A Trento per il mercatino di Natale

(I comunicati stampa e le foto sul Natale hanno iniziato già ad arrivare a settembre, ma ho tenuto duro… adesso però che mancano una decina di giorni all’apertura di questo Mercatino è arrivato il momento di parlarne)

Il Mercatino di Natale di Trento è giunto alla sua 25ª edizione. Un successo che trova conferma nei 750.000 visitatori che ogni anno giungono in città nel periodo natalizio. Dal 24 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, le storiche piazza Fiera e piazza Battisti ospitano oltre 90 casette di legno dove trovare il meglio dell’artigianato alpino e della tradizionale enogastronomia locale. Ma la “Città del Natale”, come viene definita Trento, ha molto altro da offrire: eventi, attrazioni per famiglie e bambini, arte, storia e cultura.

Le luci e gli addobbi allestiti nel centro cittadino accompagnano grandi e piccini in un’atmosfera unica, la musica dei concerti itineranti, mentre un trenino porta i visitatori a scoprire la città. E poi il grande albero illuminato e la casa dove Babbo Natale incontra i bambini e distribuisce i suoi doni!

Nel Mercatino numerosi sono gli angoli dedicati al cibo, dove ricaricare le energie con i tipici dolci trentini, come strudel, torta sbrisolona e zelten, o riscaldarsi con il classico vin brulè.

Una caratteristica importante del Mercatino è l’attenzione all’ecologia e alla sostenibilità. Infatti durante l’evento vengono promossi cibi regionali, stagionali con ingredienti biologici a km 0, utilizzo di stoviglie lavabili o compostabili, raccolta differenziata ed efficienza energetica, tanto che il Mercatino ha ricevuto la certificazione «100% energia pulita Dolomiti Energia». L’energia elettrica infatti è interamente prodotta da fonte rinnovabile, generata dalle centrali idroelettriche delle Dolomiti.

La cura verso l’ambiente si traduce anche nella possibilità di una mobilità sostenibile. Raggiungere Trento in treno è comodo e veloce grazie ai numerosi collegamenti diretti, la stazione ferroviaria dista dal centro storico appena 5 minuti a piedi.

Durante il periodo natalizio inoltre Trento organizza un ricco programma di eventi e tante attività educative divertenti da vivere in città. Per chi si sente un po’ come il Grinch e dopo un’overdose di spirito natalizio comincia a sentirsi un po’ a disagio ci sono altre interessanti attività.

Da non perdere l’innovativo e famoso Museo delle Scienze dove sono sempre organizzati eventi per ogni età. Da non sottovalutare anche l’aspetto storico di Trento. La città porta ancora le tracce del periodo romano, visibili ad esempio nello spazio archeologico sotterraneo in piazza Cesare Battisti e nella Basilica Paleocristiana, rari esempi di urbanistica romana in un allestimento affascinante e suggestivo.
Poi il Castello del Buonconsiglio vale senz’altro una visita, così pure la famosa villa-fortezza cinquecentesca di Palazzo delle Albere.

Pronti per la montagna?

Meglio mettersi avanti con il programma vacanze sulla neve…

Nella ski area di Bormio, al via il 1° dicembre con l’apertura degli impianti. Il comprensorio dell’Alta Valtellina mette in pista fin da subito molte novità, a cominciare dall’ampliamento della Funslope (l’area dedicata ai bambini e alle famiglie) di Bormio 2000 e l’apertura di una seconda Funslope in località Valbella: mix tra pista, snowpark e cross, le Funslope avranno ostacoli simili a quelli che si trovano negli snowpark per principianti, come box e salti, cui si aggiungeranno ponti, tunnel, piccole curve paraboliche, cambi di direzione e “chiocciole” (per la gioia dei bambini). Inoltre, sempre per chi ha voglia di divertirsi, verrà inaugurato un nuovissimo Snowpark presso lo skilift Rocca Est.

Non mancano naturalmente le proposte e le offerte per chi ha voglia di mettere semplicemente gli sci ai piedi: a cominciare dalla inedita promozione Welcome Snow: dall’1 al 21 dicembre sarà possibile usufruire di sconti fino al 40% prenotando un soggiorno presso una struttura convenzionata. La promozione è valida per Bormio Skipass con validità a partire dai tre giorni (nel periodo dal 5 all’8 dicembre 2018 l’offerta è valida per skipass con validità minima di cinque giorni).

Le proposte vantaggiose per gli sportivi continueranno anche a stagione inoltrata: dal 6 gennaio al 1° febbraio 2019 e dal 16 al 29 marzo 2019 sarà attiva, nel comprensorio Bormio Skipass, l’offerta Snow Week: prenotando una settimana bianca in una delle strutture convenzionate, si potrà ottenere uno sconto dal 10 al 15% su alloggio e skipass (skipass a partire dai 5 giorni). Dal 6 aprile a fine stagione, invece, arriverà la promozione Goodbye Snow: anche in questo caso si scia a prezzo notevolmente ridotto, con sconti fino al 40%, prenotando un soggiorno presso una struttura convenzionata (la promozione è valida per Bormio Skipass con validità a partire dai 3 giorni.

Qui potete trovare tutte le informazioni su attività e promozioni.

Anche quest’anno le famiglie sono le benvenute a Bormio. Tra le offerte più interessanti c’è sicuramente “Baby gratis”: per il genitore che acquista uno skipass con validità dai 3 ai 21 giorni consecutivi, il bambino (categoria Baby, nati nel 2011 e anni successivi) ha diritto a uno skipass gratuito della medesima durata. Il Piano Famiglia propone invece (escluso il periodo natalizio, 29 dicembre-6 gennaio) uno sconto del 10% su Bormio Skipass a partire da 5 giorni consecutivi per nuclei famigliari composti da minimo 3 persone.

 

A far da sfondo a tutto questo, lo spettacolo del Parco Nazionale dello Stelvio che permette agli amanti della montagna di godersi i magnifici paesaggi imbiancati di Santa Caterina Valfurva, gli emozionanti dislivelli di Bormio (da Bormio 3000 al paese, per 1800 metri di puro divertimento), le piste facili e soleggiate di Cima Piazzi-San Colombano (perfette per tutta la famiglia) e infine di chiudere la giornata con un tuffo nelle calde acque termali dei tre stabilimenti del territorio, ovvero Bormio Terme, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi. In particolare, tre le offerte sci & benessere, QC Terme Bagni Nuovi e Bagni Vecchi in sinergia con Bormio Skipass propone per la stagione 2018-2019 il Bormio Pass Sci & Terme.

