Il cane vegano

“Ciao, mi chiamo Lola e sono un cane vegano”
“Ciao Lola”, rispondono in coro gli altri partecipanti al meeting tutti in cerchio intorno a lei.
Andrebbe cosi, questo sarebbe l’inizio della terapia di gruppo. Se ci fosse un associazione, tipo alcolisti anonimi, un’organizzazione che combatte le assuefazioni, in cui il mio cane potesse andare per rimettere a posto la sua dieta. Sì, perchè ultimamente sono successe cose inquietanti. Prima Lola ha cominciato a impazzire per la mela, poi la banana e dopo le arachidi (quelle vere non salate naturalmente). Poi appena mi cadeva sul pavimento un bacca di goji se la slurpava via in un nano secondo.  Dopo ancora è stata la volta delle nocciole (se gliele metto nella ciotola vuota fa un po’ fatica a catturarle perchè rotolano però sul pavimento si agguantano e divorano benissimo), ma il momento topico è stato la scoperta delle lenticchie.

Lola impazzisce per le lenticchie. Oggi addirittura ha schifato un biscottino gourmet per cani, una raffinatezza a forma di cuore e al sapore di formaggio. Un nuovo tipo di “premio” che avevo comprato al supermercato, copiando una signora elegante e ingioiellata che lo sceglieva per il suo cane.

Guardando l’accattivante packaging avevo chiesto:

“Mi scusi signora, ma è buono?”

E lei: “Il mio cane impazzisce”

Così mi ero fidata e avevo messo la costosa delizia nel carrello.

Invece stasera quando glielo ho offerto sorridendo ammicante :

“Ma chi è che mangia questo biscottino così fico?”

Lola l’ha annusato perplessa e poi ha buttato il cuore firmato sotto il cuscino della cuccia ed ha cominciato a guardarmi con occhi imploranti perchè preferiva le lenticchie che stavo togliendo dalla vaporiera.

 

Stregata dalla luna

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Stamattina Lola ha cominciato ad avvertire che sul pianeta stava per succedere qualcosa di anomalo. Verso le nove e mezzo, invece di abbaiare per attirare la mia attenzione ha cominciato ad emettere strani versi da gabbiano. Il sole sarebbe stato oscurato e come conseguenza lei, da piccolo cane focato, si sarebbe trasformata in un elegante gabbiano bianco?
La sua agitazione era tale che ho cominciato veramente a pensare che qualche mutazione straordinaria sarebbe inevitabilmente accaduta.
Correva per tutta la casa mugolando con il suo pupazzo (un alce smenbrato) in bocca. Ancora più stressata che quando sente il fischio della lavastoviglie che segna la fine del lavaggio.
Si fermava davanti alla portafinestra del terrazzo e mi guardava con occhi supplicanti. Voleva uscire. Stanca di sentire quel verso di gabbiano addolorato, l’ho accontentata e ho aperto.
Di solito nelle mattine soleggiate Lola esce e si sdraia per godersi i primi raggi primaverili. Stamattina invece ha smesso di spacciarsi per un gabbiano e si è calmata. E poco dopo quando sono uscita anch’io, strategicamente armata di un pezzo di una vecchia lastra di Anita, per vedere la meraviglia dell’eclissi l’ho trovata seduta perfettamente immobile, che fissava il cielo bianco.
Trasognata, pacificata, con l’alce monco a fianco.
Così imbambolata, stregata dall’eclissi, fermissima, in contemplazione.
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Adesso so che la luna ha un potere fortissimo su di noi: ho potuto sperimentarlo su cani e umani, ma immagino anche su tutte le altre creature del pianeta. A me, per esempio, ha reso più rimbambita del solito.
Dovevo uscire e volevo mettermi del profumo. Ieri l’altro ho finito il mio e sono indecisa se ricomprarlo o passare a una fragranza più leggera per l’estate. (Da quando ho lavorato alla bellezza di Amica, mi sono rimaste appiccicate addosso queste fisime).
Nel dubbio da un paio di giorni ho usato un campione, Amour nocturne, speziato e un po’ talcato, che mi piace molto. Però in giro per casa c’era anche un’altra fialetta Aroma di mandorla, un estratto per dolci, che ha comprato Anita, che cucina torte e lascia spesso le cose in giro.
Così sul mobile dell’ingresso ho trovato una fialetta, pensavo fosse Amour Nocturne, uscito inavvertitamente dalla mia borsa, e in fretta me lo sono messo. Invece era Aroma di mandorla: e ora emano un imbarazzante profumo di marzapane.

P.S: ultime ore per il giveaway di Affari d’amore, dateci sotto 🙂

Serpeggia una certa tensione…

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Sono stata via un paio di giorni per la Fiera del Libro a Bologna e nel mio quartiere (residenziale e verde come come quello che ho descritto in Una mamma da URL) le cose sono precipitate!
Soprattutto fra l’allegro gruppo dei proprietari di cani e il resto del mondo.
Come avevo già raccontato ogni tanto nei prati intorno alle abitazioni vengono mandati degli agenti della polizia locale in borghese (per raccogliere fondi) che multano (di un bel 100 euro) i proprietari che vengono beccati a pascolare il loro cane senza guinziaglio.
E’ successo anche un paio di pomeriggi fa, ma il vigile ha scelto la signora sbagliata. Infatti invece di sottostare e fornire le generalità per il verbale la suddetta si è messa a discutere e ha reagito piuttosto male.
Sono volate parole grosse e presto i due contendenti sono venuti alle mani.
(Non essendo stata presente, purtroppo ho solo notizie di seconda mano!).
In un primo resoconto sembrava che, nel crescendo della tensione, il cane della signora, per solidarietà con la padrona, avesse morsicato la mano all’agente. Mentre nella seconda versione, forse più vera (perchè pubblicata dal giornale locale) ma più sorprendente, è stata addirittura la signora ad azzannare la mano del vigile.
Poi lei dallo stress ha avuto un piccolo malore.
Così alla fine sono arrivate due ambulanze: una per ogni contendente.
La signora in manette e il vigile con sette giorni di prognosi.
(Ma chi avrà riportato a casa il cane?)

