In vacanza con i bambini

Visitare grandi città e paesi lontani è un’esperienza che arricchisce anche i più piccoli.  La collana “Curci Young”, specializzata in proposte musicali che diventano storie capaci di incantare i bambini, li invita al viaggio con albi illustrati dedicati alle più amate mete turistiche. Parigi, Lisbona, Bangkok o New York. E, per affrontare i momenti critici delle trasferte, filastrocche e attività che neutralizzano stanchezza e capricci.

Che spasso andare a zonzo nelle caotiche strade di Bangkok con Tuk-tux Express di Didier Lévy. Protagonista Tham-Boom, un autista di tuk-tuk, virtuoso del canto e degli improperi, che non si ferma davanti a nulla pur di soddisfare i suoi clienti. Questo albo è arricchito dalle splendide illustrazioni di Sébastien Mourrain, vincitore del prestigioso Premio Andersen 2017.

Hello, I am Lily! From New York City di Jaco e Stéphane Husar, illustrato da Myléne Rigaudie (con CD audio) è il libro giusto per conoscere i luoghi simbolo della Grande Mela – i grattacieli, l’Empire State Building, la Statua della libertà – e per imparare alcune frasi utili, in compagnia della piccola Lily e del suo bassotto. Della stessa serie: Hello, I am Charlie!  From London.

Oppure si può volare negli USA con I Bacon Brothers- Ritorno in America di Davide Cali, illustrato da Ronan Badel. È un divertente “on the road” con tre porcellini ex rockstar che, spinti da un lupo impresario, decidono di rimettere insieme la band e avventurarsi in una fantastica tournée che fa tappa nelle più importanti città americane.

Poi c’è Tram 28 di Davide Cali, illustrato da Magali Le Huche, un inno a Lisbona. È ispirato alla pittoresca vettura che sferragliando attraversa il centro della capitale portoghese e ha per protagonista il simpatico tranviere Amedeo. Quando c’è lui alla guida, tra i passeggeri regna il buonumore e si avverano i sogni degli innamorati. Intanto dal finestrino si ammirano gli scorci più poetici della città.

I bambini si annoiano in auto e cominciano a frignare? Il libro Capricci e coccole spiega come risolvere il problema con filastrocche, giochi e attività semplici da realizzare. Fa parte della collana “Una giornata in musica” ideata da due mamme esperte di musicaterapia.

Festival della lentezza

In un mondo che corre troppo veloce, rallentare è ormai un vero e proprio lusso, che pochi possono permettersi e che spesso è considerato sinonimo di pigrizia o di fuga dalle proprie responsabilità. Ma il nostro cervello, macchina lenta per eccellenza, ci ricorda che vivere con lentezza non solo è possibile ma è anche necessario per la salute di corpo e mente.

Bisogna esssere coraggiosi, fermarsi un attimo, tirare il fiato e imaprare a gustarsi la lentezza.

Secondo l’antica arte giapponese del kintsugi, ogni frattura, guasto, errore, può trasformarsi in una preziosa opportunità. Una metafora che nasce dalla pratica di aggiustare il vaso che cade a terra e si rompe ricomponendone i cocci con la polvere d’oro, plasmando da pezzi singoli pregiati manufatti. Così il tempo, che recupera il suo valore, diventa il modo per rimettere in sesto ciò che non va. 

Si dice infatti che “il tempo che aggiusta le cose” e su questo tema si costruisce la quinta edizione del Festival della Lentezza, dal 14 al 16 giugno 2019 tra gli splendidi cortili, le sale e il maestoso giardino della Reggia di Colorno (PR). Un evento, che è anche un luogo di contaminazione reciproca, fatto di incontri, laboratori, concerti, spettacoli, mostre per grandi e piccoli, ad ingresso gratuito e senza alcuna barriera tra gli artisti e il pubblico.

©Pierangela Flesi

Nel 2018 l’idea poetica su cui è stato realizzato il festival era “coltivare” ed hanno partecipato circa 20mila persone, le quali hanno potuto assistere agli incontri e spettacoli vari. Per questa edizione, si attendono altri appuntamenti importanti, nell’idea di favorire nuovi stili di vita, riprendere il proprio tempo e riflettere, per 3 giorni, sulla necessità di rimettere al centro la qualità e il benessere dei rapporti umani, nel rispetto del territorio e delle sue risorse, attraverso la cultura e la creatività. Per “aggiustare”, con speranza contagiosa, ciò che la fretta ha sottratto, riconquistando il tempo a cui abbiamo rinunciato e immaginando un nuovo futuro.

Qui tutte le info sul programma.

©Roberto Perotti

Non solo anguille!

Sono stata a Comacchio un po’ di anni fa, l’ho trovata originale e mi è piaciuta molto ma poi l’ho insabbiata nella memoria come la località dove era costume mangiare le anguille (forse è anche colpa di quel film con Valeria Marini!). Catalogare così questa interessante città sul delta del Po è senz’altro farle un torto. Ma, a volte, il nostro cervello si impigrisce e smette di essere curioso. Ora però ho scoperto una serie di eventi molto interessanti che avranno luogo a Comacchio nei prossimi mesi.

Le donne dell’antica Roma e i personaggi femminili che si sono distinti nei popoli della storia, la riscoperta dei profumi e le fragranze utilizzate nel passato, gli intrighi e i misteri dell’archeologia, sono i temi da cui trae ispirazione il Museo del Delta Antico per i suoi prossimi eventi. Il museo archeologico, che si trova in uno dei palazzi monumentali più significativi del centro storico, l’Ospedale degli Infermi edificato nel ‘700, ha organizzato un programma di eventi coinvolgente, che permette di immergersi tra le testimonianze del territorio sul Delta del Po dall’età protostorica fino al medioevo e riscoprire una terra crocevia delle civiltà del mondo mediterraneo e dell’Europa continentale.

Il mese di MARZO è dedicato alle donne con la mostra “Donne, forme e colori” visitabile dall’8 al 31 marzo. Il 10 è la giornata dedicata alle visite a tema “Trucco e parrucco nell’antica Roma”, il 16 inaugura l’esposizione “Troia. La fine della città. La nascita del mito”, organizzata in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e aperta fino al 27 ottobre. Il 20 marzo è invece il giorno incentrato sulle figure femminili a partire dal mondo etrusco, nell’incontro “La donna nei secoli, dagli Etruschi all’età carolingia”. Per le giornate del FAI di primavera, il 23 inaugura una nuova sezione del museo, dedicata all’edificazione dell’Ospedale degli Infermi e all’utilizzo che ne è stato fatto nel tempo, con uno spazio interattivo e contenuti multimediali sul rapporto uomo-natura nel territorio del Delta del grande fiume. Il giorno successivo, il 24 marzo, si festeggia il 2° compleanno del Museo, con visite guidate speciali e animazioni per i bambini.

