Ancora solo una settimana

E’ notte, tutto tace. Solo una voce, quella di mia figlia che parla nel sonno.
Bofonchia qualcosa di incomprensibile e poi una parola su tutte rompe la quiete del sonno di tutta la famiglia:
” mmum…mumm…VERIFICA…mmn…”
Siamo alla fine di maggio e i deliri notturni hanno preso il soppravvento. Si sognano test, verifiche e versioni. Ancora solo una settimana di scuola, saremo promossi e anche bene, ma lo stress è salito a livelli altissimi, logoranti e contagiosi. A miei tempi gli ultimi giorni di scuola erano una gioia, si godeva dell’attesa, del conto alla rovescia. Si sognavano allegre e cruente vendette contro i prof più severi(senza offesa per le prof amiche di blog). Probabilmente allora ero solo un’irresponsabile e superficiale somara, forse per questo passato l’altra sera a cena stavo per sbottare: “Ma chi se frega se prendi sett… ” e Sant’ mi ha zittito con una pedata sotto il tavolo, dicendomi di non essere diseducativa.
Dobbiamo quindi sudar sangue fino al suono della campanella per le vacanze.
Per questo ieri rileggendo un comunicato che mi è arrivato un po’ di tempo fa, sulle prove Invalsi, mi sono trovata perfettamente d’accordo con quanto afferma il pedagogista Daniele Novara in quest’articolo
Voi cosa ne pensate?