Nel vostro futuro

La rentrée la chiamano i miei “amici” francesi. Da noi il rientro, la ripresa suona molto peggio. Ma tant’è. Loro hanno Carlà e noi abbiamo la Clerici.
Mi sembra comunque il momento giusto per dare due notizie fresche di stagione a chi ha i figli più piccoli delle mie.
Una buona e una cattiva.
Iniziamo con la buona. Quando si arriva almeno in quinta elementare ce ne si sbatte del corredo scolastico. Fino a due anni fa soffrivo. Ora sono libera. certo abbiamo comprato l’astuccio nuovo, i quaderni, le copertine e abbiamo scritto il nome sulle etichette. Ma con nonchalance, senza ansia. Alle medie poi è ancora meglio: magari in prima un po’ di stress c’è, bisogna fare bella impressione sui nuovi compagni, però la situazione è sotto controllo. In terza media poi è stupendo i ragazzi imparano anche a non ammazzarsi di libri da portare a scuola. A non spaccarsi la schiena.
(Hanno già perso tutto l’interesse per lo studio? Portano solo il cellulare? Potrebbe anche essere, ma ora voglio godermi l’attimo)
La cattiva notizia invece è questa: continuerete a guidare per portare i vostri figli di qui e di là. A lezione di questo e di quello, all’allenamento, alla partita, dagli amici, al cinema. Magari abitando a Milano sono più disgraziata della media, magari chi vive in un piccolo centro li manda a piedi, in autobus o in bici. Quando sono piccoli la mamma può decidere dove andare, da quali amichetti. Quando non c’è tempo o voglia di spostarsi ci si inchioda al giardinetto davanti a casa. Ma quando i ragazzi arrivano all’adolescenza vogliono andare, uscire, incontrarsi e non si può sempre tarparloro le ali. Quella dell’accompagnamento è una maledizione perchè si perdono i pomeriggi a guidare, guidare, guidare. Se i figli sono più di uno le esigenze raddoppiano e il tempo diminuisce.
Ieri pomeriggio ero in colonna dietro ai Tir su una statale fra i campi per portare/andare a prendere Anita al maneggio e deliravo. Dicevo a Emma: “Che bello, se fossimo nel dopoguerra non ci sarebbe tutto questo traffico e Anita potrebbe andare in bici!” e mi immaginavo uno scenario in bianco e nero da film neorealista.
“Fico! Potrei farlo anch’io?”, mi ha risposto subito entusiasta.
Chi ha una macchina del tempo mi faccia sapere….

P.S. se non ne avete abbastanza di leggere le mie sclerate qui c’è una mia intervista!

18 comments

  • Vabbè, potevi almeno fare gli anni ’60, almeno c’erano il boom e le Vespe…

  • Mamma non basta

    Non e’ per niente incoraggiante… 🙂
    E io che speravo di avere piu’ relax e tempo libero nei pomeriggi degli anni fututri…

  • LGO

    Il mio futuro è drammaticamente presente 🙁

  • alla materna ancor apoca ansia.
    per le elementari tremo già con 3 anni di anticipo tanto per allenarmi.
    però abito in un paesello piiiiiiiccolooooooooooooooooooo! forse un po’ la macchina la sgamo 😀

  • ARGHHH! Io sono già esauritissima e speravo proprio nel futuro. Che botta! 🙂

  • ho presente.
    anni fa ho babysitterato per circa 3 anni 5 figli di una famiglia che stava vicino a casa dei miei. nuoto, rugby, scuola, doposcuola…..ma per fortuna era tutto nell’arco di 5 km e sui castelli romani, quindi DECISAMENTE fattibile!!

  • AH! :-/

    pensavo che solo 30 anni fa (solo??? sembra ieri) andavo da cesano boscone a milano centro – zona ticinese, cioè fino al liceo (ma solo in estate) in bici.
    in zona lorenteggio ci si trovava con simona, e piu’ avanti con un altro paio di compagni e si pedalava fino a scuola. eppure il traffico non mancava, almeno nei ricordi, ma non ce ne accorgevamo. però ho il dubbio che ora sia impossibile a mialno. le citta’ ciclabili sono più piccine, (qui in zona ok pavia e voghera).
    ma per noi madri del paesello si prospetta l’andirivieni adolescenziale …..
    bah!!!
    già fremo all’idea della patente .. mancano solo 6 anni.
    peccato che con la piccola si ricomincerà tutto d’accapo.
    ma come dice rossella “domani è un altro giorno!”
    abbracci solidali
    monica

  • Grazie per l’intervista (e per quello che leggo di te sempre con piacere), è molto utile al mio lavoro, e capita proprio al momento opportuno!
    I miei complimenti. Suona formale? Beh, non sapevo come altro dirlo! 🙂

  • “Loro hanno Carlà e noi abbiamo la Clerici.”
    Ommamminasanta, vuoi dire che la Clerici e Napolitano….. ?!
    E Clio?