APRILE è il mese dei profumi e il Museo inaugura un nuovo percorso olfattivo chiamato “Il profumo del tempo”. Apre il 12 aprile con la mostra “Collezione Magnani, portaprofumi nel tempo” che sarà in esposizione fino al 6 gennaio 2020. A corredo, un ciclo di incontri di approfondimento sul tema delle fragranze nel mondo antico, tra cui il 16 aprile l’evento “Alla scoperta dei profumi antichi dai dati archeologici”, in collaborazione con l’Università di Ferrara e il Museo di Este.

Agli intrighi è dedicato il mese di MAGGIO, che il giorno 9 conduce i visitatori tra i misteriosi gialli archeologici di Spina, la città etrusca del Delta del fiume. Il 18 maggio per la Notte Europea dei Musei c’è la visita guidata con spettacolo di ombre in notturna; il 25 l’incontro “Comacchio: una città tra mito e scienza” per esplorare la medicina e la società nell’età napoleonica; il 14 giugno l’appuntamento con “Tegole in testa”, per riflettere sul Delta e la Pansiana, antiche officine laterizie. Dal 3 al 5 maggio, inoltre, per restare in tema di intrighi, nel centro storico di Comacchio c’è “Nero Laguna”, 3° edizione del festival del libro giallo e noir.

Il Museo del Delta Antico svela la storia dei popoli nel territorio sulla foce del fiume, attraverso quasi 2mila reperti. Sorprendente è il carico della nave romana di Comacchio, imbarcazione commerciale della fine del I secolo a. C. che ha conservato intatti gli strumenti usati dall’equipaggio, oggetti personali, utensili in legno e vasellame, tempietti votivi, anfore e lingotti di piombo. Molto interessante è la sezione dedicata alla città etrusca di Spina con gli oggetti trovati tra tombe e abitazioni.

Must-have della turista: l’insta-fidanzato

E’ una notizia di un paio di giorni fa, quindi non freschissima ma senz’altro succosa da commentare. Un’agenzia di viaggi americana ha lanciato per le turiste single che visitano Roma un nuovo imperdibile benefit: l’insta-boyfriend, un fotografo professionista che accompagnerà nei luoghi cult della città eterna. Scatterà dei finti selfie semplicemente perfetti e, all’occorrenza, si presterà a essere immortolato in pose romantiche talmente cool da far il pieno di like su Instagram e schiattare di invidia amiche e nemiche.

Ovviamente in questo triste mondo in cui nessuno regala nulla, e l’equilibrio emotivo fra uomini e donne è sempre più precario, anche l’insta-fidanzato ha un prezzo. Per affittarlo si parte da un pacchetto di 3 ore, in cui si volteggerà insieme in tutti i luoghi più instagrammabili e mitici della capitale, al costo di 350 €.

L’agenzia che ha lanciato l’idea sostiene che siano soldi estremamente ben spesi. A sostegno porta alcune riflessioni socio-sentimentali.

  • L’insta-fidanzato è molto meglio di quello vero perchè per contratto non si scoccia mai. Non deve ammirare i monumenti, farsi incuriosire da niente, bere o mangiare. E’ sempre pronto per scattare finti selfie e foto sexy. Sempre disponibile, con il sorriso sulle labbra.
  • Può capitare di avere un marito o fidanzato tanto caro ma poco fotogenico, cioè non instagrammabile. Un vero peccato perchè rovina il reportage delle vacanza. Mentre l’insta-fidanzato è sempre all’altezza.
  • Poi, essendo un fotografo professionista, non commette quegli irritanti errori da principiante che rovinano le foto e anche la vacanza perchè fanno tanto bisticciare.
  • Con l’insta-fidanzato non si rischia, ad esempio, di avere un brutto e indelebile ricordo vicino a splendidi e storici monumenti. Magari a causa di un poco gentile fuck you, che può sfuggire al vero american boyfriend esasperato perchè, in mezzo alla folla imbizzarita, non si riusciva a trovare un angolino bello per un selfie.
  • Poi tornando negli States si possono raccontare alle amiche una serie di storie romantiche ed esotiche con protagonista l’insta-fidanzato senza rischio di venire mai smentite.

Ma da cosa è nata l’idea dell’insta-fidanzato?

  • Siamo schiavi di instagram.
  • Tutto oramai si può affittare, perfino i nipoti.
  • I fotografi, in un mondo in cui tutti rubano le foto, vivono una grande crisi professionale. E devono adattarsi.
  • Le turiste americane dopo aver visto Vacanze Romane e la Dolce vita non si sono più riprese.

Make Befana great again

La Befana purtroppo non è più così di moda. Si tratta di discriminazione razziale. Non è americana e non viene celebrata (pompata) nelle serie tv dedicate a bambini e adolescenti. Nella nostra realtà yankee mangiamo schifezze. Beviamo Starbucks. Abbiamo adottato Halloween e dopo il Black Friday siamo a un passo dall’istitutire il giorno del Ringraziamento, ma ci stiamo dimenticandoci della vecchietta che porta i dolci volando sulla scopa.

Per rimediare consiglio un fine settimana nell’atmosfera antica e incantata dei Castelli del Ducato dove questo weekend ci saranno un sacco di inziative, modulate per grandi e bambini, dedicate alla Befana. E visto che siamo in Emilia le proposte culinarie non mancheranno.

Ecco alcuni esempi:

Alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (Parma) è in programma una divertente visita guidata al maniero dove i bambini incontreranno alcuni personaggi che li accompagneranno nel mondo incredibile degli animali fatati. I bimbi andranno alla ricerca di simboli e immagini di animali all’interno del maniero.

Per gli adulti buongustai invece Al Castello di Contignaco e nel Castello degli Aldighieri (Parma), sabato 5 e domenica 6 gennaio, visite guidate con una degustazione dei vini prodotti nelle cantine del Castello. Oppure si potrà partecipare a una passeggiata, la “Camminata dell’Epifania”, che partirà dalla Rocca di Sala Baganza (Parma), un percorso guidato per riscoprire le bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, domenica 6 gennaio dalle ore 8,45 fino alle 12,00. Poi, per riprendere subito le calorie smaltite nella camminata, pranzo con le golosità locali.

