Giro in bici con rissa

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L’altro giorno Sant’e io abbiamo fatto un giro in bici sulla pista della Martesana, un percorso bellissimo. Ma era domenica di primavera. E la nostra stessa idea era stata condivisa da molti: bambini, bambini coi roller, cani, jogger, pedoni, ragazzi in monopattino, vecchietti in vena di fitness e persino un cavallo. Uno scenario piuttosto affollato e un po’ stressante. Così dopo qualche chilometro, abbiamo deciso di pedalare verso casa.
Eravamo quasi arrivati quando, in un rettifilo che costeggia un bellissimo campo tutto giallo di fiori, sulla pista ciclabile, abbiamo incrociato l’ennesima comitiva. Padre, madre, un bambino e altri due signori.
Sant’ pedalava davanti mentre io procedevo dietro abbastanza distanziata e anche immersa nei miei pensieri. Ma appena ho lasciato queste persone alle mie spalle ho sentito delle urla. Degli insulti. Delle grida sempre più alte.
Poi ho visto Sant’ girare la bici e tornare indietro. Ho pensato andasse ad aiutare qualcuno, che fosse successo qualcosa.
Mi sono voltata e ho visto il tizio che sbraitava:
“Cosa hai detto? Cosa hai detto?”
Poi ha preso per un braccio Sant’, per spingerlo giù dalla bici.
In un attimo è successo il finimondo: il tizio urlava, il bambino piangeva, la mamma del bambino gridava al tizio di fermarsi e anche gli altri due uomini si erano buttati nella mischia.
All’inizio non ho capito che tentavano di calmare il tizio imbestialito, pensavo che volessero anche loro picchiare Sant’, lasciarlo tramortito lì in mezzo al campo dei fiori gialli.
Gridavano tutti sempre più forte.
Il cuore ha cominciato a battermi all’impazzata, temevo che qualcuno arrivasse a menare anche me e stavo per chiamare il 113, quando finalmente Sant’ fra le urla e gli insulti è riuscito a scappare.
“Struuuunz! Cornuto! Ringrazia che ti hanno salvato la vita!”
“Se non c’erano loro, ti ammazzavo, maledetto cornutooooo!”
“..aaaazzzzzz cornutooooo! Cornuto!”
Con questa sigla siamo schizzati velocissimi verso un luogo più affollato.
Appena girato l’angolo, al riparo di una cascina abitata, con il cuore che andava sempre a mille, e le urla ancora nelle orecchie, ho chiesto a Sant’ che cosa avesse combinato.
Aveva sibilato “deficiente”, al bambino che gli aveva tagliato la strada, rischiando di farlo cadere.
Il tizio imbufalito era il padre.
E Sant’ quando aveva sentito che urlava: “Cosa hai detto?” era tornato indietro per scusarsi.
Ma non ha fatto in tempo a dire: “Forse ho fatto un commento fuori luogo…” che il padre imbestialito ha cercato di menarlo.
Poi è stata un’escalation di ira e violenza.
Cosa ho imparato da questa esperienza?
Che mio marito a volte parla troppo e che basta incontrare la persona sbagliata per vivere un incubo. Ma anche che la parola “cornuto” è ancora di moda. Pensavo fosse un insulto degli anni’60.
E poi che per un po’i giri in bici da quelle parti è meglio che li faccia da sola 🙂

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6 Replies to “Giro in bici con rissa”

  1. beh però vogliamo magari parlare dei genitori di sti bambini? Magari è il caso facciano attenzione anche loro a dove vanno. Stiamo facendo crescere una generazione di bimbi difesi a spada tratta contro tutto e contro tutti

  2. Hai ragione…questo era senz’altro un caso estremo di questa tipologia di genitori!

  3. Infatti siamo tornati a casa con l’esigenza di un “cordiale”!
    Come si diceva nei film di una volta 🙂

  4. Come al solito “molti” pedoni hanno la presunzione di avere sempre ragione. Spesso anche nella mia zona si vede gente camminare nella pista ciclabile, quando per stare nella pedonale basterebbe fare un passo laterale.

    Commenti come quelli di Sant’ possono anche essere esagerati, ma se fosse caduto non sarebbe stato simpatico e perciò “ci stava”.

    …e poi basta non dovete uscire insieme 😀 in casa dovete stare, al massimo sul balcone, dopo le serate movimentate adesso ci sono anche i pomeriggi.

    ^___^

  5. Ma perchè non ti do retta? Cosa c’è di sbagliato nella mia testa 😀
    Giuro, d’ora in poi non sarà più così. Seguirò alla lettera i tuoi consigli, al massimo una spesina insieme, io e Sant’, alla mattina al super 🙂

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