Valida dal 22 dicembre 2018 al 7 aprile 2019, la tessera garantisce grande flessibilità: con Bormio Pass Sci & Terme si possono infatti acquistare da un minimo di 2 a un massimo di 8 servizi, da utilizzare come e quando si vuole (entro 8 giorni dalla data di acquisto). Per “servizi” si intende il singolo accesso giornaliero presso gli impianti di Bormio Skipass (3 ski aree: Bormio, S. Caterina Valfurva, Cima Piazzi – San Colombano) oppure il singolo ingresso giornaliero presso Bagni Nuovi o Bagni Vecchi (accesso ai bagni per ragazzi a partire da 14 anni).

Non solo sci. Il paradiso bianco dell’Alta Valtellina offre un ventaglio di ulteriori attività en plein air nello scenario imbiancato del Parco Nazionale dello Stelvio: vere e proprie full immersion nella natura, dove il silenzio è rotto unicamente dallo scricchiolio della neve fresca sotto le ciaspole o gli scarponi lungo fantastici tracciati di escursionismo invernale, con la possibilità di essere accompagnati da guide alpine.

Se infine si ha voglia di pedalare anche nella stagione fredda, non resta che provare l’emozione di un’escursione in fat bike (disponibili anche con pedalata assistita), mountain bike dotate di gomme con sezione maggiorata che permettono un‘aderenza ideale, quasi galleggiando su una superficie morbida come la neve, in luoghi irraggiungibili con le normali mountain bike.

Weekend in mongolfiera

Volare in mongolfiera è un’esperienza unica: emozionante e indimenticabile. Per questo sta diffondendosi sempre di più l’idea di regalare questa avventura per festeggiare occasioni speciali e renderle ancora più memorabili.
Il volo è adatto a tutti, anche ai meno coraggiosi, senza limiti di età. Per salire nel cestello della mongolfiera non sono necessarie speciali doti acrobatiche.

Una volta deciso dove volare c’è una ritualità che rende ancora più intrigante l’esperienza. Il giorno prima della partenza, si aspetta la comunicazione del pilota che confermi il viaggio, infatti volare in mongolfiera è anche qualcosa di antico, che asseconda necessariamente i ritmi del vento e della natura.
Perciò bisogna seguire le previsione metereologiche per avere il via libera. Se tutto è a posto, l’appuntamento è all’alba sul luogo di decollo. E l’eccitazione dovuta all’idea di provare questa esperienza fa dimenticare anche la levataccia.
Si viene condotti con un transfer sul posto del decollo, si incontrano i piloti, tutti professionisti con molte ore di volo e in perenne contatto con l’aereoporto più vicino, e gli altri partecipanti al volo. I cesti delle mongolfiere hanno capienza diversa e possono trasportare da 4 a 10 persone.

E’ un’escursione avventurosa che si potrà fare nei cieli lombardi, oppure in Toscana, in Umbria o ancora sopra Torino, o Roma. Da questa prossima domenica 7 ottobre tra gli itinerari di volo in pallone si aggiunge anche Ferrara.
Un sogno ad occhi aperti quello di avvicinarsi alle nubi in mongolfiera, che diventa realtà ogni prima domenica del mese, quando si innalzano i grandi palloni colorati pronti a guardare la città, le meraviglie artistiche e i giardini nascosti, dall’alto. Un’esperienza che si può prenotare direttamente qui.

Prima della partenza il pallone viene gonfiato, sdraiato su un fianco, con l’aria di ventilatori che viene scaldata grazie a un colpo di fiamma da fornello a bombola. Per volare infatti, seguendo un principio della fisica, l’aria del pallone deve essere più calda di quella dell’atmosfera circostante.
Quando il pallone è pronto si sale nel cestello, ci si arrampica utilizzando apposite feritoie. Una volta a bordo, inizia l’avventura!
Si volteggia nel silenzio e nella luce rosata dell’alba. Si ascoltano i primi rumori della vita che si risveglia e sembra di vivere un sogno. Una suggestione magica mai sperimentata prima.

Il volo dura circa un’ora e mezzo e poi c’è il tocco avventuroso dell’atterraggio, che non è mai in un posto definito in precedenza, sempre perché il pilota deve seguire le correnti del vento e manovrare con sapienza l’equilibrio dell’aria calda/fredda del pallone.
E una volta scesi, si fa colazione, si brinda per commemorare il volo e si torna con l’equipaggio o in bicicletta al punto di partenza.

Il cammino sugli antichi sentieri

Tutti stanno partendo per le agognate ferie…e anche il blog chiude fino al prossimo 23 agosto. Buone vacanze a tutti!

Vi lascio con un’esperienza di viaggio diversa, più pacifica e spirituale, magari da intraprendere da settembre  in poi, quando le temperature saranno meno torride.

Un’idea che sta diffondendosi sempre di più è quella di usare il tempo delle vacanze per camminare, ripercorrere antichi sentieri per essere a contatto con la natura e anche con noi stessi. Riscoprire la lentezza e il piacere di macinare chilometri a piedi come facevano gli antichi pellegrini, per motivi religiosi o anche solo per necessità.

Mi piacerebbe provare, l’idea di percorrere un antico itineraio mi incuriosisce molto. Camminare non mi spaventa e sto pensando di provare una di queste vie, magari nel prossimo anno.

Oggi essere considerati pellegrini va molto di moda, come mi ha raccontato un amico che ha fatto questa esperienza. Arrivato in un paesino in Umbria, a piedi con lo zaino in spalla, è capitato in una sagra paesana dove ha incuriosito i locali. Una bambina, squadrandolo con curiosità gli ha chiesto: “Ma tu sei, per caso, un pellegrino?”

Alla risposta affermativa tutto il paese si è mobilitato offrendogli da bere e da mangiare.

