Lo chiamavano Jeeg Robot: una bella sorpresa

Un tuffo nel Tevere che fa diventare radiottivi e regala anche superpoteri.
(Fosse vero ci si butterebbero in tanti per svoltare).
A farlo è il protagonista di questo incredibile film, uno splatter all’italiana ambientato nella dura realtà della periferia romana.
Qui Enzo (Claudio Santamaria), un piccolo criminale scontroso e sfigato, cerca di sfangarla tutti i giorni mangiando yogurth e guardando film porno. Poi un giorno deve, appunto, buttarsi nel Tevere per sfuggire a chi vuol fargli la pelle, e la sua vita cambia.
Arrivano i superpoteri.
E la sua vicina di casa, una trentenne sciroccata che è rimasta bambina, non si stupisce e gli spiega che si è trasformato nell’eroe di un manga: Jeeg Robot.
Ma essere Jeeg a Tor Bella Monaca non è affatto facile.
Tra scene di violenza esagerate alla Pulp Fiction e dettagli geniali (come il killer che si pulisce sempre le mani con l’amuchina, è frustrato e acido perchè vorrebbe essere un cantante melodico e ha l’ossessione per audience su Youtube), questo film cita tutte le situazioni tipiche dei film dei supereroi con un’ironia tutta italiana: acuta, provocatoria e coinvolgente. E’ un piccolo inaspettato capolavoro del regista Gabriele Mainetti, alla sua prima esperienza in un lungometraggio, che sta facendo il botto, grazie al passaparola.