Aiuta un guerriero

Questo primo post del 2018 è per una causa importante: per condividere la compagna di COOPI che sostiene e aiuta tanti piccoli guerrieri, quei bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere in un paese in guerra, sono stati testimoni di orribili violenze e hanno perso la possibilità di crescere come tutti i loro altri coetanei, cioè frequentando la scuola.
Tra questi c’è Fatimah, la bambina della foto. Nigeriana, dieci anni, è riuscita a sfuggire del suo villaggio che è stato attaccato dalle milizie di Boko Haram.

Adesso Fatimah vive in Niger in un accampamento di COOPI che con l’allestimento di container e tendoni come aule, la fornitura di tutto il materiale scolastico necessario e la formazione del personale scolastico, si pone l’obiettivo di garantire l’accesso all’istruzione a 3.000 bambini in Niger, dove la guerra prosegue ancora a causa delle milizie di Boko Haram.
L’educazione, come detto da Nelson Mandela, è l’arma più potente per cambiare il mondo: fare in modo che a nessun bambino sia tolta questa opportunità è lo scopo di COOPI. Per questo motivo la matita, usata per scrivere e imparare, è diventata il simbolo della campagna Aiuta un guerriero.

Oltre a Fatimah, testimonial di questo progetto, ci sono molti altri bambini che potranno godere di un percorso scolastico e sperare in un futuro migliore. Si contano 1200 ragazzini in Iraq, un paese distrutto dai gruppi terroristici dell’ISIS.
Anche in Libano inoltre è stata attivata una scuola temporanea per i bambini arrivati dalla Siria, che vivono in situazioni pericolose, precarie e disagiate.

Per aiutare questi bambini la campagna di COOPI, parte oggi e va avanti fino al 28 gennaio, si propone di allestire altre classi nei container, fornire materiale scolastico e formare personale dedito all’insegnamento.

Per riuscire a raggiungere questo obiettivo è importante il coinvolgimento di tutti. Si può aiutare con un sms solidale, una donazione mensile e anche diffondendo sui social una foto con una matita in mano, impugnata come se fosse un’arma, e utilizzare l’hashtag #aiutaunguerriero.

Paradise

Ho letto questo romanzo a Natale e mi sono divertita il doppio, perchè fra i protagonisti c’è Babbo Natale ma non il solito ridanciano bontempone che fa “ohohohoh” e scherza con le renne. No, in questo romanzo breve, intitolato Paradise, di paradisiaco non c’è proprio nulla e quindi Babbo Natale è una brutta bestia, un’eroe molto negativo e violento.
La storia, una favola noir, scritta da Helfrid P.Wetwood, racconta le avventure di un agente mandato dal Governo (di quale stato non si spiega, ma non importa il Governo è inteso come metafora del sistema di controllo globale su tutti noi) a trattare con una serie di malviventi che con il loro business (armi, droga, prostituzione) stanno andando, un po’ troppo, fuori controllo.
Questi deliquenti hanno nomi celebri, sono quelli famosi delle favole. Oltre a Babbo Natale, ci sono Pinocchio, Biancaneve, il Coniglietto Pasquale, i Sette Nani, Cenerentola e anche la cara Cappuccetto Rosso. Vivono tutti i questa metropoli chiamata Paradise e forse perchè il nome sarebbe troppo bello, sembra che si siano messi d’impegno per renderla invece infernale.
Infatti hanno preso tutti una brutta piega e il peggio è che ne vanno molto orgogliosi.
La particolarità di questo romanzo è che più si svelano i misfatti di questi ex eroi delle favole, più si descrivono altre strategie ancora più turpi, ma realistiche, che sono quelle perpetrate da sempre, sotto i nostri occhi, da chi detiene le redini del potere.
Il ritmo della scrittura è accattivante, i dialoghi fulminanti e se non vi piacciono le storie edulcorate e siete animati da un sano cinismo questa è la lettura giusta!

Vacanze di Natale: cosa fare a Milano con i bambini

Quindici giorni di vacanza da scuola possono essere molto belli e in certi casi anche interminabili. Dopo aver passato in rassegna tutti i film natalizi e magari fatto una  scappatina ai musei con attività didattiche, ci si arrovella per trovare qualche attività natalizia da fare insieme ai bambini.
La buona notizia è che quest’anno a Milano ci sono eventi molto interessanti per le famiglie.
Ecco gli imperdibili:
Al Teatro alla Scala torna “Grandi Spettacoli per Piccoli”, un progetto speciale che presenta a un pubblico di giovanissimi le opere dei più grandi autori del patrimonio culturale, rivisitandole nel linguaggio e adattandole nei tempi.
Arriva Il Barbiere di Siviglia, l’opera di Rossini si veste così di allegre sfumature, prende il volto e le voci dei giovani protagonisti dell’Accademia Teatro alla Scala e regala uno spettacolo che vuole formare attraverso la semplicità delle emozioni che s’intrecciano al divertimento.
I “Grandi Spettacoli per Piccoli” una proposta per bambini e famiglie che non si ferma solo al fascino della rappresentazione, ma che trova un approfondimento nei materiali messi a disposizione del suo pubblico: un kit educational con schede sull’opera e i suoi personaggi.
Qui per prenotazioni e dettagli