E alla fine della festa hanno insistito, molto, perchè accettasse una piccola damigiana di vino, come souvenir. Non poteva rifiutare e così è ripartito con la zavorra alcolica, pesante almeno quanto il senso di colpa che avvertiva all’idea di liberarsene appena fuori dalla vista dei generosi paesani!

Itinerari di varia difficoltà per camminare ( anche da frammentare le tappe), si possono trovare in Emilia, dove le strade e i sentieri sono da secoli direttrici percorse da tanti viaggiatori. Per una motivazione spirituale, una sfida sportiva, gli escursionisti trovano nell’area tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia un reticolo di itinerari mantenuti e circondati dagli splendidi paesaggi di un Appennino che sale e scende, puntando verso nord o cercando uno sbocco sul mare.

Sugli oltre mille chilometri che – tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma – ne costituiscono il tratto italiano, la Via Francigena attraversa anche gli Appennini delle province di Piacenza e Parma. Dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994, il cammino entra in territorio piacentino con il Guado di Sigerico e, dopo un breve tragitto sull’argine del Po e vari rettilinei su strade provinciali, arriva alle porte della città, dove il percorso tocca Piazzale delle Crociate e Piazza Cavalli per poi sboccare sulla Via Emilia. Risalendo il torrente Nure e tagliando boschi e campagne che salutano il Castello di Paderna, l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba e il Duomo di Fidenza, simbolo dello sconfinamento nel parmense.

Tappa obbligatoria per i pellegrini che si dirigevano a Roma, la cattedrale dedicata a San Donnino è un’occasione per riprendere fiato e lustrarsi lo sguardo, prima di rimettersi in marcia verso Cabriolo e la sua pieve, i resti della rocca di Noceto, Felegara e Fornovo, dove la statua del pellegrino sulla facciata della Chiesa di Santa Maria indica la direzione. Sempre sotto la sigla di Parma, si giunge a Bardone e a Cassio – caratterizzata da una via lastricata in pietra – per poi insinuarsi a Berceto e lasciare l’Emilia.

Poi c’è la Francigena di montagna, la Via degli Abati è un antico itinerario alto-medievale seguito dai monaci del monastero di San Colombano di Bobbio per arrivare a Roma, attraversando parte del territorio provinciale di Pavia e l’Appennino Tosco-Emiliano nelle province di Piacenza, Parma e Massa Carrara.

I 190 km complessivi dell’impegnativo tracciato si dividono tra mulattiere, carrarecce e sentieri che solo in piccoli tratti lasciano il posto a strade asfaltate.
Continuando invece verso la Lombardia, si trova il Sentiero del Tidone è un percorso quasi totalmente in terra battuta e ghiaia che, sulla distanza di 69 km, segue il Po e risale il torrente Tidone fino alla diga del Molato e al Lago di Trebecco, per poi proseguire verso la sorgente tra boschi e orti botanici. Cartelli in legno e bacheche forniscono puntuali indicazioni sulla progressione e informazioni sulle caratteristiche del tragitto, mentre una serie di aree di sosta garantisce la possibilità di effettuare qualche pausa in relativa comodità.

La rete di sentieri lungo antiche direttrici medievali che costituisce il cuore della Via Matildica  è un’occasione per mettere in moto non solo i piedi ma anche l’immaginazione e rivivere l’atmosfera del feudo di Matilde di Canossa, giungendo alla base dei castelli della Gran Contessa, attraversando borghi e calpestando la stessa venerabile terra percorsa dai pellegrini nei loro itinerari religiosi. Da Mantova a Lucca, il cammino è una lenta passeggiata nella vicenda storica di quella che è stata forse l’autentica protagonista femminile del Medioevo ma anche una possibilità per decidere di deviare verso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

La segnaletica orizzontale e verticale disposta lungo il percorso dispensa precise e utili informazioni sulle tappe e sulle mete, in uno scenario mutevole che passa dalla rupe di Canossa all’Ospitale di San Pellegrino in Alpe, con il suo affaccio verso la Toscana, sulla Garfagnana.

Sulle Dolomiti a caccia di stelle

Sulle Dolomiti, per osservare le stelle non si aspetta la notte di S. Lorenzo.

E non si ammirano solamente sdraiati sui pascoli, nelle notti in cui il cielo è più limpido. Quello per il firmamento è un vero e proprio culto che ha ispirato la nascita di una serie di proposte stellari nel contesto del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, capace di illuminarsi in senso astrale anche quando il buio non è ancora calato sulla valle.

A chi non si accontenta di osservatori e planetari, il primo astrovillaggio d’Europa, nei paesi di Collepietra e San Valentino del comune di Cornedo, offre il piacere di una straordinaria vista sul cielo stellato. Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo. L’unico osservatorio astronomico dell’Alto Adige è raggiungibile con un sentiero lungo il quale le distanze del sistema solare sono state riportate con una scala di 1:1 miliardo. Una volta giunti, è possibile scrutare di notte la volta celeste, e di giorno la straordinaria attività del sole nell’Osservatorio Solare “Peter Anich”.

L’intero universo si apre davanti agli occhi, gettando una nuova e avvincente luce sul mondo dell’astronomia. Passeggiando attraverso i paesi di Collepietra e San Valentino in Campo può capitare di imbattersi in meridiane che abbelliscono le facciate delle case e i giardini. Presso ogni ristoratore aderente è posizionato un punto informazioni astrologico e un “telescopio” che permette di dare un’occhiata nella profondità dell’oscurità planetaria. Nella biblioteca è inoltre a disposizione tutto il materiale necessario per approfondire le conoscenze astronomiche.

Sempre in tema di stelle e volte celesti, il Planetario Alto Adige di San Valentino è l’unico nel suo genere in Alto Adige. A differenza dell’Osservatorio astronomico, qui l’universo viene mostrato mediante l’aiuto di strumenti ottici 3 D molto precisi, insieme ad un ottimo sistema acustico. Un viaggio nello spazio, alla volta del pianeta Marte o Venere è sempre stato un antichissimo sogno dell’uomo. Quel sogno ora diventa realtà in un’affascinate sala di simulazione.