Mentre al Castello di Gropparello (Parma) il 6 gennaio c’è l’apertura straordinaria del Parco delle Fiabe. Visite animate con personaggi fiabeschi, avventura in costume da cavalieri “alla ricerca della scopa magica” e per finire merenda con la Befana nella Loggia dei Leoni, con un ricco buffet.

Poi per chi si sentirà in colpa dopo tante degustazioni e assaggi, a Palazzo Farnese a Piacenza, un’interessante mostra dedicata ad Annibale. Un affascinante itinerario tra preziosi reperti storici e artistici provenienti da istituzioni culturali italiane e internazionali e oggetti perduti, che rivivranno attraverso teche olografiche, oltre a videoinstallazioni, videowall e proiezioni, per ricostruire l’avventura del condottiero e il contesto storico dell’epoca, tra Roma, Cartagine e il Mediterraneo intero.

Inverno lento e spirituale nel Kufsteinerland

Non c’è fretta nel Kufsteinerland, la zona che abbraccia l’incantevole cittadina di Kufstein, famosa per la sua fortezza che le regala l’aria fiabesca. In inverno, con la neve, la piccola cittadina tirolese sembra un presepe e le attività invernali che attirano i turisti non sono le classiche sciate adrenaliniche dei grandi comprensori. In questa parte del Tirolo, sono le ciaspole e gli slittini ad avere il sopravvento.

CIASPOLARE SUL LAGO GHIACCIATO

Ciaspolare è un’attività molto amata in Kufsteinerland, ci sono tante zone con tanta neve e senza il pericolo di valanghe da esplorare al ritmo lento delle ciaspole. Nei mesi più freddi, quando la temperatura lo consente, si ciaspola sul lago ghiacciato. Passo dopo passo l’idea di camminare sull’acqua regala emozioni e magnifici scorci: il giro del lago Thiersee ad esempio dura circa un’ora, è pianeggiante e adatto a tutta la famiglia. Quando diventa una pista da pattinaggio, si può attraversare a piedi (o con i pattini) e la poesia del fascino alpino si mescola alla bellezza del paesaggio invernale. Da questo incantevole laghetto si raggiunge anche la famosa Kala Alm attraverso percorsi idilliaci e viste meravigliose. C’è poi il sentiero panoramico che circonda il paese termale di Bad Häring: un dolce cammino innevato che si snoda nel silenzio della natura.

Più impegnativa è la ciaspolata che parte dal centro del paese di Hinterthiersee e arriva fino a Wieshof. Sono circa 4 chilometri di paesaggi innevati e panorami da fiaba invernali: si raggiungono i 1069 metri per ammirare un paesaggio davvero incantevole.

LO SLITTINO (ANCHE NOTTURNO)

Un altro classico invernale in Kufsteinerland è lo slittino: in quasi ogni cittadina c’è una pista per slittini su sentieri forestali ben curati, in parte anche illuminati – e sempre con un’accogliente baita dove sorseggiare e assaggiare le ricette tipiche tirolesi. Le destinazioni più popolari per lo slittino sono Kala Alm a Thiersee, una baita molto caratteristica  che propone una romantica discesa anche notturna (noleggio slittino  in baita € 3). Un’altra discesa si trova a Thiersee-Landl, la Mariandlalm, fantastica pista da gustare tutta in un fiato.

La pista Aschenbrenner che parte direttamente dalla cittadina di Kufstein è lunga circa 5 km e per raggiungerla si cammina per circa un’ora e mezza: arrivati alla caratteristica baita ci si riscalda con una buona tisana e una fetta di strudel e si rientra a valle con la slitta (noleggio € 7.50, direttamente in baita). Una fantastica discesa in mezzo alla natura alpina.

Romantica e anche notturna è la pista da slittino Zahmer Kaiser a Durchholzen: è una facile discesa di circa 3 km, illuminata e sempre innevata. Si può salire sia con la seggiovia a 4 posti oppure si arriva a piedi, camminando su un sentiero ben segnalato. C’è poi la Aschinger Alm a Ebbs, situata a circa 1000 metri, con spettacolare vista sulla valle: si può salire a piedi in circa un’ora, ci si rifocilla nella moderna baita e da qui si scende con lo slittino per circa 3,2 km di incantevole pista innevata.

CURLING, PATTINAGGIO E SCI DI FONDO

Oltre allo slittino, gli altri sport tradizionali sono il curling e il pattinaggio sul ghiaccio, per i quali ci sono superfici ghiacciate naturali e artificiali nell’intera Kufsteinerland. Lo sci di fondo con innevamento garantito si trova a Bad Häring, Thiersee e al centro di cross-training in Schwoich.

SCIARE A KUFSTEIN

Nel Kufsteinerland ci sono piccole aree sciistiche, adatte alle famiglie e ai principianti: intorno al lago Thiersee le piste sono facili e panoramiche. C´è anche una piccola zona sciistica a Schwoich, adatta ai principianti, con un prezzo dello skipass molto interessante: a partire da € 8,50 per i bambini). Kufsteinerland è famoso anche per i suoi eccellenti tour sugli sci: direttamente da Kufstein un percorso porta fino al Kaisergebirge. Zone popolari sono anche Ackernalm a Thierseegebiet e Wandberg non lontano da Niederndorf. Le escursioni con gli sci guidate sono proposte dalla scuola di sci Thiersee.

Per gli sciatori che amano i grandi comprensori, lo SkiWelt Wilder Kaiser – Brixental (i cui impianti di risalita distano solo pochi chilometri) mette a disposizione 284 chilometri di piste dove divertirsi, 90 impianti moderni e 81 baite caratteristiche.

Lo skibus che porta gli ospiti agli impianti di risalita è gratuito.

 

LE ATTIVITA’ INVERNALI GRATUITE

Nel Kufsteinerland tante attività sono gratuite, come ad esempio la splendida passeggiata dei Cinque Elementi che passa per la cappella di San Nicola a Ebbs, una specie di ritiro spirituale e meditativo nella calma e nella tranquillità. La natura riposa sotto una coltre di neve e insieme alla guida si vivono i Cinque Elementi attraverso dei piccoli rituali, degli esercizi Qi Gong e delle pause di meditazione nei punti energetici che vengono scoperti durante questa passeggiata, dopo la quale ci si sente rinvigoriti e carichi di energia.

Per chi è amante delle discipline orientali, c’è anche un’interessante passeggiata guidata dove il tema principale è proprio il Qi Gong, la tecnica che aiuta a liberare le energie negative e i blocchi e a catturare le energie positive per ritemprare corpo mente e spirito.

