Camminare nella natura

Slacciare, sfilare, liberarsi dalle scarpe e provare a camminare riappropriandosi del contatto con la terra. Si chiama barefooting, una filosofia e una pratica che dimostra come camminare a piedi scalzi sia benefico, per il corpo e per la mente. Avanzare passo dopo passo su un morbido prato, su una fredda roccia, tra il legname e i ruscelli di un bosco, fa stare bene.

Migliora la circolazione del sangue, la postura, rafforza i muscoli e dona un’innata sensazione di libertà. Ecco alcuni luoghi in cui praticare Barefooting, con percorsi e guide per farlo al meglio, anche con i bambini.

La forza della natura sotto i piedi, con lo sguardo sull’incanto delle Dolomiti. Percorrendo la Strada del Sole, si raggiunge Terento, nei pressi di Bolzano, dove si trova il Falkensteiner Hotel, sono tanti i cammini con i piedi a contatto con la natura che si possono seguire a partire dall’hotel, accompagnati dalla guida. A Terento, inoltre, c’è un percorso Kneipp dedicato, al centro di un parco giochi per bambini, per condividere anche con loro l’esperienza.

A Moena poi si può trovare un altro itinerario da affrontare sempre a piedi nudi. Sempre in zona un altro hotel che incoraggia il barefooting è Seehof Nature retreat di Naz, vicino Bressanone. È un vero e proprio ritiro nella natura, adagiato su un laghetto di montagna circondato dal bosco. Da qui parte una passeggiata rigenerante, calpestando l’acqua del lago, le erbe alpine soffici, le foglie del bosco.

L’esperienza è talmente rilassante che si può provare a chiudere gli occhi e percepire con ancora più intensità gli odori e i suoni regalati dall’ambiente.

Un altro tipo di itinerario, più antico e spirituale, è il Percorso Francescano per la Pace, che collega Gubbio con Assisi.

Passa anche vicino al Castello di Petroia, in provincia di Perugia, storico maniero medievale, che si erge su grandi vallate, tra boschi e pascoli. Dal castello ci si può addentrarsi lungo i sentieri che percorrono la tenuta e perdersi, magari a piedi scalzi, nella bellezza della natura.

In montagna con i bambini

Se avete bisogno di una vacanza per festeggiare il Carnevale e vi piace andare in montagna, qui potrete trovare offerte veramente allettanti per tutta la famiglia.

Ecco alcune proposte:

Nella Valle di Primiero, a pochi chilometri da San Martino di Castrozza (TN), l’Hotel Tressane è il luogo ideale per vivere con i bambini la “Settimana dei piccoli esploratori”: fino al 3 aprile 2018, per divertirsi con bob, slittini, biciclette (sempre a disposizione degli ospiti) ed andare alla scoperta del Trentino. La proposta,  comprende le attività del miniclub e i tanti laboratori per bambini: dalla cucina della pasta alla costruzione di casette per gli uccelli, escursioni con le ciaspole, baby massage al cioccolato, visite alla fattoria didattica. Tante le sorprese anche per i grandi, come il bagno romantico all’olio di argan, il wellness del centro benessere, lezioni di yoga, cene di gala.

La magia dello sci continua tra le Dolomiti della Val di Fiemme, ai piedi del Latemar e dell’Alpe di Pampeago. Qui, il Family & Wellness Hotel Shandranj di Tesero (TN)  l’offerta “Magic Ski 2018”, 5 notti in pensione completa più una notte con trattamento B&B, buono pizza, una discesa sulla slittovia Alpine Coaster di Gardonè – Predazzo, 5 giorni di corso di sci  con skipass e attrezzatura. Due volte a settimana, si scia anche in notturna. Per i piccoli, sono tantissime le dotazioni dell’hotel, oltre al programma di giochi del miniclub e le diverse attività per non sciatori. E poi c’è l’area wellness, con sauna, bio sauna, bagno turco, thermarium e piscina.

Le piste dolomitiche si raggiungono gratuitamente dal Family Hotel Posta di Santa Cristina Valgardena (BZ), che per cominciare l’anno alla grande propone le settimane Family Hit: 7 giorni in mezza pensione, incluso l’uso del centro wellness e un buono di 30 euro per tutta la famiglia, lo skiguiding ogni giorno sui tracciati da sci e 12 ore al giorno di intrattenimento per i bambini al Dumbo Club. I bambini fino a 7 anni in camera con i genitori hanno uno sconto del 70%, dagli 8 agli 11 anni pagano la metà. Invece, i piccoli fino a 2 anni pagano 140 euro tutta la vacanza.

Sciare tra le Dolomiti, al cospetto della vetta simbolo delle montagne Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO: lo Sciliar. Il Bad Ratzes, hotel per famiglie dell’Alpe di Siusi (BZ), si affaccia sulle splendide cime ed è circondato da un bosco secolare di abeti, lambito da un torrente e da un grande prato. È ideale per i genitori con bambini che vogliono godersi la pace della natura, avendo a disposizione tanti servizi ad hoc, come i parchi giochi, l’animazione, il baby club e l’attività di baby sitting. Fino al 7 aprile 2018, l’offerta di una settimana “Maestro di sci per tutta la famiglia” è dedicata agli sciatori con bambini dai 6 ai 16 anni. Comprende la prima colazione, merenda pomeridiana, cena con specialità locali e mediterranee, uso della piscina interna riscaldata e della sauna finlandese, 1 pomeriggio in famiglia con maestro di sci dalle ore 14 alle ore 17 che accompagnerà i piccoli sulle tracce delle mitiche streghe dello Sciliar raccontandone le leggende. E il 20% di riduzione sul noleggio sci per 6 giorni per tutta la famiglia.

