Quanto costa l’aldilà!

Ieri stavo lavorando tranquilla e serena quando mi arriva una telefonata.
Imprevista. Surreale. Macabra. Dolorosa. Sconvolgente.
“Qui è il cimitero. Lei ha fatto una pratica nel 2001”
“Una pratica? Veramente è morto mio padre”
“Appunto adesso dobbiamo fare un’esumazione”
“Un’esumazione???”, cado dalle nuvole. Pensavo che si esumassero solo i cadaveri diciamo “sospetti”. Tipo Renatino boss della banda della Magliana che è stato seppellito, nella basilica di Santa Apollinare a Roma e ci si chiede ancora perchè. Oppure qualcun altro vittima di un crimine, da esumare per capire qualcosa di più sulla morte violenta…ma il mio povero papà non potrebbe riposare in pace?
La morte non è per sempre?
Pare di no.
“Lo esumiamo, poi vediamo se è decomposto…poi magari l’ossario…”
Deglutisco.
“Oss…ossario?”
“Guardi, deve scegliere. Probabilmente è già decomposto…però ci sono due opzioni a 2 anni o a 5 anni…invece là sarebbero 99 anni…”
Sembra una svendita.
“Poi il prezzo cambia a seconda delle file”
Come l’ombrellone in spiaggia.
“La prima fila è sugli 800 euro”
Gasp!
“Lei ha una tomba di famiglia?”
No, sono sfigata. Non ci ho mai pensato.
“Altrimenti per la cremazione, poi deve decidere dove mettere le ceneri…che tipo di cassettina…o se le vuole disperdere”
Come nei film. I più fichi usano l’oceano o un monte se hanno magari nonni apache.
“E’ sicura che non vuole assistere? Sarà senz’altro decomposto, ma non si può mai dire però”
Brivido.
“Posso rivolgermi a un’agenzia di pompe funebri?”
“Certo ma faccia presto però”
Alla fine, mi sono infomata. E’ quasi normale ricevere una telefonata così. Non è più come una volta, riposa in pace, è solo un modo di dire. Dopo un po’ di anni anche i morti devono sloggiare e il trasferimento costa, costa caro, aspetto il preventivo ma saranno più di mille euro.
A prescindere dalla crisi il business del caro estinto va fortissimo.