Esodo

Su quanto siano intelligenti i nostri cani e soprattutto come dimostrino il loro acume, è stato scritto molto. E’ una materia molto interessante e coinvolgente, infatti gli studi continuano.
Dal mio osservatorio privilegiato (vita con Lola) posso dedurre alcune caratteristiche empiriche sugli atteggiamenti canini. Prima di tutto la caparbietà.
Perseguire l’obiettivo ad ogni costo.
Come avevo già scritto, Lola già da un po’ di tempo ha cominciato a spostare il cuscino della sua cuccia e a farlo vagare per casa. Fino a poco tempo fa lo spingeva in vari angoli della sala, direzione cucina, sempre più in mezzo al circolo magico dell’azione domestica.
Dove palpita la vita del branco.
Pensavamo fosse sinonimo di voglia di attenzione, necessità di essere più vicino a noi, al cuore del nucleo familiare.
Andava cosi: lei spingeva il cuscino sino a un certo punto, dove era decisamente in mezzo alle balle e dava fastidio, qualcuno ci inciampava e così al grido di: “Ma dai Lola!”, il cuscino veniva re-inserito in cuccia.
Lei si acciambellava, offesa, rivolgendoci la coda ma il giorno dopo il cuscino era di nuovo in giro per il pavimento della sala.
Noi lo rimettevamo dentro e via cosi. Il supplizio di Tantalo versione canina.
Qualche giorno fa ho avuto un’epifania e deciso che avrei lasciato errare il cuscino per capire quale fosse il fine ultimo del viaggio.
E ho chiesto il supporto dei miei familiari.
“Per favore, anche se inciampate lasciatelo dove si trova, è un esperimento!”
Il primo giorno il cuscino ha vagato per la sala, direzione corridoio.
Il secondo è arrivato all’imbocco dell’ingresso.
Che Lola volesse uscire sul pianerottolo e cambiare appartamento?
Era nervosa, più perniciosa del solito. Chiedeva attenzioni H24.
Probabilmente perché qualcosa era diverso dal solito, attuava regolarmente il suo piano ma noi ci comportavamo in modo strano. E non ne conosceva il motivo.
Il terzo giorno il cuscino ha girato a sinistra e preso la via del corridoio.
Il quarto si è parcheggiato davanti alla camera delle ragazze.
Emma al buio è inciampata due volte, imprecato, e minacciato di mandare all’aria l’esperimento.
Lola era sempre più strana, continuava a guardarmi per sondare la mia anima.
Ma ero impassibile. Non mostravo alcuna emozione. Fredda come un vero scienziato.
Il quinto giorno, ieri, il cuscino era davanti al bagno.
Anita è inciampata verso mezzanotte.
Oggi, sesto giorno, il cuscino è arrivato, durante la notte, nella mia camera.
Al confine della porta accostata.
Lola ha dormito lì, nella prestigiosa area capobranco.
Stamattina era euforica: è uscita sul balcone ad abbaiare nel sole quasi primaverile per dire a tutti i cani del vicinato della sua riuscita.
La storia di un cane che ce l’ha fatta.
Ci sono voluti cinque lunghi anni ma finalmente è capobranco.
Emma dice che probabilmente Lola pensa anche di scrivere un ebook, uno di quei manuali motivazionali che vendono bene.
Il titolo c’è già: Qua la zampa- Se ti impegni puoi farcela!

Silvestro: il gatto che non ti aspetti

Come avevo già scritto Lola ama molto passare la mattina sul terrazzo, dove può controllare l’andirivieni di cani e padroni che fanno passeggiate nel parco sottostante. Peccato che questa sua tradizionale routine sia, negli ultimi tempi, boicottata dalla presenza di Silvestro, il gatto della vicina di balcone.
Dopo la prima invasione, di circa un mesetto fa, la signora che abita di fianco si è scusata e ci ha presentato Silvestro, un simpatico cucciolo di micio di otto mesi, che ha addottato da poco. E’ molto curioso e ha una gran voglia di esplorare il territorio.
Soprattutto quello di Lola. E qui inizia il problema.
Lola alla mattina vuole che le apra la porta finestra del balcone. Poi esce e comincia a fare questo strano verso da gabbiano alternato a piccole ringhiate. Mentre sono al computer a lavorare viene da me, con aria molto inquieta, tenendo il suo pupazzo in bocca, continua guaire in gabbianese. Non capivo l’origine di tanto struggimento, le dicevo sbadatamente di piantarla e la ignoravo.
Adesso però ho chiara la vera ragione del suo stress: è Silvestro, che pascola indisturbato sul balcone e intimorisce Lola.
Quando lei lo vede dal vetro della portafinestra guaisce, poi prende in bocca il pupazzetto, viene da me, per implorarmi: “Mamma fai qualcosa!”
Allora oggi, vedendola più disperata che mai, l’ho seguita.
Ho beccato Silvestro sul balcone.
Ci siamo guardati, lui ha inarcato la schiena, pronto ad attaccare. Ho fatto un passo verso di lui, impavida (mentre Lola faceva il tifo per me, vigliaccamente da dietro il vetro della porta) e allora Silvestro, vista la mia stazza, è scappato sulla ringhiera del terrazzo ed è andato a nascondersi tra le frasche (e l’ho paparazzato). Mentre Lola, solo a questo punto, ritrovata un po’ di dignità canina, è uscita e si è messa a ringhiare alle foglie.
(continua)