Dove svettano le Alpi del Mare, l’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (CN) permette alle famiglie di viaggiare liberamente, perché in albergo c’è tutto ciò di cui hanno bisogno: lettini da campeggio, spondine anticaduta per i letti, vaschette da bagno per neonati, fasciatoio e scalda biberon, passeggini e zaini porta bebè, baby menu e tante altre accortezze. L’hotel è a quasi mille metri di altitudine tra le colline delle Langhe e vette altezzose. La vacanza in famiglia si vive con lentezza e a stretto contatto con la natura e i sapori del territorio. Non mancano la Spa, la fattoria e gli spazi per giocare.

Natale nei Castelli del Ducato

 

Conosco molto bene la zona dell’Emilia Romagna tra Parma e Piacenza, perchè vi ho trascorso primi anni della mia infanzia. Da piccola i miei genitori mi portavano sempre in gita nei dintorni, per me il viaggio era un incubo perchè soffrivo il mal d’auto, ma una volta arrivati a destinazione, ero contenta solo se mi portavano a visitare i castelli. Altrimenti la meta non valevo la sofferenza del viaggio. Quando ammiravo i castelli fantasticavo sul loro passato, immaginando storie e favole complicatissime. Vicende lontane dove ci si muoveva in carrozza e non in auto!

Adesso ho scoperto che i Castelli del Ducato sono mete fantastiche per una gita natalizia in famiglia.

CASTELLO DI SCIPIONE DEI MARCHESI PALLAVICINI

Nella magica atmosfera del Natale e della notte di San Silvestro, il millenario Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino addobbato a festa prenderà vita sotto la luce delle candele e nella calda atmosfera del grande camino acceso Mentre musiche e suggestivi giochi di luce animeranno gli affreschi.

Dopo il tramonto, la magia del Natale e della notte di San Silvestro, scende sul millenario Castello sfiorato dalla brina invernale, sulle bellissime colline tra Parma e Piacenza.

Illuminato dalla sola luce dei candelabri d’argento, fiaccole, lumini e lanterne, con il suo albero di Natale e il grande camino acceso, il Castello accoglierà ospiti grandi e piccini nell’atmosfera calda e incantata dei tempi lontani.

Nei saloni, i preziosi soffitti Seicenteschi si vestiranno di luce e sui camini e accanto alle finestre, rami di edera, pino e bacche selvatiche, si rispecchieranno con la rigogliosa natura che circonda il Castello.

Sotto il romantico luccichio delle candele sarà inoltre possibile ripercorrere la storia del Castello più antico della Provincia, lasciandosi avvolgere dalla magia del luogo. Per l’occasione, nel Salotto del Diavolo, la porta segreta si aprirà per mostrare l’antica via di fuga. Verranno inoltre aperti l’intero loggiato Seicentesco, con le sue finestre che si aprono sull’incantevole paesaggio collinare, e il giardino ai piedi del Castello, con la sua maestosa torre, i merli e l’antica postazione delle guardie.

Castello degli Scipioni

 

 

 

ROCCA VISCONTEA DI CASTELL’ARQUATO

(VENERDÌ 8 DICEMBRE- dalle 10.00 alle 19.00)

 

Rocca Viscontea di Castell’Arquato (l’intero borgo è stato incluso tra i Borghi più belli d’Italia). Una giornata incantata, fatta di luci, profumi, sapori e colori. Un’atmosfera magica che vi accompagnerà lungo le vie dell’incantevole borgo medioevale di Castell’Arquato attraverso mercatini natalizi, presepi, mostre e alberi di Natale per scoprire ed acquistare oggetti d’artigianato, decorazioni, prodotti tipici e idee regalo tra caldarroste, vin brulè e tante specialità enogastronomiche.

Potrete passeggiare tra le vie acciottolate dell’antico borgo alla scoperta dei mercatini di artigianato legato al Natale e gustare specialità tipiche gastronomiche in versione “street food”. Le viuzze del borgo si animeranno con musica e spettacoli natalizi.

Mentre nella Rocca Viscontea Babbo Natale aspetterà tutti i bambini.

ROCCA SANVITALE DI FONTANELLATO

MERCATINO DELL’ANTIQUARIATO

DOMENICA 17 DICEMBRE

Il mercatino dell’antiquariato di Fontanellato, è in ogni terza domenica del mese con specifici banchi attorno alla Rocca Sanvitale e lungo i portici. Si tratta di uno dei più importanti e qualificati mercati del nord Italia, da vent’anni presente nel circuito consolidato delle mostre-mercato d’antiquariato. Tra gli oggetti più ricercati statuine stile vecchia Parigi, pezzi unici Limoges, ceramiche di fine Ottocento e pezzi Belle Epoque del primo Novecento, stampe da collezione che rappresentano serie di città d’arte care al Gran Tour di fine Settecento.

Rocca San Vitale

REGGIA DI COLORNO (PR)

DOMENICA 15 GENNAIO

Nuova versione alla Reggia di Colorno del Mercato della Terra di Colorno con l’anno nuovo. L’appuntamento rimane confermato ogni terza domenica del mese dalle ore 9 alle 13, con un format rinnovato. Il primo appuntamento è domenica 15 gennaio: saranno presenti una decina di bancarelle di produttori a km 0 che proporranno i prodotti tipici della zona, dal parmigiano ai salumi, dal miele alle marmellate sino ai vini.

Per il Comune di Colorno, che fa parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, il Mercato della Terra si inserisce in una lunga serie di proposte messe in campo negli ultimi anni per promuovere nella comunità una nuova sensibilità improntata alla riduzione dell’impronta ecologica, alla filiera corta, alla sobrietà e consapevolezza nei consumi quotidiani.

Viaggi facili e curiosi a misura di bambino

Come possono essere i weekend con i bambini?

Senz’altro indimenticabili, perchè il ricordo indelebile rimane sia in un’avventura disastrosa che in quella bellissima.

Estenuanti, se ci si affida al caso.

Divertenti, se si riesce a organizzare senza perdere la spontaneità.

Per collezionare gite da archiviare solo con aggettivi positivi ho scoperto questo sito che propone una serie di mete a misura di famiglia, interessanti, nuove e mai banali.