Dal 27 dicembre al 7 gennaio al Teatro Studio Melato invece una reinterpretazione della celebre favola di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm con le storiche marionette della compagnia Eugenio Colla. In questo spettacolo sono accentuati gli aspetti di percorso iniziatico e di crescita: Hansel e Gretel vengono lasciati soli nella foresta, incontrano la strega cattiva che li mette all’ingrasso per mangiarli ma, con astuzia e ingegno, si liberano di lei e tornano a casa con il suo gruzzolo. E vissero tutti felici, contenti e… ricchi!

Se invece siete appassionati di pattinaggio sul ghiaccio, il 6 gennaio, potete festeggiare la Befana al Forum di Assago, per assistere a Befana on Ice, uno spettacolo dove si esibiranno campioni internazionali di pattinaggio artistico. E i bambini potrenno anche pattinare con gli atleti sotto la guida degli istruttori di IceLab.
Per biglietti e sconti famiglia qui tutte le info.

Nel frattempo Buonissimo Natale a tutti!

Fiabe di Natale

A Natale non tutti riescono a essere buoni. A nascondere le loro piccole e grandi idiosincrasie per dare il meglio di sè. Almeno per una giornata. Molti non ce la fanno. E’ più forte di loro, sono proprio fastidiosi dentro.

Un eclatante esempio di questo tipo di persone è la signora Amalia, protagonista del racconto scritto da Francesca Sanzo per la collana natializia della Graphe edizioni. Il librino di quest’anno di intitola Fiabe di Natale e abbina come sempre un autore del passato, in questo caso Guido Gozzano, a uno del presente. Uniti dal fil rouge dell’ambientazione natalizia e da una poesia sullo stesso tema.
Gozzano racconta di un uomo, povero, che si chiamava Fortunato e, proprio a Natale era stato magicamente baciato dalla sorte, ma poi non era riuscito a comportarsi bene.

E anche la signora Amalia è stata fortunata nella vita, è una bolognese molto abbiente, ma appunto non riesce a essere altruista nemmeno nell’unico giorno dell’anno dove si dovrebbe cercare di pensare anche un po’ al prossimo. E’ una rompiscatole perniciosa che mi ha ricordato tante alcune persone di mia conoscenza. Francesca Sanzo la racconta con uno stile dissacrante che coinvolge e fa sperare che alla fine l’ingiustizia (come spesso accade nella vita) non trionfi.

Insomma regalare Fiabe di Natale, piccolo come un biglietto d’auguri ma succoso come un mini romanzo, è un’ottima idea. E magari potete scegliere anche un altro dei titoli della collana, tra cui c’è anche il mio, La vigilia di Natale 😉

Allarme randagismo in Lombardia

In questa allegra atmosfera pre-natalizia condivido questa notizia preoccupante che mi è arrivata dalla Lega del Cane di Segrate (dove ho adottato Lola).

Dopo anni in cui il fenomeno del Randagismo era stato ampiamente arginato tramite gli strumenti microchip e Anagrafe Animali, stiamo assistendo ad una preoccupante controtendenza: gli accalappiamenti di cani rinvenuti sul territorio sono numerosissimi ed ormai si può parlare di vera e propria emergenza.
Nella maggior parte dei casi si tratta di cani che vengono portati dal Sud al Nord Italia tramite staffette, cani non microchippati che vengono poi fatti accalappiare nei Comuni del nostro territorio e poi accolti dapprima nei canili sanitari e successivamente nel nostro Rifugio.
Ciò ha delle ripercussioni onerose su più fronti:
sanitarie, con la diffusione di gravi patologie come ad esempio la Leishmaniosi e la Giardiasi. Si tratta di malattie endemiche nelle zone del Sud Italia che appunto si stanno propagando anche al Nord;
economiche: i Comuni si trovano ad affrontare spese improvvise ed in taluni casi gli Enti Comunali cercano una soluzione convenzionandosi con strutture private che si propongono al ribasso delle spese. Queste spese non previste e le disponibilità economiche limitate portano i Comuni a negare il consenso nei casi di richiesta di cessione dell’ animale da parte di cittadini in difficoltà, famiglie disagiate, ecc.
gestionali: in quanto le strutture, come il nostro Rifugio, non riescono più a lavorare in modo ottimale, programmando la propria attività;
-benessere animale: un viaggio spesso di diverse ore sottopone questi animali a notevoli stress con conseguenze sulle loro condizioni fisiologiche.

