Letteratura al femminile made in Africa

La lotta contro la discriminazione verso le donne passa anche per sentieri impervi e imprevisti, come per esempio lanciare una casa editrice che pubblica esclusivamente romanzi rosa in un paese difficile come la Nigeria. Questa è la missione di Ankara Press, una nuovissima casa editrice nata proprio per diffondere letteratura femminile romantica nei paesi africani. L’obiettivo di questa avventura è non solo quello di far sognare le lettrici con storie d’amore intriganti e coinvolgenti, ma anche di sovvertire i luoghi comuni e gli stereotipi africani più tradizionali e radicati nel rapporto di coppia.
Leggendo sul sito della casa editrice lo scopo della loro attività, si intuisce la novità e il coraggio di questa iniziativa. Infatti nella ricerca di nuove autrici, che scrivano in inglese, si specifica che i manoscritti che si possono inviare, con speranza di pubblicazione, devono ovviamente avere una trama che segua il classico plot del romanzo rosa ma con interessanti novità: il protagonista maschile, per esempio, non deve essere il solito figaccione, ricco sfondato e fascinoso, naturalmente deve essere piacente ma può fare anche un lavoro umile, come il falegname, il tassista, l’elettricista.
E lei, l’eroina della storia, deve essere una donna di carattere, pronta all’amore ma non a mettere sotto i piedi carriera e ambizioni.
Insomma non il solito zerbino insicuro dei nostri recenti bestseller.
Il romance quindi come cammino verso l’autostima e l’indipendenza. E tutti i protagonisti devono essere di colore e le storie ambientati nelle grandi città africane.
Mi sembra notevole in un continente dove la gran parte delle donne è sottomessa, esiste il fenomeno delle spose bambine, vige ancora la poligamia e l’infibulazione.
Auguro tutto il successo possibile ad Ankara Press, tra l’altro sul loro sito, si può trovare anche un regalo romantico per S.Valentino: un’ebook di storie d’amore africane, da scaricare come PDF o da ascoltare come file audio.

I nuovi maschi & l’amore

foto1
Iniziamo il 2015 alla grande (e con molto ritardo!) con un bell’approfondimento sociologico.
Dopo aver letto questo post, soprattutto per commentare il romanticismo degli adolescenti, ho pensato di condividere le mie recenti ricerche, rigorosamente testate sul territorio, nel pianeta primo amore e dintorni.
Partiamo dalla domanda cruciale: le ragazze sono romantiche?
Direi di sì. Anche se sotto una scorza un po’ ruvida.
Qualche prova? Festeggiano il “meseversario” che per chi, come me, è cinicamente sposata da tanti anni sembra un’aberrazione ma, quando si è insieme da poco, è invece una festa. Poi mettono il selfie del bacio su FB, istagram e whatsApp. Mandano messaggi con i cuoricini, ecc. A dire il vero si “cuoricinano” molto anche tra di loro e si scrivono un sacco di cose tenere.
Anche perchè povere ragazze devono fare squadra e tenersi su, perchè con “i nuovi maschi” tutto il lavoro spetta a loro. Infatti a parte pochi, rarissimi, casi di ragazzi intraprendenti, quelli che citando Cristiano Cavina “curano i loro allevamenti di babies”, tutti gli altri sono amorfi.
Il giovane maschio predatore è definitavamente sparito per lasciare il posto al maschio preda. I ragazzi guardano, fissano il loro oggetto del desiderio, ma agiscono poco.
Fanno eccezione i momenti alcolici. Infatti purtroppo, anche da noi, ora funziona come in Inghilterra e negli altri paesi del nord Europa: per amoreggiare, per sentirsi disinibiti, bisogna bere. Bere, bere, bere.
Per questo gli adolescenti si inciuccano così tanto.
Noi latini una volta eravamo almeno calienti mentre ora siamo diventati inibiti come i popoli del nord e in più abbiamo il PIL che fa schifo.
Comunque.
Il principio che governa l’agire dei nuovi maschi è “poco sbattimento” (evitare lo sbatti, è la regola numero uno degli adolescenti) quindi seguono poche regole ma precise. La prima è quella “dei tre giorni”: mai telefonare a una ragazza che ti ha dato il numero prima che siano passati appunto tre giorni, per non apparire sfigati. Poi se si fidanzano messaggiano, ma poco, praticamente solo in risposta.
Perchè tanto icontatti li tengono le ragazze.
Insomma preferiscono la reazione all’azione. Preferiscono lasciarsi fare piuttosto che fare.
Perchè? Colpa delle indipendenza, dell’aggressività e dell’intraprendenza delle ragazze? Colpa delle fanciulle cresciute con “Il mondo di Patty” e poi con le avventure di Violetta (che sembra Sofia Vergara più che una vera teen-ager)?
Sono spaventati? Colpa dell’erotismo tout-court, tv, video, rete, pubblicità, in cui sono stati immersi fin dalla materna?
Alcuni uomini della mia età confessano che da adolescenti si eccitavano guardando i reggiseni sul catalogo di PostalMarket, mentre questi nuovi uomini sono cresciuti a pane e youporn, senza il senso del proibito.
E con le immagini ubique (nelle pubblicità dei profumi, dei jeans, del deodorante, del wcnet) di una lei sexy e pantera avvnghiata a un lui muscoloso e testosteronico, sudato e depilato.
I nuovi maschietti per essere all’altezza vanno in palestra per potenziare il fisico e poi però stanno fermi per paura di sbagliare.
foto2
La settimana scorsa sono andata al Museo del Fumetto e ho visto una mostra su Tex Willer (queste sono alcune delle immagini più romantiche). Il vecchio Tex era un eroe tosto e c’erano un sacco di cinquantenni (i fan di PostalMarket) che guardavano le vecchie copertine con occhi sognanti, carichi di nostalgia, ricordando la loro infanzia e adolescenza. Altri tempi, così lontani.
Le cose sono cambiate molto, non ci sono più le mezze stagioni e neanche i machi di una volta, Ma voi cosa ne pensate?
Chi li ha fatti fuori?