Dal cibo al cuore

Per la prima volta ho letto un libro di una persona che conosco, una persona che mi piace. Quindi ho affrontato le prime pagine molto ben disposta, ma questo approccio non credo mi abbia poi influenzato più di tanto. Anche perchè L’ingrediente perduto di Stefania Aphel Barzini mi ha coinvolto sempre di più, facendomi dimenticare l’autrice per immergermi solamente nella vita delle protagoniste del romanzo. Quattro generazioni di donne: la bisnonna, la nonna, la figlia e la nipote. Infatti la storia comincia all’inizio del secolo quando Rosalia una bambina di dieci anni, lascia l’isola di Stromboli per emigrare negli Stati Uniti.

Si snoda poi per tutto il secolo attraverso queste figure femminili, tra loro molto diverse ma legate da un filo invisibile di amore, di affinità spesso negata e da una grande attrazione per l’arte di cucinare. Per la bisnonna è normale passare ore fra i fornelli e trovare conforto nelle tradizioni culinarie della sua terra lontana. Per sua figlia, che invece vuole essere americana a tutti costi, le ricette di famiglia sono una vergogna: le dà molto fastidio che anche la sua bambina non abbia quest’anima yankee e che prediliga le melanzane alla parmigiana al fast food. Poi ci sarà la nipotina che scoprirà le sue radici proprio grazie al suo innato e inaspettato talento culinario.

Un libro che si legge tutto d’uno fiato: commuove ma fa anche sorridere e illustra dettagli interessanti sul modo di vita americano.  Ci sono state parti che ho letto a voce alta alle mie ragazze, perchè è così vero nell’illustrare la relazione, spesso conflittuale fra madri e figlie, che mi sembrava l’occasione giusta per cominciare a sviscerare il problema. Altre invece le ho condivise con loro per puro divertimento perchè le cose belle è giusto non tenerle solo per sè.

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