Bird watching

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Da un po’ di giorni dal mio balcone provenivano cinguettii allegri, insistenti e rumorosi. La primavera scapigliata, pensavo mentre continuavo a stare china sulla tastiera per guadagnarmi la pagnotta. Poi l’altra sera Sant’ ha detto che in fondo al terrazzo c’era un nido di merli e infatti da giorni anch’io avevo visto un merlo/a svolacchiare sulle mie nuove fioriere. Era ora di cena, abbiamo abbandonato i fusilli al pomodoro sul piatto, per correre a verificare, da dietro le finestre per non disturbare.
In un angolo del balcone, c’era un piccoletto. Nero e tutto arruffato, la versione pulcina del merlo bebè, abbandonato lì che aspettava che la mamma tornasse con il cibo. Stava immobile e ogni tanto la chiamava “Mamma mieni, mieni!” (come diceva Anita da piccola).
Noi commossi, sbuffavamo e commentavamo:
“Cavolo, ma quanto ci mette? Non sente che lui piange? Quanto ci mette per trovare un verme?”
Finalmente è arrivata e noi siamo tornati ai fusilli, pacificate.
Abbiamo capito che il nostro balcone è una perfetta pista per allenarsi al volo: si parte dal nido nella parete in fondo e poi tutta la pista in lunghezza, fino al lato opposto dove c’è la porta finestra della sala.
Quasi meglio di Linate.
Ieri pomeriggio sono rimasta da sola in casa a scrivere e nelle pause mi sono dedicata al bird watching. Volevo paparazzare la mamma, ma ogni volta che mi avvicinavo e la beccavo sempre al ritorno dalla spesa, a becco pieno, provavo a scattare e lei volava via. Bella, magra, elegante, tutta nera con il becco arancione.
All’ora di cena, finito il mio lavoro, mi sono avvicinata alla porta finestra della sala e chi vedo? Non uno ma due pulcinotti (Piero Angela mi fa un baffo). Proprio lì nell’angolo del balcone, a fine pista di allenamento al volo. Uno addirittura appollaiato sul mio ficus. Non potevo farmeli sfuggire: scatto, scatto e scatto.
Loro poveretti erano fermi, probabilmente immobilizzati dalla paura. Quello a terra a un certo punto è schizzato in casa, ha fatto una corsa pazza, facendosela anche addosso, fino a nascondersi sotto i mobili della cucina. Panico. Fuori la mamma è tornata in picchiata:
“Non ti avevo detto di stare attento a tuo fratello, deficiente!”
“Non è colpa mia…”
Cip Cip Cip CipCip!!!!!!
Mamma continuava a cinguettare inquieta e spaventata. Ha detto anche qualche parolaccia. Era fuori di sè.
Non sapevo cosa fare, capivo che il piccolo mi considerava peggio di un boia ed era terrorizzato. Ho spento i Simpson alla TV perchè ho pensato che i versi di Homer potessero spaventarlo ulteriormente. Ho chiuso la porta della cucina e il piccolo si è spostato strisciando fino all’angolo del frigo. Allora ho preso uno strofinaccio gliel’ho buttato sopra e delicatamente l’ho preso.
“Non devi avere paura adesso ti riporto dalla mamma”, gli ho detto dolcemente.
“Cip ???? Cip ???”
Ho riaperto il terrazzo e l’ho rimesso fuori.
Cip Cip, Cip, Cip, Cip, Cip, Ciiiiiip!!!!!
I festeggiamenti sono andati avanti per un bel pezzo. Papà merlo però non si è mai visto.

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12 Replies to “Bird watching”

  1. Noi domenica scorsa ci siamo inebetiti con i pulcini del nonno, nati in occasione della nostra visita. Nel nostro caso papà gallo fingeva di non conoscere i piccoli ma il nonno, che conosce i suoi polli, non si fidava del gallo e lo teneva a distanza. Pare infatti che per gelosia nei confronti della madre, il gallo possa uccidere i piccoli batuffoli gialli.

  2. Una scena meravigliosa!!
    E’ sempre un piacere leggere i tuoi post.
    I cuccioli poi fanno sempre tenerezza, di qualunque specie. Hai visto il video dei cicognini appena nati del mio ultimo post?
    Un saluto.

  3. Poesia, buoni sentimenti, un salvataggio in piena regola con ricongiungimento familiare… dimmi, come ci si sente?
    Raccontalo a me, donna senza cuore, che stamattina ho cacciato dal mio balcone due piccioni in amore che, tubando e tubando, mi devastavano le fioriere!

  4. Ma che bello … io ho il giardino pieno di merli (che in questi giorni si mangiano le MIE ciligie!) e ho tentato più volte di paparazzarli … ma niente da fare, non ne vogliono sapere …

  5. A parte l’argomento, che intenerirebbe ogni comune mortale, tu sai descrivere le scene in un modo talmente divertente e ironico che ti bacerei. Sì, sei una delle persone che più amo leggere, perché hai un modo di comunicare fantastico.

  6. Che teneri 🙂 Qui da noi hanno cominciato a passare i pettirossi. Bombo, il mio gatto, sta impazzendo a guardarli dalla finestra…

  7. Da noi nel cortile c’è un grosso ciliegio, deve avere mlti anni perchè è molto alto!
    Le ciliegie sono buone solo per i merli, perchè piccole e selvatiche, cioè non hanno innesto, avendo l’albero molti anni è impossibile per l’altezza.
    Attira molti uccellini.
    E sul nostro terrazzo che si affaccia sul cortile ci vengono a far visita merli,cince e ,in inverno particolarmente, i pettirossi.
    Per questo abbiamo comprato una mangiatoia per uccellini e i semi.
    I merli con il becco giallo e tutti neri sono i maschi, la femmina invece e nero/marrone per mimetizzarsi meglio nella cova delle uova.
    Quindi avete visto il papà!:))

  8. Anche io mentre scrivo al pc posso guardare fuori dalla finestra direttamente sul balcone. Mi vengono a trovare tutti i giorni sia merli che pettirossi simpaticissimi e la cosa mi fa piacere.
    Devo dire che però se fossero piccioni li farei fuori con il napalm!

  9. Come ha detto bene chiara, il merlo nero con il becco arancio e’ il babbo!!!!E questo ci fa riflettere…gli animali sono troppo avanti!!!La mamma si riposa nel nido:-)
    annalisa

  10. Che bella storia… e poi come la racconti tu, diventa una vera e propria avventura!

  11. Un salvataggio da manuale ! Brava extramamma. Confermo che il merlo con il becco giallo è il maschio. Questi papà a volte i sanno sorprendere !

  12. Grazie dei complimenti: 7 in italiano e 4 in scienze. La storia della mia vita.
    Allora, come dice Annalisa, tutti i papà a osservare e imparare dal “Merlo Maschio” che invece, mi sembra, sia sinonimo di macho e non di uno che si sbatte un sacco ad andare avanti indietro dal super.
    Sono arrivate le ciliegie: ho già l’acquolina in bocca!

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