French Riviera: reportage senza veli

Siamo state una settimana al mare, sempre nel solito paesino francese che mi piace tanto.
Una vacanza tutta al femminile: le ragazze, Lola ed io.
Lola ha fatto il suo bel passaporto internazionale, alla ASL, ed è potuta partire con noi.
Lei non ama molto il mare, le onde le fanno paura e in Francia ci sono troppi barboncini per i suoi gusti, così ha passato la maggioranza del tempo sul terrazzo a prendere il sole. Non sto scherzando, al mio cane rosolarsi al sole piace moltissimo.

Peccato che questa volta il sole non fosse così caldo infatti era il vento a farla da padrone. (Porcoboia) è soffiato intensamente per tutta la settimana facendo scendere la temperatura a livelli tristissimi. Faceva così freddo che stare in spiaggia era una sofferenza, anche perchè si alzava la sabbia e non era per niente piacevole.
Peccato perchè l’acqua era cristallina ma appena entravi ti veniva una sincope dal freddo.

Così non è stata una vera e propria vacanza balneare, abbiamo fatto altre cose: shopping al mercatino provenzale che adoro, giri al parco per far correre Lola e dove ho fatto anche “un percorso vita”. Una di quelle cose fitness che ci sono nei parchi e ho anche rischiato di rompermi l’osso del collo perchè avevo le ciabatte!

(Prego notare l’eleganza delle mie “bimbe” vs.la mia goffaggine con la gonnellina! Sembro la portinaia di un condomminio sulle palafitte che sta scappando)

Naturalmente eravamo partite leggere: neanche una felpa così al mercatino ho comprato alle ragazze le mariniere le magliette tipiche francesi e poi le ho paparazzate.

Poi abbiamo comprato anche i sandali (ero in buona) e poi come ogni anno ho fatto il pieno di spezie. Peccato che ho deciso di conservare i sacchetti nell’armadio vicino ai miei vestiti. L’altro giorno qui a casa cercavo una magliette e mi sono stupita dalla puzza di curry che emanava dalle mie cose. Peggio di un ristorante indiano. Poi ho capito: altro che lavanda provenzale, era stata la genialata dei sacchetti di curcuma che avevo nascosto la settimana scorsa.
Spero almeno che tengano lontano le tarme!

Naturalmente per la legge di Murphy, la sera dell’ultimo giorno c’è stato un tramonto stupendo e il giorno della partenza era un caldo meraviglioso, dove tutti andavano in spiaggia sereni e felici senza temere la tempesta di sabbia!

Al parco con il cane

Ho un altro estratto dal libro per voi…

Nel parco vicino alla scuola c’è anche una vasta zona per cani recintata che oggi è vuota, mi faccio convincere dalle insistenze di mio figlio Riccardo e tolgo il guinzaglio a Bart per permettergli di correre. Appena lo libero inizia a muoversi velocissimo zizagando fra gli alberi in preda a una gioia folle. Riccardo lo guarda estasiato.
“Mamma hai visto com’è felice? Adesso corro anch’io con lui”
Spariscono tutti e due verso la fine del prato.
Rimango sola e mi godo il tepore del sole e il profumo dell’erba. Da lontano vedo Riccardo che lancia un bastone a Bart. Il cane corre a prenderlo ma nonostante sia un retriver, non si sogna minimamente di riportarlo.
Dopo un po’ vedo Bart tornare trottando allegramente verso di me.
Non è più biondo, colore classico dei golden. E’ diventato marrone scuro ed emana un olezzo disgustoso. Non è più un cane. Si è trasformato in un Mottarello di cacca.
Chiudo gli occhi e conto fino a dieci. Spero che questa non sia la mia vita. Spero di riaprire gli occhi e vedere una scena diversa davanti a me.
Purtroppo non succede. Li riapro e trovo Riccardo che mi guarda preoccupato: “Mamma, Bart si è rotolato nella cacca perché ha lo spirito del predatore. Così le prede non sentono più il suo odore e lui può assalirle. Capisci? Non devi essere troppo arrabbiata”
Riccardo mi fissa preoccupato. Bart mi guarda scodinzolando. Penso che mio figlio sia molto preparato in scienze per la sua età. Penso che il mio cane sia un incubo. Penso di non aver fatto nulla di così orrendo per meritarlo.
Come faccio a metterlo in macchina in questo stato? Casa nostra è troppo lontana da raggiungere a piedi. Non posso neppure salire su un autobus con un cane ricoperto di cacca.
Nel parco c’è una fontana ma il getto è troppo piccolo per lavare via tutto lo sterco. Con l’aiuto di alcuni fazzoletti di carta cerco di limitare un po’ i danni. Poi ho un’illuminazione. Mi viene in mente Kim Basinger, la diva che si lavava i capelli solo con bottiglie di acqua Evian. Rimetto il guinzaglio a Bart e tenendomi alla giusta distanza lo trascino fino al più vicino supermarket. Lo lego fuori e dico a Riccardo di aspettarmi al suo fianco. Mio figlio protesta ma l’ignoro.
Compro sei bottiglie dell’acqua minerale più a buon mercato e appena esco faccio la doccia a Bart, tappandomi il naso.

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