Chi è il cane più bravo del mondo…eh sì che sei tu! Sì, che sei tu!”
Grondavano amore!
Li ho lasciati nel loro idillio, senza disturbarli più.

Sulla meta Lola ed io dobbiamo scegliere bene. Con attenzione e cura.
Il 50% degli hotel in Italia si dichiara “amico degli animali”, però è un’etichetta un po’ generica, di solito si riferisce ai cani di piccola taglia (quindi con Lola non ci dovrebbero essere problemi). A volte il soggiorno per il cane è gratuito, mentre in qualche struttura è previsto un sovrapprezzo. In alcuni hotel il cane è solo tollerato e non proprio il benvenuto. Nella scelta poi è importate valutare che intorno all’albergo ci sia una zona verde per passeggiare, annusare con gusto e correre.
Nelle mie ricerche ho scoperto l’hotel senz’altro più bello dove andare con il proprio cane (un luogo dovi garantiscono una sistemazione degna di un capobranco). Si tratta di Fonteverde, nella campagna senese . Dove non solo c’è una meravigliosa spa per noi umani ma i cani non vengono discriminati, anzi sono coccolati alla grande.
Piscina termale anche per loro, “cuccia” con il padrone, corse nel parco a volontà e all’occorenza (nella spiacevole ipotesi di separazione) c’è anche il dog sitter. Insomma il paradiso per una fuitina romantica cane-padrone.
Io e Lola abbbiamo cominciato a sognare (e a risparmiare), magari ci facciamo un regalo di Natale. In fondo sarebbe anche una buona azione infatti prenotando qui, una percentuale della spesa della vacanza viene devoluta alla LILT.

Giornata mondiale degli animali

Oggi, S.Francesco è la giornata mondiale degli animali, ho fatto gli auguri a Lola che mi ha chiesto subito una gratificazione non solo di affetto ma anche una deliziosa barretta di pollo e qualche altre animale morto tritato dentro.

Con il cambio di stagione anche le esigenze dei meno umani cambiano e anche i cani possono soffrire dei malanni stagionali e magari trarre beneficio da cure dolci, vecchio stile, di fitoterapia anche fai da te, perchè in fondo loro le erbe se le annusano e nel caso mangiano per autocurarsi. Ecco un interessante elenco di erbe benefiche.

Poi vorrei lanciare un appello: in questo giorno glorioso con i riflettori puntati su i nostri amici pelosi smettiamo di chiamare Fido il cane-base che viene sempre utilizzato come esempio. Ormai è fuori moda, è come identificare un bambino con Pierino.

I cani oramai hanno nomi international come Ginger, seri come Ugo, frivoli come Nanette, enogastronomici come Sacher!

Sempre per festeggiare la giornata degli animali c’è anche un’altra iniziativa, un concorso per scegliere cinqie scuole dove saranno organizzate sessioni di pet therapy per i bambini.

Qui le informazioni per partecipare.

Nell’area cani

Vi propongo questo post che ho scritto questo post per per il n° 37 di Futura che è uscito esattamente un mese fa, il 15 agosto scorso…

Ci si incontra, annusa e spesso scatta la scintilla. Fa caldo, bisogna muoversi tra la polvere e l’erba un po’ secca. Le code fremono e le zampe scavano.

«Come si chiama?»
«Lola»
«Anche la mia, allora è un bel casino!»

Mi stupisco e vorrei conoscere il motivo della preoccupazione del mio interlocutore, ma non faccio in tempo a chiederlo perché gli squilla il cellulare. Risponde ma si accorge che deve anche fare altro: «Ho incontrato un altro cane che si chiama Lola, ma non posso raccontarti niente, adesso devo tirar su la cacca…»

Un po’ ansioso ma educato. Non mi dispiace, tenendo conto che nell’area cani, dagli umani, ci si può aspettare di tutto. Perché mentre i cani pascolano più o meno vivacemente e seguono i loro istinti, i padroni hanno comportamenti antropologicamente molto interessanti. Mostrano un gran ventaglio di emozioni. Possono essere tutto e il contrario di tutto.

L’importante è condividere: dritte sull’addestramento, sulle abitudini dei loro cani ma soprattutto confidenze, anche personali.

Non è come per i genitori che portano al parco giochi i bambini e si ritrovano ad ammazzare il tempo davanti all’altalena, mentre tengono d’occhio i pargoli. No, gli scambi di esperienze genitoriali, per quanto sinceri e realistici, sono meno disinibiti. Perché nell’animo dei genitori c’è sempre il tarlo, anche minuscolo, dell’insicurezza. La paura dell’inadeguatezza, il timore di venir giudicati. Quindi ci si confida, ma fino a un certo punto.

Fra padroni di cani invece, fra un latrato e un biscottino, ci si lancia senza paracadute nelle rivelazioni. Anche quelle più intime e nostalgiche.

Ci si sente meno vulnerabili perché il punto di partenza della conversazione è «solo» un cane, non un figlio.

Allora si chiacchiera a ruota libera con sconosciuti a cui magari si è solo chiesto: «Maschio?» e poi si racconta di tutto. Svelando che quello è «il secondo o quarto cane…», si ricorda e si visualizza un passato canino. In cui però vengono ripescati anche aneddoti biografici. Parlando della propria famiglia, degli studi e del lavoro.

