Possiamo fare tutto?

Le donne hanno i superpoteri , devono solo ricordarsi, o meglio avere il coraggio di usarli. Sembra semplice, ma non sempre riusciamo a esprimere le nostre potenzialità che ci aiutano a vivere meglio. E soprattutto a conciliare le molteplici esigenze della nostra vita. A darci una mano è arrivato il manuale di Valérie Lorentz-Poinsot, manager francese di successo, ai vertici della Boiron.
Nel suo libro l’autrice spiega come è riuscita a conciliare tutto: famiglia e carriera. Per farlo indica e sollecita a incrementare l’autostima, a essere audaci, a non farsi ammazzare dai sensi di colpa e soprattutto a essere oneste con se stesse e non trovare scuse per giustificare un eventuale e pernicioso senso di inadeguatezza.
Insomma le donne, se vogliono, possono farcela.
E c’è una lista luminosa di esempi di invenzioni utili e tutte al femminile.
Lo sapevate, ad esempio, che i sacchetti di carta sono stati inventati nel 1882 da Maria Beasly? E l’idea delle scale anti-incendio è venuta nel 1887 ad Anna Connely mentre, nello stesso anno, Josephine Cochrane creava niente meno che la lavatrice. Poi mentre ci faceva il bucato avevamo tanto tempo libero e allora Elizabeth Magie nel 1903 ha pensato bene di inventare il Monopoly. Che mancasse il frigo invece l’ha notato Florence Parpart e nel 1914 ha pensato di rimediare al problema proponendone il primo prototipo.
La lista delle donne pratiche e geniali è lunga e non posso elecarle tutte, basta pensare noi donne abbiamo una marcia in più e se vogliamo utilizzarla sky’s the limit, come dicono le anglossassoni.
Nel libro della Poinsot, la parte più interessante è quella che riguarda gli accorgimenti legati alla salute e al benessere fisico. Perchè molto spesso “le donne toste” sono capacissime di seguire le regole di empowerment al maschile (credere in se stesse, osare l’inosabile, farsi rispettare, ecc) ma poi come gli uomini si fanno venire l’ulcera dallo stress e soffrono mille altre magagne psicofisiche. Invece per star bene mentalmente è soprattutto necessario curare anche il benessere fisico. In queste pagine si trovano utilissimi consigli su come fare attenzione alla dieta (non ipocalorica ma sana), al movimento e al sonno (di notte ma anche un riposino, una siesta relax per combattere lo stress della giornata). Insomma diciamo “si” ai nostri poteri, ma al femminile, con quella sensibilità che ci contraddistingue e che è il nostro atout. E così bendispsote verso l’universo saremmo capaci di cogliere, al volo, anche quella botta di fortuna che aiuta sempre a mettere a posto l’armonia cosmica ma anche il privato di ognuna di noi, che in questo caso si chiama conciliazione.

L’irritante Sarah Jessica

Ieri sera sono stata alla prima di Ma come fa a fare tutto? , il film tratto dall’omonimo best-seller dell’inglese Allison Pearson. Avevo letto il libro tanti anni fa quando era uscito, la storia, molto divertente, è stata il canovaccio su cui si sono basati poi tutti gli esempi di mommy-blogging. Quindi sono andata al cinema piena di aspettative. Ma purtroppo film con la Parker protagonista è tutta un’altra faccenda.
Troppo hollywoodiano e soprattutto con la protagonista sbagliata, Sarah Jessica Parker: pessima attrice, miracolata da Sex and the City, oltre ad apparire sempre uguale a sè stessa è decisamente improbabile nella figura di madre incasinata. Magrissima, impeccabile anche quando si danna perchè ha una finta macchia di latte e cereali sul blazer. Qui si trasforma in un personaggio macchietta: ammicca e si strugge nel conciliare carriera e maternità in modo esagerato e ultra irritante. Nella pellicola ci sono varie battute divertenti, quasi tutti i personaggi comprimari sono azzeccati (anche il vecchio Pierce Brosnam se la cava) ma alla fine il plot è stucchevole, piatto, con uno scontato lieto fine. Insomma il romanzo della Pearson, ironico, ricco e profondo, è stata malamente svuotato per incontrare le esigenze di botteghino. L’unica buona notizia che ho ricavato da questa pellicola è lo sdoganamento delle calorie superflue: Sarah, la cessa non più di primo pelo, è così secca e ultra-grinzosa, con spaventevoli mani ossute da ottantenne, che ora corro a mangiarmi due bomboloni perchè, anche se sono sempre attenta alla tirannia della bilancia, non voglio rischiare di trasformarmi in una mamma emaciata e incartapecorita come come lei.