Torta fredda raw vegan fragole e lamponi

Cosa c’è di più bello di una torta di compleanno golosa che non fa ingrassare?

Questo è stato il delizioso regalo di Anita, un dolce buonissimo, facile da preparare e soprattutto perfetto per le temperature torride di quest’estate!

Ingredienti

Per la base:
– 160g di farina di mandorle
– 220g di datteri
– 4 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 2 cucchiai di olio di cocco
Per la crema:
– 200g di anacardi
– 100ml di sciroppo d’agave
– 4 cucchiai di olio di cocco
– una manciata di fragole e lamponi

  1. Mettere gli anacardi in una ciotola con dell’acqua e lasciarli a bagno per circa 4 ore.
  2. Preparare la base sminuzzando nel mixer i datteri (senza nocciolo), la farina di mandorle e il cacao.
  3. Quando il composto si può modellare con le mani, stenderlo in uno strato uniforme in uno stampo per torte.
  4. Mettere la base in freezer mentre si prepara la crema.
  5. Inserire nel mixer gli anacardi (dopo averli scolati), lo sciroppo d’agave, l’olio di cocco e i frutti di bosco.
  6. Mixare finché non si raggiunge la consistenza di una mousse liscia. Potrebbero volerci un po’ di minuti, continuare a mescolare l’impasto ogni tanto, in modo che tutti gli anacardi vengano sminuzzati e non rimangano sui bordi della ciotola del mixer.
  7. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, rimuovere la base dal freezer e versarci sopra la crema, aiutandosi con una spatola.
  8. Decorare con altre fragole e lamponi. Mettere di nuovo nel freezer per far indurire un po’ la crema.
  9. Voilà! Servire quando la crema è abbastanza solida ma non ghiacciata.
  10. Conservare la torta in freezer e rimuovere dal congelatore un’oretta prima di quando si intende mangiarla, in modo che non sia troppo fredda.

La notte vegana

E’ il prossimo martedì 4 ottobre, giorno della festa di S.Francesco (il primo vero animalista!). La celebrazione della notte vegana è al suo quarto anno e sarà una serata all’insegna della buona cucina e della consapevolezza etica.

Perchè l’esercito dei vegani in Italia sta crescendo, secondo Eurispes erano solo 30.000 nel 2002 e sono arrivati a 700.000 nel 2016. Mentre i vegetariani sono il 16% della popolazione quindi circa 1.000.000.

Nonostante questi numeri, i numerosi scandali che riguardano le frodi alimentari, l’aumentare delle malattie cardiovascolari e l’incidenza crescente all’obesità, anche fra i più giovani, l’ironia sui vegani e le loro abitudini alimentari continua a dilagare.

Ma la grande distribuzione ha nasato il business che si cela sotto le battuttine sul tofu e oramai in tutti i grandi supermercati si trova una vasta scelta di prodotti vegani.

Da circa un anno ho abbandonato i latticini : grande beneficio per la digestione e per la linea. E posso testimoniare che anche per le pelli più giovani vivere senza i prodotti caseari è un toccasana rivoluzionario.

Femminismo assassino


Un gamberetto oggi, un minestrone domani, lenticchie, focaccia, yogurth, sushi e muesli a random. Da vent’anni non toccavo carne e per “scrupolo” (capelli sfibrati, unghie molli, occhiaie da Nosferatu, catelessi alle 9 di sera) ho fatto gli esami del sangue. Emoglobina a 9, come uno zombie. Così ho cominciato a prendere il ferro come integratore e, nonostante il ribrezzo, ho dovuto incominciare a mangiare la bistecchina. Inutile tergivisare con petto di pollo e bresaola, per i miei globuli rossi dovevo sacrificarmi con la carne rossa. Una bella sconfitta per una che per lavoro ha anche intervistato (con grande entusiasmo) il pediatra alternativo che consigliava lo svezzamento vegetariano con l’alga kobu. Il problema è che per seguire una corretta dieta vegetariana bisogna essere molto coscienziosi e non lasciare niente al caso. Cioè calcolare bene le combinazioni degli alimenti e non smordicchiare qua e là come ho fatto troppo spesso negli ultimi tempi. Quindi ho dovuto arrendermi. Ma non alla mucca pazza, che dicono si sia estinta, ma non si sa mai. La bistecchina quindi vado a comprarla in cascina dove è tutto bio. Ieri sono andata con le bambine e dopo la spesa le mie figlie mi hanno chiesto di fare un giretto nelle stalle e nel pollaio per vedere gli animali. Grande errore. Tra polli, anatre e galline tutto ok: loro starnazzavano ed Emma cercava di instaurare una conversazione. Le caprette erano simpatiche e si ingozzavano di erba. Il tragico è arrivato quando siamo arrivate alla stalla dei torelli: bellissimi e condananti a morte. Mi sono allontanta con la scusa del lezzo di letame perchè mi sentivo terribilmente in colpa. Ho cominciato un’ipotetica conversazione mentale con loro pensando: “Non vorrei mangiarvi ma devo… con i gamberetti non mi sento in colpa perchè sono forse figli di un dio minore?”. Un vero delirio di pentimento. Poi le mie figlie hanno dato una sbirciatina nel porcile: per i maialini era già ora della nanna. Dormivano felici, rosa e ignari: tutti ammassati come i punkabestia. La medesima idea ci è passata contemporaneamente per la testa. Emma, grande consumatrice di salame, ha chiesto triste: “Li allevano solo per poi ucciderli vero?”. Anita con prontezza le ha risposto: “Uccidono solo i maschi perchè le femmine servono per riprodursi”. Allora Emma sollevata: “Bene. Succede come per i fuchi?”. Anita: “Sì, negli animali i maschi non servono a nulla”. “Fra un po’ sarà così anche nel genere umano…” mi sono lasciata scappare io. Poi mi sono morsa la lingua prima di formulare altre ipotesi di bio-genetica. Devo smetterla di parlare male dei maschi alle bambine: hanno tutto la vita davanti per capire come va il mondo.