Rughe e castelli di sabbia

In un bistrot, un tipo attempato, che aveva visibilmente esagerato con gli aperitivi al Pastis, mi ha chiamato “mademoiselle” riempiendomi di gioia.
Mi serviva proprio perchè avevo appena sfogliato una rivista patinata, credo olandese, intitolata “Milo”con sottotitolo “midlife rocks”, qualcosa come “la mezza età è rock”. Una pubblicazione dedicata agli ultraquarantenni. Non ho capito nulla dei testi, ma tutti gli intervistati avevano l’età nelle didascalie, il più giovane aveva 45 anni. C’erano foto di Madonna ed Elizabeh Hurley non ritoccate e piene di zampe di gallina. Titoli come “Now or never” e reportage di vita matrimoniale. L’ho capito dalle foto: all’inizio erano giovani e ora dopo vent’anni insieme sono due simpatici babbioni. Senz’altro tutto molto realistico e forse sarebbe azzeccato in Italia visto che siamo un paese di vecchi con le culle vuote, però mi ha fatto un po’ impressione.
L’ultimo giorno in spiaggia una bambina francese (figlia di una coppia Barbie e Ken impegnatissimi a controllare il loro look ogni 5 minuti) ha tampinato Emma per un’oretta. L’ha seguita ovunque, al bar ma anche in mezzo ai cavalloni mentre faceva il bagno, con visibile voglia di attaccare bottone e giocare insieme. Io so come si soffre quando si è figli unici. Si va al mare dove non c’è uno straccio di bambino amico con cui giocare. Ci si vergogna da morire a chiedere “Vuoi diventare mio amico?” perchè alcuni rispondono “No” senza esitazione e si perde precocemente la fiducia nel prossimo. Così ho deciso di abbordare la piccola tampinatrice. Si chiamava Jade e mi capiva (!?). L’ho convinta senza fatica a costruire castelli di sabbia con Emma. Hanno lavorato silenziosamente, fianco a fianco, in una perfetta armonia e alle fine sono diventate migliori amiche. Non potendo parlare, Emma non poteva prevaricare e così tutto è filato liscio.