GEPO e l’avventura del parto

L’altro giorno sono stata invitata al centro GEPO a provare un massaggio molto particolare: un trattamento olistico con le campane tibetane. Dopo una bella esperienza di yoga non potevo lasciarmi scappare una prova del genere. Mi hanno invitato a sdraiarmi (vestita) e mi hanno posato sopra tre ciotole pesanti poi ho chiuso gli occhi ed è iniziato il massaggio. Una sensazione stranissima, piacevole e molto coinvolgente, prodotta dalla vibrazione che la massagiatrice creava, utilizzavando un batacchio, producendo un suono profondissimo nelle ciotole. Un suono grave e rilassante che ricorda sia l’Om dello yoga che i mantra dei monaci tibetani.

Finito il massaggio, che nella versione promo era solo con tra ciotole ma in quella completa se ne utilizzano ben sei, mi sono alzata serena e rinvigorita.

Questi trattamenti con le campane tibetane, messi a punto dagli esperti di benessere olistico Laura Nacci e Walter Zanca, sono tra le novità proposte da GEPO nel 2017 per sostenere psicologicamente e fisicamente le neo-mamme nel post-parto, aiutandole a trovare uno spazio di “decompressione” tra impegni e nuove responsabilità.

Le vibrazioni e il suono di questi antichi strumenti, infatti, riducono stress e tensioni (anche muscolari), drenano i liquidi, stimolano la produzione di latte e regalano, già dopo una sola ora, una piacevole sensazione di rilassamento ed equilibrio.
Un modo antico, ma al tempo stesso innovativo qui in Italia, per affrontare il delicato momento del post-parto.

L’altra importante novità del 2017 è “Fotonascita”: un servizio esclusivo proposto dal fotoreporter Fabrizio Villa, che, dopo 28 anni trascorsi in giro per il mondo documentando storie, spesso drammatiche, per conto dei più importanti giornali italiani e internazionali, ha deciso di cominciare una nuova avventura immortalando la magia della vita, dalla sala parto al primo incontro del neonato con i membri della famiglia.

Questi emozionanti reportage, realizzati con sensibilità e discrezione, nascono per ricordare quel momento che nessun racconto potrà mai restituire nella sua intensità: il primo sguardo tra la mamma e il bambino, le lacrime di dolore e di gioia, l’abbraccio del papà… scatti forti, toccanti, da custodire per sempre.

©Fabrizio Villa

A completare l’offerta GEPO, restano tutti i servizi ormai consolidati: dalla medicina preventiva alle consulenze specifiche e personalizzate di ginecologia, pediatria, psicologia e dietologia e anche assistenza legale sul diritto di famiglia a cui si aggiunge la molteplice offerta riguardante la gravidanza e la salute mamma-bambino.

 

 

 

 

In becco alla cicogna

Desiderare un figlio e crescerlo nella testa e nel cuore prima che nella pancia. Perchè la pancia rimane ostinatamente vuota, nonostante si provi e riprovi.

Con tutti i metodi: prima a casa propria, declinando i tentativi in varie tappe sempre meno divertenti. (Dal fare l’amore, a voler farsi inseminare a tutti costi, quel dato giorno a quella certa ora, per beccare l’ovulazione). Poi in ospedale, dove inizia il percorso stressante della procreazione assistita. Un cammino emotivamente e fisicamente pesante che spesso però fa nascere una grande solidarietà tra le donne che sognano di diventare madri.

Eleonora Mazzoni, attrice e scrittrice, ha vissuto questa esperienza sulla propria pelle e ne ha preso ispirazione per il suo primo romanzo Le Diffettose, da cui è stato tratto anche un bellissimo spettacolo teatrale.

Mentre ora con questo nuovo libro, nato dalle lettere ricevute dalle tante donne che sognano un bimbo e stanno percorrendo la strada della procreazione assistita,  Eleonora Mazzoni fa chiarezza su questo percorso, di cui si discute tanto nei media ma in modo confuso e spesso accusatorio.

Tra le pagine di In becco alla cicogna, in uno stile divulgativo ma molto coinvolgente, vengono analizzate tutte le problematiche che una donna deve affrontare nella ricerca di un figlio. Oltre alla postfazione con l’autorevole opinione di Carlo Famigni, ci sono interessanti ed eccentrici excursus storici sull’origine delle pratiche di fecondazione artificiale.

Tutti sanno che la prima bimba nata in provetta fu Louise Brown nel 1978, ma il primo caso di inseminazione fu “un esperimento” dell’abate Lazzaro Spallanzani che negli anni’70 del 1700 rese madre, di tre cuccioli, una barboncina. Non vi racconto come fece a procurarsi il seme del padre barboncino, ma vi lascio immaginare la strategia.

Un altro fatto sconosciuto riguarda la scoperta delle gonadotropine (fatta attorno al 1950 dall’azienda farmaceutica Serono), sostanze che servono a stimolare la produzione di ovociti. E dove si trovano in abbondanza le gonadotropine? Nella pipì delle donne in menopausa. Così Pietro Bertarelli, a quei tempi capo dell’azienda, ebbe una trovata geniale: una grande quantità di questa urina si poteva reperire nei conventi, nella pipì delle suore. Meglio se in clausura, così non c’era neppure il pericolo di contaminazioni con infezioni sessuali. Le monache accettarono di buon grado e così la Serono potè commercializzare i primi farmaci per favorire il concepimento.

Bebé: istruzioni per l’uso

Mi ricordo quando ero tornata a casa dall’ospedale, dopo aver partorito Anita, quando Sant’ usciva per andare al lavoro, la sensazione di panico che improvvisamente mi assaliva. Essere lasciata da sola a casa con un neonato/alieno senza le istruzioni per l’uso. Che fare?
Penso che questo feeling sia comune a molte neomamme, tornate a casa un po’ sconvolte con la montata lattea e un piccino urlante tra le braccia e non sapere come gestire la nuova avventura. Per questo trovo molto utile (e anche divertente) l’iniziativa che mi è stata segnalata da Bravibimbi che in collaborazione con l’ospedale Buzzi, una delle migliori “fabbriche” di bambini a Milano, lancia un concorso dedicato alle mamme in attesa o a quelle che hanno appena partorito, per regalare un dvd sull’ABC dell’accudimento inziale del neonato.