L’altipiano del Renon: fra natura e divertimento

Rudy, Ivo, Walter, Sissi, Frankie, Fiona, Karl e Bella. Sono loro i nuovi “amici” che i bambini incontreranno e impareranno a conoscere nei boschi e nei pascoli dell’altipiano del Renon. Succede nel Funimal Forest, il nuovo “Sentiero Selvaggio delle Meraviglie”, appositamente studiato per avvicinarsi, divertendosi, all’universo della tipica fauna alpina di queste zone. Sono otto le stazioni del sentiero, in ciascuna delle quali viene presentato un animale nel suo habitat: Rudy è la lepre europea, Ivo è il riccio comune, Walter il picchio rosso maggiore, poi ci sono Sissi lo scoiattolo, Frankie la rana verde minore, Fiona la volpe, Karl l’allocco e Bella, la farfalla macaona.
Lungo il tracciato didattico, i bambini trovano una serie di giochi a loro disposizione e, naturalmente, c’è anche la concreta possibilità di qualche “incontro ravvicinato” con gli animali, da vivere nel silenzio e nel pieno rispetto di un ecosistema in perfetto equilibrio dove convivono tante specie.

Vacanze in montagna con tutta la famiglia? Il Renon è perfetto. Non c’è davvero luogo migliore del soleggiato altipiano che si estende sopra il capoluogo altoatesino: merito della sua magnifica esposizione, dell’aria incontaminata e di un paesaggio fatto di boschi, distese erbose a perdita d’occhio, incantevoli paesini e, sullo sfondo, lo spettacolo delle Dolomiti. A tutto questo si aggiunge la possibilità di fare passeggiate in groppa ai cavalli avelignesi o in compagnia di lama e alpaca, o ancora di inoltrarsi nella fitta rete di sentieri che si sviluppano sull’altipiano.
Le famiglie trovano soluzioni adatte ad ogni esigenza nelle numerose strutture, dall’albergo all’agriturismo. Nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre, i Familyhotels propongono le settimane speciali “Happy Family”, pacchetti che comprendono moltissime attività, gite e divertimenti a gogò per i bambini e per i loro genitori. Qualche esempio? Una full immersion nel mondo della fattoria tradizionale altoatesina, il primo approccio con il bouldering (scalata in piena sicurezza su piccole rocce), pomeriggi pieni di giochi, senza contare la possibilità di scorrazzare in lungo e in largo sull’altipiano del Renon con i mezzi pubblici grazie alla Ritten Card gratuita.

Quanto ad altre attività non c’è che l’imbarazzo della scelta: viaggi emozionanti con lo storico Trenino del Renon inaugurato nel 1907 (ultimo nel suo genere in tutto l’Alto Adige) che percorre la spettacolare zona dell’altipiano da Maria Assunta (Soprabolzano) a Collalbo e la funivia per Bolzanoescursioni nella natura, le prime cavalcate sul dorso di docili cavalli e la visita al museo dell’apicoltura (presso l’antico maso Plattner) con il suo percorso didattico. Tra le mete più apprezzate dalle famiglie, non vanno dimenticate le scenografiche (e antichissime, circa 25mila anni) Piramidi di Terra, curioso fenomeno geologico di materiale morenico, formato dall’erosione conica del terreno, raggiungibili grazie a comodi sentieri con punti panoramici e panchine per godersi la vista.

Austria: paradiso per i bambini

L’Austria è la meta green per eccellenza: montagne, vallate, paesi incastonati in paesaggi fiabeschi, dove la natura si unisce alle tradizioni di ospitalità. Per questo gli albergatori e i consorzi ogni anno preparano una serie di attività legate al territorio per emozionare grandi e piccini.

Iniziando dal Tirolo, il “geocaching” è il trend dell’estate 2018: i partecipanti di questo gioco, alias i geocacher, nascondono piccoli tesori in bauli, barattoli, bottiglie. Con lo smartphone ci si registra, si sceglie la regione (in Tirolo ad esempio la caccia al tesoro più emozionante è sul ghiacciaio dello Stubai, con facili sentieri segnati, adatti anche alle famiglie), si scaricano le coordinate del tesoro e si parte alla sua ricerca.

Un’altra meta ideale per le famiglie è il Mondo dei Cristalli di Swarovski, a due passi da Innsbruck, “capitale” del Tirolo, i bambini si divertono al parco della Torre, che offre le più diverse avventure su quattro piani sovrapposti uniti da una rete da arrampicata veramente unica, che si può scalare fino a quasi 14 metri di altezza. Qui si possono fare scalate, andare in altalena, oscillare e scivolare e quasi avere l’impressione di librarsi. La facciata della torre è costituita da 160 sfaccettature cristalline tutte diverse. Le lastre sono stampate con un inedito motivo fatto di milioni di minuscoli animaletti; in ogni momento si può guardare da dentro a fuori e le attività all’interno sono pure visibili dall’esterno; la sera la torre appare come un corpo luminoso spettacolare; ci si diverte anche a nascondersi nel labirinto a forma di mano realizzato da André Heller che fa parte delle più belle sezioni del parco Swarovski.

 

Poi c’è la regione del Salisburghese, i bambini si divertono in mille modi, a cominciare dalle piste ciclabili facili, a misura di famiglia, come per esempio le piste ciclabili nella Lungau: è possibile raggiungere il castello di Mauterndorf su un itinerario pianeggiante, e diventare principesse o cavalieri con tanto di corona, armatura e balestra.  Anche il giro del lago Zell è un percorso semplice e breve che affascina tutta la famiglia. Per chi ama fare il bagno, i laghi alpini si prestano a fare tuffi nelle acque cristalline; per i bambini coraggiosi lo slittino estivo offre divertimento senza limiti nella Lammertal e anche in Tennengau; è possibile prendere velocità, cronometrata, anche negli scivoli dei minatori nella miniera di sale di Hallein, dopo una visita guidata e una gita in trenino.