C’è ad esempio una lista di musei, quasi sconosciuti, sparsi in tutto il nostro Paese,  perfetti per trascorrere un pomeriggio invernale con i bambini.

Come il Museo della macchina del caffè, a due passi da Milano. Per fare un viaggio nel tempo lungo il secolo scorso grazie al design, dal liberty al minimalismo contemporaneo, di 600 macchine di caffè espresso (la collezione più grande esistente).

A Como, sempre per rimanere nel settore industriale, davvero imperdibile il Museo della seta con oggetti, macchine, tessuti che ci faranno scoprire l’antica tradizione produttiva tessile comasca. Particolarissimo nella stessa città, il Museo del cavallino situato nell’ex scuderia del famoso trottatore Tornese, più volte campione del mondo negli anni 50. Più di 650 cavallini da tutto il mondo dal 1700 ad oggi, opere uniche di ingegno e fantasia: a dondolo, su triciclo, a bastone o a molla, di legno o cartapesta, di latta o stoffa. Nel giardino delle meraviglie il custode non poteva che essere Roberto, il più grande cavallo a dondolo d’Europa (altro 5 e lungo 7 metri e realizzato nel 2002 per il film di Pinocchio di Benigni).

A Varese esiste invece il curiosissimo Museo tattile che si visita bendati per avere un approccio non solo didattico ma anche emozionale con la realtà. Qui si trova una bellissima collezione di modellini in legno che riproducono aspetti del paesaggio, dell’architettura, dell’arte e del design. Imperdibili le fiabe olfattive.

Per gli amanti della tematiche sempre più attuali di natura e biodiversità da vedere il Museo della frutta di Torino con la fantastica collezione che raccoglie un centinaio di “frutti artificiali plastici” modellati a fine ottocento (mele, pere, albicocche, pesche, susine e uva).

Scendendo verso il centro Italia e ospitato in una splendida villa settecentesca, vicino a Fano, molto divertente deve essere il Museo del Bali, un museo scientifico in grado di dimostrare come la sperimentazione sia la chiave di accesso migliore per conoscere la realtà, qualsiasi, anche quella considerata più ostica coma la fisica o la matematica. Planetario e osservatorio gli conferiscono una forte impronta astronomica.

Nel Lazio invece ci si può sbizzarrire tra Museo del cioccolato a Norma che ci fa rivivere in un percorso magico tutta la storia di questa gustosissima “bevanda degli dei” dai Maya fino ai giorni nostri (assaggi compresi) e, per gli amanti del verde, il Museo del Fiore nella riserva naturale Monte Rufeno dove scoprire tutti i segreti di questo colorato mondo, le curiosità sulle rocce, sui paesaggi e gli insetti (ci sono più di mille specie di piante e fiori).

La Sicilia, nel centro storico della bellissima cittadina di Modica, custodisce un luogo incantato e affascinante che è la Casa delle farfalle dove centinaia di farfalle tropicali sono libere di volare e riprodursi, circondate da una flora lussureggiante.

Interessantissimo anche il Museo del sale nel trapanese dove già solo il baglio secentesco e il mulino per la macina valgono la visita. Romanticissima la passeggiata al tramonto tra le saline.

Dolcetto o scherzetto in trasferta

Una volta, parecchio tempo fa quando le ragazze erano piccole, festeggiavo Halloween così adesso sono cresciute e vanno a ballare.

Quindi non mi rimane che fare proposte a chi non vorrebbe trascorrere la sera di Allouin in casa a elargire caramelle ai bambini che suonano a raffica per dolcetto o scherzetto.

Se volete schivare i piccoli mostri che citofonano, c’è ancora tempo per organizzare una gita horror.

Ad esempio si potrebbe andare al Castello di Gropparello (Piacenza), dove ci sarà la Notte delle streghe, il percorso horror-fantasy pensato per Halloween.

Inizia a fine pomeriggio e prosegue sino allo scoccare della mezzanotte, nel segno della paura: uscita notturna nel bosco, un tocco gelido e inaspettato su una spalla, ombre che si allungano nei sotterranei, il maniero sulle colline è lo scenario perfetto per chi non teme il brivido. E c’è anche la cena a buffet con ambientazione a tema per famiglie con bambini o di un banchetto medievale in costume con animazione per gli adulti, qui tutte le info.

Halloween è un giorno speciale anche nelle strutture aderenti al circuito Italy Family Hotels. Per chi sceglie come meta il mare qui, troverà un pauroso intrattenimento per bambini con merenda in maschera e trucca bimbi e a seguire la cena “Aspettando Halloween”.

Per chi predilige la montagna,  in questa struttura si propone ai piccoli ospiti una sfilata in costume, zucche da intagliare, preparazioni di mostruose decorazioni per un divertente e goloso horror party.

Cosa vogliono i bambini in vacanza?

Giocattoli e dolciumi? Macché. Molto meglio piscine, smartphone e wifi. I bambini e gli adolescenti di oggi hanno le idee molto chiare, anche quando si tratta di scegliere l’albergo dove trascorrere le vacanze con la famiglia.

Genitori, prendete nota prima di incorrere nel broncio h24 dei piccoli eredi!

Da letti morbidi ed elastici su cui saltare nottegiorno, alle stanze con vista panoramica, per scattare e postare foto sui social, passando per il WiFI che deve sempre funzionare bene.

Anche i più piccoli hanno esigenze ben precise e il noto motore di ricerca Booking ha pensato di intercettarle – e dar loro voce – con un sondaggio che ha raccolto circa 23 mila recensioni di bambini di tutto il mondo dopo un soggiorno in albergo.

Il risultato è un’analisi di gusti, desideri e tendenze talmente precisa che, secondo alcuni, potrebbe persino spingere Booking in un futuro non troppo lontano a battezzare una sezione di feedback esclusiva per bambini, in modo che possano indicare ai loro coetanei le cose che in un albergo sono veramente importanti: i letti dove si salta meglio, le camere più colorate, i camerieri più simpatici e le migliori connessioni internet per il gaming online.