Inoltre, diversi di questi animali “deportati” sono cani problematici: malati, diffidenti, fobici… cani destinati a rimanere in Canile o di difficile adozione. Cani che qualcuno cerca di salvare ma che in realtà vanno ad aggravare una situazione di gestione già problematica.
Inoltre, purtroppo, vi è anche un aspetto lucroso, qualcuno ha infatti trovato un nuovo business su cui fare leva, facendosi pagare per dei viaggi su mezzi non autorizzati.
Occorre che i Comuni attuino un piano d’ azione atto a verificare la veridicità degli accalappiamenti, soprattutto a ragione del fatto che spesso i nominativi delle persone che segnalano i cani “randagi” sono gli stessi in diverse zone, nel Milanese, nell’’hinterland, e in tutta la regione.
Occorre un protocollo d’ intervento urgente, controlli più rigidi ma anche azioni coordinate tra Regioni e Ministero, la predisposizione di un’ Anagrafe Canina Nazionale in quanto la stessa Anagrafe è attualmente su base regionale, azioni mirate a combattere il randagismo territoriale e locale del Sud Italia, per fare in modo che non venga esportato ma contrastato efficacemente dalle Istituzioni preposte, esattamente com’era avvenuto al Nord Italia.
Infine, un’ ulteriore criticità che i Canili si trovano ad affrontare è rappresentata dal crescente numero di cani morsicatori, spesso molossoidi di proprietà di privati non in grado di gestirli, persone inesperte che con superficialità sottovalutano l’ impegno gestionale che questo tipo di cani comporta.
Cani che finiscono spesso nei Rifugi dove sono destinati a rimanere a vita, in quanto potenzialmente pericolosi e quindi non adottabili.
Queste sono le nuove realtà che gli operatori si trovano ad affrontare e che stanno annullando i progressi fatti in questi ultimi anni in materia di prevenzione del randagismo.

Il mercatino green di Milano

Io sono bio 🙂

Quindi domani e/o dopodomani non posso perdere l’occasione di andare a curiosare al  Green Christmas, presso il suggestivo sito di archeologia industriale della Fonderia Napoleonica Eugenia, nel cuore del vecchio quartiere Isola (diventato il più di moda della città a due passi dalla piazzetta Gae Aulenti ma con un’aria parigina molto boho-chic).

Una location perfetta per un evento interamente sostenibile col richiamo alla bellezza e ai gesti antichi della sua storia centenaria di fusioni artistiche, nella Fonderia infatti sono state plasmate campane come quella di San Marco a Venezia o i portoni del Duomo.

A passeggio tra gli stand nella fabbrica settecentesca si trovano proposte eco-fashion adatte a tutte le tasche: abiti e accessori selezionati col criterio della sostenibilità e per gli standard di qualità, con riutilizzo di materiali di recupero o valorizzazione di tecniche artigianali.

Fibre organiche, tinture vegetali, creazioni che esplorano l’anima green della moda per una scelta più consapevole e più rispettosa nei confronti della natura.

E ancora linee cosmetiche bio, composte da selezionati ingredienti naturali: così capelli, viso e corpo sono più belli e anche la natura ringrazia.

Due sono le novità che Green Christmas propone quest’anno: la prima è dedicata all’Africa. I visitatori potranno sostenere attivamente un’iniziativa sociale legata al Senegal: all’ingresso del mercatino sarà possibile comprare al prezzo simbolico di 1 euro un biglietto della lotteria “afro-green” che devolverà il suo intero ricavato all’Associazione “Hair Kitchen 4 Women”, un progetto nato per aiutare le donne senegalesi facendole lavorare la terra coltivando erbe e spezie. Prodotti utilizzati nella cosmesi naturale e nella tintura delle stoffe che le stesse donne poi realizzeranno.

La seconda novità è che una “cellula tematica” del mercatino green sarà allestita in una seconda location di archeologia industriale del quartiere Isola, una vecchia officina in via della Pergola 15, a pochi minuti di cammino dalla Fonderia Napoleonica.

Si tratta di uno spazio industriale già adibito ad accademia di capoeira di Angola che si trasformerà nell’esposizione etnica di Green Christmas: artigiani stranieri e italiani appassionati di luoghi esotici allestiranno i propri stand esponendo turbanti, ceste colorate, stoffe variopinte batik, oggetti intagliati nel legno o nell’argilla, gioielli fatti a mano.

 

Alle terme di Montegrotto

Ho fatto il bagno in piscina all’aperto nel buio del pomeriggio, sotto una pioggerellina fredda e le decorazioni natalizie che scintillavano attorno a me. Una magia possibile e piacevole perché l’acqua termale della vasca era a 37°, avvolgente e rilassante.

Sono stata per un lungo weekend a Montegrotto e ho sperimentato il relax delle Terme Euganee, il polo termale più grande e più antico d’Europa. Infatti secondo le fonti archeologiche l’antico santuario lacustre sorgeva proprio nell’area di Montegrotto Terme, tra la fine dell’IIIV e III secolo A.C. I romani consideravano sacro il fenomeno delle acque che sgorgano bollenti e sulfuree dal sottosuolo e infatti avevano inventato Aponus, il dio delle Terme. Adesso lo stesso nome è dato a una linea di trattamenti per il viso che in effetti sono ottimi, quasi divini.

