New York

Prologo

Lo scorso 21 dicembre ero un po’ in ritardo per andare a prendere Emma a scuola alle 16,30 così avevo telefonato alla bidella per dirle se potevano tenere mia figlia 10 minuti in più dentro ai locali scolastici, considerato che aveva cominciato a nevicare copiosamente. La saggia bidella mi aveva risposto che magari era meglio se facevo andare a casa Emma con un’altra mamma…aveva ragione… infatti 4 ore dopo ero ancora in auto, in una Milano paralizzata dalla neve.

Il giorno dopo avevamo l’aereo alle 10,30 da Malpensa per New York e temevamo di non poter partire perchè la città, grazie alla lungimiranza dei vertici cittadini, era tutta bloccata. Invece miracolosamente l’impavido Sant’ ha guidato la nostra Mini nella siberia del varesotto e siamo arrivati all’aereoporto dove, altrettanto miracolosamente, è decollato anche il nostro aereo…leggermente stressati ma felici abbiamo affidato la nostra vita nelle mani del pilota.

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Il clima

Polare, un freddo disumano. Le temperature espresse in gradi Farenheit mi illudevano perchè sembravano un po’ più alte, andavano dai 28°F ai 35°F.  Ma in verità erano sempre attorno allo zero. Sarà che a me piace il caldo ma l’aria gelida che mi soffiava costantemente in faccia ha un po’ tarpato lo spirito esplorativo. Ero già stata due volte a New York, nella mia vita precedente, in primavera e in estate, e devo dire che era tutta un’altra cosa. Manhattan va girata a piedi e questa volta è stata un po’ dura farlo con nonchalance. Abbiamo sempre affrontato la furia degli elementi bardatissimi: sciarpa, berretto, guanti…peggio che sulle Dolomiti. Sant’ ha fatto l’alpino e quindi era un tantino più rilassato. Abbiamo saltato alcune mete che avevamo in programma ma siamo stati intrepidamente a Central Park, dove abbiamo visto i pattinatori, molti turisti russi completamente a loro agio con il clima, parecchi scoiattoli e ci siamo fatti questa foto. E’ bastato un minuto seduta sul muretto e mi si sono gelate le chiappe!

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I taxisti

Sono tutti molto nervosi, quasi borderline. Il traffico della Grande Mela è molto caotico e stressante e i taxisti ne fanno le spese, suonano il clacxon a manetta e si infilano ovunque. (La neve però viene spazzata via in un nano secondo). Dopo aver salvato la pelle nel viaggio di andata abbiamo rischiato di brutto nel taxi che ci ha portato dall’aereoporto all’hotel. Il nostro driver era particolarmente irritato dal traffico congestionato della superstrada/tangenziale/sopraelevata/megaponte che portava a Manhattan. Insofferente a ogni regola del codice della strada,  comunicava il suo stress prima tamburellando con le dita sul volante, poi partiva con uno slalom tra le auto zizgando a tutta velocità a destra e a sinistra pur di sorpassare. A volte inchiodava imprecando. Emma fortunatamente, stravolta dal viaggio e dal fuso orario dormiva, mentre io e il resto della famiglia pregavamo silenziosamente pentendoci dei nostri peccati ogni volta che ricominiciava a tamburellare.  Prima di frenare davanti all’hotel all’ultimo semaforo ha urlato dal finestrino:
“Move baaack!!!”,  facendo il pelo a una povera turista giapponese che stava educatamente aspettando il verde a un semaforo pedonale.
Però una volta vaccinati a loro umori, i taxisti newyorkesi si possono anche  apprezzare soprattutto perchè sono molto numerosi e meno cari dei nostri.

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Il cibo

Era uno dei miei timori, invece è stata una piacevole sorpresa. Soprattutto per due motivi: nel nostro albergo c’era un ottimo ristorante italiano perciò alla sera quando tornavamo stravolti e infreddoliti, invece di tentare un’altra escursione per trovare un posticino dove mangiare, cedevamo alla pigrizia e alla comodità e mangiavamo in hotel. Le mie figlie erano contentissima di farsi un buon piatto di gnocchi o di ravioli, da vere italians. Per il pranzo invece abbiamo scoperto Hale & Hearty, una catena di fast food dove le zuppe sono il piatto forte ed erano veramente buonissime. Il colpo di fulmine è avvenuto il primo giorno, mentre eravamo in cima a Top of the Rock, come suggerito dall’ex newyorkese Wwm. Il Top of the Rock è la sommità del Rockfeller Centre da cui si può vedere tutta Manhattan (la prima foto è stata scattata lì). Tra un click e l’altro un odorino di sugo al pomodoro ci inebriava. Sempre da veri italians, che sentono quel certo languorino all’ora di pranzo,  abbiamo cominciato a dirci:

“Uhmm…che buono, ma da dove viene?”