Considerando i piccoletti nella fascia di età dai 5 agli 11 anni, il 73% indica come priorità in albergo la presenza o la vicinanza di piscine, scivoli e giochi d’acqua. I più “tradizionalisti” (58%) esigono la spiaggia. Fondamentale per il 54% è la possibilità di fare giochi e attività all’aperto che non si possono fare a casa, possibilmente in compagnia di altri bambini (condizione richiesta dal 42% degli intervistati). Tanti sognano di trascorrere la vacanza regalandosi qualche peccato di gola, in particolare il gelato (34%) e tutte le altre leccornie (32%) che normalmente la mamma non concede a domicilio. Il 24% vuole una stanza più spaziosa della cameretta di casa e letti su cui poter saltare (22%). Un bambino su dieci si aspetta che i camerieri sappiano raccontare barzellette divertenti.

Cambiano le esigenze con l’aumentare dell’età, ma una cosa è certa: anche per gli adolescenti non è vero che una location vale l’altra. Per l’89% dei teenager (dai 12 ai 15 anni) è fondamentale una veloce connessione WiFI hotel, principalmente per due motivi: giocare online e postare sui social network le foto più belle scatatte durante la giornata – esigenza in realtà condivisa coi genitori, bisogna ammetterlo… Richiestissime le attività serali in albergo e la possibilità di fare colazione più tardi (42%), per dormire qualche ora in più al mattino. Diversamente dai bambini più piccoli, soltanto 1 adolescente su 4 ritiene fondamentale fare nuove amicizie con coetanei durante il soggiorno in hotel.

foto da wallpapersafari.com

Domenica tutti a piedi

Domenica è la Giornata Nazionale del Camminare. Un evento, che si svolge per il 6° anno consecutivo e che coinvolge i camminatori di tutta Italia, all’insegna della mobilità sostenibile e della necessità di lasciare quanto più possibile le quattro ruote, per muoversi con le proprie gambe. La Giornata, organizzata da FederTrek con la collaborazione di tante associazioni ed istituzioni, è un modo attivo per diffondere la consapevolezza che camminare fa bene e va fatto sempre di più: per ridurre l’inquinamento in città, proteggere e scoprire i territori, essere viaggiatori più responsabili e migliorare il proprio stile di vita.

Dove godersi i migliori viaggi a piedi?

In montagna:

Un passo dietro l’altro per ammirare le Dolomiti da varie prospettive, senza rinunciare a portare i bambini e anche praticare trekking con il passeggino. Tra il foliage degli alberi che crescono tra le vette. Tra i sentieri escursionistici che si snodano da Valles, c’è la Woody Walk, un percorso panoramico nell’area escursionistica della Plose, lungo il quale i bambini trovano un laghetto, un albero per le arrampicate, la ruota di un mulino e tante curiosità immerse nella natura. È consigliata una sosta al rifugio Rossalm che ospita una fattoria in cui giocare con gli animali ed un parco giochi. Un altro itinerario molto amato dagli escursionisti con passeggino è quello che si snoda da Maranza (a pochi minuti da Valles) alle baite Wieser e Pranter Stadel attraversando uno dei boschi più pittoreschi della valle Altafossa, per scoprire poi malghe e rifugi ad alta quota.

Al mare:

Sull’Isola d’Elba, c’è il trekking al chiaro di luna di Capo Sant’Andrea (LI). La guida ambientale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano accompagna i viaggiatori in un’escursione notturna sul sentiero per il santuario Madonna del Monte. Si parte nel pomeriggio tra i profumi della macchia mediterranea, dove crescono pinete e castagni secolari, per avvicinarsi al tramonto e alle sue visioni poetiche quando il sole scende sulla Corsica. Poi arriva la sera e la luna infonde la sua energia ai passi che si sincronizzano con il respiro, mentre si sale lungo il percorso tra gli odori della natura amplificati dal buio.

foto di Roberto Ridi

Sulle tracce di Lady Diana

Mi ricordo , era tardi la sera del 31 agosto del’97 quando mia madre (abitavamo a tre ore di auto di distanza) mi telefonò affannata ed esordì:

“Hai sentito? E’ morta!”

Avevo Anita piccola, che ancora allattavo, stavo mettendola a letto, ero molto indaffarata e ansiosa come tutte le neo mamme.

Sentendo quelle parole mi venne un mezzo colpo.

Chi era morta? Una nostra parente? Un’amica? Una vicina di casa?

“Ma Lady Diana! Poverina!”

Non ricordo di aver risposto con un commento brusco, ma devo aver pensato che mia madre avrebbe potuto anche evitare di spaventarmi.

Mi dispiaceva per la principessa ma…

Ho capito solo dopo che mia madre era solo la variante italiana dello sgomento che aveva invaso tutta l’inghilterra, era morta Diana, la principessa del popolo e tutti erano sconvolti.

La storia di Diana ha lasciato il segno e a venti anni esatti dalla morte nel tragico incidente di Parigi, Marina Minelli, giornalista, scrittrice e royal blogger, racconta gli itinerari segreti e tutti i luoghi frequentati da Diana. Il libro, a metà fra la guida turistica e la biografia, è un percorso nella capitale britannica alla ricerca di un personaggio sicuramente controverso e contraddittorio ma ancora oggi amatissimo. “La vita della principessa di Galles – spiega l’autrice – si dipana attraverso Londra, da quella più frenetica e alla moda, fra negozi e atelier degli stilisti in voga, ai palazzi dove si svolgeva la sua vita ufficiale e i ricordi sono ancora numerosi”.

