Ancora solo una settimana

E’ notte, tutto tace. Solo una voce, quella di mia figlia che parla nel sonno.
Bofonchia qualcosa di incomprensibile e poi una parola su tutte rompe la quiete del sonno di tutta la famiglia:
” mmum…mumm…VERIFICA…mmn…”
Siamo alla fine di maggio e i deliri notturni hanno preso il soppravvento. Si sognano test, verifiche e versioni. Ancora solo una settimana di scuola, saremo promossi e anche bene, ma lo stress è salito a livelli altissimi, logoranti e contagiosi. A miei tempi gli ultimi giorni di scuola erano una gioia, si godeva dell’attesa, del conto alla rovescia. Si sognavano allegre e cruente vendette contro i prof più severi(senza offesa per le prof amiche di blog). Probabilmente allora ero solo un’irresponsabile e superficiale somara, forse per questo passato l’altra sera a cena stavo per sbottare: “Ma chi se frega se prendi sett… ” e Sant’ mi ha zittito con una pedata sotto il tavolo, dicendomi di non essere diseducativa.
Dobbiamo quindi sudar sangue fino al suono della campanella per le vacanze.
Per questo ieri rileggendo un comunicato che mi è arrivato un po’ di tempo fa, sulle prove Invalsi, mi sono trovata perfettamente d’accordo con quanto afferma il pedagogista Daniele Novara in quest’articolo
Voi cosa ne pensate?

Al liceo

(Al liceo i ragazzi vogliono essere grandi e i grandi vogliono tornare ragazzi)

“….lei è felice perchè nell’intervallo va in cortile a baciare il suo fidanzato”
“…scusa… una domanda da mamma: ma va senza piumino? ”
“No, no il piumino se lo mette in fretta”
“Menomale con questo freddo!”
“E poi in cortile ci sono quelli che fumano”
“Ho visto un giorno che ti ho accompagnato che fumano tutti”
“Sono tantissimi quelli che fumano”
“E così sono due gruppi: da una parte quelli che fumano e dall’altra quelli che baciano”
“A volte si mischiano”
Continuo a tagliare la cipolla per il soffritto e rifletto.
“Quando andrai mettiti nel gruppo di quelli che baciano, ok?”

L’altro giorno sono andata al mio primo colloquio con gli insegnanti. Era una cosa mista dove nel corridoio ad aspettare c’erano i “primini”, come me di quarta ginnasio, un po’ spaesati, ma anche i genitori fichissimi di terza liceo.
Ero proprio seduta vicino a due di questi con i figli all’ultimo anno. Vestiti bene, sguardi intelligenti e parlantina sciolta.
Prima parlavano di politica, ed ero anche d’accordo con quello che dicevano ma me ne sono stata buona e zitta al mio posto, poi hanno cominciato con un pesante amarcord (anche loro avevano fatto il classico):
“Io e un’altra mia compagna eravamo le più brave delle classe, ci aspettavamo un 60 e invece abbiamo preso 54!”, raccontava la signora con le scarpe griffate.
“Guarda non parlarmene, anch’io ero il più bravo. Sai quanto ho preso?”
La signora non osava fare un pronostico e faceva bene perchè la domanda era retorica.
“Un cavolo di 42!”,
Silenzio stupefatto della signora.
“E sai perchè?”, continuava il distinto signore brizzolato incavolato come se il voto glielo avessero dato ieri.
Senza aspettare la risposta, sbottava: “Per colpa della commissione! Una commissione del caxxxx! Mi brucia ancora oggi!” ed era così arrabbiato che ho sperato non avesse anche la pressione alta …

P.S. Questo post è sponsorizzato nel senso che ho dovuto sponsorizzare mia figlia con 10 euro per poterlo scrivere.

