Crumble

Sono abbastanza sicura di me in cucina: sono convinta, dopo anni di esperienza, di possedere quel tocco magico che mi permette di modificare e personalizzare le ricette. Magari se seguo le istruzioni per fare un certo piatto, solo la prima volta peso gli ingredienti, le volte successive vado a intuito.
Questa presunzione ieri sera ha fatto grossi danni.
Mi piacciono molto i dolci rustici, non troppo zuccherosi, vecchio stile, quelli che magari sono brutti da vedere, perchè lontani parenti della cucina macrobiotica. Uno dei miei preferiti è il crumble, la versione inglese creativa e alla frutta della vecchia sbrisolona nostrana. Un paio di anni fa, mi ero fatta dare la ricetta da una mia amica inglese. L’avevo provata e mi ero preparata un ottimo crumble. Parlo al singolare perchè in casa mia nessuno si è mai fidato tanto da volerlo assaggiare.
Emma mi ha detto: “Magari dopo”
Anita: “Ummmm… non credo che mi piaccia”
Sant’: “Ho mangiato troppa pasta…”
Poi, ringalluzzita dal mio successo mi sono anche comprata un libro “Crumbles” dove spiegano mille modi in cui prepararlo: dolce, salato, al cioccolato, con tutti i tipi di frutta. L’ho letto e ho pensato:
“Facile, adesso ho un’idea dei principi universali del crumble: posso fare quello che voglio”
Ieri pomeriggio mi è salita una voglia impellente di crumble: qui e ora. Sono uscita e ho comprato lamponi e mirtilli. Prima di cena ho cominciato a prepararlo con grande entusiasmo.
“Mamma, cosa fai?”
“Il crumble, ma una mia versione, me l’invento”
“????!!”
“Sai quando una è brava in cucina inizia a creare, a inventare, a modificare…se ne frega delle ricette!”
“Sei sicura, mamma?”
“Sicurissima, fidati. Lo assaggerai questa voltail mio crumble?”
“Forse…magari dopo”
Lo scetticismo di Emma non è bastato a farmi perdere l’ottimismo culinario.
Ho radunato gli ingredienti. Burro: accidenti, l’avevo finito. Beh, avrei unto la pirofila con un po’ d’olio d’oliva. E poi senza burro l’impasto sarebbe stato più leggero, meno calorico.
Farina: farina bianca no, meglio integrale. Integrale non l’avevo. Ho trovato la manitoba, ma non mi sono fidata. Ho messo la farina di grano saraceno, quella dei pizzoccheri.
Poca però.
Succo d’arancia. Non avevo voglia di usare lo spremiagrumi, andavo un po’ di fretta. Così ho piantato una forchetta nel cuore dell’arancia e un po’ di succo è uscito.
Fiocchi d’avena: eccoli lì. Mela tagliata a fettine: presente. Lamponi e mirtilli, li ho buttati dentro. Ho pensato fosse inutile cuocere prima la base e poi aggiungere la frutta. Così ho mischiato tutto, versato un po’ di zucchero di canna e infornato per mezz’ora.
Da cotto era orrendo, sembrava vomito. I mei cari hanno gentilmente declinato l’invito di un assaggio. Brutto ma buono? Il suo sapore era quello di un gigantesco pizzocchero agrodolce. I mirtilli si erano seccati e avevano la consistenza del guscio di un insetto, forse uno scarabeo. Dalla pirofila all’umido del cassonetto: è stato un attimo.

13 comments

  • ah ora che mi ricordo…
    sai quell’invito a cena…
    ecco…
    mi spiace dirtelo ma sai…
    io dimentico spesso le cose…
    ho controllato e per quel giorno ho proprio un impegno inderogabile…
    abbi pazienza ti chiamerò io eh?
    forse……
    ah ah ah
    povera artista incompresa….

  • ma che brava!!!
    io l’adoro, ma rimango sul classico e prova con i biscotti sbricciolati, una favola!!

  • supermambanana

    la crumble, che buona, l’abbiamo mangiata ieri sera, vedi la telepatia, della serie come ti addrizzo una cena in 10 minuti.
    Ti do la versione supersuperfacile della mia ex padrona di casa di edinburgo 🙂 cosi’ facile che la fanno anche i miei bambini, a parte il mettere in forno ovviamente. Con le mele, che cosi’ non si sbaglia mai.
    Allora, per una pirofila di 20cm di diametro:
    – 2 mele di quelle adatte per cucinare (ad esempio le cotogne, ma vanno bene tutte). Sbuccia e affetta a fettine sottili (o grattugia se vuoi far prima) e metti in pirofila. Con le mele, non c’e’ bisogno di ungere, noi mettiamo direttamente in pirofila, cosi’ e’ piu’ leggera. Se ti piace aggiungi un po di uvetta in mezzo. O una spolveratina di cannella. Noi se siamo di corsa (tipo ieri sera) facciamo la versione frugale, mele e basta.
    – prendi un bicchiere da acqua (se sei fanatica del misurare, una ‘cup’, cioe’ 8 once) e riempilo per meta’ di farina da dolci e per meta’ di zucchero
    – metti in una ciotola e metti dentro un paio di noci di burro. Il burro inglese e’ molto morbido di suo, se quello che usi tu e’ duro tienilo fuori dal frigo per una mezzoretta, non deve essere sciolto
    – e qui viene il divertimento: inizia a schiacciare il burro fra le dita dentro la farina+zucchero, pizzica e schiaccia, pizzica e schiaccia, fin che del burro non si vede piu’ nulla e il tutto sembra una ciotola di mollica di pane sbriciolata fina (crumble, appunto)
    – metti il composto sulle mele in pirofila, distribuisci bene e schiaccia con le mani per renderlo compatto. Le mele devono essere ben coperte da uno strato di un mezzo centimetro almeno.
    – in forno caldo per una mezzoretta/tre quarti, finche’ vedi che le mele sono ben bollite e il sugo vien fuori dai bordi, colorando il crumble