A Clarence House, la residenza della Queen Mum, Diana passa, in totale solitudine, la notte che precede il fidanzamento e poi la vigilia delle nozze. “Da qualche anno – prosegue Marina Minelli – questo bell’edificio in stile Regency è aperto al pubblico per circa un mese ogni estate e conserva ancora l’atmosfera dell’epoca. La cattedrale di Saint Paul invece, è una delle mete cult del turismo londinese, ma è anche indissolubilmente legata all’immagine della giovane sposa mentre sale l’immensa scalinata con il vento che le scompiglia il velo e il lunghissimo strascico”.

Nel suo libro Marina Minelli percorre tutti questi luoghi, raccontandone la storia, i segreti e le connessioni con Diana. “A Kensington Gardens oggi ci sono una fontana e un playground dedicati alla memoria di Diana (bellissimo, quando le ragazze erano piccole ci sono stata più volte) ma in realtà la principessa è molto presente in spirito e immagini anche all’interno del museo di Kensington Palace situato a poche centinaia di metri dall’appartamento dove vive a partire dal 1982”.

Tanti gli aneddoti e le storie meno note legate soprattutto all’infanzia e alla giovinezza di quella che diventerà la principessa di Galles. “Diana si trasferisce a Londra poco prima dei18 anni ma nasce e passa tutta l’infanzia in una proprietà della Regina, una villa edoardiana nel Norfolk che è stata trasformata un bellissimo hotel per le vacanze, completamente accessibile ai disabili”.

Nel profondo e più caratteristico countryside inglese la giovane lady parla per la prima volta con il principe Carlo e in una splendida dimora dell’Hampshire la neosposa trascorre i primi giorni di quella che sarà un’infelice luna di miele.

“Quasi tutte le residenze sono aperte al pubblico – precisa la scrittrice – compreso il giardino di Highgrove, la casa del principe Carlo nel Gloucestershire, un luogo davvero incantevole dove però il matrimonio dei principi di Galles si disgrega inesorabilmente e definitivamente. Diana detesta la pacifica campagna delle Cotswolds anche perché Highgrove è pericolosamente vicina all’abitazione di Camilla Parker Bowles”.

(A proposito ho letto nella biografia della suddetta Camilla che il suo primo marito Andrew Parker Bowel, ufficiale dell’esercito britannico, è sempre stato un fedifrago seriale. Povera Cami. Che l’ambaradan delle corna reali sia in fondo tutta colpa di Andrew che non riusciva a tenerlo nei pantaloni?)

 

Sulle tracce di Diana, che uscirà a fine settembre, contiene 15 itinerari fra Londra, alcune località dei dintorni e due destinazioni in Scozia, 15 cartine, moltissime idee e consigli su cosa visitare nei dintorni delle mete dedicate a Diana e in più informazioni sui trasporti e tanti indirizzi su dove mangiare e dormire.

Marina Minelli è una royal watcher appassionata e instancabile, a Parma la mostra da lei organizzata, Un te con la Regina, è stata prorogata fino a fine settembre e quindi c’è ancora la possibilità di andare a visitarla e di acquistare il bellissimo catalogo, che oltre a raccontare tutti gli aneddoti e i segreti delle royal potteries contiene i consigli per un te perfetto e le ricette dolci e salate per accompagnarlo.

P.S: alla BBC ho visto una serie King Charles III distopica e bellissima dove Carlo finalmente sale, o dovrebbe salire al trono, ma le cose non vanno come dovrebbero.

Carlo, il paziente Carlo che ha aspettato tutti questi anni per avere finalmente il lavoro che gli spetta, va fuori controllo!

Una gita nei giardini più belli d’Italia

Se durante questo bollente mese di agosto volete programmare una gita in mezzo al verde, diverse sono le mete: il nostro Paese è pieno di giardini storici bellissimi, ancora perfettamente preservati. Qui trovate un po’ di ispirazione e il calendario degli eventi.

Se invece transitate nei pressi del Lago Maggiore, una gita obbligatoria è nelle isole Borromee. E su questi luoghi (stupendi) devo aprire una bella parentesi personale.

Quando le ragazze erano piccole, avevamo affittato una casa a Stresa e quindi le gite nelle bellezze dei dintorni erano frequenti. A volte anche stressanti, mi ricordo che ero andata da sola all’Isola Madre e avevo Emma in passeggino, e c’erano troppe, bellissime, antichissime scalinate, un incubo.

Poi le avevo dato dei cracker per merenda e, a tradimento, era arrivato un pavone a mangiarglieli. E lei ha strillato un sacco.

Comunque i fiori erano stupendi.

Oggi invece a casa mia non si può più dire “Borromeo” perché Anita si inalbera. Vede rosso e si imbizzarisce come i tori a Pamplona.

E’ impazzita? No, semplicemente a Pavia frequenta il collegio Ghislieri che è avversario storico del collegio Borromeo. Continuano ad odiarsi dal lontano 1500.

(Non scrivo come chiama il Borromeo, per non essere volgare. Lavorate di immaginazione)

Ma un odio atavico e goliardico non può togliere bellezza a questi luoghi meravigliosi.

Da visitare c’è l’Isola Bella con il suo giardino all’italiana, ideata in onore della moglie di Carlo I, Isabella d’Adda, è famosa per il Palazzo e per il Teatro Massimo o Ninfeo. Con il suo spettacolare fronte scenico a tre piani, sormontato dalla statua dell’unicorno, emblema del casato dei Borromeo. (imprecazione di Anita)

Dario Fusaro

Poi l’Isola Madre accoglie un giardino paesaggistico all’inglese realizzato nell’Ottocento che, grazie ad un clima favorevole, ospita rare piante e fiori esotici provenienti dalle più diverse latitudini. Sopravvissuto a una tromba d’aria, c’è anche un magnifico esemplare di cipresso del Kashmir; ingegnosi tiranti lo assicurano al terreno dell’Isola, e ne garantiscono la sopravvivenza.

E anche la Rocca di Angera è di proprietà dei Borromeo dal 1445. Attualmente ospita il Museo della Bambola e del Giocattolo, il più importante in Europa. Facendo riferimento ai numerosi documenti, recentemente è stato ricostruito un giardino medievale, che fa da magnifico contorno all’edificio della Rocca.