Terme Euganee, Piscine termali © L. Zilli

Il fenomeno, delle acque che sgorgano calde e bollenti dal terreno continua a colpire il nostro immaginario. Appena arrivata a Montegrotto prima ho visto le antiche rovine delle antiche terme romane e poi anche un signore che aveva appena inchiodato il suo Suv per scendere a fare una storia di Instagram al ruscello che scorre in mezzo al paese producendo fumi caldi e magici. E poi è ripartito felice.

Scavi archeologici, part. cavea di teatro romano © Turlon

A Montegrotto ogni hotel, sono un’ottantina, ha la SPA e le piscine dove è possibile fare balneoterapia, idrokinesiterapia, fangoterapia. Curarsi con le proprietà terapeutiche dell’acqua termale, salso-bromo-iodica, che proviene dai Monti Lessini e dalle Prealpi e defluisce nel sottosuolo attraverso la roccia calcarea arrivando fino a una profondità di 2000-3000 metri. Viene trattenuta ad alta temeratura e a una forte pressione per un percorso di circa 80 km per un periodo di 20-30, arricchendosi di sali minerali fino agli stabilimenti delle Terme Euganee dove sgorga a una temperatura di 87°.

Villa Draghi© F.e M. Danesin

Ogni hotel è organizzato per l’accoglienza a misura di famiglia, oltre alle cure termali con la terapia inalatoria, ci sono intrattenimento e attività dedicate ai bambini: menù ad hoc,  escursioni, sala giochi e sala cinema. Oltre naturalmente al servizio di baby-sitting.

Nei pressi di Montegrotto una gita che senz’altro appassionerà i più piccoli è senz’altro la visita a Butterfly Arc- La casa delle farfalle la prima creata in Italia, ed è imperdibile una passeggiata nel Bosco delle Fate.

Una passeggiata molto interessante è anche quella nel parco del Monte Alto per salire fino a Villa Draghi all’interno della quale si trova anche il Museo Internazionale del Vetro d’Arte e delle Terme che espone magnifiche creazioni dei vetrai di Murano.

Regali di Natale: un trucco smart per stare nel budget

Ogni anno è sempre la stessa storia: si inizia pieni di buone intenzioni, fissando per i regali di Natale un certo budget e giurando di non sgarrare. Poi ci si fa prendere dall’entusiasmo, dalla generosità, dalle occasioni imperdibili e altre volte dall’obbligo di contraccambiare un dono inaspettato e… mentre nel portafoglio gli scontrini aumentano a dismisura il nostro conto corrente si asciuga e diminuisce.

Quest’anno per non cadere nel solito errore ho deciso di provare una nuova strategia per prestare più attenzione alle spese. Voglio sperimentare conto corrente N26, nuovissimo arrivato in Italia da poco. Super tecnologico, si attiva velocissimamente dallo smartphone, in meno di dieci minuti, si interagisce tramite una App che rende molto più semplice tenere tutte le spese sotto controllo

Esistono tre tipologie di conto N26: due gratuite e una con una spesa minima. Ma la gioia di non dover più ricevere pagine e pagine di estratti conto, spesso con diciture incomprensibili, non ha veramente prezzo. E anche quella di scoprire, nell’estratto di fine anno, quanti soldi ci sono stati sottratti magicamente con le commissioni di ogni operazione, a cominciare da quelle indispensabili di bancomat.

Con N26, oltre a fare tutte le operazione più classiche di home banking, si può monitorare il proprio budget innanzitutto grazie alle notifiche che arrivano instantaneamente dopo ogni transazione. Grande deterrente psicologico per gli spendaccioni come me. Infatti dopo aver pagato e firmato, un conto è mettere lo scontrino nel portafoglio e poi dimenticarsene. Diverso è ricevere un messaggio di notifica dove ci sia “stampato” chiaramente il costo dell’acquisto.

Ci si rende conto molto di più della spesa. Ci si sente in colpa, si medita. E alla fine ci si assolve, ma con più fatica.

Poi un trucco per tenere le finanze sotto controllo è la possibilità, sempre attraverso l’App, di fissare un limite quotidiano di spesa. Sforato quello, si dovrà venire a patti con la propria coscienza per trovare una scusa valida per spendere ancora e ancora.

Un altro vantaggio di N26 riguarda la carta per i pagamenti: una Mastercard che si riceve con l’apertura del conto. Il massimale dei prelievi giornalieri può essere fissato personalmente e la stessa carta si può usare in tutti i bancomat d’Italia, senza commissione.

Anche per i viaggi all’estero nei Paesi dell’area euro con N26 hai tantissimi vantaggi, come i prelievi in tutti i bancomat di questi Paesi  a 0€ di commissioni.

E’ utile e rivoluzionaria anche la partnership con Transferwise per i bonifici in valuta diversa dall’euro.