Gli amanti del Tai Chi apprezzano praticare gli esercizi davanti all’incantevole paesaggio del lago Thiersee: con il maestro si eseguono gli esercizi Tai Chi per ritrovare l’equilibrio interiore. La location è davvero ideale e, naturalmente, le lezioni sono gratuite.

Da non perdere è la ciaspolata meditativa con il rituale dell’incenso: una passeggiata unica, nel punto energetico di Riedenberg nella valle del lago Thiersee. Si arriva al cerchio mistico delle pietre e la guida esegue il rituale dell’incenso, creando un’atmosfera speciale, per regalare ai partecipanti una positiva carica di energia.

Tra le passeggiate nella natura, da non perdere è quella che passa per la Kaisertal, una delle valli più belli di tutta l’Austria. Accompagnati dalla guida si salgono i 345 scalini per un dislivello di circa 110 m: la fatica è appagata dalla splendida vista sulla città di Kufstein. Si cammina poi nella splendida valle, in una natura incontaminata.

Per chi ama le camminate suggestive, non può perdersi la passeggiata notturna con le fiaccole intorno al Thiersee, si arriva attraverso paesaggi innevati ad una baita specializzata nella produzione del miele e ci si scalda con ottime bibite a base di miele. Sempre notturna è anche la passeggiata „Dem Sandmännchen auf der Spur“, ovvero “sulle tracce del mago della sabbia”, dove si cammina in un ambiente da favola, tra le stelle e le luci, in lontanza, di Kufstein.

Mare d’inverno: Natale a Cervia e Milano Marittima

Se volete respirare l’atmosfera natalizia senza andare in montagna, anzi scegliendo il mare, due mete interessanti a misura di famiglia sono Milano Marittima e, a pochissimi chilometri, di distanza Cervia.

A Milano Marittina è stato allestito MimaOnIce, il grande villaggio natalizio dove brillano scenografiche istallazioni con giochi di luci sulla pista di ghiaccio rotonda più grande d’Europa. Un magico parco del ghiaccio, giocato su nuance azzurro (il richiamo del mare), bianco (il ghiaccio e il sale) e oro. Nel viale più frequentato della cittadina adriatica si possono ammirare imponenti sculture luminose, alte oltre 2 metri, e istallazioni dedicate ai bambini. Grandi sagome di orsi luminosi e trenini brillanti, la casetta di Babbo Natale e una pista di ghiaccio baby.

Suggestivi archi d’ingresso accoglieranno i visitatori in questo parco natalizio che veste di luce il mare d’inverno della Riviera. Il villaggio sarà poi particolarmente apprezzato dai buongustai: infatti le casette gourmet attorno all’anello di pattinaggio propongono golosità locali insieme oltre ai tipici dolci natalizi.

L’inaugurazione è prevista per domani, 2 dicembre. Ma le luci si sono accese già oggi e fino al 6 gennaio accompagnano un ricco calendario di eventi, che animeranno i week-end e le giornate di festa di tutto il periodo Natalizio, Capodanno e Befana compresi.

Poi proseguendo verso Cervia, nel centro storico del paese si potrà ammirare il grande  abete di Natale, alto circa 15 metri, donato da Madonna di Campiglio e Pinzolo.

Anche qui una grande pista di ghiaccio sarà il punto di ritrovo che si animerà con spettacoli, esibizioni  e giochi per i più piccoli, insieme a elfi, renne e babbi Natale. Il villaggio di Cervia con le casette dei sapori e dei colori delle tradizioni artigiane si inaugura l’8 dicembre con i canti interpretati dai bambini delle scuole e l’accensione ufficiale di tutte le luci.

Nelle casette ci sarà tutta la gastronomia della tradizione romagnola, ma anche vin-brulè, castagne e la polenta nelle sue più varie e originali interpretazioni. Presenti anche artigianato dedicato al natale, oggettistica, dolci e biscotti. A contorno del magico allestimento natalizio spiccano i suggestivi giardini d’inverno, e tanta animazione che coinvolgerà tutto il centro storico, viale Roma e l’area dei Magazzini del sale con laboratori, fiabe e racconti,  visite  guidate,  aperitivi,  musica,  spettacoli,  i presepi. Tra questi nel nome della storia salinara di Cervia una natività di sale galleggiante a grandezza naturale realizzata sulla burchiella, la storica imbarcazione del trasporto dell’”oro bianco”.

A Trento per il mercatino di Natale

(I comunicati stampa e le foto sul Natale hanno iniziato già ad arrivare a settembre, ma ho tenuto duro… adesso però che mancano una decina di giorni all’apertura di questo Mercatino è arrivato il momento di parlarne)

Il Mercatino di Natale di Trento è giunto alla sua 25ª edizione. Un successo che trova conferma nei 750.000 visitatori che ogni anno giungono in città nel periodo natalizio. Dal 24 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, le storiche piazza Fiera e piazza Battisti ospitano oltre 90 casette di legno dove trovare il meglio dell’artigianato alpino e della tradizionale enogastronomia locale. Ma la “Città del Natale”, come viene definita Trento, ha molto altro da offrire: eventi, attrazioni per famiglie e bambini, arte, storia e cultura.

Le luci e gli addobbi allestiti nel centro cittadino accompagnano grandi e piccini in un’atmosfera unica, la musica dei concerti itineranti, mentre un trenino porta i visitatori a scoprire la città. E poi il grande albero illuminato e la casa dove Babbo Natale incontra i bambini e distribuisce i suoi doni!

Nel Mercatino numerosi sono gli angoli dedicati al cibo, dove ricaricare le energie con i tipici dolci trentini, come strudel, torta sbrisolona e zelten, o riscaldarsi con il classico vin brulè.

Una caratteristica importante del Mercatino è l’attenzione all’ecologia e alla sostenibilità. Infatti durante l’evento vengono promossi cibi regionali, stagionali con ingredienti biologici a km 0, utilizzo di stoviglie lavabili o compostabili, raccolta differenziata ed efficienza energetica, tanto che il Mercatino ha ricevuto la certificazione «100% energia pulita Dolomiti Energia». L’energia elettrica infatti è interamente prodotta da fonte rinnovabile, generata dalle centrali idroelettriche delle Dolomiti.

La cura verso l’ambiente si traduce anche nella possibilità di una mobilità sostenibile. Raggiungere Trento in treno è comodo e veloce grazie ai numerosi collegamenti diretti, la stazione ferroviaria dista dal centro storico appena 5 minuti a piedi.

