Doccia? No, grazie!


Oggi su La Repubblica c’è la notizia di questo vademecum ecologista fatto dai bambini inglesi che sarà distribuito in tutte la scuole del Regno. Bellissima iniziativa che spero sarà copiata anche da noi. Solo un dettaglio mi lascia perplessa nella lista delle cose proposte dai bambini per essere ecologicamente corretti. Consigliano di non cantare sotto la doccia, vale a dire di fare docce brevi. Gli autori dell’opuscolo hanno dagli 8 ai 12 anni e a quell’età nessuno ha voglia di fare la doccia. Passati i tempi d’oro del bagnetto con le paperelle (data che si colloca attorno ai 6 anni) una mamma “normotipo” non ne può più di riesumare puppazzetti e affini dalla vasca. E’ stufa di ripescare pezzi di spugna dallo scarico bloccato. Allora introduce l’idea della doccia. Da fare da soli. C’è la svolta. Nessuno vuole più lavarsi. Poi magari una volta scaraventati sotto l’acqua i bambini si divertono. Ma non credo che cantino.
Emma qualche volta fa finta di suonare la chitarra rock e Anita l’ha anche filmata.
Ma di solito, a casa mia, l’argomento doccia si affronta così.
Ore 19 circa: “Adesso fate una bella doccia”
“Possiamo dopo cena?”
“Non voglio farla assieme a lei!”
“Posso per seconda?”
“Possiamo domani mattina?”
“Possiamo dopodomani?”
“Ma l’ho fatta ieri!”
“Ogni quanto si deve fare?”
E le mie figlie scappano grufolando.