Poi se per caso si dimentica il portafoglio a casa, questo conto attivo sullo smartphone si avvale anche del servizio Apple Pay, sistema sempre più diffuso, per cui si può pagare avvalendosi con la sicurezza dell’identificazione touch attraverso il telefono o l’Ipad.

(post in collaborazione con N26)

Una cena solidale all’Antoniano di Bologna

Quella che di solito è la mensa dei poveri, all’Antoniano di Bologna, ieri sera si è trasformata in una cena stellata e solidale grazie al menù sofisticatissimo di tre chef d’eccezione: Riccardo Agostini, Luca Marchini e Maria Grazia Soncini che hanno cucinato per raccogliere fondi a sostegno delle famiglie in difficoltà.

Sono stata invitata a questa cena grazie alla generosità di Elisabetta Dami onlus, l’organizzazione benefica creata dall’autrice di Geronimo Stilton, che condivide e sostiene le iniziative dei frati dell’Antoniano.

Oltre a gustare un menù raffinatissimo (ho anche potuto scegliere in versione veggie), ho avuto l’onore di avere come compagno di tavolo Edoardo Raspelli, critico gastronomico affermatosi in tempi non sospetti, prima di tutti i food blogger e i vari master chef.

foto Rosa Lacavalla

Ma oltre a mangiare benissimo sono riuscita a farmi raccontare dell’impegno dell’Organizzazione dell’Antoniano nell’aiuto concreto prestato a tantissime persone bisognose d’aiuto.

A tavola con me infatti c’era anche Teresa Londino,  sociologa che lavora all’onlus dell’Antoniano. Mi ha spiegato come in concreto l’onlus dell’Antoniano offra aiuto alle persone che arrivano magari solo per un pasto caldo e poi vengono accolte come in famiglia.

Proprio perchè capita molto, troppo spesso, che l’aggravarsi delle condizione economiche causate da questo momento sociale molto difficile che ha portato molti sulla soglia della povertà, causi, come tremendo effetto collaterale, la rottura dei legami famigliari. Perciò le persone che giungono in Antoniano non sono solo extracomunitari, homeless di lunga data, ma anche persone normalissime, che si ritrovano in un momento di crisi perchè hanno perso il lavoro e la dignità sociale.

Oppure sono donne, vittima di violenza domestica, che devono trovare una via d’uscita una nuova strada per ricominciare a vivere e a sperare.

La terapia di recupero proposta dai volontari dell’Antoniano si sviluppa in 4 fasi, con il primo approccio che parte proprio dalla condivisione di un pasto. Prima però si fa una tessera, che vale cinque settimane e serve anche ad assicurarsi che la persona torni e poi eventualmente acquisti il coraggio di farsi aiutare.
E’ un rituale che serve per vincere la diffidenza iniziale, per dare un segno di fiducia.

Foto Rosa Lacavalla

Poi c’è anche un’accoglienza pratica che prevede l’offerta di un posto dove dormire. Successivamente, quando si è pronti, si passa all’ascolto, grazie al personale specializzato che cerca di aiutare a uscire da una situazione d’impasse, difficile e incresciosa.

L’ultima fase riguarda un aiuto ancora più concreto, per camminare di nuovo verso il futuro e quindi la possibilità di ritrovare fiducia in se stessi, con una nuova occupazione.

O almento la possibilità di cercarla dopo assistenza verso una formazione adeguata.

E’ importantissimo e prezioso il lavoro dei volontari dell’Antoniano Onlus.
Sono stata sorpresa e ammirata nello scoprire il loro incredibile impegno.

Edorado Raspelli studia la bottiglia di vino- Foto Rosa Lacavalla

Poi ci sono le attività dedicate specificatamente ai bambini che aiutano le famiglie nel percorso di cura e sostegno nelle varie problematiche.
La cena stellata solidale è servita per sponsorizzare tutte queste attività ma i frati sono sempre alla ricerca di nuove idee per coinvolgere al bene in modo creativo e anche alla moda. Hanno infatti appena lanciato la scuola del pane che inizia a gennaio.
Peccato non vivere a Bologna!
Poi c’è lo Zecchino D’oro, il prossimo giovedì 8 dicembre, mentre il Piccolo Coro dell’Antoniano anche quest’anno riprenderà la sua turnée in Cina.

“Sono stati loro a invitarci”, commentano i frati: “Le canzoni piacciono tanto ai cinesi, anche se non ne comprendono i testi”

Foto Rosa Lacavalla

Giochiamo con lo yoga

Fare yoga è bellissimo, ho praticato per tanti anni e dopo una pausa ripreso con entusiasmo. Mi è appena arrivato questo bellissimo kit per fare yoga con i bambini: contiene un libro, scritto dall’insegnante di yoga Renata Centi e dalla mamma yoga-addicted Francesca Senette, in cui vengono spiegate le varie asana, le posizioni yoga, e 30 schede individuali che le illustrano singolarmente.

