Honey moon 2

Per festeggiare vent’anni di matrimonio Sant’ e io abbiamo trascorso un romantico weeekend in un confortevole e panoramico hotel sul Lago Maggiore.
Nella nostra mini luna di miele, dopo due decenni dal fatidico “sì”, siamo stati meno coinvolti nella vita di coppia e più propensi ad ascoltare e guardare quello che succedeva intorno a noi.
Ecco qualche esempio…
In un paio di saloni del nostro hotel si svolgeva una festa di nozze.
Mentre prendevo il sole a bordo piscina nel parco dell’albergo Sant’ mi ha chiesto:
“Hai visto il nome degli sposi?”
“No, perchè?”
“Erano scritti su un cartello all’entrata della sala della festa: Andrea e Giacomino!”
“Ma va! Due gay?”
“Sembrerebbe”
“FIco! Come in Olanda e in California!”
“Magari Andrea è la sposa…”
“Sì, come in Germania, dove è un nome da donna…speriamo di no”
“Il primo matrimonio gay in Italia, in questo paesino…strano”
Il mio vecchio spirito da cronista stava risvegliandosi sotto la crema solare:
“Dovrebbero esserci giornalisti, televisioni…andiamo a vedere gli ospiti”
Ci siamo appostati all’uscita del salone dove gli invitati uscivano a prendere aria sudati e provati. Li osservavamo: del genere Elton John un po’ eccentrici neanche l’ombra, la maggioranza era di nonne e zie. Una delusione. Ho spedito Sant’ a controllare di nuovo i nomi, mentre cercavo di sbirciare all’interno del salone per riuscire a beccare eventualmente la coppia nuziale. Non ho avuto fortuna.
E Sant’ è tornato con la delusione dipinta in volto:
“Era Giacomina, la “a” era un po’ piegata, c’era un’orecchia nel foglio!”
“Che palle, che banalità!”

Più tardi siamo andati a cena in un ristorantino ultra-romantico, piccolissimo, in un paesino dell’entroterra inerpicato sulla collina. Menù pesce e una sala da pranzo minuscola, solo cinque tavoli. Luci soffuse e musica soft, un po’ vintage.
Oltre a noi c’era un altro tavolino da due, con una coppietta giovane che tubava.
Dopo poco è arrivata una signora sopra i cinquanta, o anche sotto, un po’ befana, molto truccata con i capelli molto rossi, assieme a una coppia di coetanei dall’apparenza invece molto sobria.
Si sono seduti nell’unico tavolo grande, da sei.
Evidentemente aspettavano amici.
La signora befana per ingannare l’attesa telefonava.
Ha iniziato parlando con voce normale poi gradualmente ha alzato il tono. Sempre di più.
A un certo punto la sua voce ha coperto anche la musica:
“Ma questi dolori all’utero vengono in menopausa e poi vanno via o restano? E le perdite?”
Il marito dell’amica che l’accompagnava è sbiancato e ha cercato di nascondersi dietro la carta dei vini.
La moglie ha preso l’iniziativa e detto gentilmente: “Luisa stai urlando…”
La signora befana non ha fatto una piega: “Sì, me l’han già detto tante volte”
Poi ha continuato a squarciagola: “Ma tu ce l’hai allora le perdite?”
L’amica l’ha guardata male, allora la signora befana si è rivolta direttamente a lei: “E tu?”