Un dinosauro in garage

Due anni fa avevo scritto questo .
Tanto per garantirvi la veridicità dei post oggi, venerdì ho trovato qui un’articolo sull’autore del mostro nel garage.

E vabbè che a casa mia succedono sempre cose strane ma almeno questo alza decisamente il livello del vicinato. Due anni fa non sapevo con chi avevo a che fare!
Il bravissimo paleo-illustratore è il figlio della signora che abita di sopra e aveva usato il garage come laboratorio.

Il mio Voldermort

Qualcuno, che mi legge da un po’, saprà che nell’ultimo anno a casa mia sono successi vari “imprevisti”.
Una volta è crollato il lampadrio del bagno, un’altra il soffitto della cucina e poi c’è stato un tentativo (vero o presunto) di scasso in un appartamento del pianterreno.
Francamente ne ho abbastanza e vorrei vivere tranquilla. Farmi gli affari miei e non vedere muratori/imbianchini/fabbri/falegnami/piastrellisti/idraulici per un po’ di mesi.
Ieri sera sono scesa dalla macchina, stanca e in ritardo: con la spesa, Emma per mano e in testa il dubbio su cosa potessi inventarmi per cena. Ho visto il classico furgone da trasloco parcheggiato davanti al mio palazzo. Chi spostava mobili e vestiti era l’inquilino dell’appartamento che forse era stato svaligiato, ma anche no (non si mai capito se era più losco il fabbro o il suddetto inquilino).
Cavoli suoi: ho cercato di passare nell’atrio a testa bassa senza attirare l’attenzione.
Invece è mi andata male.
“Buonasera signora”, mi ha bloccato l’inquilino traslocante.
“Ser..” ho biascicato, fissando le borse della spesa e pronta per fuggire sulle scale.
“Mi scusi, lei ha la cantina qui…”
“Sì…”
“Può mostrarmela?”
“????”
“Per favore, le rubo solo un attimo”
Con la stessa espressione schifata di Mr.Bean quando gli rompono le scatole, sono entrata nel vano cantine e riluttante ho indicato con l’indice la mia.
“Bene! Come pensavo!”, ha detto il tipo soddisfatto. “Nella sua cantina ci sono delle mie cornici”
“Non credo proprio”, ho risposto mentre pensavo: “Questo è fuori”
“Ma lei non è la signora che ha ristrutturato l’appartamento due anni fa?”
“Sì, allora?”
“Allora lei ha le mie cornici, dovrebbe darmele perchè sono di un certo valore”
“Avranno tutto il valore che vuole ma se erano nella mia cantina quando ho comprato l’appartamento, cosa che non credo, mi avrebbero dato fastidio perchè lì dovevo mettere le mie cose”
“Ma il signor P. mi ha detto…”
Sentendo questo nome sono sbiancata, questo signor P. è come Voldermort per Harry Potter, la fonte di tutti i miei guai immobiliari. “Il tu sai chi” quello che non vorrei mai nominare perchè porta troppa jella. Il signor P è un vecchio signore rintronato, ex-proprietario di casa dell’appartamento sopra il mio, quello a causa del quale è caduto il lampadario che poteva farmi fuori e anche il soffitto della mia cucina. E poi mi ha provocato anche altri guai collaterali che non sto qui a dettagliare.
Un nome una garanzia di danni!
“Non ho comprato dal signor P!”, ho urlato e sono scappata in casa, lasciando di stucco il mio interlocutore.

Stavo per avere una crisi di nervi. Cosa aveva organizzato ancora quel vecchio svalvolato del signor P? Quella mina vagante sempre troppo vicina al mio spazio vitale? Potevo solo pensare il peggio.
Aveva fatto nascondere della droga o dei gioielli rubati nelle cornici di questo tipo che le viene a cercare solo due anni dopo? Perchè le sue cavolo di cornici non le teneva in casa?

Ho telefonato a Sant’ in preda al panico: “Ha nominato il signor P! Ancora lui! Chissà cosa ha combinato stavolta! Parlaci tu per favoreeeee!”

