Ma quanto siamo sportivi?

Dalla mia osservazione di fitness-freak, mi sembra che ci siano molte più persone attente al proprio benessere rispetto ad alcuni anni fa. In particolare molto più gente si dedica gioiosamente allo sport anche in forma amatoriale. E’ molto bello osservare, ad esempio nei fine settimana, quanti corrono, fanno camminate veloci o pedalano.

Per quanto riguarda invece l’alimentanzione ci sono due fazioni, entrambe in ascesa: le persone attente a quello che consumano (bio e vegetariani) opposti al popolo (a volte un po’ aggressivo)  delle grigliate e del fast food.

I più giovani appartengono a questo secondo gruppo.

Questa è la mia opinione e questi invece sono due comunicati che ho ricevuto: contengono alcuni interessanti dati ricavati da due indagini ad hoc sul mondo del fitness.

Fitness:

Pare che 20 milioni di italiani si dedichino al fitness, secondo un’indagine di Gympass,il 43% degli intervistati dichiara di non avere un programma preciso di allenamento, ma ammette di fare sport “quando riesce”, il 30% ha un programma flessibile che prevede un impegno di  un paio di volte la settimana, mentre la minoranza (27%) ha dei giorni fissi e irrinunciabili dedicati allo sport.

Ma qual è il momento più critico della giornata, quello in cui davvero si rischia di non rispettare i buoni propositi? Per il 43% è nel pomeriggio che si viene sfiorati dal pensiero di rimandare l’allenamento, mentre per il 22% la fase critica è quella in cui si trovano di fronte al bivio tra la strada della palestra e quella di casa.

Il motivo principale per il quale si salta l’allenamento è la pigrizia (50%). A seguire, impegni divertenti (18%), stanchezza (17%), problemi di salute (15%) e questioni professionali (10%). Ma questa scelta pesa parecchio sulla coscienza degli italiani: l’82% si sente in colpa: il 67 ripromette di rimediare alla mancanza, mentre il 15% sa che comunque non avrebbe potuto fare altrimenti. Per il 18%, avere una buona scusa basta a giustificarsi con se stesso. Per il 35% basterebbe avere un amico con cui condividere le fatiche, per il 30% trovare un allenamento divertente, mentre il 22% ritiene che vedere i primi risultati sarebbe un buon incentivo a non cedere.

Alimentazione:

Questa ricerca (condotta da Herbalife) equipara il nostro modo di vita attuale, rispetto l’approccio salutistico, a quello di 25 anni fa. Dal confronto con la situazione del 1993 sono emerse, inoltre, anche altre differenze molto interessanti. Innanzitutto, è un dato di fatto come 25 anni fa si era meno attenti all’aspetto prettamente salutistico rispetto ad oggi. Se guardiamo ai dati ISTAT di allora, infatti, l’Italiano medio del 1993 era sicuramente più agiato, più colto e informato rispetto a trent’ anni prima, più incline alla cura meticolosa del proprio corpo ma poco attento, ad esempio, all’assunzione di una dieta varia. I ventenni degli anni ’90, ovvero gli ultraquarantenni di oggi, dichiarano invece di aver diminuito l’attività sportiva negli ultimi 25 anni, ma di aver aumentato l’attenzione ad uno stile di vita sano e al cibo salutare.

L’attenzione vera e propria verso il salutismo è, però, prerogativa di 1 italiano su 4, soprattutto donne e persone con un tasso di istruzione più elevato. «Non stupisce – commenta il Prof. Maurizio Fraticelli, specialista in medicina estetica e dietologia – che le donne italiane siano più attente alla sana alimentazione e a un corretto stile di vita rispetto agli uomini, vuoi per motivi estetici che le spinge a mantenersi snelle e in forma, vuoi per una maggiore sensibilità sui temi che riguardano la promozione della salute e del benessere. Non dimentichiamo, inoltre, che le donne hanno anche dei bisogni nutrizionali del tutto particolari e che il loro corpo subisce continui cambiamenti legati ai cicli ormonali che regolano la loro fisiologia. Generalmente, nell’arco della nostra vita, ognuno di noi si pone diversi obiettivi salutistici, ad esempio per migliorare la propria forma fisica o le proprie prestazioni atletiche se si fa dello sport, obiettivi che però non sempre si perseguono con costanza».

Oltre che più attenti alla promozione del proprio benessere e all’alimentazione corretta, la maggioranza degli Italiani si definisce anche in forma ed in salute (l’88%) Tuttavia, solamente 4 su 10 hanno una percezione del proprio benessere a livello ottimale, gli altri per lo più riconoscono che, forse, ci possono essere dei margini di miglioramento. In generale, se gli uomini (45%) dichiarano di sentirsi meglio rispetto alle donne (36%), le differenze più importanti si osservano, tra i più giovani e le persone over 60, per le quali solo il 15% giudica il suo stato di forma come ottimale.

Sempre dall’indagine risulta, inoltre, che poco meno di un terzo degli italiani (il 29%) si percepisce in sovrappeso, mentre i 2/3 si dichiarano, invece, normo-peso. In questo caso non si riscontrano particolari differenze tra uomini e donne, mentre ce ne sono soprattutto Nord e Sud, con il 76% degli abitanti del Nord-Est che si dichiara in peso-forma, contro il 60% del Sud e Isole. In fatto di peso, percezioni differenti ci sono anche tra chi dichiara di prestare attenzione ad uno stile di vita sano e chi invece non lo fa affatto: tra i primi il 73% si sente di rientrare nel proprio range di peso, mentre tra i non salutisti la quota scende al 55% e aumenta quella di coloro che si sentono oversize (38%).

