A Trento per il mercatino di Natale

(I comunicati stampa e le foto sul Natale hanno iniziato già ad arrivare a settembre, ma ho tenuto duro… adesso però che mancano una decina di giorni all’apertura di questo Mercatino è arrivato il momento di parlarne)

Il Mercatino di Natale di Trento è giunto alla sua 25ª edizione. Un successo che trova conferma nei 750.000 visitatori che ogni anno giungono in città nel periodo natalizio. Dal 24 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, le storiche piazza Fiera e piazza Battisti ospitano oltre 90 casette di legno dove trovare il meglio dell’artigianato alpino e della tradizionale enogastronomia locale. Ma la “Città del Natale”, come viene definita Trento, ha molto altro da offrire: eventi, attrazioni per famiglie e bambini, arte, storia e cultura.

Le luci e gli addobbi allestiti nel centro cittadino accompagnano grandi e piccini in un’atmosfera unica, la musica dei concerti itineranti, mentre un trenino porta i visitatori a scoprire la città. E poi il grande albero illuminato e la casa dove Babbo Natale incontra i bambini e distribuisce i suoi doni!

Nel Mercatino numerosi sono gli angoli dedicati al cibo, dove ricaricare le energie con i tipici dolci trentini, come strudel, torta sbrisolona e zelten, o riscaldarsi con il classico vin brulè.

Una caratteristica importante del Mercatino è l’attenzione all’ecologia e alla sostenibilità. Infatti durante l’evento vengono promossi cibi regionali, stagionali con ingredienti biologici a km 0, utilizzo di stoviglie lavabili o compostabili, raccolta differenziata ed efficienza energetica, tanto che il Mercatino ha ricevuto la certificazione «100% energia pulita Dolomiti Energia». L’energia elettrica infatti è interamente prodotta da fonte rinnovabile, generata dalle centrali idroelettriche delle Dolomiti.

La cura verso l’ambiente si traduce anche nella possibilità di una mobilità sostenibile. Raggiungere Trento in treno è comodo e veloce grazie ai numerosi collegamenti diretti, la stazione ferroviaria dista dal centro storico appena 5 minuti a piedi.

Durante il periodo natalizio inoltre Trento organizza un ricco programma di eventi e tante attività educative divertenti da vivere in città. Per chi si sente un po’ come il Grinch e dopo un’overdose di spirito natalizio comincia a sentirsi un po’ a disagio ci sono altre interessanti attività.

Da non perdere l’innovativo e famoso Museo delle Scienze dove sono sempre organizzati eventi per ogni età. Da non sottovalutare anche l’aspetto storico di Trento. La città porta ancora le tracce del periodo romano, visibili ad esempio nello spazio archeologico sotterraneo in piazza Cesare Battisti e nella Basilica Paleocristiana, rari esempi di urbanistica romana in un allestimento affascinante e suggestivo.
Poi il Castello del Buonconsiglio vale senz’altro una visita, così pure la famosa villa-fortezza cinquecentesca di Palazzo delle Albere.

Mercatini di Natale

Quest’anno cercherò di essere un po’ più natalizia del solito. Ho scritto un racconto a tema e spero di fare una gita a visitare i famosi mercatini, quelli veri, quelli tirolesi.
Mi piacerebbe andare a Innsbruck dove c’è un enorme e scintillante albero di Natale in Swarosvki, alto 15 metri con 170.000 cristalli. Non vedo l’ora di girare fra le bancarelle che vendono decorazioni, candele e dolci natalizi. Comprare regalini, bere vin brulè per scaldarmi e annusare il profumo del Natale nell’aria.
L’ultima volta che mi sono concessa una magia simile è stato tantissimi anni fa, quando le bambine erano piccole. E’ stato quando mi sono innamorata del muesli e ricordo ancora bene il profumo di cannella dello strudel buonissimo che mi sarei sbaffata a badilate ma, purtroppo, dovevo cercare di contenermi.

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Era stata una vacanza a S.Candido, tutto bellissimo a parte il viaggio di ritorno verso Milano. Sant aveva una jeep che in teoria doveva essere l’auto ideale per scorazzare fra le Alpi. Ma appena passato Brunico, qualcosa nel maledetto software della macchina è andato in tilt. Tutta la centralina di controllo aveva smesso di funzionare: non andava più il servosterzo, il servofreno, insomma una roba da paura. Siamo arrivati nel panico (soprattutto mio) fino alla stazione ferroviaria di Bolzano e poi io e le (allora) bambine abbamo preso il treno per arrivare a Milano, cambiando a Verona e forse anche da qualche altra parte che ora non ricordo. E anche Sant con solo due marce possibili, la prima e la seconda, era risucito poi a portare miracolosamente a casa la pelle. Adesso però ho saputo che esiste una comoda linea ferroviaria che ci collega direttamente a Innsbruck, alla faccia di quella jeep assassina.