Ciclismo

“Bimbaaaaaaaa! Guarda dove vaiiiii! Non puoi girare così…porcapupattola!!!”
La signora in bici con le sporte della spesa che ha rischiato la collisione frontale con la mia secondogenita è veramente indiavolata.
Guardo fisso una vetrina di ferramenta e fingo di non essere la mamma di Emma.
(Lo so. Non si fa, ma a volte capita)
“Cosa ha fatto?”, chiedo ad Anita.
“Credo che le abbia tagliato la strada”, mi risponde lei.
In agosto, ho passato con le ragazze una settimana in una ridente cittadina dove tutti, grandi, anziani e piccini, vanno in bici.
Emma è al settimo cielo. Ha proprio voglia di pedalare ovunque, a casa si facevano giretti banali sulle piste ciclabili mentre qui invece ci si muove in bici, si affrontano quindi le regole della strada
(ahi! ahi! ahi! ahi!)
E nonostante la patente di Legoland, girare in strada non è proprio sempre semplice. Parto in testa come mamma anitra e poi dietro primogenita e secondogenita. Va quasi tutto bene, a parte la signora succitata, un paio di vecchietti che hanno sfiorato un frontale con Emma e imprecato di bestia. Poi c’è il giorno in cui procediamo tranquille lungo un viale alberato, costeggiato da un lungo marciapiede.
Anita ha la bella idea di domandare a Emma: “Sai grindare?”, occhieggiando il bordo del marciapiede.
To grind, tradottto malamente in italiano grindare sarebbe, nel linguaggio degli skater, saltare con la tavola il bordo alto di una superficie urbana sfiorandolo.
Emma grinda subito con la bici (quel genere di due ruote che una volta si chiamava Graziella) e con il cestino con parte della nostra spesa. Il risultato è drammatico ma poteva essere peggio: Emma è incastrata a quattro zampe miracolosamente integra fra la bici rovesciata e il sacchetto della spesa sventrato. Uva e banane spiaccicate sul marciapiede e mia figlia con lo sguardo stupito e una piccola escorazione alla caviglia destra. Leggermente spaventata dall’inaspettato risultato della sua coraggiosa grindata ciclistica.
Anita mi giura subito che non suggerirà più acrobazie a sua sorella.
E così siamo uscite vive dalla nostra esperienza ciclistica…
Ma non siamo le uniche ad aver rischiato.
L’altro giorno in centro a Milano ho visto un papà in bici così accessoriato: aveva una bimba di 7-8 anni seduta sul seggiolino davanti e a cavalluccio sulle spalle un bimbo di 2-3 anni.
Appena l’ho visto ho pensato: “Che tenero! Un esempio dei nuovi papà!”
Poi ho capito che il piccoletto sul collo era in equilibrio precario e guardandolo ho cambiato subito idea:
“No, è il modello classico del tradizionale papà pirla”

12 comments

  • anche noi quest’estate in piscina abbiamo fatto finta di non avere figli, quando la bagnina li ha rimproverati perchè scendevano dagli scivoli di traverso….
    Lara

  • Ma no. Io non ce la farei mai….no no! I nani in bici li porto ONLY su strade senza auto. Gnafaccio!

  • extramamma

    Lara
    Grazie della complicità 😉
    Bismama
    perchè i tuoi rampolli sono piccoli, vedrai come diventerai cinica fra dieci anni! per me era la prima volta!

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  • purtroppo di andare in bici qui proprio nons e ne parla, a parte davanti a casa, pero’ sarebbe bello, a biella invece si puo’, nella nostra cittadina é molto piu’ fattibile, pero’ anche a Nice, perché ci sono piste ciclabili, e adesso con i velo’ bleu ……vedremo!!

  • Di padri (e madri…ma meno) pirla ne vedo ogni giorno portando Belvetta a scuola. Da strozzarli. Auto, bici, MOTO…ne fanno di ogni!

  • riccardo

    L’improbabile relazione dei TORCHIO’s con il mondo a 2 ruote.

    Io e mia moglie eravamo partiti con i migliori propostiti e avevamo acquistato 2 bei seggiolini per bici per Giorgio e Margherita.

    Usati: 1 volta per gita al parco delle cave.
    Spesa: circa 100€

    Se mi avessero chiesto la stessa cifra per affittarli avrei certamente pensato ad una follia.

    Comunque, a Milano non mi sento troppo sicuro ad utilizzarli…

  • per me i più pirla di tutti sono i genitori/nonni che portano i piccoli in auto senza seggiolino!

    eheh Prince ha iniziato a 5 anni a girovagare per le strade della pianura….

  • Cara Patrizia, non mi è ancora capitato di fingermi passante con le mie figlie ma immagino che arriverà anche per me quel giorno…in compenso da figlia ho finto spesso di non conoscere mio padre!…

  • Il giro d’Italia?????
    Lusingatissima (e vergognosa)
    Alle
    sì anche a Parigi avevo visto ci sono le bici da prendere, a Milano se le sono quasi fregate tutte!!!!
    Rocciajubba
    sì purtroppo si prendono dei rischi troppo stupidamente 🙁
    Riccardo
    saranno belli quei seggiolini!!!! le piste ciclabili non so se siano così anche dalla tue parte della città (io sono all’opposto del parco delle Cave) ma qui iniziano meravigliose e uno sia gasa e pedala e poi…finiscono nel niente o peggio in mezzo a una rotonda!
    Agrimonia
    quello è veramente da assassini, ma ce ne sono tantissimi, una bambina qui nel mio quartiere per questo motivo, qualche anno fa è morta.
    Arianna
    anch’io ci ho tentato con mia madre che era sempre onnipresente, soprattutto nel momento della mia adolescenza.

  • Ah come ti capisco…. mia figlia fa 7 anni a dicembre e non ha ancora il senso del pericolo… così quando usciamo in bici, è tutto un stai attenta, frena, stai a destra… fermati….
    Fin’ora non ha mai investito nessuno, ma ci siamo andati a pelo mooolte volte… in compenso 2 sabati fa, eravamo in una vietta del centro… una signora con il cane davanti a lei, questa si sposta verso e lei non riesce ad evitarla e cade a terra… mega tagli sul collo del piede….
    Ai prossimi aggiornamenti….

  • Ho scritto da cani… spero si sia capito tutto… sob…