Durante il periodo natalizio inoltre Trento organizza un ricco programma di eventi e tante attività educative divertenti da vivere in città. Per chi si sente un po’ come il Grinch e dopo un’overdose di spirito natalizio comincia a sentirsi un po’ a disagio ci sono altre interessanti attività.

Da non perdere l’innovativo e famoso Museo delle Scienze dove sono sempre organizzati eventi per ogni età. Da non sottovalutare anche l’aspetto storico di Trento. La città porta ancora le tracce del periodo romano, visibili ad esempio nello spazio archeologico sotterraneo in piazza Cesare Battisti e nella Basilica Paleocristiana, rari esempi di urbanistica romana in un allestimento affascinante e suggestivo.
Poi il Castello del Buonconsiglio vale senz’altro una visita, così pure la famosa villa-fortezza cinquecentesca di Palazzo delle Albere.

Pronti per la montagna?

Meglio mettersi avanti con il programma vacanze sulla neve…

Nella ski area di Bormio, al via il 1° dicembre con l’apertura degli impianti. Il comprensorio dell’Alta Valtellina mette in pista fin da subito molte novità, a cominciare dall’ampliamento della Funslope (l’area dedicata ai bambini e alle famiglie) di Bormio 2000 e l’apertura di una seconda Funslope in località Valbella: mix tra pista, snowpark e cross, le Funslope avranno ostacoli simili a quelli che si trovano negli snowpark per principianti, come box e salti, cui si aggiungeranno ponti, tunnel, piccole curve paraboliche, cambi di direzione e “chiocciole” (per la gioia dei bambini). Inoltre, sempre per chi ha voglia di divertirsi, verrà inaugurato un nuovissimo Snowpark presso lo skilift Rocca Est.

Non mancano naturalmente le proposte e le offerte per chi ha voglia di mettere semplicemente gli sci ai piedi: a cominciare dalla inedita promozione Welcome Snow: dall’1 al 21 dicembre sarà possibile usufruire di sconti fino al 40% prenotando un soggiorno presso una struttura convenzionata. La promozione è valida per Bormio Skipass con validità a partire dai tre giorni (nel periodo dal 5 all’8 dicembre 2018 l’offerta è valida per skipass con validità minima di cinque giorni).

Le proposte vantaggiose per gli sportivi continueranno anche a stagione inoltrata: dal 6 gennaio al 1° febbraio 2019 e dal 16 al 29 marzo 2019 sarà attiva, nel comprensorio Bormio Skipass, l’offerta Snow Week: prenotando una settimana bianca in una delle strutture convenzionate, si potrà ottenere uno sconto dal 10 al 15% su alloggio e skipass (skipass a partire dai 5 giorni). Dal 6 aprile a fine stagione, invece, arriverà la promozione Goodbye Snow: anche in questo caso si scia a prezzo notevolmente ridotto, con sconti fino al 40%, prenotando un soggiorno presso una struttura convenzionata (la promozione è valida per Bormio Skipass con validità a partire dai 3 giorni.

Qui potete trovare tutte le informazioni su attività e promozioni.

Anche quest’anno le famiglie sono le benvenute a Bormio. Tra le offerte più interessanti c’è sicuramente “Baby gratis”: per il genitore che acquista uno skipass con validità dai 3 ai 21 giorni consecutivi, il bambino (categoria Baby, nati nel 2011 e anni successivi) ha diritto a uno skipass gratuito della medesima durata. Il Piano Famiglia propone invece (escluso il periodo natalizio, 29 dicembre-6 gennaio) uno sconto del 10% su Bormio Skipass a partire da 5 giorni consecutivi per nuclei famigliari composti da minimo 3 persone.

 

A far da sfondo a tutto questo, lo spettacolo del Parco Nazionale dello Stelvio che permette agli amanti della montagna di godersi i magnifici paesaggi imbiancati di Santa Caterina Valfurva, gli emozionanti dislivelli di Bormio (da Bormio 3000 al paese, per 1800 metri di puro divertimento), le piste facili e soleggiate di Cima Piazzi-San Colombano (perfette per tutta la famiglia) e infine di chiudere la giornata con un tuffo nelle calde acque termali dei tre stabilimenti del territorio, ovvero Bormio Terme, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi. In particolare, tre le offerte sci & benessere, QC Terme Bagni Nuovi e Bagni Vecchi in sinergia con Bormio Skipass propone per la stagione 2018-2019 il Bormio Pass Sci & Terme.

Valida dal 22 dicembre 2018 al 7 aprile 2019, la tessera garantisce grande flessibilità: con Bormio Pass Sci & Terme si possono infatti acquistare da un minimo di 2 a un massimo di 8 servizi, da utilizzare come e quando si vuole (entro 8 giorni dalla data di acquisto). Per “servizi” si intende il singolo accesso giornaliero presso gli impianti di Bormio Skipass (3 ski aree: Bormio, S. Caterina Valfurva, Cima Piazzi – San Colombano) oppure il singolo ingresso giornaliero presso Bagni Nuovi o Bagni Vecchi (accesso ai bagni per ragazzi a partire da 14 anni).

Non solo sci. Il paradiso bianco dell’Alta Valtellina offre un ventaglio di ulteriori attività en plein air nello scenario imbiancato del Parco Nazionale dello Stelvio: vere e proprie full immersion nella natura, dove il silenzio è rotto unicamente dallo scricchiolio della neve fresca sotto le ciaspole o gli scarponi lungo fantastici tracciati di escursionismo invernale, con la possibilità di essere accompagnati da guide alpine.

Se infine si ha voglia di pedalare anche nella stagione fredda, non resta che provare l’emozione di un’escursione in fat bike (disponibili anche con pedalata assistita), mountain bike dotate di gomme con sezione maggiorata che permettono un‘aderenza ideale, quasi galleggiando su una superficie morbida come la neve, in luoghi irraggiungibili con le normali mountain bike.

Weekend in mongolfiera

Volare in mongolfiera è un’esperienza unica: emozionante e indimenticabile. Per questo sta diffondendosi sempre di più l’idea di regalare questa avventura per festeggiare occasioni speciali e renderle ancora più memorabili.
Il volo è adatto a tutti, anche ai meno coraggiosi, senza limiti di età. Per salire nel cestello della mongolfiera non sono necessarie speciali doti acrobatiche.