Infine Villa Pallavicino a Stresa è una proprietà di sedici ettari che include un parco aperto al pubblico dal 1956. La Villa ospita anche una magnifica collezione di piante e fiori di proporzioni spettacolari. Nel parco è stato poi riservato molto spazio a canguri, lama, pavoni, zebre e molti altri animali.

Qui ho un ricordo molto divertente: Emma, oramai di tre anni, voleva fotografare le caprette, si avvicinava e diceva: “Soridi! Soridi!”

Poi si stressava perchè erano dispettose e non sorridevano.

Però almeno avevano mangiato e non rubavano i crackers!

Marianna Galimberti

 

 

 

Itinerari tattici nella notte di S.Lorenzo

Il prossimo 10 agosto chi non vuole perdersi la possibilità di vedere una stella cadente, può fare una gita nel cuore delle Dolomiti dove si trova il primo astrovillaggio d’Europa.

Nei paesi di Collepietra e San Valentino, del comune di Cornedo, è possibile godere di una straordinaria vista sul cielo stellato.
Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano, ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo.

L’osservatorio è raggiungibile con un sentiero e, arrivati a destinazione, è possibile scrutare di notte la volta celeste e durante il giorno eventualmente la straordinaria attività del sole.

Da queste parti sono tutti innamorati dell’astronomia: passeggiando attraverso i paesi di Collepietra e San Valentino in Campo può capitare di imbattersi in meridiane che abbelliscono le facciate delle case e i giardini. E presso alcuni ristoranti della zona è posizionato un punto informazioni astrologico e un “telescopio” che permette di dare un’occhiata nella profondità dell’oscurità planetaria.

Per approfondire poi i misteri della volta celeste poi c’è il  Planetario dove l’universo viene mostrato mediante l’aiuto di strumenti ottici 3 D molto precisi, insieme ad un ottimo sistema acustico. Un viaggio nello spazio diventa realtà in un’affascinante sala di simulazione.


Chi invece non vuole andare in montagna, può intraprendere un viaggio spaziale dallo storico borgo medievale del Castello di Petroia, vicino a Perugia. Tornano, le Grigliate Astronomiche, tutti i venerdì fino al 10 agosto, serate per esplorare i misteri dell’universo da una posizione privilegiata: la piazza del castello che ha dato i natali a Federico da Montefeltro. Qui è totalmente assente l’inquinamento luminoso, tanto che i valori di buio registrati sono considerati tra i più alti d’Italia.

In Val d’Ega con i bambini

Una meta interessante e bellissima per una vacanza in montagna in famiglia è la Val d’Ega, dove tra Catinaccio e Latemar c’è un mondo di storie fantastiche che hanno come sfondo le Dolomiti.
Racconti remoti di esseri incantati, avventure narrate nelle leggende dei “Monti pallidi” dell’Alto Adige, il misterioso lago scomparso, le bambole del Latemar e i segreti della natura e del bosco sono solo alcuni dei motivi che ogni anni portano nel cuore del Patrimonio dell’Umanità UNESCO grandi e piccoli appassionati di montagna.
Quest’estate è prevista una lunghissima lista di iniziative dedicate ai bambini.

Ogni lunedì i più piccoli hanno l’occasione di passare un pomeriggio a stretto contatto con i cavalli per divertirsi e conoscerli meglio, imparando a curarli, capirli, acconciarli e ferrarli, prima di partecipare a un breve prova di equitazione.
Ogni martedì, Vivere il bosco – Il meraviglioso mondo delle Salighe e dell’Uomo Selvaggio, un progetto che svela per la prima volta i segreti per sopravvivere nella natura, apprezzandone i tesori, grazie a protagonisti leggendari che sanno come cuocere focacce al fuoco di un falò e riconoscere gli animali del bosco.
Ogni mercoledì, un’escursione tra le stazioni interattive del Latemarium permette di andare alla ricerca delle famose bambole speciali nascoste nel gruppo montuoso del Latemar. Un progetto un po’ misterioso chiamato Latemarium e le sue bambole che si concluderà con un regalo a sorpresa per i piccoli partecipanti.

Ogni giovedì invece, i bambini diventano protagonisti di una missione impossibile, esploratori dolomitici coinvolti nella Fiaccolata alla ricerca del lago scomparso. Si narra che non lontano dal Lago di Carezza esista un prato che, a seconda delle stagioni, venga sommerso. Secondo la leggenda, presso questa zona, una contadina è stata sorpresa dall’acqua mentre raccoglieva foglie per il proprio bestiame. Muniti di fiaccole, gli avventurieri si inoltrano alla ricerca di questo luogo misterioso, scoprendo nello stesso tempo le peculiarità dei laghi della zona.

Conoscere le Dolomiti, significa anche conoscere gli animali che le abitano.

E’ infatti possibile partecipare a una piccola escursione per conoscere meglio lama e alpaca, tra gli animali domestici più antichi del mondo, facendo esercizi nel paddock o aggregandosi a passeggiate di diverse difficoltà e durata.
Infine, se nel Parco Geologico Bletterbach i bambini possono andare alla scoperta dei segreti della natura, facendo lavori manuali con sassi, acqua e terra.
Poi per le madri coraggiose e i piccoli più adrenalici si può sperimentare a bordo di velocissime slitte una gita nel bosco del Latemar, percorso con più di 900 metri di dossi, salti e curve mozzafiato.

Andersen Festival a Sestri Levante

Sestri Levante ė uno dei miei luoghi del cuore, vi ho passato molte estati e soprattutto una lunghissima, nel 2000, quando Emma era appena nata e non dormiva mai. Piangeva giorno e notte, in carozzina, nel marsupio, sotto l’ombrellone, sul bagnasciuga… Poi ho smesso di mangiare la focaccia di Recco e finalmente sono finite le coliche!