Quando Sant’ (mio eroe) è corso a casa ha incontrato il tizio che era ancora lì che traslocava e blaterava di cornici. E’ venuto fuori che il pericoloso signor P. prima che comprassi il mio appartamento (vuoto e con la cantina vuota) ha consigliato allegramente a questo inquilino di mettere le sue cornici in quella che sarebbe stata la mia cantina.

Come dire: nascondiamo i soldi nelle tasche degli altri.

Noi le cornici però non le abbiamo mai viste. Probabilmente la persona che ci ha venduto l’appartamento se ne è liberata. All’inquilino molesto non resta che rompere le scatole a lei o, spero, al signor P.

I vicini

Un paio di mesi fa ho vissuto una brutta avventura a causa dei miei vicini di sopra.
Ci hanno procurato danni materiali e inavvertitamente attentato alla mia vita ma hanno fatto finta di niente, negando ogni responsabilità…fortunatamente le spese sono state prontamente saldate dal padrone di casa che li odiava perchè da moltissimi mesi non pagavano l’affitto.
Oggi posso scrivere con grande gioia che questa mefitica coppia, dall’apparenza molto distinta, sta traslocando.
Ma il capitolo vicini di casa è sempre molto delicato.
Ecco cosa è successo in passato:

Nella casa precedente, palazzina signorile-quartiere residenziale, c’era una famiglia così composta: lei-casalinga, lui-dirigente in pensione, figlio-bamboccione. Tre auto alla faccia delle polveri sottili: una smart, un suv e una golf.
Sorridenti e ciarlieri quando si incontravano nelle scale: “Che belle bambine!”
“Ma che brave!”
“Ummm come sei cresciuta!”

Poi all’improvviso, magari alla sera mentre mettevo a letto le mie figlie, un urlo belluino squarciava la dolcezza della notte:
“Mi hai rovinato la vita!”, ruggiva lui.
“Sei un gran coglioneeee!”, ululava lei.
“Baaastaaaa!”

Bim bum bam bom bim bam!!! Colpi di mobili spostati, pugni sul muro, piatti rotti, porte sbattute.

Cercavo di far finta di niente: “….e tutti fan la nanna…ognuno ha la sua mamma…”
“Mamma cos’è questo rumore?”
“Niente, niente, tesoro…non ti preoccupare amore…ora dormi”
Per forza che Emma per anni ha avuto gli incubi e non ha mai riposato bene.

“Ti ammazzooo!”
“Vatteneeee!”
“Mi fai diventare mattooooo!”
“Testa di xxxxxxx”
“Arghhhhhh! Ahhhhh!”
“Non ne possoooo piùùùùù”

Questo sempre, come dicono gli inglesi, out of the blue, le crisi non erano prevedibili. Potevano scoppiare all’ora di pranzo, colazione, cena, merenda, nanna, Natale, Capodanno, Halloween.
Poi per le scale tutto un soave buongiorno/buonasera.

Speravo si scannassero una buona volta per tutte e già mi vedevo intervistata al Tg regionale a dire:
“No, non sono mai stati normali!”
Mentre tutti i vicini dicono sempre dei peggior assassini: “Una persona tanto a modo”
Non li ho mai confrontati apertamente perchè avevo paura di prenderle sapendo quanto fossero pazzi.
Appena possibile abbiamo traslocato e so che loro sono ancora vivi e litiganti.

Anni addietro nella nostra prima casa, in Città Studi, quando eravamo soli Sant’ ed io, avevamo una ragazza che lavorava da noi come colf e mi aveva raccontato che era stata contattata anche dai vicini di pianerottolo per fare le pulizie. Si trattava di una coppia in cui lui era più vecchio di lei di almeno una ventina d’anni. Erano benestanti, la fonte di reddito era diciamo incerta e magari anche illegale.
Comunque, lo scoop della mia colf è questo: in camera da letto sopra la testiera sul muro c’era un affresco. Questa opera d’arte rappresentava il marito come un’antico imperatore romano e la sua giovane moglie come l’ancella che gli lavava i piedi.