Yoga per bambini: un gioco, un allenamento per il corpo, un rinforzo per la mente. I suoi benefici mentali e fisici sono fondamentali negli anni della crescita. Lo yoga rinforza e allunga il corpo, aumenta l’equilibrio, l’elasticità, la coordinazione e le abilità motorie dei piccoli. Il bambino che fa yoga impara a perseverare, a essere paziente, a lavorare per ottenere un risultato e per raggiungerei propri obiettivi.

Le asana preferite dai bambini, e anche le più semplici da praticare per i principianti sono quelle denominate con il nome degli animali: pesce, gatto, cane, cammello, ecc.

Quindi le schede di questo libro, lucide e coloratissime, possono veramente diventare un gioco da fare con i bambini che tra l’altro sono bravissimi nel piegarsi, torcersi e anche concentarsi molto più degli adulti. E l’idea di fare yoga insieme può essere anche un modo per tener tranquilli i piccoli più scatenati.

Insomma questo yoga box è proprio un bel regalo da fare alle mamme per Natale.

Christmas sfavillante per i nostri pet

La mia ascesa professionale, è iniziata proprio lì al Grand Hotel et de Milan uno degli alberghi più eleganti di Milano. Un milione di anni fa, sono andata lì a fare l’interprete per la settimana della moda per una stilsita inglese e poi sono andata a Londra a lavorare per lei, mi ha portato alle sfilate e sono diventata giornalista…

Quindi è un luogo che ho nel cuore e sapere che il prossimo 5 dicembre, dalle 17,30 alle 21, ospiterà un evento speciale mi rende molto felice.

Proprio in questo bellissimo hotel avrà luogo Sparkling Vip, un cocktail di beneficienza che aiuterà a finanziare la Lega del Cane di Milano, il rifugio dove ho adottato Lola.

Tra le iniziative benefiche degli infanticabili volontari di questo questo rifugio e di Laura Rossi, la fondatrice, ci sono già stati eventi molto glamour a cui Lola ha partecipato. Ma purtroppo non si è dimostrata un cane con un savoir faire social.


In questa occasione quindi rimarrà a cuccia, anche perchè il programma dell’evento è molto ricco ed entusiasmante e forse per lei sarebbe un’emozione troppo forte!

Durante la serata si brinderà con il Rosè Brut della rinomata Cantina Le Torri, e si potranno ordinare bottiglie da regalare con la personalizzazione delle eleganti etichette con le divertenti immagini dei nostri adorati amici a quattro zampe!
Le bottiglie “Sparkling V.I.P.” sono confezionate in eleganti scatole di cartone nero lucido con serigrafia personalizzata.

Poi durante l’evento, si potranno acquistare i calendari da tavolo e da muro, realizzati con immagini di alcuni degli ospiti del Rifugio di Segrate, i Panettoni e i Pandorati, prodotti con prezzo amico dalla pasticceria, La Torinese, azienda artigianale italiana vicina alla lega del cane e anche comprare il libro ‘’Trittico del cane’’ di Alberto Neri, presentato in anteprima per l’occasione.

Sarà anche possibile acquistare accessori e abbigliamento creati per i nsotri amici pelosi dal brand Nina wears Nina. E tutto il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto per sostenere il Rifugio della Lega del cane di Milano.

 

Natale nei Castelli del Ducato

 

Conosco molto bene la zona dell’Emilia Romagna tra Parma e Piacenza, perchè vi ho trascorso primi anni della mia infanzia. Da piccola i miei genitori mi portavano sempre in gita nei dintorni, per me il viaggio era un incubo perchè soffrivo il mal d’auto, ma una volta arrivati a destinazione, ero contenta solo se mi portavano a visitare i castelli. Altrimenti la meta non valevo la sofferenza del viaggio. Quando ammiravo i castelli fantasticavo sul loro passato, immaginando storie e favole complicatissime. Vicende lontane dove ci si muoveva in carrozza e non in auto!

Adesso ho scoperto che i Castelli del Ducato sono mete fantastiche per una gita natalizia in famiglia.

CASTELLO DI SCIPIONE DEI MARCHESI PALLAVICINI

Nella magica atmosfera del Natale e della notte di San Silvestro, il millenario Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino addobbato a festa prenderà vita sotto la luce delle candele e nella calda atmosfera del grande camino acceso Mentre musiche e suggestivi giochi di luce animeranno gli affreschi.

Dopo il tramonto, la magia del Natale e della notte di San Silvestro, scende sul millenario Castello sfiorato dalla brina invernale, sulle bellissime colline tra Parma e Piacenza.

Illuminato dalla sola luce dei candelabri d’argento, fiaccole, lumini e lanterne, con il suo albero di Natale e il grande camino acceso, il Castello accoglierà ospiti grandi e piccini nell’atmosfera calda e incantata dei tempi lontani.

Nei saloni, i preziosi soffitti Seicenteschi si vestiranno di luce e sui camini e accanto alle finestre, rami di edera, pino e bacche selvatiche, si rispecchieranno con la rigogliosa natura che circonda il Castello.