Giveaway di love.com versione ebook


Perchè non posto più?
Perchè la sera che di solito avevo un po’ di tempo per il blog adesso devo sempre fare i compiti. Sì, perchè dopo aver passato otto fortunatissimi anni scolastici di sereno e invidiabile fancazzismo, dove ho studiato solo le conifere con Anita alle elementari, con Emma ho ripassato i verbi e le tabelline e poi ho aiutato anita a prepararsi per l’esame di terza media, e le mie figlie prendevano voti bellissimi, adesso sono tornata sulla terra e le pago tutte con gli interessi.
L’ingresso alle medie è stato pesante, quello al liceo classico, ovviamente, ancor di più.
Così io e Sant’ ci siamo divisi i compiti: lui è il prof di matematica, scienze, tecnica e latino. Mentre io faccio italiano, inglese e, perchè amo il rischio, anche spagnolo (dove non so una cippa ma mi applico) e greco (dove non capisco neppure l’alfabeto ma sono affascinata dalla stranezza di quegli strani segnetti).
Sbagliando ma l’ho capito solo pochi anni fa, ai miei tempi, ho frequentato il liceo scientifico mentre ora approfittando di Anita avevo pensato di ri-immergermi nella cultura classica per colmare le mie molte lacune. La stranezza è che come quando si è incinte e si incontrano (non ai corsi pre-parto ovviamente) solo donne con il pancione, il meccanismo della memoria selettiva pare funzionare anche con Il liceo classico. Ultimamente mi imbatto solo adulti che l’hanno frequentato.
Tutti ricordano che l’inizio della quarta ginnasio è scioccante e i voti sono sorprendentemente bassi, la più simpatica ed empatica è stata Panzallaria che mi ha raccontato che nella prima versione di greco (o di latino?) ha preso -27. Anita ha tirato un bel sospiro di sollievo!
Anzi se qualcuna di voi ha frequentato il ginnasio e mi vuole raccontare come è andata se siete sopravvissute e con quali trucchi, sarebbe utile, grazie!

Questo lungo prologo per dirvi anche che oltre a fare i compiti ho avuto poco tempo per il blog perchè ho riaggiornato e rivisto Love.com che adesso è uscito in versione ebook, pubblicato da EmmaBooks un portale che prende il nome dalla famosa eroina del romanzo di Jane Austen (scaricabile gratis) e dove si pssono acquistare romanzi così al femminile da essere divisi in tre taglie S, M, L a seconda del numero di pagine.
Quindi ora per scusarmi della latitanza voglio regalarvi due copie del nuovo Love.com, ebook si può leggere su tutti i dispositivi dagli smartphone ai tablets ma anche su computer e pc, comunque nel sito trovate anche tutte le risposte per i consigli tecnici sul download.

Alle vicintrici invierò un codice che permetterà di scaricare gratuitamente il mio libro, sempre uguali le regole: commento qui sotto, condividete sul blog, su FB o rilanciate su twitter, scadenza il 9 dicembre che è una data fortunata perchè è il compleanno di Sant’!

Gli esami non finiscono mai…

Non so perchè sia successo, forse perchè oramai manca meno di un mese alla ripresa scolastica…ecco l’incubo che ho avuto stanotte:
dovevo sostenere l’orale dell’esame di terza media di mia figlia.
Tutti i genitori erano tenuti a farlo. I ragazzi facevano lo scritto e i genitori l’orale. Si sorteggiava fra il padre e la madre ed ero venuta io. Ecco le regole: ogni genitore che doveva essere interrogato doveva arrivare a scuola accompagnato da un altro genitore (quello che in famiglia non veniva interrogato doveva prestarsi a fare da autista e di solito era anche contento perchè aveva schivato l’esame) e doveva portare con sè il suo giocattolo preferito di quand’era bambino.
Arrivavo a scuola con la mamma di una compagna di Anita e mi portavo la Tammy , menomale che l’avevo ancora a portata di mano. Per molti altri genitori lo stress iniziava già nella ricerca del veccchio trenino/orsacchiotto.
Ero abbastanza serena perchè mi sentivo piuttosto sicura di me: “Esame di terza media? Che sarà mai?”
Infatti non avevo studiato nulla ma sorridevo, così baldanzosa da dimenticarmi la Tammy in macchina, quando i bidelli che controllavano l’accesso e il materiale dei genitori me l’hanno fatto notare, sono corsa in extremis a riprenderla.
Rientrando a scuola ho notato che l’atomosfera non era poi così rilassata: tanti padri, in abito business, nervosissimi che ripassavano camminando nervosamente avanti e indietro e si domandavano:
“Sai come sta andando? Son cattivi? Chiedono tutto il programma?”
“Sono severi perchè odiano i genitori e vogliono farcela pagare”
Poi è arrivato a salutarmi un simpatico compagno di mia figlia, somaro e assolutamente fancazzista, qual giorno totalmente rilassato che, ridendo, mi ha dato una pacca sulla spalla:
“Sai tutto?”
Ho capito di aver preso l’esame sottogamba.
Antologia? Ricordavo la capertina del libro e poi ero sempre andata bene alle medie, avrei potuto improvvisare. Storia? Con il ragionamenteo ci si arriva. Geografia? Mi è sempre piaciuto viaggiare. Francese? Non ricordavo quanti listelli di ferro aveva la torre Eiffel (cosa che ho veramente ripassato con mia figlia) ma vabbè forse potevo farcela. Inglese? Una passeggiata. Ma scienze? Su scienze ho cominciato ad andare nel panico. Il sistema circolatorio? No, non lo sapevo e poi sono emofobica e non potevo dire la parola “vena”, non potevo neanche ripassarlo che mi faceva paura. I vulcani? Eruttano. Omiodio, l’unica cosa che so è che il lago Trasimeno è di origine vulcanica, speriamo conti.
Se cappellavo tutto era un disastro, perchè Anita aveva fatto un ottimo scritto, le rovinavo la media. Mi avrebbe disprezzato per sempre!
Peggio che l’incubo di dover rifare la maturità, almeno lì si rischia e ci si sputtana in proprio.
Ma quello che mi ha veramente terrorizzato è stato pensare alla fotosintesi clorofilliana. E se mi chiedevano quella? Forse non è neanche nel programma delle medie, ma se un prof carogna pretendeva proprio quella?
C’entra l’azoto? O solo l’anidride carbonica? Vietati i cellulari, non si poteva neanche googlare.
Mi sono svegliata affannata e sudata.
Che bello, era solo un sogno bastardo.

