Chocomusic a Pasqua

Le delizie del cioccolato artigianale e la bellezza del Lago di Garda. Ecco il mix irresistibile di “Chocomusic, musica per il palato”, la grande festa della dolcezza che dal 30 marzo al 2 aprile si terrà nel cuore di Riva del Garda. Una Pasqua tutta da gustare che culminerà con l’apertura dell’Uovo Gigante, nel pomeriggio del lunedì di Pasquetta.

Sarà la centralissima Piazza Cesare Battisti a ospitare la quinta edizione di Chocomusic. Il grande spazio diventerà il cuore della passione per il cioccolato, un grande laboratorio nel quale scoprire in diretta tutti i segreti e la bontà di questo alimento. Ogni giorno si potrà ammirare il lavoro dei maestri cioccolatieri, che metteranno a disposizione del pubblico la loro arte pasticcera in una sorta di affascinante spettacolo del gusto.

Ad accogliere i visitatori la Fabbrica del Cioccolato, spazio “dinamico” con una imponente macchina per la macinazione delle fave di cacao. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove parte il percorso illustrato “Conoscere il cioccolato”. Attraverso le testimonianze dall’America Latina è possibile conoscere la provenienza e le proprietà del cacao e assistere a tutte le fasi della lavorazione del cioccolato: dalla fava di cacao tostata ai cioccolatini finiti. Nella Fabbrica ci sarà sempre un maestro cioccolatiere pronto a realizzare in presa diretta deliziose praline e sculture di cioccolato.

Chocomusic propone un calendario di golosi appuntamenti, anche musicali, un programma che regala piacere, dolcezza e divertimento a ogni ora del giorno, dai cooking show alle degustazioni, dalle lezioni di cioccolato ai laboratori per bambini.

Apprezzatissime le lezioni di cioccolato per principianti, mini-corsi di base della durata di 2 ore per imparare a lavorare il cacao in modo semplice e realizzare in casa cioccolatini artigianali, buoni da mangiare e belli da vedere. In poco tempo e con gli strumenti a disposizione in cucina, ci si mette alla prova per saperne di più su come utilizzare il burro di cacao, per imparare come fondere e “temperare” il cioccolato alla perfezione.

Conoscere divertendosi, è lo scopo delle attività dedicate ai più piccoli. A loro è dedicato un laboratorio di cui sono gli unici protagonisti. Giocando insieme, conoscono la storia del cioccolato e imparano a manipolarlo. Si divertono con “sac a poche” e formine con le quali realizzare cioccolatini personalizzati che possono portarsi a casa.

Una tavoletta di cioccolata lunga 27 metri! È la tavoletta da guinness, realizzata in presa diretta presso la Fabbrica del Cioccolato dalla squadra dei maestri cioccolatieri e offerta in degustazione gratuita alle persone che assistono allo show. Un evento unico e attesissimo dove a mettersi in gioco sono gli stessi maestri cioccolatieri, che in una entusiasmante sfida contro il tempo, realizzano il liquore di cioccolato che poi viene colato a cascata su uno stampo lunghissimo, attraverso il quale viene data la forma alla tavoletta da record, subito pronta per essere degustata dal pubblico.

Piccoli chef? No, grazie

Fra le compagne di scuola di Emma c’è una bambina celiaca che quando viene a giocare a casa nostra si porta la merenda nello zainetto, ma ora nel giro delle amichette tutte le mamme hanno in casa qualche golosità senza glutine, proprio per lei. Comunque i bambini celiaci e anche quelli che soffrono di altre intolleranze alimentari sono bravissimi: non li ho mai visti fare scenate e capricci per mangiare, magari alle feste, qualcosa di proibito. A Milano, ad esempio, ora con il carnevale ambrosiano che va avanti fino a sabato, i bambini sono a casa da scuola ed è un susseguirsi di feste in maschera e scorpacciate varie. La buona notizia è che alcuni delle tipiche leccornie carnascialesche, come le frittelle e i dolci caramellati, possono essere preparati senza glutine e quindi mangiati tranquillamente anche dai celiaci. Esiste un libro , della giornalista Annalisa Coviello, che contine molte di queste ricette, della cucina ligure, proprio a misura di bambino. Un’altra novità riguarda la cioccolata: quella senza glutine ora è facile da trovare anche nei bar.
A casa nostra fortunatamente intolleranze non ce ne sono e quindi, in teoria, sarebbe frittella libera, declinata in mille gusti. Peccato che io come cuoca di dolci faccia pena e l’unico exploit che mi possa permettere sia friggere le mele. A carnevale le mangiavo da bambina e quindi l’altra sera, pensando che ogni tanto bisogna rispolverare le tradizioni, ho coinvolto le bambine nella loro preparazione. La parte che hanno preferito è stato passare i pezzi di mela nella farina, litigando su chi ne impanava di più, imbiancando tutto il tavolo e il pavimento della cucina. Poi le ho messe in padella, sprigionando una puzza da ristorante cinese. Infine le bambine hanno passate le le mele fritte nello zucchero, che hanno cercato di papparsi, leccandosi le dita senza vergogna e lasciando nude le frittelle. Quando finalmente quest’ultime sono state pronte e messe su un vassoio, Anita ne ha sbocconcellato una, ha assunto un’espressione triste e delusa. Mi ha detto: “Pensavo fossero diverse: non mi piacciono molto”. Emma invece, diffidente, non ha voluto neppure assaggiarle. Avrei potuto parlare dei bambini che moiono di fame nel Darfur, ma gli psicopedagogisti dicono che sia un’immagine poco efficace per i nostri figli perchè troppo lontana. In alternativa, avrei potuto usare espressioni forti, qualche porcone e insulti mirati. Ma avrei rischiato di far diventare le mie bambine, fra pochissimi anni, anoressiche/bulimiche. Dopotutto i disordini alimentari nascono sempre per colpa dei genitori. Allora ho cercato di essere zen e mi sono pappata quelle delizie da 500 e passa calorie. Pensando vendicativa: la prossima volta col piffero che giochiamo ai piccoli chef.