Amori clandestini

Stamattina all’alba ho accompagnato Anita al suo “debutto” alla scuola media, previsto per le ore 8.10. Nonstante la partenza in anticipo, alle 7.57 eravamo bloccate nel traffico paralizzato nella Milano della rentrée. In auto la tensione era palpabile: Anita non poteva concepire di arrivare in ritardo il primo giorno nella nuova scuola. Io sono sempre in ritardo ma cercavo di sembrare preoccupata. La voce mielosa di Carla Bruni che usciva dallo stereo ma non aiutava a sciogliere l’atmosfera. Anzi.
“Magari alla prima ora avete francese, così sei già preparata”, ho cercato di scherzare.
Un grugnito come risposta.
Fine della conversazione.
Abbiamo parcheggiato, ovviamente, a 2 km dall’entrata della scuola. Anche molti altri genitori erano in ritardo quindi sembrava che fossimo puntuali. Presentazione della preside, che ha anche detto:
“…poi i genitori possono entrare in classe con gli alunni…”
Anita, che nel frattempo ha trovato i suoi amici, mi bibisglia:
“E’ meglio che non vieni, gli altri genitori non lo fanno”
Invece di risponderle ho rivisto vivido quel lontano gennaio del ’97 quando ho passato un mese immobile nel letto dell’ospedale con la flebo di Vasosuprina per non farla nascere troppo prematura. Il mio cuore di mamma sanguinava.
Sono entrata in classe come tutti gli altri genitori non desiderati.
La nuova prof di italiano è simpatica, ha spiegato alcune cose dell’organizzazione di classe, poi ha liquidato gli adulti. Prima di uscire sono andata verso Anita:
“Dammi un bacio che tanto non ci vede nessuno”
Si è guardata intorno furtiva prima di accettare, un po’ a malincuore.

5 comments

  • Anonymous

    ho pianto leggendoti oggi! sigh!
    Donna Lisa

  • Jolanda

    Oddio… mi sento gia’ male… per ora i miei son solo a materna (una) ed elementari (due), ed ogni tanto (lo ammetto) ho anche pensato che li vorrei un po’ piu’ indipendenti… Ma so che quando lo saranno, mi lamentero’ di nuovo! SIGH!

  • Titti

    A me è andata peggio: Ludo non mi ha neanche degnata di uno sguardo! Quando lo hanno chiamato per andare in classe è scattato in piedi e a testa bassa si è dileguato rapidamente. Non lo posso più baciare in pubblico e neppure accarezzargli la testa perché lo spettino! Che tristezza…
    Ci mancate!
    Titti

  • Patrizia Violi

    L’attenzione materna è come lo yogurth con la data di scadenza? Sembra proprio di sì. Allora dobbiamo cercare di abbassare i toni e censurarci un po’. Con allegria però, pensando a tutte quelle cose per noi che possiamo fare quando loro non ci vogliono attorno. Ceretta? Lettura? Palestra? Se però ci sono fratelli minori siamo fregate: c’è sempre qualcuno che ha urgentemente bisogno “qui” e “ora”.

  • slim

    Che tenerezza…Per la mia ho ancora tempo, ma mi sono gia’ emozionata il primo giorno nella creche della palestra..prometto bene!