Il maialino Babe ma anche…

L’altro giorno ho letto questo post e sono rimasta particolarmente colpita. Ho riflettuto su questo brutto “problema” e mi è tornata alla mente un’esperienza di un po’ di anni fa, tredici per l’esatezza, (è accaduto nell’estate in cui poi sono rimasta incinta di Anita). Ero indecisa se parlarne oppure no. Alla fine ho pensato di raccontarla, non per sdrammatizzare ciò che ha scritto Emily, ma perchè certi animali che si nascondono ovunque vanno stanati e sbeffeggiati.

Ancora non c’erano i DVD con la possibilità di vedere i film in lingua originale, perciò a Milano le rassegne di film in inglese erano particolarmente frequentate. Quel giorno, in un cinema del centro proiettavano Babe maialino coraggioso: ero andata a vederlo con una collega anglofona come me. Era la proiezione delle 18. In sala molte donne: probabilmente insegnanti di lingua, traduttrici, studentesse. A fianco a me si siede un signore piuttosto distinto sui quaranta. Non ci faccio caso, il cinema è abbastanza pieno.
Comincia il film, tenero, allegro e divertente. A un certo punto con la coda dell’occhio vedo che il mio vicino di posto armeggia con la valigetta ventiquattro ore: la tira su, la mette sulle ginocchia, li rimette già. Cavoli suoi, penso. Continuo a seguire le avventure di Babe.
Più tardi avverto un po’ di tramestio. La valigetta viene aperta poi richiusa. Il tramestio continua…non ci posso credere!
Il mio vicino di posto intratteneva sè stesso in modo improprio (non uso il verbo più idoneo altrimenti Google mi spedisce qui tutti i maniaci). Mi sono alzata e sono andata ad avvisare il bigliettatio. Siamo tornati in sala, il bigliettatio è andato anche a cercarlo in bagno, ma nessuna traccia. Il “distinto” signore con la valigetta se l’era data a gambe.
A quei tempi non avevo figli ed ero meno angosciata da certi atteggiamenti. Ho solo pensato che quel viscidone doveva avere la mente bacata: era un feticista delle prof di inglese o un amante morboso della vita in fattoria. Schifoso comunque.