Felicità

Ne avevo parlato un po’ di mesi fa, ad Emma era stata diagnosticata la scoliosi e la possibilità di mettersi un corsetto fino alla fine della crescita.
Ieri, dopo molti mesi di ginnastica correttiva e una nuova radiografia, era prevista la visita di controllo con l’ortopedico.
Emma ha detto prima di partire per l’ospedale: “Oggi c’è il verdetto” ed era molto emozionata.
A me si stringeva il cuore.
Fortunatamente il responso è stato più che positivo. La situazione è migliorata tantissimo e per ora non è prevista alcuna terapia: niente corsetto e neppure ginnastica correttiva. Deve solo scegliere uno sport da praticare quest’anno. Spero che ne trovi uno divertente e (egoisticamente) non troppo lontano casa. Questa nuova diagnosi è stata molto positiva anche da un punto di vista educativo: Emma si è impegnata moltissimo a fare ginnastica anche se era una noia mortale, anche se la palestra era piena di anziani con il mal di schiena, anche se gli esercizi erano sempre uguali e ripetitivi.
Ogni volta che andavamo faceva il broncio e diceva disperata: “No! Anche oggi?” poi però faceva tutta la sua scheda con attenzione e cura.
(Sì, le ho comprato molto Lego e molti Topolino ma glieli davo solo a fine sessione)
Questo successo quindi le ha insegnato che impegnarsi è importante per raggiungere un obiettivo.
Ieri sera a cena ha festeggiato con un’overdose di bignet al cioccolato e ad Anita ne ha concessi solo due. Perchè era “Emma comanda”. Noi ogni tanto, in occasioni speciali, facciamo “Emma comanda”, “Anita comanda”, “Sant’ comanda”, nuvole di libertà nella mia lungimirante dittatura.

Notti brave

Conversazione di ieri con Anita.
“Mamma devo dirti una cosa horror, ma non ti arrabbiare”
“Sono tutta orecchie…”
“La mia cartella ha passato la notte fuori”
“E ha bevuto”
“No, no, è vero”
“E’ tornata alle 5, incinta?”
“No mamma, non scherzare…ha passato la notte fuori…di fianco alla macchina nel parcheggio”
“???”
“Quando prima sono andata a prendere le cartelle dal baule della tua auto, ma la mia non la trovavo. Mi sono preoccupata, poi l’ho vista. Era fuori, me l’ero dimenticata lì”
“Chi vuoi che rubi una cartella, qualcuno che vuol fare i compiti?”, interviene Emma.
“Ma dentro avevo il telefonino”, confessa piano Anita. Poi aggiunge con ottimismo:
“Meno male che non viviamo nel Bronx, vero mamma?”

La classe

Seconda media.

La prof spiega il concetto di censura.
“Blah…blah…blah… e poi ad esempio nelle edicole i giornali per adulti, quelli con immagini pornografiche non vengono messi in primo piano, ma un po’ nascosti…”
Un ragazzo alza la mano: “Ma si trovano prof…io li trovo sempre”

Un allievo viene sospeso perchè picchia i compagni, appena può, senza un motivo, li mena sempre e comunque. A ginnastica e nell’intervallo. Il consiglio di classe ha deciso di sospenderlo per tre giorni.
Un’allieva ha scattato una foto in classe. Anche per lei il consiglio decide tre giorni di sospensione.
Con i precedenti di immagini messe su Youtube e Facebook, a scuola quando si parla di foto rubate tira una bruttissima aria. I prof sono particolarmente paranoici.
Anita, commenta: “E’ giusto sospendere qualcuno che picchia, serve per fargli capire che è una cosa sbagliata, altrimenti da grande sarà un violento. Ma una che fa foto non può essere messa allo stesso livello. Perchè da grande cosa rischia? Al massimo di diventare un paparazzo!”