…duecento anni dopo

Oggi alle donne vien insegnato dalla più tenera età che la bellezza è il loro scettro, così che il loro spirito prende la forma del loro corpo e viene chiuso in quello scrigno dorato, ed esse non fanno che abbellire la loro prigione”

Does it sound familiar? Queste parole vi ricordano qualcosa?

Beh, questa frase è stata scritta circa 220 anni fa (il tempo vola) dall’inglese Mary Wollstonecraft nel 1792 nel suo A Vindication of the rights of women che aveva pubblicato per rispondere ai principi dei filosofi che sostenevano il trionfo dei diritti umani nella Rivoluzione Francese. Diritti per tutti ma non per le donne.

Ho letto queste cose perchè, un mesetto fa, ho comprato un libretto di quelli allegati con il Corriere della Sera: la traduzione italiana appunto del trattato della Wollstonecraft Sui diritti delle donne.

Questa donna, nata nel 1759 e morta nel 1797 di parto (per la legge del contrappasso?) è stata un’antesignana del femminismo. Nata in un famiglia disgraziata con un padre alcolizzato, è riuscita ad affrancarsi a studiare da autodidatta, ha fatto l’educatrice ma ha anche lavorato da un editore, è venuta in contatto con gli intellettuali dell’epoca ed è stata poi delusa dai filosofi sostenitori della Rivoluzione.

Ovviamente la vita della Wollcraftstone, che era anche bella e perciò infastidiva di più, era difficilissima. Osteggiata e oltraggiata da tutti perchè conviveva anzichè sposarsi e faceva figli con padri diversi. Nel parto che però le è stato fatale, nel 1797, ha dato alla luce Mary Shelley che sarà poi l’autrice di Frankestein, quindi qualche soddisfazione dalla maternità, anche postuma, lassù nel paradiso delle femministe, l’avrà anche avuta.

Della sua opera mi ha colpito l’estrema attualità del pensiero: insegnare alle ragazze a capitalizzare sulla loro bellezza, consiglio che non c’è neppure bisogno di rispolverare. (E’ il mantra del momento!)

Mi ha soprattutto rattristato, leggere che la Wollstoncraft scrivesse che la via di salvezza per le ragazze fosse quella di essere considerate alla pari degli uomini, di poter giocare come i maschi, frequentare le stesse scuole, dividere gli stessi interessi, non essere allevate solo come belle statuine da maritare.

Rattristato perchè ora sono passati 200 anni: abbiamo studiato, ottenuto la “parità”, bruciato i reggiseni e messo i push-up, abbiamo la pillola del giorno dopo, del giorno prima e del durante, ma siamo sempre messe malissimo.

La Wollstonecraft credeva, si illudeva, che ottenendo certe traguardi la ricchezza delle donne non sarebbe stata più solo la bellezza. Sorry Mary, ma ti stiamo deludendo!

Per parlare di questo e di come la rete può (magari) aiutare le donne a cavarsela un po’ meglio, domani pomeriggio sarò a Torino al Circolo dei lettori all’evento  W il web al femminile, con me ci sarà Francesca Sanzo, in arte Panz, che parlerà di Donne Pensanti e del nuovo progetto Svegliatevi Bambine, Giuliana Girino di Unamamma, la scrittrice fiorentina Lidia Castellani e la giornalista di Repubblica Vera Schiavazzi.

Sarà alle 15,30 e in contemporanea ci sarà anche un laboratorio, seguito dalla merenda per i bambini.

Dopo ci sarà Roberto D’Agostino che presenterà Cafonal e magari preferite venire a vedere lui, senz’altro divertente 🙂