Una volta deciso dove volare c’è una ritualità che rende ancora più intrigante l’esperienza. Il giorno prima della partenza, si aspetta la comunicazione del pilota che confermi il viaggio, infatti volare in mongolfiera è anche qualcosa di antico, che asseconda necessariamente i ritmi del vento e della natura.
Perciò bisogna seguire le previsione metereologiche per avere il via libera. Se tutto è a posto, l’appuntamento è all’alba sul luogo di decollo. E l’eccitazione dovuta all’idea di provare questa esperienza fa dimenticare anche la levataccia.
Si viene condotti con un transfer sul posto del decollo, si incontrano i piloti, tutti professionisti con molte ore di volo e in perenne contatto con l’aereoporto più vicino, e gli altri partecipanti al volo. I cesti delle mongolfiere hanno capienza diversa e possono trasportare da 4 a 10 persone.

E’ un’escursione avventurosa che si potrà fare nei cieli lombardi, oppure in Toscana, in Umbria o ancora sopra Torino, o Roma. Da questa prossima domenica 7 ottobre tra gli itinerari di volo in pallone si aggiunge anche Ferrara.
Un sogno ad occhi aperti quello di avvicinarsi alle nubi in mongolfiera, che diventa realtà ogni prima domenica del mese, quando si innalzano i grandi palloni colorati pronti a guardare la città, le meraviglie artistiche e i giardini nascosti, dall’alto. Un’esperienza che si può prenotare direttamente qui.

Prima della partenza il pallone viene gonfiato, sdraiato su un fianco, con l’aria di ventilatori che viene scaldata grazie a un colpo di fiamma da fornello a bombola. Per volare infatti, seguendo un principio della fisica, l’aria del pallone deve essere più calda di quella dell’atmosfera circostante.
Quando il pallone è pronto si sale nel cestello, ci si arrampica utilizzando apposite feritoie. Una volta a bordo, inizia l’avventura!
Si volteggia nel silenzio e nella luce rosata dell’alba. Si ascoltano i primi rumori della vita che si risveglia e sembra di vivere un sogno. Una suggestione magica mai sperimentata prima.

Il volo dura circa un’ora e mezzo e poi c’è il tocco avventuroso dell’atterraggio, che non è mai in un posto definito in precedenza, sempre perché il pilota deve seguire le correnti del vento e manovrare con sapienza l’equilibrio dell’aria calda/fredda del pallone.
E una volta scesi, si fa colazione, si brinda per commemorare il volo e si torna con l’equipaggio o in bicicletta al punto di partenza.

Il cammino sugli antichi sentieri

Tutti stanno partendo per le agognate ferie…e anche il blog chiude fino al prossimo 23 agosto. Buone vacanze a tutti!

Vi lascio con un’esperienza di viaggio diversa, più pacifica e spirituale, magari da intraprendere da settembre  in poi, quando le temperature saranno meno torride.

Un’idea che sta diffondendosi sempre di più è quella di usare il tempo delle vacanze per camminare, ripercorrere antichi sentieri per essere a contatto con la natura e anche con noi stessi. Riscoprire la lentezza e il piacere di macinare chilometri a piedi come facevano gli antichi pellegrini, per motivi religiosi o anche solo per necessità.

Mi piacerebbe provare, l’idea di percorrere un antico itineraio mi incuriosisce molto. Camminare non mi spaventa e sto pensando di provare una di queste vie, magari nel prossimo anno.

Oggi essere considerati pellegrini va molto di moda, come mi ha raccontato un amico che ha fatto questa esperienza. Arrivato in un paesino in Umbria, a piedi con lo zaino in spalla, è capitato in una sagra paesana dove ha incuriosito i locali. Una bambina, squadrandolo con curiosità gli ha chiesto: “Ma tu sei, per caso, un pellegrino?”

Alla risposta affermativa tutto il paese si è mobilitato offrendogli da bere e da mangiare.

E alla fine della festa hanno insistito, molto, perchè accettasse una piccola damigiana di vino, come souvenir. Non poteva rifiutare e così è ripartito con la zavorra alcolica, pesante almeno quanto il senso di colpa che avvertiva all’idea di liberarsene appena fuori dalla vista dei generosi paesani!

Itinerari di varia difficoltà per camminare ( anche da frammentare le tappe), si possono trovare in Emilia, dove le strade e i sentieri sono da secoli direttrici percorse da tanti viaggiatori. Per una motivazione spirituale, una sfida sportiva, gli escursionisti trovano nell’area tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia un reticolo di itinerari mantenuti e circondati dagli splendidi paesaggi di un Appennino che sale e scende, puntando verso nord o cercando uno sbocco sul mare.

Sugli oltre mille chilometri che – tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma – ne costituiscono il tratto italiano, la Via Francigena attraversa anche gli Appennini delle province di Piacenza e Parma. Dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994, il cammino entra in territorio piacentino con il Guado di Sigerico e, dopo un breve tragitto sull’argine del Po e vari rettilinei su strade provinciali, arriva alle porte della città, dove il percorso tocca Piazzale delle Crociate e Piazza Cavalli per poi sboccare sulla Via Emilia. Risalendo il torrente Nure e tagliando boschi e campagne che salutano il Castello di Paderna, l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba e il Duomo di Fidenza, simbolo dello sconfinamento nel parmense.

Tappa obbligatoria per i pellegrini che si dirigevano a Roma, la cattedrale dedicata a San Donnino è un’occasione per riprendere fiato e lustrarsi lo sguardo, prima di rimettersi in marcia verso Cabriolo e la sua pieve, i resti della rocca di Noceto, Felegara e Fornovo, dove la statua del pellegrino sulla facciata della Chiesa di Santa Maria indica la direzione. Sempre sotto la sigla di Parma, si giunge a Bardone e a Cassio – caratterizzata da una via lastricata in pietra – per poi insinuarsi a Berceto e lasciare l’Emilia.

Poi c’è la Francigena di montagna, la Via degli Abati è un antico itinerario alto-medievale seguito dai monaci del monastero di San Colombano di Bobbio per arrivare a Roma, attraversando parte del territorio provinciale di Pavia e l’Appennino Tosco-Emiliano nelle province di Piacenza, Parma e Massa Carrara.

I 190 km complessivi dell’impegnativo tracciato si dividono tra mulattiere, carrarecce e sentieri che solo in piccoli tratti lasciano il posto a strade asfaltate.
Continuando invece verso la Lombardia, si trova il Sentiero del Tidone è un percorso quasi totalmente in terra battuta e ghiaia che, sulla distanza di 69 km, segue il Po e risale il torrente Tidone fino alla diga del Molato e al Lago di Trebecco, per poi proseguire verso la sorgente tra boschi e orti botanici. Cartelli in legno e bacheche forniscono puntuali indicazioni sulla progressione e informazioni sulle caratteristiche del tragitto, mentre una serie di aree di sosta garantisce la possibilità di effettuare qualche pausa in relativa comodità.