Si fa outing, ammettendo anche errori imbarazzanti: «Giravo sempre con un marsupio pieno di wurstel per farmi obbedire quando lo chiamavo, in estate era un inferno».

Oppure si rievocano episodi che riavvolgono la matassa dei ricordi fino all’infanzia.

«Sembra un nome strano ma l’ho chiamato come il mio pupazzo preferito da piccolo, quello che mi aveva regalato mio padre quando… blah… blah…»

I proprietari di cani con il pedigree sono generalmente meno logorroici, ma tendono a fare gli esperti: sanno tutto sulle vaccinazioni e si dilungano in pillole molto dettagliate di psicologia canina.
Mentre i padroni dei meticci hanno storie più interessanti da raccontare.
Epopee di cani, nati male, a cui è stata offerta una seconda possibilità. Forse per questo le padrone dei cani non di razza spesso pensano di essere diventate madri dei loro pet.

È una sindrome abbastanza comune, nell’area cani. È facile conoscere signore dall’apparenza impeccabile, magari anche professioniste, che si presentano come «la mamma di Luna… Neve… Chicco».

La sorpresa invece, nel mare magnum della community canina, è stato l’incontro con una simpatica cinquantenne che, dopo essersi accomodata sulla mia panchina, ha attaccato bottone dicendo di essere «la zia di Nanette» e con orgoglio mi ha indicato un cocker cucciolo molto vivace.

Non ho osato chiedere ulteriori dettagli sulla loro parentela.
In Italia ci sono sette milioni di fortunati proprietari di cani: è logico che i legami comincino a diversificarsi!

Mentre nella finzione dei romanzi rosa e nelle commedie romantiche, il cane è ancora raccontato come un cupido peloso utile a fare incontrare, magari attraverso l’incidente di un guinzaglio impigliato e un’orma fangosa, il bello e la bella della trama, dopo anni di passeggiate canine posso garantire che, nella realtà, è molto improbabile che succeda. Almeno non nell’area cani, dove l’amore fra cane e padrone è così diffuso e condiviso da offuscare qualsiasi altro tipo di velleità sentimentale banalmente troppo umana.

Trova la tua dog beach

Anche se l’esercito dei proprietari di cani, in Italia, è arrivato a sette milioni di padroni felici (secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark 2017), nei mesi estivi nella maggior parte dei lidi è vietato portare cani sulle spiagge. Tuttavia, grazie a una crescente sensibilità nei confronti dei nostri amici, sono sempre di più le spiagge che si attrezzano per diventare “a misura di cane”.

Riporto uno studio di Volagratis.com che ha preso in considerazione alcune delle mete più gettonate dell’estate italiana, identificando alcuni bagni che possono essere considerati a tutti gli effetti “pet-friendly”.

EMILIA ROMAGNA

Con la sua Riviera, l’Emilia Romagna è una delle mete estive più frequentate. Già rinomata per essere a misura di famiglia e di bambini, la Regione è all’avanguardia anche per quanto riguarda gli amici animali con oltre 30 bagni attrezzati, tra strutture private e spiagge libere. In tutta la regione non è concesso agli animali di fare il bagno, ma da Rimini a Riccione, da Cesenatico a Ravenna, sono molteplici i servizi in spiaggia a disposizione degli animali: aree dedicate, veterinario, educatori cinofili tra gli altri. In particolare, si distinguono: la Dog Beach del Bagno81 di Rimini, il Bagno Corallo di Cesenatico e Beach 33 di Rimini.

TOSCANA – SPIAGGE LIBERE

Anche la Toscana è tra le Regioni con più spiagge dog friendly. La provincia con più spiagge per cani è quella di Livorno, seguono la provincia di Grosseto e le province di Pisa e di Lucca. Ecco un elenco di spiagge libere dove i cani possono fare il bagno tutto il giorno a patto che siano al guinzaglio e che il padrone sia munito di secchiello e paletta. C’è la spiaggia di Capocavallo, Cecina, la spiaggia nella zona compresa tra la Chiesina di San Cerbone e il pontile del porticciolo, Golfo di Baratti. Poi la spiaggia comunale di Felciaio, Isola d’Elba e quella di Torre del Lago Fraz. Torre del lago Puccini 55049 Viareggio.

Nelle altre regioni più gettonate in estate, ecco le spiagge più ‘a misura di animali’:

LIGURIA – Baba Beach, Alassio.

SARDEGNA – Tilliguerta Dog Beach, Cagliari.

PUGLIA – Santos Bau Bau Beach, Torre Canne Fasano Brindisi.

 SICILIA

Con le sue innumerevoli spiagge da sogno è purtroppo in fondo alla classifica italiana per quanto riguarda l’accoglienza dei pet. Tuttavia, a Catania è possibile trovare una vera “dog beach”, al Lido Azzurro, dove i cani potranno correre liberi dentro il parco giochi e fare il bagno in acqua, ovviamente sotto la responsabilità del padrone, e dove è disponibile anche un servizio di “dog sitting” per i padroni che vorranno lasciare il proprio cane (per mezza giornata). La Bau Bau Beach di Priolo, in provincia di Siracusa, offre anche percorso di “agility” per mantenerli in forma e farli giocare, mentre la splendida Vulcano, presso il Lido sabbie nere e acque calde, permette anche ai cani di fare il bagno godendosi l’acqua fresca e cristallina.

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