L’unico lato negativo di Sestri, sono i milanesi (per chi non li apprezza) che hanno praticamente colonizzato il luogo. Ma questo prossimo weekend, dall’8 all’11 giugno, bisogna tornare a Sestri per partecipare all’Andersen Festival, un evento imperdibile con un programma di workshop, conferenze e laboratori che permetteranno ai bambini e ai loro genitori di divertirsi ed entrare nel magico mondo di Andersen.

E sarà possibile scoprire più da vicino i luoghi che hanno ispirato i racconti di Andersen e influenzato le sue opere. Tra le diverse iniziative verrà presentato il progetto Andersen a Spasso, quando passeggiando per le vie di Sestri Levante le favole prenderanno vita.

Per iscriversi a questa iniziativa e ai vari laboratori basta cliccare qui

Un’altra importante e originale iniziativa per i genitori é prevista sabato 10 giugno, quando la giornalista e psicologa americana Jessica Joelle Alexander parlerà del segreto della felicità danese, fondato sul metodo educativo. Pare infatti che proprio i genitori danesi riescano a crescere bambini felici che poi diventano adulti felici e il ciclo si ripete di generazione in generazione.

Sarà vero?

Per saperne di più, si può partecipare alla presentazione del manuale “Il metodo danese per crescere bambini felici” e ascoltare l’autrice che ne illustrerà i pilastri fondamentali, come l’autenticità, il cambio di prospettiva, l’empatia e il famoso concetto dello “Hygge” (si pronuncia ügghe) che possono rendere le nostra vite e le nostre relazioni più serene.

Poi per chi volesse approfondire il mondo fatato di Andersen, dopo la tappa a Sestri, non resta che una gita in Danimarca, qui tutte le info.

Il festival della fiaba

Per chi vuole una gita fuori porta diversa e intellettualmente stimolante il prossimo Festival della Fiaba è un evento da non perdere.

Otto giorni densi di appuntamenti, dal 15 al 25 giugno, per una manifestazione unica sul territorio nazionale. Il Festival della Fiaba è infatti un evento pensato per gli adulti. Per approfondire la l’arte della narrazione, delle fiabe, attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale.

Nella suggestiva cornice della storica Villa Sorra di Castelfranco Emilia, nei pressi di Modena, non mancheranno però nelle due domeniche, del 18 e 25 giugno, momenti anche per i bambini.

Ci saranno poi conferenze, spettacoli, performance, concerti, mostre d’arte visiva, letture di poesie e narrazione di fiabe, predisponendo i visitatori a uno stato di ascolto coinvolgente. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti.

Il tema caratterizzante di quest’anno sono i “Legami di sangue e Legami di cuore”, declinati e indagati in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate: tra gli altri scrittori, pensatori e poeti come SimonLuca Renda, Cristiano Cavina, Michele Collina e Adriana Querzè, oltre a Magda Indiveri, approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival in un ciclo di incontri – a ingresso gratuito – che si svolgeranno ogni sera all’interno della Serra di Villa Sorra.

Qui tutte le info sul programma del Festival.

Ho incontrato Astrosamantha

Ieri c’è stata una conferenza stampa al Museo della Scienza e della Tecnica con Samantha Cristoforetti che ha donato la sua tuta spaziale. In mezzo a una ressa di fotografi e cineoperatori, la giornalista del Sole 24ore ha avuto la meglio, e si è accapparata tutti i quindici minuti a disposizione per le domande. La reazione degli altri colleghi, me compresa, è stata molto dura.

Tanto che dopo siamo stati invitati anche all’incontro con il pubblico dove, a fine incontro, abbiamo potuto fare le nostre domande.

Samantha Cristoforetti è una donna affascinante e molto carismatica. Di grande ispirazione per le ragazze, sopratutto quelle che non amano la matematica e dovrebbero ricredersi. E’ stata spiritosa rispondendo alle domande dei numerosi ragazzini che riempivano la sala. Volevano sapere tutto sulla sua avventura spaziale. Così ha raccontato che, quando orbitava nello spazio, non le dispiaceva mangiare cibi disidratati e liofilizzati. Il suo piatto preferito erano i broccoli.

E anche che l’allenamento per partire in missione (ha trascorso 199 giorni nello spazio) è stato quasi più duro della missione stessa. Ha ammesso che dormiva bene nel sacco a pelo che galleggiava e fluttuava, per la mancanza di gravità (per essere sempre in forma riposava almeno 7 ore per notte). Poi ha parlato della macchina che permetteva di allenarsi come in palestra per non perdere muscolatura. E infine al bambino che le chiedeva come facesse ad andare al gabinetto ha spiegato tutto bene, seriamente, nei dettagli.

Andremo prima sulla Luna o su Marte? Il dibattito è aperto: negli ambienti dell’ESA e della NASA si discute parecchio sulla prossima meta.

Nel prossimo decennio, Samantha preferirebbe arrivare bene prima sulla Luna e proseguire per Marte successivamente. Nelle prossime missioni è previsto per gli astronauti un specie di alloggiamento “in stile camper” (come ha spiegato per semplicare a noi profani) per spostarsi comodamente a studiare le diverse porzioni della superficie lunare. A sentire Astrosamantha, sulla Luna in camper, sembrerebbe una situazione molto comoda!

Una gita all’Elba

La scorsa settimana sono stata invitata alcuni giorni all’Isola d’Elba e ho accettato con entusiasmo, non l’avevo mai visitata! Ho fatto il viaggio in treno ed è stato lunghissimo, circa sette ore, considerando anche l’ora di traghetto da Piombino a Portoferraio. Quindi il mio consiglio è andateci in auto o in camper, perchè poi un mezzo di trasporto è essenziale per muoversi sull’isola, che è molto più grande e vasta di quello che un turista inesperto e ingenuo (come me!) potrebbe immaginare.

