Assolo

Un film da andare a vedere con le amiche per ridere e anche ritrovarsi un po’ nelle disavventure di Flavia, una donna molto carina (Laura Morante è regista-talentuosa e protagonista-deliziosa di questa commedia) ma così insicura da non essere artefice del proprio destino. Anzi riesce proprio a trasformarsi in carnefice di se stessa. Tutto sembra andare male, perchè lei è troppo passiva e non ha il coraggio di ribellarsi a chi le sta intorno (i suoi “cari”) e riesce a manipolarla a secondo il proprio interesse. Due volte separata, figli ormai grandi, amiche un po’ sanguisughe e un lavoro frustrante. L’unico elemento gioioso della sua vita è il rapporto con la cagnetta dei vicini (che tra l’altro è uguale a Lola, ma con il manto più fulvo).
Insomma una situazione di sfiga claustrofobica da cui Flavia tenta di uscire affidandosi a sedute di psicoterapia, che regalano la parte più esilarante di questo film.
Si ride molto e si fa il tifo per Flavia. Sperando che si faccia finalmente valere, vendichi i torti subiti e smetta di essere così buona per evadere dalla palude di egoismo altrui in cui è intrappolata.
Le sue avventure sono un po’ surreali, ma questo film fa anche riflettere sulla condizione femminile, sugli stereotipi di donna, moglie, madre, lavoratrice. E sui doveri legati a questi ruoli. Si esce dalla sala un po’ più consapevoli: se non vogliamo finire come Flavia, meglio continuare a mettere dei bei paletti per difendere i nostri diritti. E avere ben chiaro che essere troppo disponibili è (quasi) sempre una fregatura. Sarò cinica, ma a pensare male (come diceva quello famoso e un po’ morto) ci si azzecca sempre!

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