Una vacanza all’insegna della natura

In mezzo al Parco Nazionale del Delta del Po, nominato Riserva della Biosfera Unesco, per una vacanza formato famiglia che offre mare, sport ed escursioni, in una cornice assolutamente eco-friendly.
Tutto ciò nei campeggi affacciati sul mare di Isamar e Barricata. dove non si vive in tenda ma in varie sistemazioni a scelta: bungalow, chalet e anche lodge tent, in stile safari. E tutt’intorno la natura da esplorare in barca, facendo il giro delle isolette del Delta, in itinerari in bici e anche più avventurosamente a cavallo.
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La particolarità di queste tipo di soggiorno è proprio la versatilità della proposta, chi ama l’equitazione può addirittura portare con sé il proprio cavallo e farlo “alloggiare” nel maneggio del Barricata Village, il centro ippico Tenuta Sacra Grazia, dove si organizzano escursioni lungo argini, dune, spiagge, ma anche percorsi più impegnativi di cross-country e corsi di equitazione per i bambini che partono dal classico battesimo della sella.
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Una delle passeggiate più interessanti che si possono fare a cavallo porta alla Sacca di Scardovari, la laguna più ampia del Delta, meta famosa per la pesca e per l’allevamento di cozze e vongole. Nelle sue oasi, tra canneti e paludi, si può fare bird-watching per scorgere uccelli rapaci, gru, ibis, sterne e naturalmente gabbiani.
Poi in questi villaggi, oltre alla vita da spiaggia, all’intrattenimento e all’animazione sono molto importanti le attività sportive. Per gli adulti ma soprattutto per i ragazzi. Oltre al diving e alla canoa, c’è una scuola di rugby, tenuta dall’ex campione Marco Bergamaschi, e aperta anche alle ragazze dai 10 ai 15 anni. Poi quest’estate ci sarà il campo estivo di allenamento calcistico della squadra inglese dell’Arsenal.
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Un altro punto a favore di questi villaggi riguarda la loro disponibilità verso i cani, infatti la spiaggia di Isaholidays è dog friendly, ed è una cosa bellissima, se deciderò di andare posso portare anche Lola a fare buche e correre sulla spiaggia. Potrei cercare di farle passare la paura delle onde. L’Adriatico è abbastanza piatto e spero proprio di riuscirci.

French Riviera: reportage senza veli

Siamo state una settimana al mare, sempre nel solito paesino francese che mi piace tanto.
Una vacanza tutta al femminile: le ragazze, Lola ed io.
Lola ha fatto il suo bel passaporto internazionale, alla ASL, ed è potuta partire con noi.
Lei non ama molto il mare, le onde le fanno paura e in Francia ci sono troppi barboncini per i suoi gusti, così ha passato la maggioranza del tempo sul terrazzo a prendere il sole. Non sto scherzando, al mio cane rosolarsi al sole piace moltissimo.

Peccato che questa volta il sole non fosse così caldo infatti era il vento a farla da padrone. (Porcoboia) è soffiato intensamente per tutta la settimana facendo scendere la temperatura a livelli tristissimi. Faceva così freddo che stare in spiaggia era una sofferenza, anche perchè si alzava la sabbia e non era per niente piacevole.
Peccato perchè l’acqua era cristallina ma appena entravi ti veniva una sincope dal freddo.

Così non è stata una vera e propria vacanza balneare, abbiamo fatto altre cose: shopping al mercatino provenzale che adoro, giri al parco per far correre Lola e dove ho fatto anche “un percorso vita”. Una di quelle cose fitness che ci sono nei parchi e ho anche rischiato di rompermi l’osso del collo perchè avevo le ciabatte!

(Prego notare l’eleganza delle mie “bimbe” vs.la mia goffaggine con la gonnellina! Sembro la portinaia di un condomminio sulle palafitte che sta scappando)

Naturalmente eravamo partite leggere: neanche una felpa così al mercatino ho comprato alle ragazze le mariniere le magliette tipiche francesi e poi le ho paparazzate.

Poi abbiamo comprato anche i sandali (ero in buona) e poi come ogni anno ho fatto il pieno di spezie. Peccato che ho deciso di conservare i sacchetti nell’armadio vicino ai miei vestiti. L’altro giorno qui a casa cercavo una magliette e mi sono stupita dalla puzza di curry che emanava dalle mie cose. Peggio di un ristorante indiano. Poi ho capito: altro che lavanda provenzale, era stata la genialata dei sacchetti di curcuma che avevo nascosto la settimana scorsa.
Spero almeno che tengano lontano le tarme!

Naturalmente per la legge di Murphy, la sera dell’ultimo giorno c’è stato un tramonto stupendo e il giorno della partenza era un caldo meraviglioso, dove tutti andavano in spiaggia sereni e felici senza temere la tempesta di sabbia!

Cani e bambini à la plage


Lola ha visto il mare per la prima volta. Poteva farne a meno, non l’ha apprezzato per niente. Anzi le onde le mettevaqno fifa. Tra i suoi numerosi e diversificati antenati senz’altro non c’è un terranova. E invece al mare (in Francia) è pieno di cani di mare. Ce n’era uno che giocava a palla sulla battigia, un altro che saliva e scendeva da una di quelle tavole da surf con cui fanno (di solito) il bagno i bambini.

Poi c’era un labrador nero, marinaio nel dna, che stava su uno yacht e giocava con un vero pezzo di corda da barca, mentre Lola ha la stessa corda taroccata da mordicchiare, quella made in China, quella finta e colorata che vendono nei pet shop.


A Lola la gita al mare non è piaciuta, era anche un po’ nervosa e guardinga quando stava sotto il tavolino di un bar dove andavamo a bere perchè c’era l’wi-fi.

Lola comunque ha schivato la convivenza forzata in spiaggia. Anzi ne ha approffittato per sgarrare tutte le regole e aspettarci sdraiata al mio posto sul letto, l’impronta delle sue zampette sul lenzuolo candido l’hanno tradita.
In spiaggia c’era una famigliola composta da papà, mamma e due bambine. La più grande avrà avuto cinque anni. Non andavano per nulla d’accordo. La grande in particolare era particolarmente violenta con la sorellina. Ad ogni contrarietà cercava di menarla aiutandosi anche con paletta e rastrello. La mamma allora interveniva, le separava e mandava la primogenita violenta in castigo. Il luogo di questo esilio punitivo era un palo, situato in un angolo un po’ lontano alla fine della spiaggia. La colpevole doveva stare lì a espiare le colpe. Faccina rivolta verso il palo.
Dopo pochi minuti cercava di tornare tra i “buoni” e cominciava a girarsi per capire come buttava.
Ma la mamma la nasava subito e le urlava: “Guarda il palo! Non girarti!”
E’ successo diverse volte. La piccola doveva continuare a sopportare la simbiosi con il palo.
Se da grande diventerà ballerina di lap-dance non sarà una scelta sorprendente.

Vacanza!

Finalmente, finalmente siamo partiti per il mare: due settimane di meritatissima vacanza!

Memori dell’esperienza dello scorso anno e delle gravi crisi di astinenza avevamo scelto oculatamente un residence con l’wi-fi. Abbiamo invece scoperto che essendo al terzo piano dell’edificio c’è un’ottima vista ma zero connessione.

Perciò per scrivere post e surfare in giro bisogna sedersi su un gradino delle scale esterne (come sto facendo adesso).

Cercherò comunque di fare qualche post anche se uno degli scopi della vacanza è proprio quello di disintossicarmi dalla rete (illusa).