E ancora in Carinzia, la regione più a sud dell’Austria, confinante con il Friuli Venezia Giulia, propone vacanze spensierate con la famiglia: attività all’aria aperta nella natura, come nascondersi in un grande mucchio di fieno o camminare su dolci cime arrotondate; si può organizzare un semplice pic-nic in riva al lago, ammirare stambecchi e marmotte in libertà nel loro habitat naturale o semplicemente chiudere gli occhi e tuffarsi dal pontile nelle calde acque di uno dei numerosi laghi della regione, balneabili e caldi. I più coraggiosi si possono calare con la corda dalla Pyramidenkogel, la torre panoramica in legno più alta del mondo (75 metri). La salita con l’ascensore panoramico regala già panorami meravigliosi, ma i più sportivi possono conquistare la torre salendo a piedi 441 scalini; per i bambini alti almeno 130 cm, la torre è una sfida avventurosa e divertente, con lo scivolo coperto più alto d’Europa. Si sfreccia a valle superando 52 metri di dislivello.

Una gita al Castello di Padernello

Un castello antico nasconde sempre luoghi misteriosi o inaccessibili, come i passaggi segreti e le stanze nascoste in cui ci si rifugiava in caso di pericolo, raccontati spesso nei libri, nelle favole e nei film.

Il Castello di Padernello, maniero quattrocentesco immerso nella campagna della Bassa Bresciana, custodisce ancora affascinanti luoghi inesplorati. L’importante intervento di restauro che dal 2006 l’ha riportato in vita, ha svelato soffitti affrescati, ambienti del ‘400 e ‘500, uno scalone settecentesco, le antiche cucine e diverse opere d’arte, ma restano ancora oggi nel castello posti nascosti o inesplorabili.

Il mastio è uno di questi e per la prima volta viene aperto al pubblico per un viaggio esclusivo nella storia. Ogni terzo sabato del mese, (28 aprile, 19 maggio, 16 giugno e 15 settembre), si potrà partecipare ad una speciale visita guidata nella torre inaccessibile.

L’ingresso al Castello di Padernello è già normalmente motivo di grande attrazione: bisogna infatti attendere che scenda l’originale ponte levatoio, la cui funzione non è stata scalfita dal passaggio dei secoli, per entrare nell’androne del maniero e poi nella corte quadrata, porticata su due lati e nelle stanze che raccontano diverse epoche ed opere d’arte.

L’interno del maniero si possono ammirare le diverse stratificazioni storiche. Stanze quattrocentesche precedono un elegante scalone del Settecento.

I saloni con i soffitti affrescati, mobili di artigianato, le cucine databili tra il ‘400 e il ‘500, la sala da pranzo di gusto settecentesco. Poi le biblioteche, stupiscono ed incuriosiscono, mentre una guida racconta le origini del maniero, proprietà dei conti Martinengo per 5 secoli e poi della famiglia Salvadego. Il maniero rimase attivo fino agli anni ’60, quando restò disabitato.  E si arriva nelle sale del Ciclo di Padernello, copie delle opere del pittore tardo barocco Giacomo Ceruti. Suggestivo il torrione con scalette in legno, da cui scoprire parte dell’antico borgo agricolo dall’alto.

Ogni ambiente è una sorpresa ed è facile ritrovarsi ad immaginare nobili dame e cavalieri popolare il Castello. Come la Dama Bianca, leggenda che racconta le vicende di Biancamaria Martinengo, morta a 14 anni cadendo dalle mura della fortezza per seguire la magia luminosa delle lucciole: si dice che ogni 10 anni torni nel salone d’onore del Castello di Padernello, vestita di bianco e con in mano un libro d’oro.

 

 

Il maniero oggi ospita anche mostre d’arte ed è luogo di laboratori per bambini, eventi culturali, concerti, artigianato, il Mercato di Slow Food ogni terza domenica del mese, con degustazioni di prodotti del territorio, di cui il Castello di Padernello esprime l’originaria identità. Vicino al maniero,  si può passeggiare in mezzo alla natura, a piedi o in bicicletta.

Vinci una vacanza ecostenibile

Nell’era della sharing economy anche il viaggio diventa un’esperienza da condividere. Non importa se si tratta di passaggi, pranzi, case, biciclette, orti, ricette, itinerari, o di un’intera vacanza.

C’è un’iniziativa, Adotta un turista, che vuole stimolare la creatività, l’innovazione e la condivisione nell’esperienza di viaggio. Chi meglio delle persone che abitano un luogo possono conoscerlo e farlo scoprire a coloro che lo attraversano?

Recuperando l’eredità culturale della “xenia” greca, Adotta un Turista promuove l’ospitalità autentica, che ha da sempre caratterizzato la storia della nostra civiltà, come incontro e cura dell’altro. Mettendo così al centro il concetto autentico di ospitalità, e promuovendo un nuovo modo di viaggiare, sostenibile, rispettoso dei luoghi e delle persone, Adotta un Turista sfida tutti a proporre esperienze ed idee di ospitalità uniche e originali, da condividere e offrire gratuitamente.

Chi sono i turisti da adottare?

Persone curiose, interessate a scoprire i luoghi in modo autentico e vero, al di là dei classici elenchi di cose da vedere ed esperienze da fare. Sono eco-viaggiatori alla ricerca di nuovi punti di vista, di luoghi meno noti, di persone da conoscere e di esperienze autentiche da condividere. Sono i viaggiatori curiosi versoi luoghi che visitano che vogliono conoscere con entusiasmo e rispetto.

Adotta un turista nasce da un’idea di Ecobnb, la community italiana ed europea del turismo sostenibile e IT.A.CÀ migranti e viaggiatori – festival del turismo responsabile.

Cosa si deve fare per partecipare?

Proporre un’esperienza autentica descrivendola con un breve testo e un’immagine entro venerdì 25 maggio 2018. Può essere un pic-nic con prodotti locali, un itinerario in bicicletta o a piedi, una visita a un laboratorio artistico, una vacanza nella zona dove si vive.

Il fine di questa iniziativa è promuovere il turismo responsabile e per incoraggiare la partecipazione è previsto anche un premio. Infatti tutte le esperienze proposte verranno offerte gratuitamente ai viaggiatori che si candidano per provarle.

Inoltre, le tre proposte più votate tramite “likes” vincono tre soggiorni green per due persone in Italia. Clicca qui per per tutte le info pratiche.

Stati d’animo a Ferrara

Se avete voglia di un weekend fuori porta, magari quando finirà questa coda d’inverno, una meta interessante potrebbe essere Ferrara. Per visitare una bellissima mostra che, con un aggettivo che va tanto di moda, definirei esperenziale.