    da mangiare rigorosamente calda, ma magari con un bel cucchiaio di gelato (o di panna) sopra

  • Ecco perchè l’altro giorno, in un momento in cui mi sentivo particolarmente creativa, ho messo nel carrello il preparato della torta paradiso da versare direttamente nella teglia. Che chef!

  • Ahia! 🙂 Da cuoca molto creativa a mia volta, devo dire che la pasticceria è un campo in cui non oso modificare di molto le ricette… temo che la riuscita di un dolce sia legata a equilibri piuttosto delicati…

  • a me e’ capitata un’avventura del genere con le cozze gratinate, spirito di improvvisazione e talento… ho dovuto vergognosamente vuotare il piatto estratto dal forno direttamente nel sacchetto dei rifiuti, la cozza aveva assunto una consistenza di suola in caucciu’ sporcata da pangrattato secco.
    Ora cerco di essere ligia alla ricetta.
    Ciao!

  • Per il resto delle ricetto mi spingo sulle modifiche, ma sui dolci no…l’equilibrio è delicato specialmente se c’è il lievito, magari qualcosina nelle dosi ma senza esagerare….però preparare i dolci per la familgia è una delle cose che mi piace di più…in questo periodo di maternità sforno le torte per la colazione

  • stavo per chiederti la ricetta, ma sai…
    anche no!!! 😀

    ehhehehhe
    povera… comunque a nche a me succedono queste cose, soprattutto al secondo tentativo, quando mi “lascio andare” alla creatività, ma che vuoi, cose che capitano agli artisti!!!

    😉

  • NU

    🙂 Sei un mito!
    Da buona terrona, mi piace cucinare (mangiare di più però!) e a detta degli altri, ho un discreto successo. Incinta di piccolapeste, mi regalai un corso di cucina… per approfondire la tecnica!
    Un’idea grandiosa: provate a stare in una cucina, incinta di sette mesi, a cucinare quaglia e cinghiale… una nausea terribile!!! Senza parlare della bava alla bocca e l’odio per i miei compagni di corso che sbevazzavano vino e tagliavano salumi! Meno male che i coltelli erano nascosti! Comunque, il mio “maestro” cuoco, affermava che le migliori ricette provengono spesso dagli errori culinari… 🙂 quindi, mia cara extra, è stata solo sfiga! Potevi aver inventato la ricetta del secolo! Io ci riproverei…

  • Eh, così succede, a volte, quando si dà spazio alla “creatività” in cucina, invece di seguire le ricette!
    Anche a me è capitato di sfornare qualche “ibrido” dolciario che non ha incontrato grande successo in famiglia…
    Perciò, se voglio risultati sicuri, seguo le ricette con scrupolo. Tanto più che l’imprevisto è sempre in agguato…

  • beata te che hai il “tocco”!!!!
    io l’ho sempre invidiato….
    era un po’ di giorni che leggevo ma nn riuscivo a postare, adesso me li commento tutti!

  • @Supermambanana
    grazie della ricetta: ho comprato il burro e copierò tutto senza sgarrare!
    @Emily
    chissà perchè non risucivi a commentare: sarà stato un tocco di sfiga?
    @Cautelosa
    “Ibrido dolciario” è sinonimo di “vera schifezza” ma mi a sentire molto meglio: grazie!
    @Nu
    Devo assolutamente incontrare il tuo maestro cuoco del corso 🙂
    @Caia
    Artista pure tu: troppo buona!
    @Mammafelice
    Mi dispiace non aver fatto la foto del crumble-monster!
    @Agrimonia
    Non preparo molti dolci (ma va!?) e qindi questo rischio l’avervo sottoestimato. Ma adesso so dove è il limite!!!!
    @Soleil
    Cozze da brivido! anche tu sei una donna che ama il rischio: come me!
    @Mammain3D
    Allora siete tutte d’accordo: state dalla parte dei ricettari !!!!
    @M di MS
    Queste sono le scelte migliori!!!!
    @Alle
    non l’avevo mai letta la versione con i biscotti sbriciolati: potrebbe essere alla mia portata:-)))
    @Beba
    allora davvero non puoi 😀 ???