Alle terme di Montegrotto

Ho fatto il bagno in piscina all’aperto nel buio del pomeriggio, sotto una pioggerellina fredda e le decorazioni natalizie che scintillavano attorno a me. Una magia possibile e piacevole perché l’acqua termale della vasca era a 37°, avvolgente e rilassante.

Sono stata per un lungo weekend a Montegrotto e ho sperimentato il relax delle Terme Euganee, il polo termale più grande e più antico d’Europa. Infatti secondo le fonti archeologiche l’antico santuario lacustre sorgeva proprio nell’area di Montegrotto Terme, tra la fine dell’IIIV e III secolo A.C. I romani consideravano sacro il fenomeno delle acque che sgorgano bollenti e sulfuree dal sottosuolo e infatti avevano inventato Aponus, il dio delle Terme. Adesso lo stesso nome è dato a una linea di trattamenti per il viso che in effetti sono ottimi, quasi divini.

Terme Euganee, Piscine termali © L. Zilli

Il fenomeno, delle acque che sgorgano calde e bollenti dal terreno continua a colpire il nostro immaginario. Appena arrivata a Montegrotto prima ho visto le antiche rovine delle antiche terme romane e poi anche un signore che aveva appena inchiodato il suo Suv per scendere a fare una storia di Instagram al ruscello che scorre in mezzo al paese producendo fumi caldi e magici. E poi è ripartito felice.

Scavi archeologici, part. cavea di teatro romano © Turlon

A Montegrotto ogni hotel, sono un’ottantina, ha la SPA e le piscine dove è possibile fare balneoterapia, idrokinesiterapia, fangoterapia. Curarsi con le proprietà terapeutiche dell’acqua termale, salso-bromo-iodica, che proviene dai Monti Lessini e dalle Prealpi e defluisce nel sottosuolo attraverso la roccia calcarea arrivando fino a una profondità di 2000-3000 metri. Viene trattenuta ad alta temeratura e a una forte pressione per un percorso di circa 80 km per un periodo di 20-30, arricchendosi di sali minerali fino agli stabilimenti delle Terme Euganee dove sgorga a una temperatura di 87°.

Villa Draghi© F.e M. Danesin

Ogni hotel è organizzato per l’accoglienza a misura di famiglia, oltre alle cure termali con la terapia inalatoria, ci sono intrattenimento e attività dedicate ai bambini: menù ad hoc,  escursioni, sala giochi e sala cinema. Oltre naturalmente al servizio di baby-sitting.

Nei pressi di Montegrotto una gita che senz’altro appassionerà i più piccoli è senz’altro la visita a Butterfly Arc- La casa delle farfalle la prima creata in Italia, ed è imperdibile una passeggiata nel Bosco delle Fate.

Una passeggiata molto interessante è anche quella nel parco del Monte Alto per salire fino a Villa Draghi all’interno della quale si trova anche il Museo Internazionale del Vetro d’Arte e delle Terme che espone magnifiche creazioni dei vetrai di Murano.

Relax alle Terme di Riolo

Pare che Caterina Sforza nella sua raccolta di ricette di bellezza (Experimenti della excellentissima Signora Caterina da Forlì) avesse inventato una ricetta formidabile per una ceretta. (I peli superflui non sono mai piaciuti, nemmeno nel 1400!)

Ho scoperto questa curiosità storica nel fine settimana, quando sono stata invitata alle Terme di Riolo, il paese romagnolo dove si può ammirare una piccola Rocca Sforzesca. Qui probabilmente la bellissima nobildonna trascorreva qualche giorno quando si recava a passare le acque ai Bagni di Riolo.

Le terme di questo ridente paesino, vicinissimo a Imola dove sono cresciuta, hanno origini molto antiche. Esistono come stabilimento termale da 140 anni, ma i benefici dell’acqua salsobromoiodica di Riolo, che si forma da una falda del terreno a 50-60metri di profondità, erano già nominati nei trattati medici del ‘500. Scritti che illustravano i benefici di queste acque ricche di sali minerali e dei fanghi di argilla molto particolare. Non polverizzata ma cremosa.

La mia giornata alle terme è trascorsa nel centro benessere, a sguazzare nella piscina con l’acqua sulfurea a 34°. Nella vasca oltre all’idromassaggio, alla cascate e al percorso Vascolare Kneipp, c’è anche una cyclette e una macchina per fare step sott’acqua per chi ama l’acquagym.

Eravamo a bagno, un po’ bruttini con la cuffia, che dona solo a pochi, ma un’espressione beata sul viso. Sorridevo agli altri sconosciuti bagnanti e loro ricambiavano. Giovani e vecchi, donne e fanciulle. Perchè ce la spassavano, ci sentivamo leggeri e ci facevano massaggiare dai getti d’acqua. Ed è vero che l’acqua sulfurea rilassa e ovviamente ispira il buon’umore. Ha un effetto così calmante che anche i bebé erano sereni e tranquilli.

Poi mi sono concessa una pausa nella zona sauna e bagno turco, ho fatto le docce emozionali, profumate, tiepide e, con coraggio, anche quelle ghiacciate. E mi sono rilassata con una bella tisana.

Insomma una perfetta, fredda, domenica di pioggia.

Ma la piscina e il centro benessere sono aperti anche alla sera e potrebbero essere la meta di un S.Valentino romantico e salutista.

A Riolo alle terme si possono abbinare, per i buongustai, a delle belle mangiate e interessanti degustazioni. Mentre per chi predilige il fitness, sono possibili gite in mountainbike e percorsi a cavallo, sui sentieri delle (dolci) colline che circondano il paese.

Oppure più semplicemente si possono fare delle belle corse. Le terme sono in mezzo a un parco secolare, non mi ricordavo, altrimenti avrei portato scarpe e abbigliamento tattico.

Quando ero tornata a vivere a Imola, più di un decennio fa, e le mie figlie erano piccole per combattere i malanni stagionali (quegli inverni in cui tosse, raffreddore, broncospasmo, mal di gola sembrano un flagello di Dio) in settembre per prevenire avevo portato Emma e Anita a fare “le cure”. Inalazioni e polverizzazioni, a Riolo.

All’inizio c’erano stati capricci, invece poi era stato molto piacevole. Divertente. Soprattutto le polverizzazioni che si facevano in una stanza piena di “nebbia” dove loro erano immerse a giocare.

Il primo giorno le avevo spiate dal vetro del corridoio, poi considerato che non mi degnavano di uno sguardo e passavano il tempo felici giocando nella nebbia sulfurea, i giorni successivi me ne andavo a girare nel parco.

A prendere un caffè e guardare gli anziani che, a metà pomerigigo, ballavano il liscio nella pista da ballo davanti all’ingresso delle Terme.

Tutto molto romagnolo, molto felliniano.