Giochiamo con lo yoga

Fare yoga è bellissimo, ho praticato per tanti anni e dopo una pausa ripreso con entusiasmo. Mi è appena arrivato questo bellissimo kit per fare yoga con i bambini: contiene un libro, scritto dall’insegnante di yoga Renata Centi e dalla mamma yoga-addicted Francesca Senette, in cui vengono spiegate le varie asana, le posizioni yoga, e 30 schede individuali che le illustrano singolarmente.

Yoga per bambini: un gioco, un allenamento per il corpo, un rinforzo per la mente. I suoi benefici mentali e fisici sono fondamentali negli anni della crescita. Lo yoga rinforza e allunga il corpo, aumenta l’equilibrio, l’elasticità, la coordinazione e le abilità motorie dei piccoli. Il bambino che fa yoga impara a perseverare, a essere paziente, a lavorare per ottenere un risultato e per raggiungerei propri obiettivi.

Le asana preferite dai bambini, e anche le più semplici da praticare per i principianti sono quelle denominate con il nome degli animali: pesce, gatto, cane, cammello, ecc.

Quindi le schede di questo libro, lucide e coloratissime, possono veramente diventare un gioco da fare con i bambini che tra l’altro sono bravissimi nel piegarsi, torcersi e anche concentarsi molto più degli adulti. E l’idea di fare yoga insieme può essere anche un modo per tener tranquilli i piccoli più scatenati.

Insomma questo yoga box è proprio un bel regalo da fare alle mamme per Natale.

Una domenica diversa

Oggi ho passato la giornata a un seminario di yoga. Ma una mamma non sfugge al suo destino neanche se passa la mattinata a fare il cobra o il cane a testa in giù. Infatti all’ora della nel break di pranzo ho telefonato al Sant’uomo per sapere se lui e le bimbe si erano sfamate e se in quella pausa dovevo andare a fare la spesa.
Fortumatamente la situazione era sotto controllo.
Ho chiuso la telefonata contenta e serena e ho detto a una compagna di corso:
“Tutto a posto, hanno mangiato anche la bistecchina!”
Lei è sbiancata e ha esclamato: “Ah! La carne! Ho dimenticato di toglierla dal freezer!”
Si è attaccata al cellulare e ha continauto a ripetere: “No in alto! No, guarda bene! No, non sono sicura che c’è! Non più in basso, a destra, forse a sinistra! Ti dico che c’è!”
Un quarto d’ora dopo finalmente pacificata, è tornata a sorridere:
“Mio marito ha trovato la carne”
“Avete un freezer molto grande?”
“No, solo due cassetti, ma sai com’è…però alla fine ce l’ha fatta. Pensa che sia pesce ma non sono stata lì a spiegargli…l’importante è che si scongeli”

Nel pomeriggio alla ripresa del corso, l’insegnante ha domandato se qualcuno avesse domande da fare. Una signora che prendeva appunti ha chiesto:
“Ma se spingi le tibie verso il centro, le cosce verso l’esterno e allunghi il coccige, va bene se l’ano tende a chiudersi?”
A me è venuta la ridarella come se fossi in prima media. Mi sono guardata in giro, ma tutti gli altri erano rimasti seri. Così ho represso le risa e mi sono messa a fissare il tappetino, per non farmi scoprire.

Quando le mamme fanno OM


Faccio yoga da dodici anni e ogni tanto mi concedo una fuga dalla vita familiare per partecipare a weekend dove si “pratica” dalla mattina alla sera. Lo yoga è molto di moda e quindi fioriscono scuole e guru in ogni dove. Ho fatto parecchi “cattivi incontri”: classi dove ex-frichettoni cercano di riciclarsi come insegnanti e maestri di vita o altre dove tentano di istaurare una disciplina degna dei marines. Ma oramai sono diventata furba, annuso l’aria aromatizzata di incenso al sapore di sandalo e non mi faccio più abbindolare. Eseguo le mie posizioni (asana) e non chiedo di più. Le mie figlie quando torno da questi seminari mi fanno trovare disegni in cui sono raffigurata in pose acrobatiche quasi da Spiderman e mi incalzano con domande: hai fatto la verticale senza il muro? E il ponte partendo da “in piedi”? Cerco di non deluderle, lavorando un po’ di fantasia ed esagerando le mie gesta, come fanno i pescatori. Comunque a Bologna dove sono andata questo fine settimana c’era questa insegnante americana veramente tosta. Un ex ballerina con un fisico da elastigirl che proponeva delle contorsioni quasi da circo. Piegamenti in avanti tali da potersi quasi far chiudere in una valigia. O almeno questo è quello che veniva in mente a me mentre con la fronte spinta sopra i piedi mi abbracciavo i polpacci da dietro. In altri momenti mentre mi inarcavo fino allo sfinimento (complete bliss/beatitudine completa, chiosava la maestra) pensavo che dovevo chiamare mio marito per dirgli di comprare le uova altrimenti non avrebbe potuto impanare le cotolette per la cena. Nell’intervallo fra le due sessioni giornaliere di pratica ero al telefonino raccomandando di impacchettare il regalo di compleanno per la festa dell’amichetta di Emma a cui andavano ieri pomeriggio, di didisdire la lezione di equitazione perchè pioveva, di finire i compiti e magari se qualcuno gentilmente stendeva anche il bucato che da due giorni mi ero dimenticata nella lavatrice…Poi tornavo a fare vashistasana più serena. Oggi sono tutta indolenzita al limite della paralisi…OM