Droga per cani: smettere si può?

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“Adesso Lola ha ricominciato a mangiare, guarda che carina fa colazione, pranzo e cena con noi”

“A volte anche merenda”

Lola sa che parliamo di lei, si avvicna, scodinzola. Le faccio una carezza.

“Prima invece solo droga”

“Come solo droga?”

“Eh si…come i tossici… e poi dormiva”

“Quante volte gliela davi?”, avverto un tono accusatorio nell’intonazione.

“Due, tre volte…dopo ogni giro

“Allora è solo colpa tua…”

Anche con i cani, come con i figli, è sempre responsabilità dei “genitori”. Non c’è scampo. Come avevo già scritto, dopo un periodo buio in cui l’assuefazione alla gratificazione dei bastoncini stava diventando pesante, eravamo riusciti a smettere. Per premio solo biscotti secchi, per Lola sono proprio una tristezza, quindi si era lentamente disintossicata.

Poi circa un mesetto fa ha avuto un problema gastointestinale e per darle la medicina ho usato uno di quegli stick che promettono alito fresco (concetto che nel mondo canino non esiste, ma comunque li avevo comprati pensando che se così erano pubblicizzati un minimo beneficio dovevano procurarlo). Che ingenua!

Invece con una settimana di cura abbiamo debelleto il virus gastrointestinale ma ci siamo procurati l’assuefazione agli stick. Come gli americani che abusano degli antidolorifici e poi ad arrivare al fentanyl è un attimo!

La mia dolce Lola, un cane che si è sempre fatta allegramente gli affari suoi, si è trasformata in un questuante, continuava a fissarmi e a chiedermi la “roba”. E se non l’accontentavo spiegandole che avevo finito il pacchetto, non mi credeva e ogni volta che sentiva lo “sfrigolamento” dell’apertura di un qualsiasi sacchetto di plastica correva speranzosa pensando che fosse la sua dose. E poi non mangiava quasi più, gustava solo il maledetto stick e poi lappava un po’ d’acqua dalla ciotola. E dormiva, dormiva. Ronfava disinteressata a tutto quello che la circondava.

Si animava solo al mio ritorno dal super quando mettevo a posto la spesa e tanti sacchetti di plastica venivano svuotati.

Mi guardava con insitenza e suoi occhi chiedevano: “Casca niente?”

E nonostante l’uso, e soprattutto l’abuso, l’alito aveva sempre il tradizionale fetore canino. Non potevamo andare avanti così. Ho dovuto trovare il coraggio di proporre un programma di rehab.

Basta con gli stick, ho ignorato le sue richieste sempre più insistenti. Mi sono tappata le orecchie quando abbaiava nervosa. Ho fatto finta di niente quando ha zampettato per protesta nella ciotola, lasciando impronte terrose nel pavimento appena lavato.

Era solo colpa mia….così ho cercato di essere comprensiva e affettuosa, moltiplicato i grattini sulla pancia, abbiamo “parlato” molto. E alla fine siamo riuscite anche stavolta a uscirne.

(Scrivo di nuovo di questo tema perchè ho visto che chi è arrivato nel blog per leggere il post precedente, intitolato Droga per cani, ha digitato su Google una domanda che non posso riportare -per evitare una querela per diffamazione- ma mi ha fatto capire che il dubbio riguardo gli ingredienti delle gratificazioni canine è condiviso da altri)

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