Fuorilegge

Quand’ero molto giovane e abitavo a Londra, da sola e sempre in precario equilibrio per sbarcare il lunario, incontravo spesso sottocasa una signora, una barbona, una baglady che mi faceva una gran paura. Non perchè fosse violenta o perniciosa ma perchè mi faceva pensare:
“Oh mio Dio, poveretta come avrà fatto a ridursi così?”
Avevo paura di sbagliare qualcosa e finire come lei. Perchè sapevo che c’è un punto in cui tutto si incrina ed è l’inizio della decadenza, ma a volte non ci si accorge neppure di essere arrivati a quel bivio.
Quindi mi impegnavo un sacco per evitarlo.
Ma ogni volta che la incontravo mi tornava l’angoscia.
Ora però, tanti anni dopo, so che per diventare fuorilegge basta un attimo e appunto non è detto che ci sia consapevolezza.
A me è capitato ieri. Sono andata all’Esselunga e ho scoperto di essere persona non grata. La mia fidaty card, quella che mi permetteva di utilizzare il lettore ottico, il barcode, per far la spesa più velocemente non era più attiva.
Dopo un “simpatico” giro di telefonate con il servizio clienti ne ho scoperto la ragione: sono stata bannata dall’utilizzo di tutti i barcode del Regno (dell’Esselunga) perchè nei recenti casi di rilettura della mia spesa c’erano alcuni prodotti non bippati.
Quindi vengo considerata una disonesta, una che frega, a cui non si può più lasciar fare la spesa bippando allegramente in autonomia. La mia tessera è diventata una Diffidaty!
Sono caduta dal classico pero, anche perchè, sì forse ricordo che l’ultima volta avevo dimenticato di bippare una busta di pinoli. A volte l’idea di una pasta al pesto può diventare sliding door del destino futuro! Ma non ho mai rubato nulla e come testimonia anche questo post ero una entusiasta e integerrima utilizzatrice del barcode già dal lontano 2008!
Quindi oramai sono fuorilegge e la strada verso la carriera di baglady potrebbe anche aspettarmi all’orizzonte, nel frattempo andrò alla Coop!

Orsetti maledetti


Ieri ero molto emozionata dall’idea di sperimentare la spesa al super con il lettore ottico fai-da-te. La settimana scorsa avevo incrociato un’amica all’Esselunga davanti al frigo del latte con in mano questa strana macchinetta. Prendeva la bottiglia di latte, faceva clic con aria da esperta e poi la riponeva soddisfatta in una delle due borse aperte e agganciate al carrello. Strategicamente una sacca per la roba da frigo e l’altra per tutto il resto. La mia amica si muoveva leggiadra e sicura fra le corsie. Davanti alla mia muta ammirazione mi ha spiegato che a fine spesa si passa davanti alla cassiera, si consegna l’aggeggio, si paga e via!
Spesa in tempo record. Non bisogna neppure tirar fuori tutti gli acquisti e risistemarli poi nei sacchetti. Il telepass del super. Niente coda, anche perchè ci sono tra casse abilitate ai clienti con il lettore ottico. Niente perdite di tempo. Io donna del web 2.0, non potevo non copiarla.
Quindi ieri registro la mia tessera Fidaty per questo strabiliante servizio, prendo un lettore ottico, borse tattiche e parto carica di ottimismo.
Comincio con l’uva sfusa: clicco sul codice a barre ma il mio lettore sembra morto. Schiaccio tutti i pulsanti per sentire un clic, niente. Cerco di non scoraggiarmi e faccio comunque il pieno di frutta: il mio lettore continua a non obbedire. Inizio a sentire un po’ di ansia.
Davanti al frigo del latte fortunatamente si fanno sempre incontri fulminanti. Questa volta c’è un signore con il badge Esselunga e la camicia. A quelli con il badge Esselunga e il grembiule avevo già chiesto aiuto ma era stato inutile. Questo signore invece, con fare autorevole, mi spiega che il lettore ottico va tenuto a una certa distanza dal codice a barre, che non si pigiano tutti i tasti a caso, ecc. Finalmente riesco e sono indipendente, Clic qui e clic là, ho quasi finito la spesa quando mi ricordo la missione più importante della mia spesa. Gli orsetti!
Sono delegata di classe e la maestra di matematica ha chiesto di avere 30 orsetti di gomma a bambino per 35 alunni. Deve usarli per fare le divisioni. La rappresentante dell’altra classe mi aveva comunicato che all’Esselunga c’erano le buste con gli orsetti, lei ne aveva prese 37 io dovevo acquistarne 38. Peccato, non vedo nessun orsetto tra gli scaffali.
Chiedo e mi dicono di guardare fra le buste di caramelle vicino alle casse. Arraffo 7 pacchetti di orsetti, ricoperti di zucchero pensando con un po’ di preoccupazione ai denti di mia figlia, vado alla cassa e domando dove posso trovare altri orsetti. E’ la cassa vip per i clienti con il lettore ottico, non c’è nessuno. La cassiera mi indica il covo degli orsetti, aggiungendo gentilmente che posso lasciare lì il carrello.
Forse pensa che io debba prendere ancora una sola busta di orsetti. In fondo alla corsia 4, agguanto i pacchetti di orsetti e cerco di tornare velocemente alla cassa.
Abbracciare 30 sacchettini scivolosi non è facile. Anzi è quasi impossibile. Mi cadono tutti per terra, li prendo e mi riscivolano. Non riesco a tenerli. Sono inginocchiata per terra in mezzo alla corsia, vittima dell’ammutinamento degli orsetti. Scivolano dal mio abbraccio e ricadono per terra. Passa una signora e ride.
Per giustificarmi le urlo: “Sono delegata di classe…”
Lei va via pensando che sia pazza. Decido di infilare una decina di sacchetti di orsetti nella mia borsa, anche se rischio di essere accusata di taccheggio. Passa una cassiera e mi guarda sospettosa. “Li devo comprare per la maestra di matematica…”, mi giustifico.
Ma lei non ride neppure. Finalmente riesco ad alzarmi con tutti i pacchetti tra le braccia e la borsa aperta dove spuntano gli altri.
Arrivo alla cassa dove c’è il mio carrello bloccato davanti a 5 clienti vip muniti di lettore ottico. Sono inviperiti perchè stanno perdendo tempo. Un signore cattivo con gli occhiali dice:
“Era ora…”
Rovescio gli orsetti che ho fra le braccia sul piano della cassa e tiro fuori il più velocemente possibile gli altri sacchettini dalla borsa.
“Scusatemi sono delegata di classe… gli orsetti per le divisioni… li ha chiesti la maestra…devono essere 38…mi può dire se ci sono tutti?”
La cassiera si riprende il lettore ottico e risponde gelida: “Guardi nello scontrino”