Mamma mia: la gravidanza a fumettti!

Fare ironia sulla gravidanza e sui primi mesi di maternità è molto di moda, ma non avevo mai letto il diario a fumetti dei nove mesi dell’attesa. Perciò mi sono molto divertita con MAMMA MIA! della fumettista argentina Agustina Guerrero.

Dopo il grande successo in patria, il libro è stato esportato e tradotto, ed è uscito da poco in Italia. Dal test di gravidanza alla rottura delle acque: questa illustratrice racconta con una grande dose di umorismo i piccoli aneddoti quotidiani i mesi precedenti alla nascita.

Un volume di illustrazioni e vignette dove le risate per i momenti in cui Agustina ironizza sul suo aspetto o i suoi malesseri, si alternano alle pagine in cui condivide gli attimi di tenerezza, gli abbracci, i dubbi, le paure e le lacrime.

L’autrice ha realizzato il suo diario illustrato proprio durante la gravidanza, garantendo così spontaneità e freschezza alle sue pagine.

«Le mie sono vignette che raccontano la vita quotidiana di una trentenne, della relazione di una coppia, delle paure e insicurezze» racconta Agustina. «Esperienze che credevo accadessero solo a me ma che, vedendo i riscontri in Facebook e le persone che mi contattano (ragazze e ragazzi da ogni parte del mondo), sono molto comuni»

La realizzazione “in tempo reale” le ha permesso di scrivere una sorta di piccola guida per coppie in attesa: non solo il punto di vista di una donna quindi, ma quello di due persone che vivono insieme gli attimi chiave dei nove mesi, affrontando tutte le “conseguenze straordinarie” della pancia che cresce.

Così Gambadilegno non fu più single…

Il Museo del fumetto a Milano è un posto bellissimo, tra l’altro è anche vicino a casa mia e da quando ha aperto, circa cinque anni fa, non perdo occasione di farci un salto. Il Museo, coloratissimo e allegro, è il posto ideale per passare un pomeriggio divertente e combattere il grigiore dell’inverno milanese.
In questi giorni, da sabato scorso fino al 13 marzo, è possibile ammirare l’arte di Romano Scarpa (1927-2005), il più grande disegnatore Disney italiano. Conoscere e approfondire la straordinaria produzione di questo artista poliedrico che ha saputo lasciare un segno indelebile nella produzione Disney italiana e internazionale.
Questa mostra permette di conoscere il lavoro di Scarpa, non solo grazie alle oltre 150 tavole originali tratte dalle sue storie più amate, ma anche preziosi “dietro le quinte” per la prima volta presentati al pubblico, come i dettagliatissimi story board a matita, in cui l’artista verificava che tutto fosse al posto giusto prima di passare al disegno vero e proprio. Sono esposte pagine tratte dalle sceneggiature originali, illustrazioni e copertine, ancora impresse nella mente di tantissimi lettori anche a decenni di distanza. Inoltre vengono indagate, approfondite e svelate le ispirazioni più diverse che hanno stimolato la fantasia di Scarpa, grande appassionato di cinema, seppe infatti trasporre nel mondo Disney le atmosfere del grande schermo, guardando alla produzione di ammiratissimi registi come Frank Capra e Alfred Hitchcock.
E ai visitatori che vogliono leggere per intero le storie di cui vengono esposte le tavole viene messa a disposizione una piccola fumettoteca con albi completi da consultare.

Museo del Fumetto - facciata

Scarpa cominciò la sua luminosa carriera come lettore accanito di Topolino e, come hanno fatto in tanti, si mise in contatto con la redazione, mandando un suo disegno. Un disegno di Venezia, la città dove era nato e viveva. Il suo talento fu subito riconosciuto, il disegno pubblicato e lui cominciò a lavorare per il giornalino. Una collaborazione che durò più di quarant’anni, dagli anni’50 alla fine del secolo. Fu lui a inventare tantissime trovate inedite. Disegnò Topolino, creò molte delle sue mirabolanti avventure ma si dedicò moltissimo anche a Paperino & co. Sostenitore in tempi non sospetti della par condicio, fu lui a decidere che Gambadilegno dovesse avere una fidanzata (anche se non era un campione di fascino, gli altri personaggi l’avevano, perchè lui no?). Fu ancora Scarpa a disegnare la vasta serie delle “Paperolimpiadi”, a cavallo fra gli anni ’80 e ’90. Le sue storie sono ancora risptampate e lette dalle nuove leve e visitando la mostra succede, come sempre al Museo del Fumetto, che si appassionino quasi più i genitori che i bambini.