Thank you, thankiella Mary Star

Non ci sono più le maestre di una volta.
E neanche le professoresse, fra un po’ neppure i/le presidi.
Infatti grazie alla riforma Gelmini è un fuggi fuggi generale, gli insegnanti spariscono, se possono se la danno a gambe. Non ho capito bene i meccanismi ma ho ben chiaro il risultato. Meno insegnanti, meno ore, meno fondi, meno specialità e vai con la politica del tappabuchi.
Non c’è il sapone e nemmeno la carta per asciugarsi le mani.
In compenso oltre ai corsi per diventare Cheer Leader, tra i benefit sono aumentati i pidocchi.
Proprio una settimana fa disquisivo con un’amica che mi aveva posto l’interessante quesito: “Ma perchè alle medie non ci sono casi di pediculosi?”
Da saputella avevo risposto:
“Credo sia una questione di ormoni, quando questi frullano le bestie non si sentono a loro agio”
E invece proprio ieri sono stata sbugiardata.

Pollice verso

Ieri è stata una brutta giornata:  ho letto questo articolo su Bin Laden papà. La sua ex moglie ha pubblicato un libro dove lo racconta in versione domestica. Nonostante Sant’ spesso mi paragoni, nella mia simpatia domestica a Himmler o Gobbels ho scoperto, ahimè, di avere più punti in comune con Bin Laden.

Anche lui odia l’aria condizionata, la televisione e pretendeva di curare l’asma del figlio con la cipolla. Io l’ho provata solo con la tosse, ma non si può negare una  certa comunanza di vedute!

Ma le delusioni di ieri hanno avuto il colpo di grazia, quando Anita tornata da scuola mi ha detto che avevo preso solo 6 1/2 nel testo Una casa maledetta.

Una settimana fa Anita aveva questo compito e mi aveva detto:

“Non voglio scrivere dei soliti fantasmi, mi dai qualche idea?”

“Certo Anita, ci penso io! Ghe pensi mi”, come avrebbe detto anche il nostro Premier.

Così abbiamo inventato una bella storia di maldicenze di paese e ragazzini spaventati. Una villa sulla collina, cespugli di more e una porta che si apre all’improvviso. Mi sembrava perfetta. Non dico il Pulitzer ma almeno un 8 poteva darcelo. Un voto così basso in italiano non l’avevo mai preso neanche al liceo!

Sant’ ha commentato:

“Avrà nasato che non era lo stile di Anita e l’ha manifestato con il voto!”

“Ma è una prof nuova che non aveva mai letto niente prima!”

Quindi ce l’ha proprio con me!