Matera: the day after


Il direttore editoriale di EmmaBooks, Maria Paola Romeo, con alcune scrittrici, tra cui la mia amica Georgette Grig, della collana, nata proprio l’anno scorso a Matera.

Ieri pomeriggio sono tornata a casa, stanca ma molto soddisfatta. Anche questa volta l’esperienza al Women’s Fiction Festival è stata fantastica e stimolante. Tanti incontri, tempo stupendo e conversazioni interessanti. Ho incontrato parecchie amiche e spero di averne fatte di nuove.
Ho scoperto informazioni nuove sul mercato internazionale dei libri, ad esempio noi e gli olandesi siamo sempre i primi a lottare all’ultimo sangue per accappararci i diritti dei romanzi stranieri, soprattutto anglosassoni. Mentre nel mercato tedesco si vendono come il pane i libri rosa delle scrittrici americane, mentre non succede così con quelli delle autrici inglesi.
How peculiar!
Mi sono arrampicata abbastanza agilmente fra le impervie salite dei Sassi, non ho mai inciampato, ho assaggiato la cialledda, buonissima specialità della cucina povera a base di pane raffermo. Unica nota dolente dell’intero Festival il forfait dato all’ultimo momento dalla scrittrice inglese Amy Bratley, autrice del best-seller “Amore, zucchero e cannella”, che doveva parteciapre alla serata finale per ritirare il premio Baccante, e invece non c’era perchè ha appena avuto un lutto recente e soffre di attacchi di panico e non se la sentiva di affrontare la trasferta. Mi è dispiaciuto molto perchè ci tenevo proprio a conoscerla.

Tornando al food, nel kit di accoglienza ai partecipanti, c’erano fra le altre cose, un guanto da forno (botta di fortuna: dovevo proprio cambiarlo) e un chilo di farina di semola dei produttori locali. La panettiera che è in me non ha resistito e ieri sera, stanca ma golosa, ho infornato e creato una bella pagnotta!

Matera (seconda parte)

Giovedì sera dopo la presentazione c’è stata una cena molto interessante in un ristorante nei Sassi, per raggiungerlo fra gradini e scalette ripide molte signore con i tacchi hanno rischiato la frattura ma alla fine ce l’hanno fatta quasi tutte.
Uno sei filoni più amati dal pubblico in libreria sono i gialli, perciò il tema della serata era il thriller. Fra gli ospiti, il medico legale Francesco Introna che intervistava gialliste come Cristina Cattaneo, autrice di Certezze provvisorie, a sua volta medico che pratica autopsie.
Quando studiavo giurisprudenza ero affascinata dal diritto penale e ho scelto di dare l’esame di medicina legale con allegria. Peccato che fosse luglio, facesse un gran caldo e le pagine da studiare mi mettessero una tale angoscia che perdevo la forza e non riuscivo neppure a tenere il libro in mano.
Di tutt’altra pasta invece la Cattaneo: è giovane e carina, ma veramente tosta, ma mi hanno detto che a volte cercandola al telefono risponda con nonchalence: “Un attimo, lavo il cadavere e ti richiamo”.
Poi c’era Margherita Oggero, qui in veste di giallista con il suo romanzo L’amica americana, che ha spiegato la differenza fra strozzare e strangolare.
Uno dei temi trattati è stato “il delitto perfetto”, gli esperti hanno suggerito l’avvelenamento con le erbe, più difficili da stanare durante le autopsie, consigliato il cetriolo di mare. (just in case)
Ma l’aspetto più interessante del Women’s Fiction Festival è senz’altro La borsa del libro, che si tiene al Convento delle Monacelle, un edificio costruito nel 1594 dove venivano tenuto praticamente in frigo le secondogenite delle famiglie più ricche della zona. Le poverette venivano rinchiuse nelle celle del convento come pezzi di ricambio nel caso in cui alle primogenite maritate succedesse qualcosa. Vale a dire, se la sorella maggiore moriva c’era la minore che veniva estratta dalla cella del convento e data in sposa al vedovo ancora in garanzia!
La borsa del libro è una specie di speed dating di dieci minuti dove aspiranti scrittori e scrittrici possono avere un tete à tete con gli editor delle più importanti case editrici per presentare una sinossi del loro romanzo e lasciare eventualmente il manoscritto.
Incontrare di persona un editor è molto più efficace che inviare il manoscritto alla casa editrice (l’editor della Sperling & Kupfer ha dichiarato che a loro ne arrivano un centinaio al giorno!).
Dalle passate edizioni del Festival sono state pubblicati libri come Il conto delle minne di Giuseppina Torregrossa e La circonferenza delle arance di Gabriella Genisi. Quindi questi incontri possono essere davvero un buon escamotage.

Matera (prima parte)

Sono all’areoporto di Bari, ho una mezz’ora prima di imbarcarmi sull’aereo che mi riporterà a Linate. Se la connessione non cade forse riesco a raccontarvi un primo assaggio della mia avventura al Womem Fiction Festival a Matera.
La star della presentazione, Silvia Avallone ha marcato visita, causa febbre e non è venuta. L’abbiamo saputo all’ultimo minuto…e così siamo rimaste in quattro: Stefania Barzini, Teresa Petruzzelli, Alessandra Appiano e la sottoscritta. Di cose da dire e raccontare sulla letteratura al femminile ce ne sono state molte e spero che il pubblico non si sia annoiato. Fra le tre compagne di tavolo la mia preferita è stata Stefania Barzini, è stato un vero piacere conversare con lei e mi sono comprata subito il suo libro, che inizierò a leggere in aereo. Fra il pubblico poi ho fatto la conoscenza di una mia lettrice silenziosa che alla fine della presentazione ha fatto outing ed è venuta a salutarmi, lusingandomi molto con questo suo gesto gentile.
Non era una platea di internauti, molte persone forse non avevano mai sentito parlare di blog e di mamme blogger, ma mi hanno ascoltato e poi hanno commentato con curiosità ai miei racconti.
“Strano ma interessante”, hanno detto.
E’ stato il mio primo festival letterario ed è stato molto istruttivo capire e vedere le dinamiche di un mondo che imparo a conoscere a poco a poco. Un fenomeno eclatante di cui sospettavo l’esistenza ed è stato descritto molto bene e con dissacrante ironia da Niccolò Ammaniti nel suo ultimo romanzo Che la festa cominci, è la figura (patetica) dello scrittore narciso, capriccioso e primadonna.
In fondo lo scrittore confina con la popstar.