Vista dalla Fortezza Medicea di Portoferraio

L’idea della gita era il fitness, infatti l’isola d’Elba oltre alla classica vacanza al mare offre un sacco di opportunità per fare sport outdoor: gite in mountain bike, passeggiate, trekking sulle vie dei pastori e anche un giro in kajak alla ricerca di calette nascoste.

L’acqua trasparente

Tra gli altri appuntamenti il Tuscany Walking Festival Festival del Camminare, e la XIX Settimana Nazionale dell’Escursionismo. E per i più in forma Iron Triathlon Elba Tour, che unisce nuoto, corsa e bici da strada.

Insomma non si scherza, ci si può vermente mettere alla prova. Però io ho cominciato in maniera soft con una bella passeggiata sulle pendici del Monte Capanne, camminando in un sentiero profumato, una via una volta calcata dagli asini e dai pastori, in mezzo a erbe e fiori selvatici coloratissimi.

Qui cresce la nepitella, una menta selvatica molto forte che viene usata con abbondanza nella cucina elbana, nei cocktail (Elba Mood, lo spritz locale fatto con la mortella un tipo di mirto con cui si crea un liquore alcolico) e anche in una barretta energetica inventata da Michele Nardi, famoso chef dell’isola al quale sono riuscita a carpire la ricetta (La posterò a breve!)

Un sentiero dei pastori

Nella seconda giornata fitness era prevista una gita in mountain bike, oppure un altro giro di trekking sul sentiero del granito. All’Elba ci sono le cave, si estrae il ferro e poi c’è la Miniera Calamita, nei pressi di Capoliveri, dove si estraeva la magnetite. La miniera è stata chiusa nel 1981 ma adesso è visitabile.

Siamo scesi ed è stato veramente impressionante, nelle gallerie del Ginevro tra pozzi interminabili e lunghe gallerie, dove ancora ci sono i vagoni usati dai minatori per trasportare il materiale raccolto ed è facile andare indietro nel tempo e immaginarsi la vita durissima di chi vi lavorava. La guida ci ha raccontato che negli anni ’20 tra i minatori, tale era la miseria, che era costume di fingere un infortunio, che veniva ripagato, per raccimolare i soldi necessari per far sposare i figli. I minatori si tagliavano via il dito mignolo e così in casa arrivava un sussidio.

Si può anche visitare il Museo Archeologico del Distretto Minerario di Rio, che illustra la storia dal III millennio a.C. fino al medioevo della parte orientale dell’Elba, fortemente legata alla presenza dei giacimenti minerari.

E’ invece dedicato allo straordinario patrimonio mineralogico dell’Isola il MUM – Museo Mineralogico Luigi Celleri di San Piero a Marina di Campo, che accoglie una ricca collezione di minerali e cristalli: tormalina policroma, cristalli di ortoclasio e albite, berillo acquamarina insieme a campioni provenienti dal settore minerario dell’Elba orientale.

Miniera Calamita

L’Elba è anche ricca di musei, residenze storiche e poli culturali da scoprire. Ci sono le Fortezze Medicee, che ho visitato a Portoferraio e dove siamo stati accolti con un “vero” colpo di cannone. L’isola è ricca di reperti archeologici, architettura militare e residenze napoleoniche. È difficile trovare un altro fazzoletto di terra in mezzo al mare che possa raccontare una storia altrettanto travagliata: quella dell’Elba può narrare di abitanti preistorici, miniere di ferro, Etruschi e Romani, incursioni piratesche, l’ultima risale al 1711 ma gli elbani ancora ne parlano! Qui Napoleone visse da Imperatore per 10 mesi prima dell’avventura dei 100 giorni che ne precedettero la fine, e qui fece edificare alcune ville ancora oggi vistabili: la Palazzina dei Mulini a Portoferraio e la Villa San Martino nell’omonima vallata, ma anche la Casetta Drouot e il Santuario della Madonna del Monte, nel marcianese, dove visse gli attimi più intimi al fresco dei castagni.

Veduta da Portoferraio

Chi ama l’archeologia non può mancare una visita all’area archeologica della Linguella di Portoferraio, sede di un’antica villa romana, i cui resti affiancano la cinquecentesca Torre del Martello e il museo archeologico, dove si possono ammirare molte delle anfore recuperate dai fondali dell’Elba e di Montecristo. Esattamente all’altro capo della rada di Portoferraio, sorgono invece gli scavi dell’antica villa romana delle Grotte che, a picco sul mare, genera un impatto scenografico di straordinario effetto.

A Marina di Campo sorge  invece l’Acquario dell’Elba che accoglie più di 150 differenti specie di organismi marini mediterranei.
Non mancano infine le proposte culturali per quest’estate: si comincia a metà giugno con la II edizione dell’Aqua Film Festival, la rassegna internazionale di cortometraggi, incontri e workshop dedicati al tema dell’acqua che si svolgerà a Portoferraio dal 23 al 25 giugno. Alla sua prima edizione c’è invece l’Elba Comedy Film Festival, che permetterà di godere di cinque commedie italiane in concorso in una location assolutamente unica: la spiaggia. Con lo schermo in mare e un grande telo adagiato sulla sabbia. Appuntamento a Capoliveri dal 25 al 30 luglio.
La musica classica è invece protagonista del Magnetic Festival, in programma dal 9 al 24 luglio nella suggestiva cornice della Miniera del Ginevro di Capoliveri. Un sito di rara bellezza e unico nel suo genere, dove a fare da palcoscenico naturale è una “quinta” di roccia alta più di trenta metri a picco sul mare. Negli stessi giorni i vari artisti si esibiranno in un mattinée nella piazza di Capoliveri. Infine a Portoferraio, dal 31 agosto al 9 settembre, si svolgerà la XXI edizione del festival Elba, Isola Musicale d’Europa, appuntamento musicale innovativo di altissima qualità nel panorama dei festival internazionali di musica classica e jazz.

Il calendario degli eventi è in continua evoluzione. Qui tutte le news.

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