Seguendo il naso, quando siamo scesi dalla sommità del edificio, abbiamo scoperto che proprio sotto c’era la meravigliosa cucina dello zuppodromo e il relativo negozio. Unico neo il fatto che i posti da sedere sono pochissimi, perchè questo cibo è essenzialmente take away. Quindi per sederci dovevamo fare la posta ai pochi tavolini disponibili.
Poi abbiamo provato hamburger e milkshake da Johnny Rockets una catena di diner in puro stile anni ’50. Con tanto di musica di Elvis e jukebox sul tavolo. L’abbiamo sperimentato in un mall del New Jersey a grande richiesta di Anita ed Emma.

Poi grazie ai favolosi consigli di Caia, che l’anno scorso abitava a New York, ci siamo fatti dell’ottimo sushi in un ristorantino del Village.

(continua…)

13 comments

  • Che invidia! Anche noi sognavamo NY durante queste vacanze. Quest’anno non è stato possibile. Chissà, magari il prossimo…

    Intanto, tanti auguri di buon anno! 😉

  • Ed ecco una mitica extraguida di extramamma che potrò usare tra un po’!
    N.Y, è previsto per novembre: l’ingegnere fa la maratona e noi bighelloniamo per la città…
    Mi collezionerò questi tuoi post, me li stampo e me li rilego! Altro che Routard 😉

  • annalisa

    Che sogno!!!!Il top del top..New york saltando tutte le stramaledette feste natalizie, serpenti (ops..parenti!), regali, soldi buttati……Ma e’ ancora fuori dai miei standard..purtroppo…BRAVI!
    UN ABBRACCIO ANNALISA
    BUON ANNO!!!

  • Ecco, questa è proprio una vita che non avrò mai, ahimè… e quindi è ancora più bello sentirla raccontare da te e fare finta che un giorno forse anche noi saremo liberi 🙂

  • Ma dai!! che figata!!
    Siete fortissimi!!!
    buon anno!!!
    aspetto il resto del resoconto naturalmente!!!

  • Titti

    Bentornata extra-family! In effetti ero un po’ in pena per te e mi domandavo se fossi riuscita a partire con tutta quella neve! Molta invidia come sempre :-)))

  • aspettavo questo post!!!
    e dai! continua!!!
    allora era carino kawasushi? lì ci siamo stati un sacco di volte (abitavamo alla stradina di fronte) e facevano anche le consegne a domicilio… mmmm

  • extramamma

    Claudia
    Tanti auguri anche a te. Il consiglio che posso darti se vuoi andare a N.Y. è di scegliere un momento con il clima più mite! 🙂
    Silvia
    mi lusinghi, è Caia la Bibbia. Comunque per la maratona deve essere proprio un bel periodo, e compliemnti al maratoneta!
    Annalisa
    mI hai sgamato!!!! I miei viaggi natalizi hanno proprio quell’implicito scopo di togliermi di mezzo le cene parentali!
    Mammafelice
    anch’io quando ero giovane come te stavo a casa, con le figlie grandi è più semplice 🙂
    Alle
    Tantissimi auguri anche a voi!
    Titti
    a dire il vero stavamo epr mandare tutto a monte, non riuscivamo neanche a trovare un taxi per andare a Malpensa ma poi ce l’abbaimo fatta!
    Caia
    bellissima la stradina di fronte…grazie ancora per le dritte 🙂

  • annamaria

    Mi e’ piaciuto leggere il tuo resoconto. Divertente come sai essere tu! E..meno male, che questa volta e’ andato tutto bene….!

  • Che bel viaggio fai venir voglia di andarci, ma magari aspetto il clima piu` clemente…….!
    Buon anno Francesca

  • e hard rock cafè niente????? mia figlia ce li fa fare tutti, ovunque siamo!!!!! e sbava all’idea di andarci in america!
    sono felice che sei tornata sana e salva!

  • Mia moglie da sempre vorrebbe andare a NY per Natale…meglio se non le faccio vedere i tuoi post… 🙂

  • extramamma

    Barbapapà
    la convinco io che fa troppo freddo! Meglio Pasqua 🙂