C’è sempre una prova

Ieri mentre lavoravo (ed ero quindi moooolto concentrata), Anita è venuta a chiedermi aiuto per fare i suoi primi compiti delle medie. Aveva delle moltiplicazioni e la prof di amtematica le aveva detto di fare anche la prova del nove.
“Mamma, cos’è la prova del nove?”
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata “la prova d’amore”, quella strana cosa che da piccola era nominata nelle lettere dei giornali femminili che leggevo di nascosto. Le lettrici scrivevano: “….lui vuole la prova d’amore, altrimenti mi lascia. Cosa devo fare? …Disperata ’58”
Di solito la responsabile della posta (probabilmente la nonna della Santanchè) rispondeva: “…non darglierla, non darglierla!”
Io non sapevo cosa fosse ‘sta prova, ma sentivo puzza di bruciato…
Solo anni dopo ho scoperto la verità. Però ieri, tornata con la mente ai giorni nostri, ho capito che non era questa di cui parlava Anita.
Ho pensato alla “prova del cuoco”, no, non poteva essere, neppure quella andava bene.
Anita mi guardava perplessa e allora ho dovuto pensare a voce alta:
“Credo che sia un modo di dire…”
Stavo anche per aggiungere: “…che ti importa fallo con al calcolatrice” o peggio:
“…non devi impararla tanto non ti servirà mai, adesso ci sono i computer…”
Poi ho avuto un’illuminazione: telefona al papà (l’esperto scientifico/matematico/informatico della famiglia). Non se la ricordava neppure lui, ma è andato su google e l’ha trovata.
L’ho stampata e Anita era felice. Questa volta l’ho sfangata, ma la prossima?