Zombie e strane storie di santi

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Cari estinti che escono dalle tombe, cadaveri che si muovono, uomini che si risvegliano nella cassa, corpi che siedono a processo, martiri che tornano in vita per seppllirsi da soli, ragazze che esibiscono gli occhi cavati o i seni strappati o se ne vanno in giro di notte con la testa mozzata del marito.

Questo è il promettente incipit di “Zombie e strane storie di santi”, lettura ideale e molto interessante per celebrare Halloween e soprattutto la festività di Ognissanti, utilissima per approfondire curiosità storiche e religiose. Questo saggio, scritto da Arnaldo Casali, giornalista e storico, racconta con una tagliente ironia le vicende cruente e razionalmente inspiegabili che caratterizzano le biografie di molti dei nostri Santi.

La tradizione cristiana pullula di quello che oggi può definirsi pulp: morti viventi, violenza, torture, agonia. I Santi sono sempre martiri che soccombono ad atroci nefandezze. E celebri opere d’arte documentano il loro incredibile stoicismo. Questo libro approfondisce il lato horror, tra gli aspetti storici e religiosi, della vita di beati più e meno celebri.

Una delle caratteristiche della santità, oltre all’estremo sacrificio verso gli umili in vita, è l’essere piuttosto inossidabile quando arriva il momento di morire. Ad esempio, Santa Cecilia, patrona della musica, è stata decapitata per ben tre volte, e alla fine il boia ha desistito dal tagliarle la testa e con frustrazione (probabilmente imprecando) ha abbandonato il ceppo.

Solo quando se n’è andato Cecilia si è sdraiata su un lato (con ancora mezzo collo attaccato) e si è graziosamente lasciata morire dissanguata.

Meno famosa ma altrettanto vivace nella dipartita, Caterina Mirabilis, nata in Belgio, già strana in vita, da morta ha continuato ad esibire un bel cadavere intatto e soprattutto flessibile. Poi c’è la vicenda, veramente da brivido, della mummia più bella del mondo. Rosalia Lombardo, una bimba di Palermo morta nel 1920, a soli due anni. Il padre disperato l’ha fatta imbalsamare e la sua bella mummia, che sembra una bambola, viene costudita nelle catacombe dei Frati Capuccini nella capitale siciliana.

I capelli della bambina erano neri e si sono decolarati con gli anni, ora è bionda, così per evitare ulteriori mutamenti cromatici la piccola mummia è stata messa in una teca termica. Le telecamere della catacomba hanno rilevato che la piccola dorme di giorno e apre gli occhi di notte.

Una vera bambola horror?

Forse no, secondo chi invoca la scienza le palpebre sono sempre socchiuse e vederle aperte è un’illusione ottica che cambia al mutare della luce fra giorno e notte.

E ancora la storia di Santa Caterina da Bologna, che ha fondato l’ordine delle Clarisse ed è morta nel XV secolo. Il suo cadavere ha continuato, fin da allora, a essere molto vitale: nella teca dove era esposto si è notato che continuavano a crescerle capelli e unghie.

Che la vecchia Caterina stia ancora bene posso garantirlo anch’io, l’anno scorso ho visitato la chiesa dove è sepolta. Illuminata nella sua teca, dopo quasi 700 anni era ancora in gran forma: solo con la pelle annerita e di statura un po’ bassina, alla faccia della decomposizione!

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