L’intestino felice: un libro che cambia la vita

“Leggerlo mi ha cambiato la vita”, si dice di un libro particolarmente coinvolgente, che ci ha fatto riflettere perchè è arrivato nel momento giusto della nostra esistenza. Magari lo stesso tomo entusiasma alcuni, facendo intuire prospettive e strade nuove da percorrere, ma non è così efficace su altri lettori. Ma questo non può succedere con il best-seller di Giulia Enders , perchè se qualcuno decide di addentrarsi nell’universo misterioso e affascinante del nostro intestino, a fine lettura, letteralmente, non sarà più come prima.
Vanterà una nuova consapevolezza.
Perchè questo piccolo saggio, in testa alle classsifiche mondiali di vendita dallo scorso anno, oltre a sdoganare l’ultimo tabù, ovvero l’arte di fare la cacca, svela verità scientifiche sul funzionamento del nostro apparato digestivo, in uno stile così accattivante che nessun lettore rimarrà insensibile. Perchè il benessere, in fondo, sta a cuore anche ai più trasgressivi, perciò avere un’intestino felice, e vivere meglio, interessa proprio a tutti.
Nel suo libro Giulia Enders, venticinquenne tedesca, studentessa in Microbiologia e Igiene ospedaliera all’università di Francoforte, racconta in maniera divulgativa e ironica cosa succede all’interno del nostro corpo, quando ci nutriamo, e le divertenti illustrazioni di sua sorella, Jill Enders, rendono il messaggio ancora più esplicito.
Senz’altro la notizia più interessante è potere considerare l’intestino il nostro “secondo cervello”, infatti le terminazioni nervose nell’organo più esteso del nostro corpo sono molto complesse.

Dispone di un vero bastimento di molecole segnale, materiali isolanti e sistemi di interconnessione nervosa, scrive la Enders.

Gli studi scientifici approfonditi su questo argomento sono relativamente recenti e stanno confermando una teoria che noi umani “sappiamo” da sempre. Infatti sentiamo “di pancia” se una cosa sia giusta o meno. Quando siamo spaventati abbiamo “strizza”, mentre ci innamoriamo abbiamo “le farfalle nella pancia”.
Questi sono vecchi modi di dire italiani, nel libro ce n’è uno abbastanza grossolano in tedesco: “non arrivare al vaso da notte”.
(Ho pensato alla Merkel e riso molto)
Ma dal 2013 le verifiche scientifiche si stanno approfondendo (sui topi) e sembra proprio che i segnali dell’intestino raggiungano le diverse zone del cervello soprattutto nellle aree di elaborazione dei sentimenti di etica, paura, motivazione e memoria.
Quindi, non c’è dubbio, conviene far funzionare il nostro “secondo cervello” al meglio. Giulia Enders spiega come combattere intolleranze e allergie, come possiamo difenderci dai microbi e batteri, come espletare al meglio le nostre funzioni fisiologiche e anche come capire dove stiamo sbagliando. Racconta tutto ciò in modo così simpatico e chiaro che andare in bagno diventa molto più interessante. Peccato solo che noi occidentali tendiamo a “farla” nella posizione sbagliata.