La rete di sentieri lungo antiche direttrici medievali che costituisce il cuore della Via Matildica  è un’occasione per mettere in moto non solo i piedi ma anche l’immaginazione e rivivere l’atmosfera del feudo di Matilde di Canossa, giungendo alla base dei castelli della Gran Contessa, attraversando borghi e calpestando la stessa venerabile terra percorsa dai pellegrini nei loro itinerari religiosi. Da Mantova a Lucca, il cammino è una lenta passeggiata nella vicenda storica di quella che è stata forse l’autentica protagonista femminile del Medioevo ma anche una possibilità per decidere di deviare verso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

La segnaletica orizzontale e verticale disposta lungo il percorso dispensa precise e utili informazioni sulle tappe e sulle mete, in uno scenario mutevole che passa dalla rupe di Canossa all’Ospitale di San Pellegrino in Alpe, con il suo affaccio verso la Toscana, sulla Garfagnana.

Sulle Dolomiti a caccia di stelle

Sulle Dolomiti, per osservare le stelle non si aspetta la notte di S. Lorenzo.

E non si ammirano solamente sdraiati sui pascoli, nelle notti in cui il cielo è più limpido. Quello per il firmamento è un vero e proprio culto che ha ispirato la nascita di una serie di proposte stellari nel contesto del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, capace di illuminarsi in senso astrale anche quando il buio non è ancora calato sulla valle.

A chi non si accontenta di osservatori e planetari, il primo astrovillaggio d’Europa, nei paesi di Collepietra e San Valentino del comune di Cornedo, offre il piacere di una straordinaria vista sul cielo stellato. Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo. L’unico osservatorio astronomico dell’Alto Adige è raggiungibile con un sentiero lungo il quale le distanze del sistema solare sono state riportate con una scala di 1:1 miliardo. Una volta giunti, è possibile scrutare di notte la volta celeste, e di giorno la straordinaria attività del sole nell’Osservatorio Solare “Peter Anich”.

L’intero universo si apre davanti agli occhi, gettando una nuova e avvincente luce sul mondo dell’astronomia. Passeggiando attraverso i paesi di Collepietra e San Valentino in Campo può capitare di imbattersi in meridiane che abbelliscono le facciate delle case e i giardini. Presso ogni ristoratore aderente è posizionato un punto informazioni astrologico e un “telescopio” che permette di dare un’occhiata nella profondità dell’oscurità planetaria. Nella biblioteca è inoltre a disposizione tutto il materiale necessario per approfondire le conoscenze astronomiche.

Sempre in tema di stelle e volte celesti, il Planetario Alto Adige di San Valentino è l’unico nel suo genere in Alto Adige. A differenza dell’Osservatorio astronomico, qui l’universo viene mostrato mediante l’aiuto di strumenti ottici 3 D molto precisi, insieme ad un ottimo sistema acustico. Un viaggio nello spazio, alla volta del pianeta Marte o Venere è sempre stato un antichissimo sogno dell’uomo. Quel sogno ora diventa realtà in un’affascinate sala di simulazione.

L’altipiano del Renon: fra natura e divertimento

Rudy, Ivo, Walter, Sissi, Frankie, Fiona, Karl e Bella. Sono loro i nuovi “amici” che i bambini incontreranno e impareranno a conoscere nei boschi e nei pascoli dell’altipiano del Renon. Succede nel Funimal Forest, il nuovo “Sentiero Selvaggio delle Meraviglie”, appositamente studiato per avvicinarsi, divertendosi, all’universo della tipica fauna alpina di queste zone. Sono otto le stazioni del sentiero, in ciascuna delle quali viene presentato un animale nel suo habitat: Rudy è la lepre europea, Ivo è il riccio comune, Walter il picchio rosso maggiore, poi ci sono Sissi lo scoiattolo, Frankie la rana verde minore, Fiona la volpe, Karl l’allocco e Bella, la farfalla macaona.
Lungo il tracciato didattico, i bambini trovano una serie di giochi a loro disposizione e, naturalmente, c’è anche la concreta possibilità di qualche “incontro ravvicinato” con gli animali, da vivere nel silenzio e nel pieno rispetto di un ecosistema in perfetto equilibrio dove convivono tante specie.

Vacanze in montagna con tutta la famiglia? Il Renon è perfetto. Non c’è davvero luogo migliore del soleggiato altipiano che si estende sopra il capoluogo altoatesino: merito della sua magnifica esposizione, dell’aria incontaminata e di un paesaggio fatto di boschi, distese erbose a perdita d’occhio, incantevoli paesini e, sullo sfondo, lo spettacolo delle Dolomiti. A tutto questo si aggiunge la possibilità di fare passeggiate in groppa ai cavalli avelignesi o in compagnia di lama e alpaca, o ancora di inoltrarsi nella fitta rete di sentieri che si sviluppano sull’altipiano.
Le famiglie trovano soluzioni adatte ad ogni esigenza nelle numerose strutture, dall’albergo all’agriturismo. Nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre, i Familyhotels propongono le settimane speciali “Happy Family”, pacchetti che comprendono moltissime attività, gite e divertimenti a gogò per i bambini e per i loro genitori. Qualche esempio? Una full immersion nel mondo della fattoria tradizionale altoatesina, il primo approccio con il bouldering (scalata in piena sicurezza su piccole rocce), pomeriggi pieni di giochi, senza contare la possibilità di scorrazzare in lungo e in largo sull’altipiano del Renon con i mezzi pubblici grazie alla Ritten Card gratuita.

Quanto ad altre attività non c’è che l’imbarazzo della scelta: viaggi emozionanti con lo storico Trenino del Renon inaugurato nel 1907 (ultimo nel suo genere in tutto l’Alto Adige) che percorre la spettacolare zona dell’altipiano da Maria Assunta (Soprabolzano) a Collalbo e la funivia per Bolzanoescursioni nella natura, le prime cavalcate sul dorso di docili cavalli e la visita al museo dell’apicoltura (presso l’antico maso Plattner) con il suo percorso didattico. Tra le mete più apprezzate dalle famiglie, non vanno dimenticate le scenografiche (e antichissime, circa 25mila anni) Piramidi di Terra, curioso fenomeno geologico di materiale morenico, formato dall’erosione conica del terreno, raggiungibili grazie a comodi sentieri con punti panoramici e panchine per godersi la vista.