Topolino n. 2000 - Tutti i personaggi di Scarpa - - pagina pubblicata e originale a confronto

Topo Lino


L’altro giorno, per accontentare Emma, grande fan dei fumetti e lettrice di Topolino, siamo state al Museo del Fumetto per visitare la mostra commemorativa degli ottanta anni di Topolino.
Infatti Mickey Mouse è sbarcato in Italia nel lontano 1932 e quasi subito ci sono stati un po’ di problemi con l’acquisizione dei diritti. Nei primissimi tempi infatti, proprio perchè Walt Disney non era riuscito a mettersi d’accordo con gli editori italiani, a un certo punto abbiamo stampato una versione taroccata che si chiamava Topo Lino e aveva un muso bruttarello e molto appuntito.
Il topo non griffato però fortunatamente è durato poco e presto abbiamo potuto ripubblicare l’esemplare vero. E non ci siamo più fermati, Topolino ha avuto un successo travolgente: nella mostra l’amore dei piccoli lettori è testimoniato anche dalla pubblicazione delle numerose letterine che arrivavano in redazione. Tra le tante, una molto interessante scritta da Gina Lollobrigida bambina che aveva mandato anche i suoi disegni nella speranza di vederli pubblicati. Ma purtroppo nella risposta venivano gentilmente rigettati.
Però la futura diva, non si arresa, ha riscritto qualche anno dopo, accludendo anche una sua foto (mica scema) e qui nella risposta il redattore le faceva dei gran complimenti per quanto fosse cresciuta, di come fosse diventata carina…
Poi un’altro dettaglio che mi ha colpito (e fatto inorridire) è stata la promozione per il numero 500, per celebrarlo in allegato c’era una farfalla vera.
La povera farfalla aveva le ali vere e il corpicino di cartoncino!
Anch’io da bambina leggevo Topolino e anch’io scrivevo alla redazione, ho anche partecipato a un concorso tipo “inventa una filastrocca o manda la tua barzelletta” e credo di essere arrivata seconda o terza, ma la mia letterina non era esposta alla mostra, accidenti!
Comunque il Museo del Fumetto è uno spazio molto interessante, colorato e divertente: c’è anche una biblioteca dove si può incontrare il simpatico iper palestrato uomo Tigre.

Da copiare

La notizia l’ho trovata qui. E non deve essere proprio di giornata.

Però mi ha colpito molto e per questo ho deciso di condividerla.

Avete presente quelle storie fantastiche di combattimenti che i vostri figli, maschi soprattutto (ma anche la mia Emma) vi raccontano?

Quelle in cui voi state facendo altro e dite sbadigliando: “sì, sì…urca che bella!”?

Ecco d’ora in poi dovete prestare più attenzione, perchè la fantasia dei bambini è una miniera e non va sprecata. Questo si è intuito molto bene in questa famiglia (allargata?) americana: il fratello piccolo, 5 anni, racconta le avventure del poliziotto Axe Cop e  il fratello maggiore (29 anni) le illustra molto bene.

Per far procedere la storia il maggiore chiede al minore:

“E poi cosa succede?” e il piccolo risponde e inventa a manetta, alla faccia dei blocchi creativi degli adulti.

Axe Cop così è diventato famoso e ora questo magico duo sta avendo un sacco di successo.

Quindi direi che la nuova frontiera per svoltare grazie ai pargoli l’abbiamo individuata.

Se non sono i genitori, un fratello/sorella maggiore, o almeno un parente che sappia disegnare si trova no?

O al massimo si affitta…