Merendine con olio di palma: attenzione!

Qui fare un post é un’impresa eroica. La connessione è molto umorale, va e viene a seconda delle influenze astrali, l’unico posto dove “prende” bene é di fianco alla porta del bagno. Sará un messaggio? Vorrá dire che i mie post fanno…

Quindi attenendomi a questo suggerimento celeste, mi limito a riportare un link di Altroconsumo, a mio parere molto interessante, su una petizione per fare chiarezza sull’utilizzo dell’olio di palma nei prodotti alimentari per bambini e adolescenti.

Buona Merenda a tutti 😱😱😱

Maldive e Nutella


La maledizione della dieta: le cose buone ingrassano. A livello ecologico quasi il replay: le cose golose inquinano. La nutella, mitico e impareggiabile peccato di gola, sarebbe da boicottare perchè non solo procura brufoli e cellulite, ma causa anche il disboscamento delle foreste pluviali del Sud est asiatico. Per produrre la cioccolata da spalmare bisogna utilizzare infatti una quantità spropositata di olio di palma. E quindi piantare un sacco di questi alberi a scapito di altre specie. Secondo Greenpeace questa deforestazione provoca uno squilibrio climatico e mette a rischio specie animali, prime vittime i poveri oranghi. La Ferrero però fortunatamente ha aderito all’appello di Greenpeace e si è impegnata ad andarci più cauta con l’olio di palma che viene comunque usato moltissimo anche nei cosmetici e come biocarburante. Quindi d’ora in poi guarderò con maggior attenzione le composizioni di trucchi e affini.
Qualche sospetto sulla Nutella devo ammettere che l’ho sempre avuto: troppo golosa per essere senza peccato. Nei miei pellegrinaggi nei negozi bio, nei momenti più radicali, avevo già tentato varie volte di trovare un sostituto eticamente sostenibile da proporre alle bambine: ma è come bere la coca-light, una cosa peccaminosa va fatta con coraggio una tantum. La versione edulcorata non vale nulla. Anita comunque, per compiacermi, ha assaggiato varie eco-nutelle-taroccate con malcelato disgusto; mentre Emma più radicale (anche un po’ anormale, forse l’unica bambina al mondo) non ama neppure l’originale e preferisce la marmellata di fragole tout-court.

Alle Maldive invece succede una cosa un po’ napoletana: stanno trasformando un’ isoletta, dove naturalmente non vanno i turisti, in una discarica a cielo aperto, anzi a mare aperto. Infatti a Thilafushi, lunga sette chilometri e larga un centinaio di metri, si sta ammucchiando una montagna di spazzatura da circa quindici anni. Tanto che si è formata una collina dove bruciano, tra le altre cose, batterie esauste, cellulari e computer in disuso e così mercurio, piombo e cadmio finiscono nella laguna. E’ la denuncia della ong ambientalista Blue Peace che nel suo blog descrive altre paurose nefandezze che rovinano il delicatissimo eco-sistema maldiviano.