 

Giochiamo con lo yoga

Fare yoga è bellissimo, ho praticato per tanti anni e dopo una pausa ripreso con entusiasmo. Mi è appena arrivato questo bellissimo kit per fare yoga con i bambini: contiene un libro, scritto dall’insegnante di yoga Renata Centi e dalla mamma yoga-addicted Francesca Senette, in cui vengono spiegate le varie asana, le posizioni yoga, e 30 schede individuali che le illustrano singolarmente.

Yoga per bambini: un gioco, un allenamento per il corpo, un rinforzo per la mente. I suoi benefici mentali e fisici sono fondamentali negli anni della crescita. Lo yoga rinforza e allunga il corpo, aumenta l’equilibrio, l’elasticità, la coordinazione e le abilità motorie dei piccoli. Il bambino che fa yoga impara a perseverare, a essere paziente, a lavorare per ottenere un risultato e per raggiungerei propri obiettivi.

Le asana preferite dai bambini, e anche le più semplici da praticare per i principianti sono quelle denominate con il nome degli animali: pesce, gatto, cane, cammello, ecc.

Quindi le schede di questo libro, lucide e coloratissime, possono veramente diventare un gioco da fare con i bambini che tra l’altro sono bravissimi nel piegarsi, torcersi e anche concentarsi molto più degli adulti. E l’idea di fare yoga insieme può essere anche un modo per tener tranquilli i piccoli più scatenati.

Insomma questo yoga box è proprio un bel regalo da fare alle mamme per Natale.

Una domenica diversa

Oggi ho passato la giornata a un seminario di yoga. Ma una mamma non sfugge al suo destino neanche se passa la mattinata a fare il cobra o il cane a testa in giù. Infatti all’ora della nel break di pranzo ho telefonato al Sant’uomo per sapere se lui e le bimbe si erano sfamate e se in quella pausa dovevo andare a fare la spesa.
Fortumatamente la situazione era sotto controllo.
Ho chiuso la telefonata contenta e serena e ho detto a una compagna di corso:
“Tutto a posto, hanno mangiato anche la bistecchina!”
Lei è sbiancata e ha esclamato: “Ah! La carne! Ho dimenticato di toglierla dal freezer!”
Si è attaccata al cellulare e ha continauto a ripetere: “No in alto! No, guarda bene! No, non sono sicura che c’è! Non più in basso, a destra, forse a sinistra! Ti dico che c’è!”
Un quarto d’ora dopo finalmente pacificata, è tornata a sorridere:
“Mio marito ha trovato la carne”
“Avete un freezer molto grande?”
“No, solo due cassetti, ma sai com’è…però alla fine ce l’ha fatta. Pensa che sia pesce ma non sono stata lì a spiegargli…l’importante è che si scongeli”

Nel pomeriggio alla ripresa del corso, l’insegnante ha domandato se qualcuno avesse domande da fare. Una signora che prendeva appunti ha chiesto:
“Ma se spingi le tibie verso il centro, le cosce verso l’esterno e allunghi il coccige, va bene se l’ano tende a chiudersi?”
A me è venuta la ridarella come se fossi in prima media. Mi sono guardata in giro, ma tutti gli altri erano rimasti seri. Così ho represso le risa e mi sono messa a fissare il tappetino, per non farmi scoprire.

Quando le mamme fanno OM


Faccio yoga da dodici anni e ogni tanto mi concedo una fuga dalla vita familiare per partecipare a weekend dove si “pratica” dalla mattina alla sera. Lo yoga è molto di moda e quindi fioriscono scuole e guru in ogni dove. Ho fatto parecchi “cattivi incontri”: classi dove ex-frichettoni cercano di riciclarsi come insegnanti e maestri di vita o altre dove tentano di istaurare una disciplina degna dei marines. Ma oramai sono diventata furba, annuso l’aria aromatizzata di incenso al sapore di sandalo e non mi faccio più abbindolare. Eseguo le mie posizioni (asana) e non chiedo di più. Le mie figlie quando torno da questi seminari mi fanno trovare disegni in cui sono raffigurata in pose acrobatiche quasi da Spiderman e mi incalzano con domande: hai fatto la verticale senza il muro? E il ponte partendo da “in piedi”? Cerco di non deluderle, lavorando un po’ di fantasia ed esagerando le mie gesta, come fanno i pescatori. Comunque a Bologna dove sono andata questo fine settimana c’era questa insegnante americana veramente tosta. Un ex ballerina con un fisico da elastigirl che proponeva delle contorsioni quasi da circo. Piegamenti in avanti tali da potersi quasi far chiudere in una valigia. O almeno questo è quello che veniva in mente a me mentre con la fronte spinta sopra i piedi mi abbracciavo i polpacci da dietro. In altri momenti mentre mi inarcavo fino allo sfinimento (complete bliss/beatitudine completa, chiosava la maestra) pensavo che dovevo chiamare mio marito per dirgli di comprare le uova altrimenti non avrebbe potuto impanare le cotolette per la cena. Nell’intervallo fra le due sessioni giornaliere di pratica ero al telefonino raccomandando di impacchettare il regalo di compleanno per la festa dell’amichetta di Emma a cui andavano ieri pomeriggio, di didisdire la lezione di equitazione perchè pioveva, di finire i compiti e magari se qualcuno gentilmente stendeva anche il bucato che da due giorni mi ero dimenticata nella lavatrice…Poi tornavo a fare vashistasana più serena. Oggi sono tutta indolenzita al limite della paralisi…OM