Boyhood


Dura due ore e quarantacinque minuti, ma li vale tutti.
Boyhood è un film bellissimo e molto particolare. La lavorazione è durata ben dodici anni, perchè il regista voleva narrare la vita del protagonista, dai 6 ai 18 anni, nello stile più veritiero possibile. Quindi ogni anno, ogni estate, ha riunito la stessa troupe per girare un ulteriore spezzone del film.
Gli adulti sono ovviamente invecchiati e i ragazzi sono diventati adolescenti e poi adulti.
La storia, che si svolge in Texas, è quella di Mason e della sua famiglia.
Ci sono padre e madre (Patricia Arquette ed Ethan Hawke), diventati genitori troppo giovani. Hanno divorziato e i loro figli Mason e la sorella, vengono trascinati dalla madre in nuove realtà famigliari, con infiniti traslochi e ambientamenti vari, a rischio bullismo, in nuove scuole.
L’aspetto straordinario di questo film è la narrazione realistica, senz’altro ottenuta grazie alla continuità degli attori, ma anche al talento del regista che è riuscito a coinvolgere, commuovere, scandalizzare e far sorridere, senza appesantire mai.
Senza drammatizzare, senza il bisogno di sottolineare nulla. Mostra, ad esempio, degli aspetti molto sbagliati nella gestione del divorzio dei genitori, senza prendere le difese o attribuire colpe.
E questa neutralità così incisiva rende ancora più forte il messaggio del film.
Enfatizza gli errori che gli adulti compiono nei confronti dei ragazzi, cercando di fare invece del proprio meglio.
Sbagliando spesso non solo per egoismo, ma perchè la vita è sempre complicata. Chi ha figli si rispecchia in questa pellicola e spera con tutto il cuore che Mason cresca equilibrato anche se ha avuto un padre troppo infantile, una madre con un pessimo gusto nel scegliersi i fidanzati, una sorella prevaricatrice e un nonno acquisito che, per il diciottesimo, gli regala un bel fucile.
Ci sono dettagli molto americani che fanno tirare un sospiro di sollievo e pensare:
“Beh, almeno quella stupidata lì noi non la facciamo! Non siamo mica texani!”
A parte questo, per chi ha dei figli adolescenti è una rimpatriata. Un film toccante che mostra molti degli errori che nell’educazione non si dovrebbero proprio fare, ma si fanno. Capita di sbagliare, ma c’è un messaggio di speranza.
Alla fine comunque i ragazzi crescono e se si sentono amati le cose, un po’, magari, si possono anche rimediare.

4 comments

  • Sei già la seconda persona oggi che mi parla bene di questo film.
    Se poi consideri che già avevo intenzione di vederlo…
    Grazie per la recensione!

    • patriziavioli

      Bene, sono contenta che ci sia già un po’ di passa parola. E’ un film molto intelligente, misurato, ironico, sono sicura che non ti deluderà!

  • Quest’anno fatico ad andare al cinema, ma me lo segno! Grazie

    • patriziavioli

      E’ davvero bello, perchè c’è proprio l’evolversi della vita di una famiglia!