Sotto il romantico luccichio delle candele sarà inoltre possibile ripercorrere la storia del Castello più antico della Provincia, lasciandosi avvolgere dalla magia del luogo. Per l’occasione, nel Salotto del Diavolo, la porta segreta si aprirà per mostrare l’antica via di fuga. Verranno inoltre aperti l’intero loggiato Seicentesco, con le sue finestre che si aprono sull’incantevole paesaggio collinare, e il giardino ai piedi del Castello, con la sua maestosa torre, i merli e l’antica postazione delle guardie.

Castello degli Scipioni

 

 

 

ROCCA VISCONTEA DI CASTELL’ARQUATO

(VENERDÌ 8 DICEMBRE- dalle 10.00 alle 19.00)

 

Rocca Viscontea di Castell’Arquato (l’intero borgo è stato incluso tra i Borghi più belli d’Italia). Una giornata incantata, fatta di luci, profumi, sapori e colori. Un’atmosfera magica che vi accompagnerà lungo le vie dell’incantevole borgo medioevale di Castell’Arquato attraverso mercatini natalizi, presepi, mostre e alberi di Natale per scoprire ed acquistare oggetti d’artigianato, decorazioni, prodotti tipici e idee regalo tra caldarroste, vin brulè e tante specialità enogastronomiche.

Potrete passeggiare tra le vie acciottolate dell’antico borgo alla scoperta dei mercatini di artigianato legato al Natale e gustare specialità tipiche gastronomiche in versione “street food”. Le viuzze del borgo si animeranno con musica e spettacoli natalizi.

Mentre nella Rocca Viscontea Babbo Natale aspetterà tutti i bambini.

ROCCA SANVITALE DI FONTANELLATO

MERCATINO DELL’ANTIQUARIATO

DOMENICA 17 DICEMBRE

Il mercatino dell’antiquariato di Fontanellato, è in ogni terza domenica del mese con specifici banchi attorno alla Rocca Sanvitale e lungo i portici. Si tratta di uno dei più importanti e qualificati mercati del nord Italia, da vent’anni presente nel circuito consolidato delle mostre-mercato d’antiquariato. Tra gli oggetti più ricercati statuine stile vecchia Parigi, pezzi unici Limoges, ceramiche di fine Ottocento e pezzi Belle Epoque del primo Novecento, stampe da collezione che rappresentano serie di città d’arte care al Gran Tour di fine Settecento.

Rocca San Vitale

REGGIA DI COLORNO (PR)

DOMENICA 15 GENNAIO

Nuova versione alla Reggia di Colorno del Mercato della Terra di Colorno con l’anno nuovo. L’appuntamento rimane confermato ogni terza domenica del mese dalle ore 9 alle 13, con un format rinnovato. Il primo appuntamento è domenica 15 gennaio: saranno presenti una decina di bancarelle di produttori a km 0 che proporranno i prodotti tipici della zona, dal parmigiano ai salumi, dal miele alle marmellate sino ai vini.

Per il Comune di Colorno, che fa parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, il Mercato della Terra si inserisce in una lunga serie di proposte messe in campo negli ultimi anni per promuovere nella comunità una nuova sensibilità improntata alla riduzione dell’impronta ecologica, alla filiera corta, alla sobrietà e consapevolezza nei consumi quotidiani.

Gli sdraiati

Sono andata a vedere il film di Francesca Archibugi, tratto dal bestseller di Michele Serra. E per una volta il film è meglio del libro.

La sceneggiatura di Francesco Piccolo infatti è molto più ricca, coinvolgente della storia narrata nel romanzo. Dove le critiche rivolte dal padre al figlio adolescente, apatico e sdraiato H24 sul divano, si trasformavano in noiose elucubrazioni mentali del genitore che rimaneva una figura brontolona e poco coinvolgente. Nella pellicola invece, il padre, interpretato bene da Claudio Bisio, ha fortunatamente uno spessore psicologico.

Magari discutibile, perchè spesso squallido e opportunista, ma vivo e realistico. Nella narrazione del rapporto con il figlio, che lo considera un rompipalle esaurito, ci sono degli elementi divertenti e la ribellione adolescenziale è un po’ stereotipata ma condivisibile. I dialoghi sono fulminanti e credibili.

Il ragazzo protagonista vive in branco, con i suoi compagni frequenta un liceo classico milanese (il casting è stato fatto anche nella scuola di mia figlia e un suo compagno fa parte del gruppetto dei protagonisti). Milano è filmata molto bene, solo le scene in cui gli adolescenti pascolano con nonchalance in bici sono molto cinematografiche ma inverosimili. Con il traffico della città nessuno, se vuole sopravvivere, può pedalare in modo così rilassato.

Lo spezzone migliore della pellicola riguarda il ricevimento dei genitori a scuola: dove padri e madri sono pronti, sempre e comunque, a difendere i figli. A sventolare certificati medici di discalculia, pure di non accettare le critiche degli insegnanti. Se un figlio copia e non studia, pur di non ammetterlo, si organizza una petizione per far trasferire il prof.

