Pinna Morsicata

Pinna Morsicata è un delfino giovane. Scavezzacollo e avventuroso, insofferente alle regole del suo Clan, saltava sulle onde a perdifiato. Dopo un incontro un po’ troppo ravvicinato con uno squalo si era anche fatto morsicare la pinna. E andava in giro orgoglioso della sua cicatrice di guerra. Ribelle e sfrontato come tutti i mammiferi adolescenti.

Poi è successo qualcosa di grave e Pinna Morsicata è cambiato molto “ha perso la gioia e quando un delfino perde la gioia perde tutto”, infatti ha cominciato a lasciarsi trasportare passivamente dal mare e dalle onde. Senza rotta e senza scopo. Depresso nella vastità del blu, con brutti pensieri che viravano verso gli abissi. Finchè non si è imbattuto per caso in Spigolo, uno strano pesce simile a una valigia ma anche un po’ a una busta della spesa.

Spigolo si accolla a Pinna nel girovagare per il mare, perchè ha un problema alle pinne caudali. Infatti se per qualche motivo smette un attimo di nuotare, non sta a galla, precipita in basso e quindi chiede sempre a Pinna Morsicata di aiutarlo o meglio “di nasarlo un po’ su”. Una delle tante espressioni divertenti e acute di questo romanzo delizioso, dove ci sono pesci che “ti stanno sulle pinne“, “situazioni di alga”, tensioni da “squamarsi dalla paura” , e per andare veloci si mettono “giù i testoni e code a manetta” e via così. Perchè l’autore è Cristiano Cavina brillante narratore di Casola Valsenio, paesino nei pressi di Imola. Nei suoi romanzi precedenti più o meno autobiografici usava incisive espressioni del dialetto romagnolo mentre qui si è inventato una sorta di “pescese”.

Con Pinna Morsicata debutta come scrittore per ragazzi e questo libro conferma il suo indiscutibile talento. Infatti la storia di questo delfino si trasforma presto in un romanzo di formazione, dove oltre all’avventura vengono affrontati temi importanti e difficili, l’amicizia, la tristezza, la solitudine, con una scrittura sempre fluida, coinvolgente e ironica.

Pinna Morsicata e Spigolo diventano inseparabili e affrontano insieme inevitabili ostacoli e pericoli del mare, descritti da Cavina con dialoghi fulminanti e uno stile metaforico incisivo e mai banale. A rendere poi il libro più prezioso e bello ci sono le originali illustrazioni tricromatiche di Laura Fanelli, in azzurro bianco e giallo, delicate, fresche e allegramente marine.

P.S. Sono una grandissima fan di Cavina ho adorato tutti i suoi romanzi e amato in particolare questo.