Il lato (molto) oscuro della maternità

E’ quasi finito tutto: non porterò più a scuola nessuno, non andrò più a un colloquio, non guarderò più un voto su un registro elettronico. Emma ha finito il liceo classico e fra una decina di giorni affronterà la maturità.

In tutti questi lunghi anni a contatto con l’istituzione scolastica e soprattuto con gli altri genitori ho scoperto molte cose. Interessanti snodi psicologici nella famosa interazione genitori-insegnanti. Ma quello che mi ha colpito di più sono stati i risvolti più squallidi della genitorialità. In particolare della maternità.

Nelle madri c’è strisciante un senso di perniciosa inadeguatezza che porta a negare la realtà e a esprimersi con comportamenti spesso aggressivi. Se i figli non si comportano bene è sempre colpa di qualcun’altro. A qualsiasi età e in qualsiasi situazione. Il problema non nasce mai dall’educazione famigliare ma dall’esterno, e ovviamente nell’ambito scolastico è colpa, sempre e solo, degli insegnanti.

La cronaca ci racconta di docenti picchiati, insultati, minacciati.

Ma pochissimi genitori ammettono che il proprio figlio sia un deficiente maleducato. Strano perchè tutti sbagliano e in giro, da sempre, è pieno di cretini. Ma sono sempre figli di qualcun’altro.

Questo negare l’evidenza provoca stress e purtroppo una bella opportunità per sfogarla è rappresentata dai social. In particolare le chat delle madri su whatsapp che diventano roventi proprio nei momenti dell’organizzazione di eventi ludici in cui incontrarsi, mangiare o bere insieme. Si parte con le migliori intenzioni e poi se qualcuno non è d’accordo con la location, l’orario o il menù, basta un attimo per scadere negli insulti anche personali.

Un’altra sfumatura della negazione di ogni possibile difetto nei propri ragazzi è spesso veicolata attraverso il mestiere della delegata di classe.

Come avevo già scritto, ben 8 anni fa, in questo post l’ incombenza spesso tira fuori il peggio di molte. Proprio stamani ho letto messaggi di madri di diciannovenni (individui maggiorenni che possono bere, fumare, guidare, fare sesso, ecc.) che lamentano di prof cattive che danno voti bassi e incitano gli altri genitori a fare rete per garantire la sufficienza ai loro ex-bambini.

Big little lies

La mia nuova serie tv preferita è Big little lies, adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di successo pubblicato nel 2014 dall’australiana Liane Moriarty .

La storia si svolge a Monterey in California e sprigiona veleno materno dalla prima inquadratura. Il teatro della vicenda è infatti una scuola privata frequentata da un gruppo di bambini locali. E per “locali” intendo quelli di famiglie che vivono in ville meravigliose sull’oceano e hanno mamme ultra. Ultra-competitive-eleganti-ansiose. Insomma, a parte la differenza geografica, le dinamiche della storia sono quelle classiche che si creano nel cerchio magico delle madri con i figli nella stessa classe.

In Big little lies le mamme protagoniste sono Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Laura Dern e Shailene Woodley (che era moribonda in Tutta colpa delle stelle, ma qui è cresciuta e sta abbastanza bene) che, come tradizione, dopo aver mollato i bambini a scuola vanno a farsi il caffè delle mamme e a spettegolare.

Nel loro caso però il bar è in riva all’oceano e il barista è anche simpatico e fico.
Comunque, anche loro come in tutti gli entourage scolastici hanno le loro belle gatte da pelare: gelosie, segreti, bugie, invidia, bullismo, recite di classe e naturalmente il solito odio fra madri lavoratrici e madri casalinghe.

Insomma, nonostante le meravigliose apparenze l’atmosfera non è per niente idilliaca, tanto che a una festa scolastica ci scappa l’omicidio.

E la prima puntata della serie inizia proprio, come si usa ora, con dei flash-back che intercalano nella storia e fanno ascoltare degli interrogatori della polizia.
Chi è morto non si sa con certezza, ma si presume che la vittima sia una madre della scuola particolarmente rompiscatole.

Meraviglioso! Colpo di genio dell’autrice per guadagnare pubblico.

Infatti chi, al colmo dell’esasperazione, non ha mai sognato di far fuori la madre più odiosa della sua scuola?

Non vedo che sia domani sera per vedere la nuova puntata!

P.S. Non ho trovato il trailer in italiano, ma si può vedere al link che ho messo sopra.

Il mammese su Whatsapp

what
Ieri sera ho letto su Fb questa serie di messaggi fra madri e figli adolescenti su Whatsapp. Ho riso molto e devo ammettere che è tutto molto realistico.
A parte la volgarità (colpa dei romani?), il resto è tutto verosimile.
Perchè anche se i pargoli sono oramai adolescenti per le mamme le preoccupazioni basic rimangono sempre le stesse: avrà mangiato? Prenderà freddo? Per i più avventurosi c’è anche tornerà a casa? E come?
Ma oltre a essere ansiose le madri degli adolescenti, nella quasi totalità dei casi sono anche presbiti. (Colpa dell’età se non si è partorito troppo presto). Quindi molto spesso i messaggi mammeschi sono indecifrabili.
Come nei vecchi telefoni prima del T9.
Di solito la “a” diventa la “s”, la “b” sarebbe la “n” e la “p” viene scambiata con la “o”. Insomma si digita un po’ a caso, a memoria, sperando in Dio.
Succede anche perchè gli adolescenti consultano le madri in urgenza e nei momenti meno opportuni (mentre si… guida, cucina, dorme, spinge il carrello del super, guarda un film ).
Altro aspetto patetico delle madri messaggianti è l’uso degli emoji.
Alle mamme gli emoji piacciono un sacco (anche perchè si vedono abbastanza bene), fanno sentire moderne e poi sono mezzi semplici per irradiare amore. E il cuore di mamma (anche se si passano molte ore a maledire il teen-ager) in fondo è sempre stracolmo di amore. Quindi le madri ci tengono molto a spedire nei messaggi tanti cuori che pulsano. Peccato che “il cuore che pulsa” sia un emoji molto struggente e fico, ma anche complesso.
Quindi bisogna chiedere al figlio, preferibilmente figlia, di mandare un “cuore che pulsa” che così poi lo si copia e rimanda!
Che bello!
cuore
Ultima cosa stupenda (e molto vera) nei messaggi, che ho visto, è la preoccupazione materna di trovare un fidanzato/a perfetto ai figli. C’era infatti il messaggio di questa madre che diceva alla figlia di aver (per caso) incontrato questo ragazzo svedese molto carino e simpatico e gli aveva anche chiesto il numero di telefono. Così la figlia poteva uscirci.
Perchè le mamme si preoccupano e se una incontra (per caso) un ragazzo/a meraviglioso cosa deve fare? Lasciarselo/a scappare?
Farlo magari catturare da un’altra madre?
Perchè in fondo cosa vogliono le mamme?
Solo la felicità dei loro cuccioli 🙂