Austria: paradiso per i bambini

L’Austria è la meta green per eccellenza: montagne, vallate, paesi incastonati in paesaggi fiabeschi, dove la natura si unisce alle tradizioni di ospitalità. Per questo gli albergatori e i consorzi ogni anno preparano una serie di attività legate al territorio per emozionare grandi e piccini.

Iniziando dal Tirolo, il “geocaching” è il trend dell’estate 2018: i partecipanti di questo gioco, alias i geocacher, nascondono piccoli tesori in bauli, barattoli, bottiglie. Con lo smartphone ci si registra, si sceglie la regione (in Tirolo ad esempio la caccia al tesoro più emozionante è sul ghiacciaio dello Stubai, con facili sentieri segnati, adatti anche alle famiglie), si scaricano le coordinate del tesoro e si parte alla sua ricerca.

Un’altra meta ideale per le famiglie è il Mondo dei Cristalli di Swarovski, a due passi da Innsbruck, “capitale” del Tirolo, i bambini si divertono al parco della Torre, che offre le più diverse avventure su quattro piani sovrapposti uniti da una rete da arrampicata veramente unica, che si può scalare fino a quasi 14 metri di altezza. Qui si possono fare scalate, andare in altalena, oscillare e scivolare e quasi avere l’impressione di librarsi. La facciata della torre è costituita da 160 sfaccettature cristalline tutte diverse. Le lastre sono stampate con un inedito motivo fatto di milioni di minuscoli animaletti; in ogni momento si può guardare da dentro a fuori e le attività all’interno sono pure visibili dall’esterno; la sera la torre appare come un corpo luminoso spettacolare; ci si diverte anche a nascondersi nel labirinto a forma di mano realizzato da André Heller che fa parte delle più belle sezioni del parco Swarovski.

 

Poi c’è la regione del Salisburghese, i bambini si divertono in mille modi, a cominciare dalle piste ciclabili facili, a misura di famiglia, come per esempio le piste ciclabili nella Lungau: è possibile raggiungere il castello di Mauterndorf su un itinerario pianeggiante, e diventare principesse o cavalieri con tanto di corona, armatura e balestra.  Anche il giro del lago Zell è un percorso semplice e breve che affascina tutta la famiglia. Per chi ama fare il bagno, i laghi alpini si prestano a fare tuffi nelle acque cristalline; per i bambini coraggiosi lo slittino estivo offre divertimento senza limiti nella Lammertal e anche in Tennengau; è possibile prendere velocità, cronometrata, anche negli scivoli dei minatori nella miniera di sale di Hallein, dopo una visita guidata e una gita in trenino.

E ancora in Carinzia, la regione più a sud dell’Austria, confinante con il Friuli Venezia Giulia, propone vacanze spensierate con la famiglia: attività all’aria aperta nella natura, come nascondersi in un grande mucchio di fieno o camminare su dolci cime arrotondate; si può organizzare un semplice pic-nic in riva al lago, ammirare stambecchi e marmotte in libertà nel loro habitat naturale o semplicemente chiudere gli occhi e tuffarsi dal pontile nelle calde acque di uno dei numerosi laghi della regione, balneabili e caldi. I più coraggiosi si possono calare con la corda dalla Pyramidenkogel, la torre panoramica in legno più alta del mondo (75 metri). La salita con l’ascensore panoramico regala già panorami meravigliosi, ma i più sportivi possono conquistare la torre salendo a piedi 441 scalini; per i bambini alti almeno 130 cm, la torre è una sfida avventurosa e divertente, con lo scivolo coperto più alto d’Europa. Si sfreccia a valle superando 52 metri di dislivello.

Una gita al Castello di Padernello

Un castello antico nasconde sempre luoghi misteriosi o inaccessibili, come i passaggi segreti e le stanze nascoste in cui ci si rifugiava in caso di pericolo, raccontati spesso nei libri, nelle favole e nei film.

Il Castello di Padernello, maniero quattrocentesco immerso nella campagna della Bassa Bresciana, custodisce ancora affascinanti luoghi inesplorati. L’importante intervento di restauro che dal 2006 l’ha riportato in vita, ha svelato soffitti affrescati, ambienti del ‘400 e ‘500, uno scalone settecentesco, le antiche cucine e diverse opere d’arte, ma restano ancora oggi nel castello posti nascosti o inesplorabili.

Il mastio è uno di questi e per la prima volta viene aperto al pubblico per un viaggio esclusivo nella storia. Ogni terzo sabato del mese, (28 aprile, 19 maggio, 16 giugno e 15 settembre), si potrà partecipare ad una speciale visita guidata nella torre inaccessibile.

L’ingresso al Castello di Padernello è già normalmente motivo di grande attrazione: bisogna infatti attendere che scenda l’originale ponte levatoio, la cui funzione non è stata scalfita dal passaggio dei secoli, per entrare nell’androne del maniero e poi nella corte quadrata, porticata su due lati e nelle stanze che raccontano diverse epoche ed opere d’arte.

L’interno del maniero si possono ammirare le diverse stratificazioni storiche. Stanze quattrocentesche precedono un elegante scalone del Settecento.

I saloni con i soffitti affrescati, mobili di artigianato, le cucine databili tra il ‘400 e il ‘500, la sala da pranzo di gusto settecentesco. Poi le biblioteche, stupiscono ed incuriosiscono, mentre una guida racconta le origini del maniero, proprietà dei conti Martinengo per 5 secoli e poi della famiglia Salvadego. Il maniero rimase attivo fino agli anni ’60, quando restò disabitato.  E si arriva nelle sale del Ciclo di Padernello, copie delle opere del pittore tardo barocco Giacomo Ceruti. Suggestivo il torrione con scalette in legno, da cui scoprire parte dell’antico borgo agricolo dall’alto.

Ogni ambiente è una sorpresa ed è facile ritrovarsi ad immaginare nobili dame e cavalieri popolare il Castello. Come la Dama Bianca, leggenda che racconta le vicende di Biancamaria Martinengo, morta a 14 anni cadendo dalle mura della fortezza per seguire la magia luminosa delle lucciole: si dice che ogni 10 anni torni nel salone d’onore del Castello di Padernello, vestita di bianco e con in mano un libro d’oro.

 

 

Il maniero oggi ospita anche mostre d’arte ed è luogo di laboratori per bambini, eventi culturali, concerti, artigianato, il Mercato di Slow Food ogni terza domenica del mese, con degustazioni di prodotti del territorio, di cui il Castello di Padernello esprime l’originaria identità. Vicino al maniero,  si può passeggiare in mezzo alla natura, a piedi o in bicicletta.

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