L’arte di fine ottocento e le opere degli artisti che segnano il passaggio alla modernità sono per la prima volta al centro di un racconto visivo narrato attraverso la poetica degli stati d’animo.

Dal 3 marzo al 10 giugno 2018 a Palazzo dei Diamanti di Ferrara c’è la mostra “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni”. Un percorso artistico che passa dai maestri del simbolismo e del divisionismo fino a quelli dell’avanguardia futurista. Una narrazione che entra nel tempo in cui scienza e arte sono impegnate ad indagare la psiche, creando un nuovo alfabeto delle emozioni.

Si passa dalla malinconia all’abbandono fantastico della rêverie, alla paura e liberazione delle pulsioni sessuali, fino all’estasi dell’amore e la sublimazione dei sentimenti, l’armonia universale e poi la frenesia della città contemporanea. Tra gli artisti, un ruolo importante riveste nell’esposizione Gaetano Previati, il ferrarese che con le sue opere ha saputo creare un ponte tra l’arte dell’Ottocento e le avanguardie del nuovo secolo.

Una di queste è la Maternità, che si potrà ammirare nel percorso espositivo con altri capolavori come l’Ave Maria a trasbordo di Giovanni Segantini e il trittico degli Stati d’animo di Umberto Boccioni. La mostra è stata possibile anche grazie alla collaborazione di musei internazionali, come il Musée Rodin e il MoMA e di collezionisti privati.

In questa occasione il consorzio Visit Ferrara, ha previsto sconti e vantaggi.

Utilizzando il codice sconto “STATIDANIMO18”, si può prenotare il soggiorno direttamente su Visit Ferrara ottenendo la riduzione del 10% per i mesi di apertura della mostra. Inoltre, sempre sul sito, si possono prenotare anche le visite guidate alla città e altre promo per il soggiorno 😉

Camminare nella natura

Slacciare, sfilare, liberarsi dalle scarpe e provare a camminare riappropriandosi del contatto con la terra. Si chiama barefooting, una filosofia e una pratica che dimostra come camminare a piedi scalzi sia benefico, per il corpo e per la mente. Avanzare passo dopo passo su un morbido prato, su una fredda roccia, tra il legname e i ruscelli di un bosco, fa stare bene.

Migliora la circolazione del sangue, la postura, rafforza i muscoli e dona un’innata sensazione di libertà. Ecco alcuni luoghi in cui praticare Barefooting, con percorsi e guide per farlo al meglio, anche con i bambini.

La forza della natura sotto i piedi, con lo sguardo sull’incanto delle Dolomiti. Percorrendo la Strada del Sole, si raggiunge Terento, nei pressi di Bolzano, dove si trova il Falkensteiner Hotel, sono tanti i cammini con i piedi a contatto con la natura che si possono seguire a partire dall’hotel, accompagnati dalla guida. A Terento, inoltre, c’è un percorso Kneipp dedicato, al centro di un parco giochi per bambini, per condividere anche con loro l’esperienza.

A Moena poi si può trovare un altro itinerario da affrontare sempre a piedi nudi. Sempre in zona un altro hotel che incoraggia il barefooting è Seehof Nature retreat di Naz, vicino Bressanone. È un vero e proprio ritiro nella natura, adagiato su un laghetto di montagna circondato dal bosco. Da qui parte una passeggiata rigenerante, calpestando l’acqua del lago, le erbe alpine soffici, le foglie del bosco.

L’esperienza è talmente rilassante che si può provare a chiudere gli occhi e percepire con ancora più intensità gli odori e i suoni regalati dall’ambiente.

Un altro tipo di itinerario, più antico e spirituale, è il Percorso Francescano per la Pace, che collega Gubbio con Assisi.

Passa anche vicino al Castello di Petroia, in provincia di Perugia, storico maniero medievale, che si erge su grandi vallate, tra boschi e pascoli. Dal castello ci si può addentrarsi lungo i sentieri che percorrono la tenuta e perdersi, magari a piedi scalzi, nella bellezza della natura.

In montagna con i bambini

Se avete bisogno di una vacanza per festeggiare il Carnevale e vi piace andare in montagna, qui potrete trovare offerte veramente allettanti per tutta la famiglia.

Ecco alcune proposte:

Nella Valle di Primiero, a pochi chilometri da San Martino di Castrozza (TN), l’Hotel Tressane è il luogo ideale per vivere con i bambini la “Settimana dei piccoli esploratori”: fino al 3 aprile 2018, per divertirsi con bob, slittini, biciclette (sempre a disposizione degli ospiti) ed andare alla scoperta del Trentino. La proposta,  comprende le attività del miniclub e i tanti laboratori per bambini: dalla cucina della pasta alla costruzione di casette per gli uccelli, escursioni con le ciaspole, baby massage al cioccolato, visite alla fattoria didattica. Tante le sorprese anche per i grandi, come il bagno romantico all’olio di argan, il wellness del centro benessere, lezioni di yoga, cene di gala.

La magia dello sci continua tra le Dolomiti della Val di Fiemme, ai piedi del Latemar e dell’Alpe di Pampeago. Qui, il Family & Wellness Hotel Shandranj di Tesero (TN)  l’offerta “Magic Ski 2018”, 5 notti in pensione completa più una notte con trattamento B&B, buono pizza, una discesa sulla slittovia Alpine Coaster di Gardonè – Predazzo, 5 giorni di corso di sci  con skipass e attrezzatura. Due volte a settimana, si scia anche in notturna. Per i piccoli, sono tantissime le dotazioni dell’hotel, oltre al programma di giochi del miniclub e le diverse attività per non sciatori. E poi c’è l’area wellness, con sauna, bio sauna, bagno turco, thermarium e piscina.

Le piste dolomitiche si raggiungono gratuitamente dal Family Hotel Posta di Santa Cristina Valgardena (BZ), che per cominciare l’anno alla grande propone le settimane Family Hit: 7 giorni in mezza pensione, incluso l’uso del centro wellness e un buono di 30 euro per tutta la famiglia, lo skiguiding ogni giorno sui tracciati da sci e 12 ore al giorno di intrattenimento per i bambini al Dumbo Club. I bambini fino a 7 anni in camera con i genitori hanno uno sconto del 70%, dagli 8 agli 11 anni pagano la metà. Invece, i piccoli fino a 2 anni pagano 140 euro tutta la vacanza.

