Una serata romantica

Quando i figli crescono si può uscire senza chiamare la babysitter.
Possono rimanere a casa da sole anche alla sera. E possono portare anche fuori il cane.
La scorsa settimana era l’anniversario del primo appuntamento fra me e Sant’.
In un picco di romanticismo, nella Milano vuota e bollente, abbiamo deciso di celebrare.
Cena? Cinemino? Prima cena e poi film?
Un scelta difficile, anche perchè i ristoranti erano quasi tutti chiusi.
Al cinema ripropongono i successi della scorsa stagione, ma una pellicola interessante l’avevamo individuata.
Allora abbiamo deciso di spezzare la “commemorazione”: quella sera film e appena il nostro ristorante preferito avrebbe riaperto, ci sarebbe stata anche la cena.
Quindi siamo usciti, abbiamo raggiunto il cinema in tempo record, eravamo forse gli unici in città quindi niente traffico e un’overdose di parcheggi gratis (sensazione inebriante). In anticipo abbiamo comprato i biglietti per un film che ci ingolosiva, quattro stellette nelle recensioni, abbiamo avuto anche il tempo di mangiarci un gelato al bar del cinema e finalmente è arrivata l’ora di entrare in sala.
Comodi comodi ci siamo spaparanzati nelle poltroncine, gustandoci i trailer e poi finalmente i titoli di testa del nostro giallo. Prima scena e vedo Sant’ che tira fuori il telefono dalla tasca dei pantaloni.
Stavo per dirgli: “Ti sembra il momento di controllare la posta brutto pirla?”
(sono passati più di vent’anni dal primo incontro)
Ma le parole mi sono morte in gola perchè Sant’ dopo aver bofonchiato qualcosa nel telefono, mi ha preso per mano, dicendo: “Quelle deficienti…non ci posso credere!”
Sono stata trascinata fuori dalla sala prima di conoscere altri dettagli.
“Sono uscite con Lola e al ritorno hanno rotto la chiave nella toppa della serratura”
Sono seguite varie imprecazioni mentre tornavamo a prendere la macchina.
“Ma porca…come hanno fatto…a ferragosto…rimaniamo fuori tutta la notte..e come l’hanno girata quella chiave…alla caxxx l’hanno girata!”
Nella calda e lontana notte del nostro primo appuntamento, nella Milano deserta dei primi anni’90, non mi sarei mai immaginata che vent’anni dopo sarebbe andata così. Lo stesso uomo al mio fianco, le stesse strade deserte, la stessa calura, le stesse zanzare, gli stessi idioti che di notte passano con il rosso, ma anche una casa assieme con l’impossibilità di entrarci.
“E adesso come facciamo? Nel garage ho qualche attrezzo ma bisogna vedere come si è rotta…altrimenti dove lo trovo un fabbro a quest’ora?”
“C’è il papà di un compagno di scuola…ma non siamo tanto amici…magari sono al mare”
“Certo chi vuoi che ci sia la settimana di ferragosto? Poi questa volta devi essere dalla mia parte…perchè tu le difendi sempre!”
“Scusa adesso è colpa mia?”
Vent’anni e passa dopo, il fascino misterioso e intrigante del primo appuntamento si è stemperato. Le barriere sono cadute e le conversazioni sono diventate più dirette e personali.
Siamo riusciti a mandarci al diavolo e contraddirci almeno tre volte prima di parcheggiare sotto casa.
Abbiamo trovato le ragazze e Lola sul pianerottolo con gli occhi bassi. Anche il cane aveva capito che girava male. Abbiamo chiamato il fabbro d’emergenza. Ci è costato come una cena ma almeno, per l’anniversario, siamo tornati a dormire nel nostro nido d’amore.

10 comments

  • 😀 poveri… che sfiga terrificante.

    • patriziavioli

      Eh sì 🙂 però alla fine non siamo andati a letto “litigati”, menomale!

  • Muahahah! Scusa Pat ma è troppo buffa 🙂

  • Oh, mi dispiace tantissimo…. ma -scusa- sto ridendo troppo!!!!! E’ la seratina romantica rovinata versione 2.0: si passa dal febbrone improvviso con vomito dei bimbi agli adolescenti chiusi fuori di casa!

    Anche noi festeggiamo ancora il nostro anniversario di “quando ci siamo messi insieme” (oddio si dirà ancora così?) e cade il 27 agosto, quindi abbiamo qualche probabilità in più di trovare un fabbro! 😀

    • patriziavioli

      27 agosto sono tornati tutti, vai tranquilla!
      e sul “ci siamo mesi insieme” anch’io ho grossi dubbi. Per esempio, sai che dire “moroso” fa vecchissimo? L’ho sperimentato sulla mia pelle!

  • La prima volta che i miei ci lasciarono sole a casa io avevo 12 anni e mia sorella 8, fuori pioveva ed io sentivo un sacco di rumori spaventossissimi tanto da chiamare i miei, per fortuna erano a cena da amici visto che non esistevano i cellulari. La mia preoccupazione era tale che furono allertati anche i carabinieri che passarono a dare un’occhiata …. Non so cosa pensarono mamma e papà ma non credo fossero altrettanto entusiasti ^_^

  • patriziavioli

    Che tenera ragazzina paurosa eri! 🙂
    A me invece non lasciavano mai sola, neanche di giorno. Mia mamma voleva controllarmi sempre!
    Hanno cominciato a 13-14 anni ed ero molto felice, mi bevevo aseconda dei giorni o una caffettiera di caffè o dei bicchierini di vermuth, te lo ricordi il vermuth?
    Credo che magari non esista nemmeno più.
    (normale non sono mai stata)

  • bellissima seratina direi!!!! :-5

  • Che culo! Beh, mettila sotto questo piano: tu fai girare l’economia anche a Ferragosto!