Castagnata


Il sogno di ogni mamma con prole in età scolare è di dormire un po’ di più almeno nel week-end. Pensare di non poter pigrare neanche al sabato non è un’idea allettante e ancor meno dover svegliare e pascolare fuori di casa le bambine in fretta come se fosse una mattina di scuola. Ma tant’è. Oggi pomeriggio al maneggio in Brianza dove vanno Emma e Anita c’era in programma una castagnata e quindi la nostra lezione di equitazione era alla mattina (un’ora di viaggio da casa) e al pomeriggio gita nel bosco, caldarroste e giochi più o meno equestri.
Convincere sant’uomo a partecipare, invece di passare la giornata alternando una lunga dormita a una gita in moto, non è stato facile ma con grande diplomazia ci sono riuscita.

La mattina è passata senza incidenti, a parte lo strano raffreddore di Emma che si manifesta con una sintomatologia violenta solo in auto, in curva, in mezzo a un’incrocio o a una rotonda.
Uno starnuto forte misto grugnito.
Anita che urla: “Ma Emma, che schifo!”
Emma che supplica con voce nasale: “Mamma aiuto un fazzoletto! Presto!Prestooooo!”
Anita non l’aiuta perchè è disgustata. Allora, anche se sto guidando devo intervenire con urgenza e lanciare un kleenex attravero l’abitacolo, prima che Emma si copra di “moccio” e contamini l’auto, proprio come un bebè incontinente. Quando non siamo in auto, in curva e non sto guidando Emma non ha mai bisogno di soffiarsi il naso.

Alle 14,30 l’appuntamento per la castagnata. Appena arrivate Anita si guarda intorno perplessa. Anzi anche un po’ schifata. Ci sono molti bambini più piccoli di lei.
“Anita cosa c’è? Se non ti piace, torniamo a casa. Il papà sarebbe anche contento”
“No, no… va bene” e continua a scrutare tutti con un’espressione delusa.
“Ci sono anche i ragazzini che erano con voi alla settimana del camp estivo?”
“Sì, li ho già salutati…” con un entusiasmo da funerale.
Sarà un antipasto di paturnie adolescenziali, sarà che è timida, comunque vorrei risponderle: “Senti bella….ci siamo inventati la scampagnata, scaraventati giù dal letto per portarvi qui…Poi sai delle castagne non ce ne frega niente, quindi vedi di apprezzare il gesto e cerca di divertirti senza fare troppe storie…”
Invece la Maria Montessori che è in me mi fa dire dolcemente: “Sono sicura che ti piacerà …ci vediamo dopo”
Me la squaglio veloce per tornare dal sant’uomo e sfogare la frustrazione di avere una figlia ingrata e umorale.
Lui mi dà subito ragione e rincara la dose: “La prossima volta vengono a piedi…”
Poi considerato che davanti alle bambine non possiamo usare il turpiloquio perchè costa, ora che siamo soli ci lanciamo allegramente in una bella e liberatoria serie di imprecazioni contro l’egoismo dei figli.
“Porco qui…Porco là…posso dire quello che voglio tanto non pago!”, sbotta lui felice.
“Hai ragione…alla faccia di quelle due ….” gli rispondo entusiasta.
Oramai di buon umore, decidiamo anche noi di fare una passeggiata nel bosco di castagne.
A metà strada incontriamo il gruppo dei bambini del maneggio: le nostre figlie si divertono come due matte e hanno raccolto due sacchi pieni di castagne.
Più tardi a caldarroste e Fanta ritorna la pace nel mondo.