Sciare tra le Dolomiti, al cospetto della vetta simbolo delle montagne Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO: lo Sciliar. Il Bad Ratzes, hotel per famiglie dell’Alpe di Siusi (BZ), si affaccia sulle splendide cime ed è circondato da un bosco secolare di abeti, lambito da un torrente e da un grande prato. È ideale per i genitori con bambini che vogliono godersi la pace della natura, avendo a disposizione tanti servizi ad hoc, come i parchi giochi, l’animazione, il baby club e l’attività di baby sitting. Fino al 7 aprile 2018, l’offerta di una settimana “Maestro di sci per tutta la famiglia” è dedicata agli sciatori con bambini dai 6 ai 16 anni. Comprende la prima colazione, merenda pomeridiana, cena con specialità locali e mediterranee, uso della piscina interna riscaldata e della sauna finlandese, 1 pomeriggio in famiglia con maestro di sci dalle ore 14 alle ore 17 che accompagnerà i piccoli sulle tracce delle mitiche streghe dello Sciliar raccontandone le leggende. E il 20% di riduzione sul noleggio sci per 6 giorni per tutta la famiglia.

Dove svettano le Alpi del Mare, l’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (CN) permette alle famiglie di viaggiare liberamente, perché in albergo c’è tutto ciò di cui hanno bisogno: lettini da campeggio, spondine anticaduta per i letti, vaschette da bagno per neonati, fasciatoio e scalda biberon, passeggini e zaini porta bebè, baby menu e tante altre accortezze. L’hotel è a quasi mille metri di altitudine tra le colline delle Langhe e vette altezzose. La vacanza in famiglia si vive con lentezza e a stretto contatto con la natura e i sapori del territorio. Non mancano la Spa, la fattoria e gli spazi per giocare.

Natale nei Castelli del Ducato

 

Conosco molto bene la zona dell’Emilia Romagna tra Parma e Piacenza, perchè vi ho trascorso primi anni della mia infanzia. Da piccola i miei genitori mi portavano sempre in gita nei dintorni, per me il viaggio era un incubo perchè soffrivo il mal d’auto, ma una volta arrivati a destinazione, ero contenta solo se mi portavano a visitare i castelli. Altrimenti la meta non valevo la sofferenza del viaggio. Quando ammiravo i castelli fantasticavo sul loro passato, immaginando storie e favole complicatissime. Vicende lontane dove ci si muoveva in carrozza e non in auto!

Adesso ho scoperto che i Castelli del Ducato sono mete fantastiche per una gita natalizia in famiglia.

CASTELLO DI SCIPIONE DEI MARCHESI PALLAVICINI

Nella magica atmosfera del Natale e della notte di San Silvestro, il millenario Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino addobbato a festa prenderà vita sotto la luce delle candele e nella calda atmosfera del grande camino acceso Mentre musiche e suggestivi giochi di luce animeranno gli affreschi.

Dopo il tramonto, la magia del Natale e della notte di San Silvestro, scende sul millenario Castello sfiorato dalla brina invernale, sulle bellissime colline tra Parma e Piacenza.

Illuminato dalla sola luce dei candelabri d’argento, fiaccole, lumini e lanterne, con il suo albero di Natale e il grande camino acceso, il Castello accoglierà ospiti grandi e piccini nell’atmosfera calda e incantata dei tempi lontani.

Nei saloni, i preziosi soffitti Seicenteschi si vestiranno di luce e sui camini e accanto alle finestre, rami di edera, pino e bacche selvatiche, si rispecchieranno con la rigogliosa natura che circonda il Castello.

Sotto il romantico luccichio delle candele sarà inoltre possibile ripercorrere la storia del Castello più antico della Provincia, lasciandosi avvolgere dalla magia del luogo. Per l’occasione, nel Salotto del Diavolo, la porta segreta si aprirà per mostrare l’antica via di fuga. Verranno inoltre aperti l’intero loggiato Seicentesco, con le sue finestre che si aprono sull’incantevole paesaggio collinare, e il giardino ai piedi del Castello, con la sua maestosa torre, i merli e l’antica postazione delle guardie.

Castello degli Scipioni

 

 

 

ROCCA VISCONTEA DI CASTELL’ARQUATO

(VENERDÌ 8 DICEMBRE- dalle 10.00 alle 19.00)

 

Rocca Viscontea di Castell’Arquato (l’intero borgo è stato incluso tra i Borghi più belli d’Italia). Una giornata incantata, fatta di luci, profumi, sapori e colori. Un’atmosfera magica che vi accompagnerà lungo le vie dell’incantevole borgo medioevale di Castell’Arquato attraverso mercatini natalizi, presepi, mostre e alberi di Natale per scoprire ed acquistare oggetti d’artigianato, decorazioni, prodotti tipici e idee regalo tra caldarroste, vin brulè e tante specialità enogastronomiche.

Potrete passeggiare tra le vie acciottolate dell’antico borgo alla scoperta dei mercatini di artigianato legato al Natale e gustare specialità tipiche gastronomiche in versione “street food”. Le viuzze del borgo si animeranno con musica e spettacoli natalizi.

Mentre nella Rocca Viscontea Babbo Natale aspetterà tutti i bambini.

ROCCA SANVITALE DI FONTANELLATO

MERCATINO DELL’ANTIQUARIATO

DOMENICA 17 DICEMBRE

Il mercatino dell’antiquariato di Fontanellato, è in ogni terza domenica del mese con specifici banchi attorno alla Rocca Sanvitale e lungo i portici. Si tratta di uno dei più importanti e qualificati mercati del nord Italia, da vent’anni presente nel circuito consolidato delle mostre-mercato d’antiquariato. Tra gli oggetti più ricercati statuine stile vecchia Parigi, pezzi unici Limoges, ceramiche di fine Ottocento e pezzi Belle Epoque del primo Novecento, stampe da collezione che rappresentano serie di città d’arte care al Gran Tour di fine Settecento.