    Tu ti reputi svantaggiata per l’abitare a Milano: Cosa dovrei dire io che, abitando in cima ad un poggio, son condannata all’accompagnamento coatto fino a che patente B non ci separi? 2 km di salita ripidissima ci separano dai più vicini mezzi pubblici.
    E non lo dico per fatica, che ho una sola figlia e faccio la mamma di mestiere, ma per la totale mancanza di autonomia che ne deriva in mia figlia ed in tutti quelli nelle stesse condizioni.

  • …chissà, se da domani pomeriggio patente B ci separerà….intanto devo accompagnarla al punto di ritrovo della sua compagnia…ma mica subito eh…che è vietato dalla legge uscire prima delle 22.00…no, appena ti lasci andare spaparanzata sul divano…la copertina lentamente sale..prima solo sui piedini…poi anche sulle gambe…..un attimo e sarà anche sulle spalle e il tepore di Morfeo ti chiama..e….MAMMAAAAAAAAA, ALLORA ANDIAMO?????…Signore ti prego ti prego ti prego ti prego…fa che stavolta superi l’esame di guida….

  • Alle elementari lo portavo in macchina e con la bella stagione in bici, in 5° lo portavo soltanto e tornava a casa a piedi con gli amici, nelle medie se ne va a piedi la scuola dista 200 ed esce alle sette e mezza per entrare alle 7,55 perchè si ritrovano fuori a far salotto, alle sup viagierà in treno con tutto quello che comporta filarini, litigate, scherzi vari e noi inizieremo a fare il sù e giù di accompagnamenti alle varie feste…..ce tocca ce tocca

  • extramamma

    Silvia gc
    Roma è più anni ’60: vespa e dolce vita, la campagna lombarda è più triste e sfigata da neorealismo 😀
    Mammanonbasta
    l’avevo detto che era una notizia bruttina!
    LGC
    con tre si fanno tanti bei viaggetti!
    Rocciajubba
    si dai, vedrai che te la cavi con qualche giro in bici!

  • extramamma

    Maria Chiara
    scorazzare sui castelii romani immagino che sia meglio di Carugate/Gorgonzola, che dici?
    Pontitibetani/Rossella O’Hara
    brava “domani è un altro giorno”….infatti devo tornare al maneggio!
    Ondaluna
    Grazie, sono molto contenta se ti sono stata utile!
    Dani
    ti sono vicina! (nel corazon)

  • extramamma

    Tatti
    spero che sia andata bene e tu possa fare l’adesivo sul divano quanto vuoi!!!
    Agrimonia
    per me la tua realtà è cmq più vivibile…sai l’erba del vicino 😀

  • extramamma

    Dani VS
    dimenticavo…a me Clio piace un sacco!!!

  • mi dispiace dirtelo ma qualcuno lo deve pur fare…..aspetta le superiori eheheheh e poi vedrai che circo!!!!
    c’è stato un anno che c’erano dei giorni che arrivava sera ed ero storna (in dialetto veneto, rimbambita): dovevo fare dei criss cross allucinanti. io li chiamo così quando devi portare uno a ripetizione, poi portare un’altra a basket, poi tornare di corsa a riprendere quello che hai portato a ripetizione x portarlo a nuoto, poi tornare di corsa a prendere quella che ha basket, x riprendere poi quello che è a nuoto…insomma un delirio.
    c’erano delle volte che fissavo il volante e mi chiedevo: a che punto sono dei prendi e porta? a chi tocca? riesco ad infilarci la spesa?
    poi un giorno ho ceduto sul motorino, io proprio io che tremo ogni volta che mia figlia sale sopra…beh ecco, quello è stato un gran giorno, adesso corro solo x il piccolo che visto il grado di giudizio che ha continuerò ad accompagnarlo io, probabilmente anche al lavoro quando avrà 30 anni!!!!
    bella l’intervista. cercherò di sorvolare sul fatto che nn hai nominato il mio blog….(ahahahahhahaha)

  • extramamma

    Emily
    mi hai assestato il colpo di grazia finale!

  • Io per fortuna le attività sportive le ho vicine e posso portare Silvia a piedi, ma devo comunque uscire di casa per portarla anche se non ne ho voglia, e poi naturalmente anche andare a riprenderla … domani saltiamo il volley e la porto a una festa in una ludoteca coi gonfiabili. Dovrò andare in macchina, ma per fortuna solo per fare un chilometro…

    A volte è una rottura di scatole scorrazzarla in giro, ma immagino l’ansia che avrò quando comincerà a spostarsi con mezzi suoi … tutto sommato meglio finché la porto io.