Esilarante ma purtroppo tanto realistico. Più i genitori sono intellettuali, più difendono il fancazzismo dei figli a spada tratta!

Poi ci sono i weekend in Liguria, pied-à-terre dei milanesi radical chic, come la famiglia protagonista. Bellissime le riprese nella natura: fra mare ed entroterra. Peccato per la fidanzatina costantemente “presa male”, con un malumore che risulta piuttosto irritante, non solo a papà-Claudio Bisio, ma alla fine anche agli spettatori.

La voce della mamma culla i piccoli prematuri

Parlando dei bambini preamturi, ho inaugurato il blog, 10 anni fa.

Per ragioni personali è un argomento che mi sta a cuore (e mi commuove sempre) così ogni volta che mi arriva una notizia che possa migliorare le condizioni dei piccoli nati troppo presto, mi sembra doveroso riportarla. In questo caso poi che riguarda l’ospedale S.Matteo di Pavia, dove Anita (nata pre-termine) studia medicina mi sembra che ci sia anche lo zampino del destino!

Una settimana fa: venerdì 17 novembre (Giornata Mondiale dei bambini prematuri) presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico San Matteo di Pavia la family room dedicata ai bambini prematuri e alle loro mamme, che ricrea una stanza di casa in ospedale. Ma non solo, in reparto è stato installato anche l’innovativo dispositivo MamiVoice, già in uso in altre importanti strutture ospedaliere, che porta la voce della mamma e il suono a contatto con il bambino ancora in incubatrice, con importanti benefici sulla salute del bebè.

L’intero progetto è stato ideato, realizzato e donato al San Matteo di Pavia dall’associazione “Gli amici de Il dono di Federica”, un’iniziativa nata grazie al sostegno dell’associazione creata dopo la perdita di Federica Michelini, con l’intento di portare avanti il suo percorso di generosità e la sua irrefrenabile passione per la vita, per la musica e per i bambini.

Mamivoice è un’installazione in reparto di un dispositivo che permette alla voce della mamma di entrare nella termoculla, dove il neonato prematuro inizia la sua avventura. Una tecnologia rivoluzionaria, in uso in importanti strutture internazionali, di cui recenti studi hanno dimostrato gli effettivi apporti benefici sui neonati prematuri, essendo in grado di migliorare le condizioni di salute riducendone i problemi cardiaci e respiratori.

La Family room invece è uno spazio nuovo di accoglienza, protezione e intimità, dove i bambini prematuri e le loro famiglie possano conoscersi a vicenda, sperimentando la normalità, prima della dimissione dall’ospedale. L’allestimento riproduce in tutto e per tutto un ambiente domestico confortevole.

Sentire la voce materna parlare o cantare, sia registrata che dal vivo, è stato collegato alla stabilizzazione delle condizioni fisiologiche dei neonati prematuri e a un minor numero di eventi cardio-respiratori, con potenziali benefici clinici sulla maturazione del sistema nervoso.

In Europa, ogni anno, circa mezzo milione di bambini nasce prima del termine. La prematurità rappresenta una delle principali cause di mortalità infantile e può inoltre provocare diversi problemi di salute nel bimbo come difficoltà respiratoria,
problemicardio-circolatori, infezioni, problemi neurologici e sensoriali.

Un sapone solidale per salvare gli orangotanghi

Domani, Black Friday dello shopping pre-natalizio scontato, che da più di una settimana ci viene ricordato in maniera martellante, potrebbe anche essere un giorno di solidarietà. Almeno se si compra un sapone naturale che può aiutare una specie in estinzione.

Lush, infatti, presenta #SOSsumatra, una campagna etica in collaborazione con Sumatran Orangutan Society, associazione attiva nel campo della tutela e della salvaguardia degli habitat e delle specie animali a Sumatra, al fine di proteggere gli orangotango e la foresta pluviale nella quale vivono.

A partire da domani, tutto il ricavato della vendita di Orangotango, il sapone in edizione limitata, verrà devoluto all’associazione SOS e ai suoi partner nell’isola di Sumatra, lOrangutan Information Centre (OIC), per acquistare 50 ettari di terreno nel Bukit Mas a Sumatra e rigenerarli allo stato di foresta di origine.

“Gli orangtango che vivono allo stato selvatico sono soggetti a diverse minacce”, spiega Helen Buckland, presidente dell’associazione SOS. “La soppravivenza dipende dalla protezione del loro habitat e dalla salvaguardia della foresta”

La campagna #SOSsumatra si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della deforestazione e sul forte rischio di estinzione degli orangotango. Ad oggi si contano solo 14.600 oranghi che vivono allo stato selvatico nel loro ambiente naturale a Sumatra. Lush produrrà 14.600 saponi in edizione limitata, pari al numero di orangotango, rimasti. Sono tristemente e a tutti gli effetti gli ultimi pezzi disponibili!

Il sapone Orangotango, al profumo di arancia e patchouli, è realizzato con una base di olio extravergine di cocco proveniente da Nia, un’isola al largo di Sumatra.

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