Rocca San Vitale

REGGIA DI COLORNO (PR)

DOMENICA 15 GENNAIO

Nuova versione alla Reggia di Colorno del Mercato della Terra di Colorno con l’anno nuovo. L’appuntamento rimane confermato ogni terza domenica del mese dalle ore 9 alle 13, con un format rinnovato. Il primo appuntamento è domenica 15 gennaio: saranno presenti una decina di bancarelle di produttori a km 0 che proporranno i prodotti tipici della zona, dal parmigiano ai salumi, dal miele alle marmellate sino ai vini.

Per il Comune di Colorno, che fa parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, il Mercato della Terra si inserisce in una lunga serie di proposte messe in campo negli ultimi anni per promuovere nella comunità una nuova sensibilità improntata alla riduzione dell’impronta ecologica, alla filiera corta, alla sobrietà e consapevolezza nei consumi quotidiani.

Viaggi facili e curiosi a misura di bambino

Come possono essere i weekend con i bambini?

Senz’altro indimenticabili, perchè il ricordo indelebile rimane sia in un’avventura disastrosa che in quella bellissima.

Estenuanti, se ci si affida al caso.

Divertenti, se si riesce a organizzare senza perdere la spontaneità.

Per collezionare gite da archiviare solo con aggettivi positivi ho scoperto questo sito che propone una serie di mete a misura di famiglia, interessanti, nuove e mai banali.

C’è ad esempio una lista di musei, quasi sconosciuti, sparsi in tutto il nostro Paese,  perfetti per trascorrere un pomeriggio invernale con i bambini.

Come il Museo della macchina del caffè, a due passi da Milano. Per fare un viaggio nel tempo lungo il secolo scorso grazie al design, dal liberty al minimalismo contemporaneo, di 600 macchine di caffè espresso (la collezione più grande esistente).

A Como, sempre per rimanere nel settore industriale, davvero imperdibile il Museo della seta con oggetti, macchine, tessuti che ci faranno scoprire l’antica tradizione produttiva tessile comasca. Particolarissimo nella stessa città, il Museo del cavallino situato nell’ex scuderia del famoso trottatore Tornese, più volte campione del mondo negli anni 50. Più di 650 cavallini da tutto il mondo dal 1700 ad oggi, opere uniche di ingegno e fantasia: a dondolo, su triciclo, a bastone o a molla, di legno o cartapesta, di latta o stoffa. Nel giardino delle meraviglie il custode non poteva che essere Roberto, il più grande cavallo a dondolo d’Europa (altro 5 e lungo 7 metri e realizzato nel 2002 per il film di Pinocchio di Benigni).

A Varese esiste invece il curiosissimo Museo tattile che si visita bendati per avere un approccio non solo didattico ma anche emozionale con la realtà. Qui si trova una bellissima collezione di modellini in legno che riproducono aspetti del paesaggio, dell’architettura, dell’arte e del design. Imperdibili le fiabe olfattive.

Per gli amanti della tematiche sempre più attuali di natura e biodiversità da vedere il Museo della frutta di Torino con la fantastica collezione che raccoglie un centinaio di “frutti artificiali plastici” modellati a fine ottocento (mele, pere, albicocche, pesche, susine e uva).

Scendendo verso il centro Italia e ospitato in una splendida villa settecentesca, vicino a Fano, molto divertente deve essere il Museo del Bali, un museo scientifico in grado di dimostrare come la sperimentazione sia la chiave di accesso migliore per conoscere la realtà, qualsiasi, anche quella considerata più ostica coma la fisica o la matematica. Planetario e osservatorio gli conferiscono una forte impronta astronomica.

Nel Lazio invece ci si può sbizzarrire tra Museo del cioccolato a Norma che ci fa rivivere in un percorso magico tutta la storia di questa gustosissima “bevanda degli dei” dai Maya fino ai giorni nostri (assaggi compresi) e, per gli amanti del verde, il Museo del Fiore nella riserva naturale Monte Rufeno dove scoprire tutti i segreti di questo colorato mondo, le curiosità sulle rocce, sui paesaggi e gli insetti (ci sono più di mille specie di piante e fiori).

La Sicilia, nel centro storico della bellissima cittadina di Modica, custodisce un luogo incantato e affascinante che è la Casa delle farfalle dove centinaia di farfalle tropicali sono libere di volare e riprodursi, circondate da una flora lussureggiante.

Interessantissimo anche il Museo del sale nel trapanese dove già solo il baglio secentesco e il mulino per la macina valgono la visita. Romanticissima la passeggiata al tramonto tra le saline.

Dolcetto o scherzetto in trasferta

Una volta, parecchio tempo fa quando le ragazze erano piccole, festeggiavo Halloween così adesso sono cresciute e vanno a ballare.

Quindi non mi rimane che fare proposte a chi non vorrebbe trascorrere la sera di Allouin in casa a elargire caramelle ai bambini che suonano a raffica per dolcetto o scherzetto.

Se volete schivare i piccoli mostri che citofonano, c’è ancora tempo per organizzare una gita horror.

Ad esempio si potrebbe andare al Castello di Gropparello (Piacenza), dove ci sarà la Notte delle streghe, il percorso horror-fantasy pensato per Halloween.

Inizia a fine pomeriggio e prosegue sino allo scoccare della mezzanotte, nel segno della paura: uscita notturna nel bosco, un tocco gelido e inaspettato su una spalla, ombre che si allungano nei sotterranei, il maniero sulle colline è lo scenario perfetto per chi non teme il brivido. E c’è anche la cena a buffet con ambientazione a tema per famiglie con bambini o di un banchetto medievale in costume con animazione per gli adulti, qui tutte le info.

Halloween è un giorno speciale anche nelle strutture aderenti al circuito Italy Family Hotels. Per chi sceglie come meta il mare qui, troverà un pauroso intrattenimento per bambini con merenda in maschera e trucca bimbi e a seguire la cena “Aspettando Halloween”.

Per chi predilige la montagna,  in questa struttura si propone ai piccoli ospiti una sfilata in costume, zucche da intagliare, preparazioni di mostruose decorazioni per un divertente e goloso horror party.

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